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L’appello incidentale

9 Febbraio 2019 | Autore:

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Febbraio 2019



Sia tu che la tua controparte avete vinto solo in parte nel giudizio di primo grado, oppure la sentenza è scritta così male che non si capisce quale delle parti sia vincitrice o soccombente: puoi contrastare l’appello del tuo avversario formulando appello incidentale.

Finalmente è stata pronunciata la sentenza di primo grado, ma il Giudice ha mal interpretato la vicenda e le prove e nessuna delle parti risulta vincitrice o soccombente, la sentenza non è chiara e il tuo avversario ha già preannunciato che farà appello per vedere riconosciute le proprie ragioni. Anche tu vorresti proporre una soluzione alternativa alla sentenza di primo grado, perché anche le tue ragioni sono state travisate, ti chiedi allora come fare. L’appello incidentale è un istituto del diritto processuale, sia penale che civile, che ti consente di proporre a tua volta appello quando una delle altre parti abbia appellato la sentenza di primo grado nei termini di legge. La sua funzione è quella di consentire all’appellante incidentale di fornire una tesi alternativa rispetto a quella dell’appellante in via principale. Vediamo allora come funziona l’appello incidentale, come si propone e quali costi comporta.

Quando si può ricorrere all’appello incidentale?

La legge prevede che nel caso di soccombenza di più parti, una di queste può proporre appello contro la sentenza.

La parte che per prima propone appello si chiama appellante principale. L’appello principale si propone con atto di citazione, oppure se siamo nell’ambito di una causa di lavoro, con ricorso. Ricevuta la notifica dell’appello principale, le altre parti soccombenti possono dunque:

  • costituirsi in giudizio resistendo alle domande dell’appellante principale, mediante deposito di una comparsa di risposta, nella quale si prenderà posizione sulle circostanze di fatto e di diritto esposte da controparte e si chiederà dunque la conferma della sentenza di primo grado, per le parti a loro favorevoli;
  • costituirsi in giudizio, impugnando a propria volta le parti della sentenza a loro sfavorevoli e fornendo una tesi alternativa a quella sostenuta dal Giudice di primo grado.

In questo secondo caso, si parla appunto di appello incidentale [1].

L’appello incidentale di inserisce nella comparsa di risposta al momento della costituzione in giudizio e, trattandosi di una “reazione” all’appello proposto in via principale, può essere depositato anche successivamente alla scadenza del termine per impugnare la sentenza, purché entro il termine per la costituzione in giudizio.

L’appello incidentale può altresì essere proposto nella prima udienza successiva alla comunicazione di altro appello incidentale, se l’interesse a proporlo sorge in conseguenza di quest’ultimo e non dell’appello principale. Ad esempio, si pensi al caso in cui ci siano tre litiganti (Tizio, Caio e Sempronio), tutti in parte soccombenti in primo grado. Tizio appella la sentenza di primo grado chiedendo che venga riformata con riferimento alle domande che aveva proposto contro Caio, rimanendo invariata la parte riguardante le ragioni di Sempronio. Caio si costituisce e propone appello incidentale, non il quale chiede la riforma della sentenza di primo grado sia con riferimento alle domande proposte nei confronti di Tizio che di Sempronio.

Sempronio, che a seguito della notifica dell’appello principale si era costituito solo con riguardo alle censure mosse da Tizio nel proprio atto d’appello (l’unico atto notificatogli e dunque a sua conoscenza), potrà in prima udienza proporre appello incidentale nei confronti di Caio.

L’appello incidentale, sia proposto in comparsa di costituzione e risposta, sia in udienza, perde tuttavia efficacia qualora venga dichiarato inammissibile l’appello principale.

La forma dell’appello incidentale

Come detto, l’appello incidentale – se proposto tempestivamente – deve essere inserito nella comparsa di risposta.

In pratica, si prenderà innanzitutto posizione sulle censure mosse dall’appellante principale alla sentenza di primo grado e poi si indicherà in un paragrafo a parte che si intende proporre a propria volta appello, nella forma dell’appello incidentale, su specifiche parti della sentenza di primo grado (che andranno specificamente indicate e riportate testualmente), indicando nel dettaglio i motivi per i quali si intende appellare.

Il contributo unificato

Quando si intende proporre appello incidentale è necessario pagare il contributo unificato, come se si fosse gli appellanti principali.

Il contributo unificato è una tassa che si deve pagare quando si inizia un’azione giudiziaria, si acquista in forma di marca da bollo e si allega all’atto cui si riferisce.

L’importo del contributo unificato varia in base al valore della causa e può variare, per i giudizi d’appello, tra un minimo di 64,50 euro ed un massimo di 2.529,00 euro.

note

[1] Art. 343 Cod. proc. civ.


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