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Codice destinatario per fattura: cos’è e come si ricava

6 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Febbraio 2019



Come ottenere il codice univoco e registrare l’indirizzo telematico su cui ricevere i documenti fiscali elettronici.

La fatturazione elettronica, diventata obbligatoria dal 1° gennaio 2019, obbliga imprenditori e professionisti che hanno rapporti economici con dei privati (aziende, liberi professionisti o consumatori) a conoscere tutto il meccanismo per emettere ed inviare una fattura ed evitare di incorrere in sanzioni. Di questa procedura fa parte anche il cosiddetto codice destinatario per fattura. Un elemento senza il quale non è possibile completare l’iter della fatturazione elettronica. Ma che cos’è e come si ricava questo codice?

Volendo definirlo in modo tecnico, potremmo dire che il codice destinatario per fattura è una serie di numeri che identifica in modo univoco ed inequivocabile il destinatario o l’intermediario che deve ricevere la fattura. Se vogliamo tradurlo ad un linguaggio più semplice (siamo qui per quello) basta sapere che è l’indirizzo telematico a cui recapitare la fattura elettronica. Solo che, anziché mettere nomi e cognomi, chiocciole e server vari, si mette un codice alfanumerico. Anche se è possibile utilizzare pure la posta elettronica certificata, cioè la Pec.

Tutto così semplice? Vediamo.

Fattura elettronica: che cos’è?

Ricordiamo, innanzitutto, che cos’è la fattura elettronica. Si tratta di un sistema di fatturazione introdotto obbligatoriamente dal 1° gennaio 2019 con lo scopo principale di aumentare la tracciabilità dei pagamenti e, quindi, di contrastare l’evasione fiscale.

La fattura elettronica ha queste caratteristiche:

  • l’integrità. La fatturazione elettronica deve dare al destinatario la garanzia che non ci siano state delle alterazioni sul contenuto durante l’emissione e la trasmissione del documento;
  • l’autenticità. Chi riceve una fattura elettronica deve essere certo dell’identità del mittente;
  • la leggibilità. Il documento deve essere disponibile e visualizzabile su uno schermo.

Quali sono gli strumenti che forniscono alla fatturazione elettronica queste tre caratteristiche? Si tratta di:

  • sistemi di controllo di gestione per garantire un nesso tra la vendita di un bene o la prestazione di un servizio e la relativa fattura;
  • la firma elettronica qualificata o digitale di chi emette la fattura;
  • la trasmissione telematica dei dati;
  • qualsiasi altra tecnologia capace di assicurare autenticità, integrità e leggibilità del documento.

Fattura elettronica: quali vantaggi?

Il sistema di fatturazione elettronica diventato obbligatorio dal 1° gennaio 2019 comporta il fatto di dover entrare in un’altra logica per l’emissione e la trasmissione dei documenti fiscali. Un processo non sempre indolore per alcuni. Ci si aspetta, dunque, che la nuova procedura porti dei vantaggi ai contribuenti. Almeno quello, vista la fatica di doversi abituare ad un sistema di lavoro diverso.

In effetti, sono stati annunciati dei benefici, come ad esempio:

  • l’esonero dall’obbligo di presentare lo Spesometro, la Blacklist ed i contratti fatti da società di leasing;
  • l’esonero dalla comunicazione di acquisti di beni dalla Repubblica di San Marino;
  • l’esonero dalla presentazione di modelli Intrastat per gli acquisti da un Paese dell’Unione europea;
  • l’accesso prioritario ai rimborsi Iva;
  • la riduzione di un anno della decadenza per la notifica di accertamenti;
  • l’esonero dalla registrazione dei corrispettivi;
  • l’esonero dal rilascio di ricevute o scontrini fiscali;
  • l’assistenza fiscale per i contribuenti minori;
  • l’esonero dal visto di conformità e dalla garanzia per i rimborsi Iva.

Leggi anche come fare la fattura elettronica.

Fattura elettronica: che cos’è il codice destinatario?

Abbiamo visto che cos’è e quali vantaggi comporta la fattura elettronica. Veniamo ora al punto, cioè al codice destinatario che, come accennato, è un elemento fondamentale per la trasmissione del documento fiscale con questa nuova procedura.

Il codice destinatario fattura è una serie di numeri da riportare all’interno del documento per indicare al Sistema di interscambio (cioè a quello che potremmo chiamare «postino elettronico» dell’Agenzia delle Entrate) a chi lo deve consegnare. In altre parole, si tratta di un codice alfanumerico di sette cifre che identifica in modo univoco il destinatario della fattura.

Non esiste, comunque, un solo per ricevere una fattura elettronica ma ben tre. L’indirizzo telematico, infatti, può essere:

  • un indirizzo di posta elettronica certificata (vale a dire la Pec). In questo caso, chi emette la fattura deve riportare nel campo «Codice destinatario» sette zeri (deve, cioè, scrivere «0000000»), mentre nel campo «Pec destinatario» dovrà inserire l’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato dal cliente. Questa soluzione è adatta, soprattutto, a chi gestisce un numero di fatture piuttosto ridotto;
  • un codice alfanumerico di 7 cifre comunicato dal cliente. In questo caso, ci sarà da compilare soltanto il campo «Codice destinatario». Una modalità adatta a chi ha un volume di fatture piuttosto elevato;
  • un codice di sette zeri da inserire quando il cliente non ha comunicato né la posta elettronica certificata né il codice destinatario. In questo caso, occorrerà far presente al cliente di recuperare la sua fattura elettronica nella propria area riservata «consultazione» del portale «Fatture e corrispettivi». Si tratta della soluzione più comune per i consumatori finali, cioè di quella usata nel B2C (Business to consumer).

Fattura elettronica: come ricavare il codice destinatario?

Per ricavare il codice destinatario, o codice univoco, e poter fare la procedura di fatturazione elettronica devi, innanzitutto, essere titolare di un canale di trasmissione sul Sistema di interscambio che sia stato riconosciuto ed accreditato. Se possiedi questo requisito, riceverai dall’Agenzia delle Entrate il tuo codice di sette cifre da comunicare ai tuoi fornitori. Un codice che, come abbiamo detto, identificherà te e la tua attività.

Fattura elettronica: come pre-registrare il codice destinatario

L’Agenzia delle Entrate consente di registrare il proprio codice destinatario, in modo tale che il Sistema di interscambio (il «postino elettronico», ricordi?) sappia sempre dove consegnarti le fatture elettroniche al di là di ciò che il tuo fornitore avrà riportato sul documento. Come si fa?

Devi, innanzitutto, accedere al portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate, cliccando sulla sezione «Fatturazione elettronica» per entrare nella «Registrazione dell’indirizzo telematico dove ricevere tutte le fatture elettroniche».

Ti troverai davanti una schermata dove andrà inserita la tua partita Iva e dove potrai scegliere l’indirizzo telematico su cui ricevere le fatture tra due opzioni: il codice destinatario oppure la Pec. Clicca sull’opzione che preferisci e riporta sul campo adiacente il codice univoco ricevuto dall’Agenzia delle Entrate oppure il tuo indirizzo di posta elettronica certificata, se è questa che hai voluto scegliere.

Non ti resta che confermare il tutto. Da quel momento in poi, il Sistema di interscambio invierà sempre a quell’indirizzo le fatture elettroniche che dovrà consegnarti.


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3 Commenti

  1. Buongiorno, e in caso di consumatore finale privo di pec e non ha un codice univoco, come devo prcedere per caricare fattura su sistema di interscambio? Si ha l’obbligo di consegnare fattura cartacea al cliente?

  2. Grazie per queste informazioni. Mi domando come funziona il regime forfettario? E poi potete darmi maggiori informazione sui lavoratori autonomi?

    1. Pietro leggi la nostra guida al regime forfettario cliccando qui https://www.laleggepertutti.it/271605_regime-forfettario-tutto-quello-che-ce-da-sapere
      Ti spiegheremo quali sono i requisiti, i vantaggi e le cause di esclusione del regime forfettario. Troverai informazioni sul regime forfettario al venti per cento e su come si calcola il reddito imponibile.
      A proposito di lavoratori autonomi puoi leggere questo articolo https://www.laleggepertutti.it/227672_lavoratori-autonomi-possono-percepire-la-naspi

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