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Finte separazioni per avere il reddito di cittadinanza

20 Gennaio 2019
Finte separazioni per avere il reddito di cittadinanza

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Gennaio 2019



Le frodi ai danni dello Stato per ottenere il Rdc: come si compiono e come si stanano.

Ora che il reddito di cittadinanza è realtà, molti cittadini faranno carte false per averlo. Per quanto risulta a questa redazione, alcune coppie già stanno adoperandosi per avviare il processo di separazione consensuale al fine di rientrare nelle condizioni di reddito richieste dal decreto. Insomma, avremo – così come è già stato accertato da diverse indagini della Finanza con riferimento all’assegno sociale o alla relativa pensione – le finte separazioni per avere il reddito di cittadinanza. Non ci voleva molto per intuirlo: il passato e il presente del nostro Paese racconta di assegni di disoccupazione erogati a chi svolge attività in nero e di prestazioni assistenziali basate su Isee falsi. Quando ancora l’Indicatore della ricchezza della famiglia non era precompilato, l’80% degli italiani dichiarava di non avere un conto corrente quando, nello stesso tempo, i dati dell’Abi indicavano una percentuale del 20-30%.

Aggirare la legge sul Rdc è facile ma rischioso. Non c’è bisogno di ricordare che anche la falsa separazione, seppur coinvolgendo un profilo personale (quello della famiglia) è vietata quando essa non rispecchia la situazione reale della coppia. Il reato però scatta solo quando, a seguito della finta separazione, uno dei due coniugi o entrambi percepiscono dei contributi o benefici cui altrimenti non avrebbero diritto.

Il primo presupposto affinché, dopo una separazione, uno dei coniugi (di solito la moglie) ottenga il reddito di cittadinanza è che questi sia disoccupato. Se anche dovesse avere un lavoro, tutto il procedimento sarebbe completamente inutile. Dovrà poi firmare un patto per la formazione e non potrà rifiutare le offerte di lavoro nell’arco di 100 km, pena la perdita del beneficio.

Con la fuoriuscita dal nucleo familiare, l’Isee del coniuge disoccupato scenderà facilmente al di sotto di 9.360 euro e consentirà di rientrare nella più difficile delle condizioni richieste dalla normativa sul Rdc.

C’è poi la questione del limite alla ricchezza mobiliare: il conto corrente, spesso cointestato con il marito, verrà attribuito a quest’ultimo o spartito tra i due ex coniugi in modo che il richiedente non superi la soglia dei 6mila euro complessivi.

La casa familiare, in presenza di figli, viene concessa alla moglie a fronte della rinuncia all’assegno di mantenimento (in questo modo la coppia non dovrà neanche far transitare fittiziamente le somme mensili, in modo da rendere tracciabile il pagamento).

Il problema principale resta la residenza. Affinché le autorità non sospettino che la separazione è simulata, marito e moglie dovranno dichiarare di vivere in posti differenti. Ma questo non è così facile. Non è la prima volta che la Guardia di Finanza stana le false separazioni proprio per via della dichiarazione fittizia fatta all’ufficio Anagrafe. Ci spieghiamo meglio. In base alla nostra legge nessun cittadino può scegliere la propria residenza in base a quanto gli fa comodo. La residenza deve per forza coincidere con la dimora abituale, ossia con il luogo ove la persona di solito vive e dorme (a prescindere da eventuali e temporanei trasferimento come quelli per le vacanze o per una missione lavorativa). Fornire un indirizzo di residenza non corrispondente al reale integra il reato di «falso in atto pubblico» e fa scattare gli accertamenti fiscali per i benefici che da tale situazione sono stati illegittimamente ottenuti.

La falsa residenza è stata più volte scoperta grazie a un controllo delle utenze della luce o del gas: l’Agenzia delle Entrate o il Comune interroga i gestori e chiede loro l’elenco dei consumi dell’utente. Da tali informazioni si può comprendere se la casa è davvero abitata o meno.

Per evitare tali problemi, in alcune separazioni i coniugi hanno pensato di mantenere la residenza presso la stessa abitazione, concordando che la stessa sarebbe stata “idealmente” divisa tra i due “ex”, in attesa di ottenere la disponibilità economica per un altro alloggio. Questo comportamento però ha spesso determinato, da parte dell’Inps, la revoca della pensione sociale o dell’assegno sociale: è infatti ritenuto sospetto il comportamento di marito e moglie che si separano e continuano però a vivere sotto lo stesso tetto.

Leggi anche Coppia separata: si prende il reddito di cittadinanza?

In ultimo ci dovrebbe essere il controllo del giudice della separazione che, in quanto pubblico ufficiale, qualora nell’esercizio del proprio ufficio dovesse venire a conoscenza o anche solo sospettare di fatti illeciti è tenuto a darne notizia alle autorità (alla Procura della Repubblica). Tuttavia, l’udienza di separazione consensuale si risolve spesso in un incontro molto veloce, dove il Presidente del tribunale non fa altro che accertarsi dell’effettiva volontà di separarsi dei coniugi, verificando se i due hanno già tentato una via di rappacificazione.

Insomma, i controlli contro le false separazioni dovranno essere attenti e molto accurati per evitare che i soldi accantonati con tanta difficoltà per questa misura di sostegno del lavoro vadano a finire sprecati. Leggi anche Finta separazione: vantaggi e svantaggi


3 Commenti

  1. In effetti nessuno indaga in questo senso: le false separazioni esistono da sempre specie da quando c’è l’obbligo di riportare in detrazione il mantenimento dato per i figli o moglie, poi in particolare visto che il mantenimento riduce il reddito di chi lo elargisce, ma anche chi lo riceve che di solito dicono che non è abbastanza per sopravvivere, hanno anche diritto da ambo da ambo le parti a riduzioni e rimborsi su acqua, luce, ecc ecc ed anche chi abita appartamenti del Comune o Iacp ne usufruisce. Come dire…fatta la legge.. trovato l’inganno…Se qualcuno indagasse di sicuro uscirebbe del sommerso di lungo termine posto in essere dai soliti “dritti” a scapito di chi ha veramente bisogno.

  2. La stragrande maggioranza delle separazioni di persone anziane vengono fatte per percepire l’assegno sociale, separati per lo Stato che non controlla, felicemente uniti in famiglia a spese dei cittadini onesti. Ora con il reddito di cittadinanza si separeranno anche le coppie più giovani, alla faccia di questi pseudo ingenui che ancora credono alle favole.

  3. LE FINTE SEPARAZIONI CI COSTANO MILIARDI DI EURO IN ASSEGNI SOCIALI E DA APRILE CON IL REDDITO DI CITTADINANZA ANCHE LE GIOVANI COPPIE PER AVERE I 780 EURO SI SEPARERANNO, ALLA FACCIA DI QUESTI POLITICI DA STRAPAZZO ED AI DANNI DEI CONTRIBUENTI ITALIANI. NON CAPISCO PERCHE ‘ NON VENGANO ADOTTATI PROVVEDIMENTI “FORTI” PER STANARE QUESTO SCHIFOSO E MISEREVOLE COMMERCIO?

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