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Tasse automobilistiche: prescrizione e rottamazione delle cartelle

23 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Febbraio 2019



Ho ricevuto oggi il documento che riguarda cartelle relative a tasse automobilistiche di vari anni. È possibile ritenere queste prescritte in relazione alla loro rispettiva data di notifica?  Se si, come posso procedere? Se non lo sono, posso richiedere la rottamazione in base alla nuova legge del Governo Conte?

Come si legge dall’allegato inviato dal lettore, l’atto che questi ha ricevuto è un’intimazione di pagamento, avviso che l’Agenzia delle Entrate e Riscossione deve obbligatoriamente notificare per poter procedere in via esecutiva nei confronti del contribuente quando è decorso più di un anno dalla notifica della cartella.

L’intimazione ha ad oggetto un totale di 8 cartelle di pagamento per tasse automobilistiche che, stando alle date di notifica, sarebbero tutte non dovute per decorso del termine di prescrizione (maturato tra il 2010 e il 2017). Difatti, per legge, (art. 5 del D.l. 953/82, così come modificato dall’art. 3 del D.l. 2/86 convertito nella legge 60/86) si prescrive in tre anni e, più precisamente, con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento. Se tra la data di notifica delle cartelle e la data di notifica dell’intimazione non ha ricevuto altri atti interruttivi della prescrizione (per esempio solleciti, preavvisi di fermo, ecc.), le cartelle non sono dovute.

La giurisprudenza ha chiarito che il termine di prescrizione breve si applica anche dopo la notifica della cartella. A tal proposito le Sezioni Unite della Cassazione (sent. n. 23397/2016) hanno affermato il seguente principio di diritto: la scadenza del termine perentorio stabilito per opporsi o impugnare un atto di riscossione non determina l’effetto della c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell’articolo 2953 c.c.., con la conseguenza che, qualora per i relativi crediti sia prevista una prescrizione (sostanziale) più breve di quella ordinaria, la sola scadenza del termine concesso al debitore per proporre l’opposizione, non consente di fare applicazione dell’articolo 2953 c.c., tranne che in presenza di un titolo giudiziale divenuto definitivo.

In sostanza, anche se il lettore ha ricevuto le cartelle oggetto di intimazione e non le ha impugnate, si applica comunque il termine di prescrizione triennale.

Si noti che alcune cartelle dovrebbero essere già state annullate automaticamente in quanto inferiori a mille euro, come previsto dal Decreto Legge n. 119/2018, convertito con modificazioni dalla Legge 136/2018, in base al quale sono automaticamente annullati, alla data del 31 dicembre 2018, i debiti residui fino a mille euro relativi ai carichi dal 2000 al 2010. Si consiglia pertanto al lettore di verificare, tramite un accesso agli estratti di ruolo, che tali cartelle siano state effettivamente annullate e che siano presenti nell’intimazione solo perché questa è stata predisposta a settembre (prima della novità dello stralcio delle mini cartelle).

Per ottenere l’annullamento delle restanti cartelle, l’unica strada percorribile è il ricorso-reclamo in Commissione Tributaria entro 60 giorni dalla notifica dell’intimazione.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone


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