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Le quote nella successione legittima

9 Febbraio 2019 | Autore:

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Febbraio 2019



Come viene ripartita l’eredità nel caso di successione legittima cioè nel caso in cui manchi un testamento

Nella vita di ciascuno di noi è inevitabile, prima o poi, dover affrontare il momento del distacco da persone molto care. La perdita del coniuge e dei genitori rappresentano eventi al cui confronto la vita inesorabilmente ci pone. E sono momenti delicati sotto molti punti di vista: anche il destino dell’eredità della persona che è mancata non è un problema da poco e che occorre affrontare con la dovuta freddezza. Non sono pochi i casi nei quali la persona che è venuta a mancare non abbia lasciato un testamento. In questa ipotesi è direttamente la legge [1] che stabilisce a chi destinare l’eredità della persona deceduta; è la legge, cioè, che definisce le quote di eredità e le persone a cui esse spettino. Si parla di successione legittima, quindi, nel caso in cui occorre ricorrere alla legge per stabilire a chi ed in quale misura destinare il patrimonio del defunto. E questo accade nel momento in cui la persona che è venuta a mancare non ha potuto o non ha voluto lasciare un testamento, oppure nel caso in cui il testamento sia nullo o contenga solo semplici raccomandazioni e non disposizioni relative al patrimonio, oppure nel caso in cui il testamento riguardi solo alcuni beni del defunto e, perciò, per i beni non citati si dovrà fare ricorso alla successione legittima (disciplinata, cioè, direttamente dalla legge). In questo articolo, perciò, cercheremo di individuare quali siano le quote nella successione legittima facendo una panoramica, la più esauriente possibile, sulle regole che si applicano alla sorte dell’eredità nel caso in cui il testamento non ci sia, o non sia applicabile (perché nullo), o non contenga disposizioni di tipo patrimoniale o tratti solo di alcuni beni e, perciò, occorra in tale ultima ipotesi stabilire a chi devolvere i beni di cui nel testamento si è taciuto.

Quali sono le quote di eredità se manca il testamento?

Analizziamo, quindi, le regole da applicare nei casi, sopra individuati nei quali il defunto non abbia lasciato un testamento o questo sia nullo o privo di disposizioni sul patrimonio o parziale (citi, cioè, solo alcuni beni tralasciandone altri).

Cominciamo con il dire che se il defunto lascia solo il coniuge (non ci sono cioè né figli, né genitori del defunto), al coniuge superstite spetta tutta intera l’eredità.

Se il defunto lascia invece coniuge e un figlio, al coniuge spetta metà dell’eredità e l’altra metà al figlio.

Se il defunto lascia coniuge e più figli, al coniuge tocca un terzo dell’eredità e ai figli i due terzi (che si divideranno tra loro in parti uguali).

Una regola da tenere bene in mente è che se la persona che è venuta a mancare lascia dei figli, verranno esclusi dalla successione sia i genitori che gli altri ascendenti del defunto, ad esempio i nonni, ma anche i fratelli e le sorelle del defunto.

Non spetta nulla, perciò, a genitori, nonni, fratelli e sorelle del defunto se il defunto ha lasciato figli.

Se però la persona mancata non ha lasciato figli:

ai suoi genitori, o anche ad uno solo di essi se l’altro genitore è già morto, spetta:

– tutta l’eredità (se oltre ai figli, mancano anche il coniuge ed i fratelli del defunto)

– o un terzo dell’eredità se c’è anche il coniuge: in questo caso, in assenza di figli e fratelli del defunto, al coniuge spetteranno i due terzi dell’eredità);

– o metà dell’eredità se con i genitori del defunto sopravvivono solo fratelli e sorelle del defunto (questi ultimi, ovviamente si divideranno tra loro l’altra metà dell’eredità);

ai fratelli e sorelle del defunto spetta:

– tutta l’eredità da dividersi in parti uguali nel caso non ci siano genitori del defunto (e nemmeno, ovviamente, figli e coniuge del defunto);

– metà dell’eredità da dividersi in parti uguali se il defunto lascia uno o entrambi i genitori (e non vi siano, ovviamente, né coniuge né figli del defunto);

– un terzo dell’eredità se il defunto lascia il coniuge e non vi siano né figli, né genitori (in questo caso al coniuge spettano i due terzi dell’eredità);

– un terzo dell’eredità da dividersi in parti uguali se il defunto non lascia figli, ma solo coniuge e ascendenti diversi dai genitori, cioè nonni (in tal caso agli ascendenti è comunque riservato un quarto);

agli ascendenti del defunto (in sostanza, i nonni) spetta:

– una quota di eredità solo se il defunto non lasci né figli, né genitori: spetterà loro tutta l’eredità se il defunto non lasci nemmeno coniuge o fratelli e sorelle, oppure spetterà un terzo delle’eredità nel caso di presenza del coniuge (a cui andranno i due terzi), oppure spetterà la metà dell’eredità nel caso vi siano solo fratelli e sorelle del defunto, o, infine, spetterà un quarto dell’eredità se concorreranno insieme al coniuge e ai fratelli e sorelle del defunto.

Se poi la persona che è mancata non lascia figli, né genitori, né altri ascendenti (nonni ad esempio), né fratelli o sorelle o loro discendenti, la legge chiamerà a succedergli e ad ereditare il suo patrimonio gli altri parenti fino al sesto grado (zii e cugini, ad esempio) in base alla regola per cui il parente di grado più vicino esclude dall’eredità il parente di grado più alto.

Infine se mancano parenti fino al sesto grado, l’eredità va allo Stato.

Nella successione senza testamento è la legge che stabilisce a chi vada l’eredità

note

[1] Art. da  566 a 586 cod. civ.


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