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L’obbligo di sicurezza del datore di lavoro

9 Febbraio 2019
L’obbligo di sicurezza del datore di lavoro

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Febbraio 2019



Il datore di lavoro ha l’obbligo di preservare la salute e la sicurezza dei propri dipendenti.

La sicurezza nei luoghi di lavoro è un tema di cui si parla in modo ricorrente. Purtroppo, quasi ogni giorno, i telegiornali parlano di lavoratori morti mentre stavano lavorando. Per cercare di aumentare al massimo la sicurezza nei luoghi di lavoro, nel corso degli anni, sono state approvate numerose leggi, decreti, testi unici, circolari. In realtà, anche se si registra qualche miglioramento, molto spesso le norme si sono tradotte solo in adempimenti burocratici, pagine  e pagine di carte, senza migliorare nella sostanza lo stato di salute e di sicurezza dei lavoratori. In questo articolo cerchiamo di capire in cosa consiste l’obbligo di sicurezza del datore di lavoro e cosa rischiano le aziende che non tutelano adeguatamente la sicurezza nel luogo di lavoro.

L’obbligo di sicurezza

Quando azienda e dipendente firmano il contratto di lavoro, le parti si assumono diritti e doveri reciproci. Il dipendente si impegna, tra le altre cose, a recarsi al lavoro puntuale, a svolgere con diligenza la prestazione di lavoro, a eseguire le direttive che gli vengono impartite dal datore di lavoro, etc.

L’azienda, dal canto suo, si obbliga a pagare lo stipendio regolarmente e tutti gli altri pagamenti richiesti dalla legge o dal contratto collettivo di lavoro.

Ma non si esaurisce in questo la lista degli obblighi del datore di lavoro nei confronti dei dipendenti. Uno dei principali obblighi messi a carico dell’azienda dalla legge [1] è, infatti, l’obbligo di sicurezza.

L’obbligo di sicurezza del datore di lavoro ricomprende il dovere dell’azienda di mettere in campo tutte le misure che, sulla base della scienza e della tecnica, nonché dei rischi specifici propri del tipo di lavoro che si svolge in azienda, sono necessarie o quantomeno consigliabili per poter ridurre al minimo il rischio che i dipendenti si ammalino sul posto di lavoro o subiscano incidenti o qualsiasi altro evento che possa mettere a rischio la loro sicurezza.

Si tratta di un obbligo che è parte integrante del contratto di lavoro e, dunque, l’azienda che non dovesse fare tutto ciò che può per tutelare il dipendente sarebbe inadempiente.

Nel corso del tempo, le leggi hanno cercato di procedimentalizzare l’obbligo di sicurezza, definendo in maniera specifica cosa deve fare l’azienda per assicurare la sicurezza, quali figure aziendali sono coinvolte, quali documenti devono essere approvati etc.

Cerchiamo di capire dunque quali sono i principali adempimenti che le aziende devono mettere in campo per rispettare l’obbligo di sicurezza così come è stato declinato nelle varie leggi che si sono succedute [2].

Le misure generali di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Il testo unico delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro fissa, innanzitutto, le misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro che ogni azienda deve rispettare.

Tali misure sono:

la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza;

la programmazione della prevenzione;

l’eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico:

  • il rispetto dei principi ergonomici nell’organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo;
  • la riduzione dei rischi alla fonte;
  • la sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso;
  • la limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono, o che possono essere, esposti al rischio;
  • l’utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro;
  • la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;
  • il controllo sanitario dei lavoratori;
  • l’allontanamento del lavoratore dall’esposizione al rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona e l’adibizione, ove possibile, ad altra mansione;
  • l’informazione e formazione adeguate per i lavoratori;
  • l’informazione e formazione adeguate per dirigenti e i preposti;
  • l’informazione e formazione adeguate per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
  • le istruzioni adeguate ai lavoratori;
  • la partecipazione e consultazione dei lavoratori;
  • la partecipazione e consultazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
  • la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, anche attraverso l’adozione di codici di condotta e di buone prassi;
  • le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato;
  • l’uso di segnali di avvertimento e di sicurezza;
  • la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformità all’indicazione dei fabbricanti.

La legge precisa, poi, che le misure relative alla sicurezza, all’igiene ed alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso comportare costi per i lavoratori. Sarebbe, dunque, illegittimo far pagare di tasca propria ai dipendenti i corsi sulla sicurezza.

Gli obblighi del datore di lavoro nella sicurezza

Il datore di lavoro è inoltre obbligato a:

  • nominare il medico competente, ossia il medico che deve verificare lo stato di salute dei dipendenti e sottoporli a visite periodiche;
  • designare i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza;
  • nell’affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza;
  • fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale (ad esempio caschetti, guanti, scarpe anti-infortunistiche);
  • prendere le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;
  • richiedere l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro;
  • inviare i lavoratori alla visita medica presso il medico competente entro le scadenze previste;
  • adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;
  • informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;
  • adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento dei dipendenti;
  • astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela della salute e sicurezza, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato;
  • consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, l’applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute;
  • consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza i documenti rilevanti sulla sicurezza;
  • elaborare il documento di valutazione dei rischi ed il documento valutazione rischi da interferenze se nell’azienda ci sono ditte esterne che svolgono appalti;
  • prendere appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano causare rischi per la salute della popolazione o deteriorare l’ambiente esterno verificando periodicamente la perdurante assenza di rischio;
  • comunicare in via telematica all’Inail e all’Ipsema le informazioni richieste dalla legge;
  • consultare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nelle ipotesi di legge;
  • adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro;
  • nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto e di subappalto, munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro;
  • nelle unità produttive con più di 15 lavoratori, convocare una riunione periodica sui temi della sicurezza;
  • aggiornare periodicamente le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi.

Il documento di valutazione dei rischi

Uno dei principali obblighi dell’azienda in materia di sicurezza è redigere, di solito con l’ausilio di consulenti esperti, il documento di valutazione dei rischi detto anche DVR. Questo documento deve contenere:

  • una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa. I criteri di redazione del documento devono essere la semplicità, la brevità e la comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l’idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione;
  • l’indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati;
  • il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza;
  •  l’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri;
  • l’indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio;
  • l’individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento.

Oltre alla redazione del DVR, vi sono tanti altri obblighi che l’azienda deve rispettare e occorre considerare che gli obblighi cambiano anche a seconda del settore specifico, e dunque di rischi specifici, in cui opera l’azienda.

Cosa rischia l’azienda che non è in regola con la sicurezza?

La violazione di singoli obblighi previsti dal testo unico espone l’azienda al rischio di sanzioni. Inoltre, se si verifica un infortunio o una malattia professionale e si dimostra che l’azienda non è in regola con la sicurezza, il datore di lavoro rischia:

  • una condanna penale per omicidio colposo o per lesioni, a seconda che l’infortunio o la malattia professionali siano mortali o meno;
  • una condanna per risarcimento del danno al dipendente, che sarà pari alla differenza tra il danno complessivamente subito e la quota già indennizzata dall’Inail.

note

[1] Art. 2087 cod. civ.

[2] D. Lgs. n. 81/2008 – testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro.


2 Commenti

    1. Buongiorno Mauro. Nelle aziende esiste la consuetudine di delegare le attività inerenti alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro al dirigente che, di fatto, sovraintende alla relativa area aziendale. Di solito si tratta di un ingegnere che ha specifiche competenze in materia. La delega, però, non sempre mette il datore di lavoro al riparo dalla possibile responsabilità. Infatti la legge fissa requisiti molto stringenti per rendere valida la delega di funzioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La delega di funzioni da parte del datore di lavoro, ove non espressamente esclusa, è infatti ammessa con i seguenti limiti e condizioni: che essa risulti da atto scritto recante data certa; che il delegato possegga tutti i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate; che essa attribuisca al delegato tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate; che essa attribuisca al delegato l’autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate; che la delega sia accettata dal delegato per iscritto. Alla delega deve essere data adeguata e tempestiva pubblicità con tutti i mezzi possibili. La delega di funzioni non esclude l’obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite: ciò significa che la responsabilità del datore di lavoro potrebbe comunque essere affermata se il datore di lavoro non ha adeguatamente vigilato sul delegato. Il soggetto delegato può, a sua volta, d’intesa con il datore di lavoro, delegare specifiche funzioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro alle medesime ad altri soggetti. In questo caso quella che potremmo definire una sub-delega, deve avere tutti i requisiti che abbiamo appena visto. In questo caso sarà il delegante a dover vigilare sul corretto operato del sub-delegato. Quest’ultimo non può, a sua volta, delegare le funzioni delegate.

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