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Come andare in pensione con 5 anni di contributi

24 Gennaio 2019 | Autore:

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 Gennaio 2019



Pensione di vecchiaia contributiva con 5 anni di versamenti: quando si deve fare la domanda?

Hai sentito che, per i lavoratori più giovani, è possibile ottenere la pensione con soli 5 anni di contributi. Questo trattamento, che si chiama pensione di vecchiaia contributiva, può però essere ottenuto più tardi rispetto alla pensione di vecchiaia ordinaria: dal 2019, il requisito di età richiesto è difatti pari a 71 anni, ed è destinato ad aumentare.

Ti mancano ancora parecchi anni al compimento dell’età pensionabile. Proprio per questo, dato che possiedi pochi contributi e non sai se, in futuro, avrai la possibilità di versarne degli altri, hai paura di perdere quest’opportunità: temi, cioè, che un domani una legge possa cancellare questo trattamento, dal requisito contributivo così flessibile. Vuoi dunque capire se esiste la possibilità di “vincolarsi” alla scelta della pensione di vecchiaia contributiva, per non precluderti il futuro accesso alla prestazione.

Si deve fare qualcosa già da ora per ottenere questa pensione al compimento dell’età prevista senza problemi? Bisogna richiedere o segnalare qualcosa all’Inps?

Cerchiamo di capire come andare in pensione con 5 anni di contributi.

Per pensionarsi con 5 anni di contributi bisogna aderire all’opzione contributiva?

La possibilità di ottenere la pensione di vecchiaia con un minimo di 5 anni di contributi è un’opzione soltanto per chi possiede versamenti anteriori al 1° gennaio 1996 (nel caso in cui, comunque, possieda meno di 18 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995; chi possiede dai 18 anni di versamenti in su, accreditati alla data del 31 dicembre 1995, non ha nemmeno la possibilità di optare per la pensione agevolata; si devono poi possedere almeno 15 anni di contributi complessivi, di cui almeno 5 collocati dal 1996).
Per i lavoratori giovani, o comunque per coloro che non possiedono nemmeno un contributo accreditato alla data del 31 dicembre 1995, avvalersi dell’opzione contributiva non è necessario, in quanto è possibile accedere di diritto alle pensioni agevolate calcolate integralmente col sistema contributivo.

Quali sono le pensioni agevolate per i lavoratori giovani?

Nello specifico, i trattamenti agevolati a cui possono accedere i lavoratori privi di contributi precedenti al 1996 sono:

• la pensione anticipata contributiva che, ad oggi, si ottiene con un minimo di 64 anni di età e di 20 anni di contributi; è richiesta la maturazione di un trattamento di pensione almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale (attualmente, nel 2019, l’assegno sociale ammonta a 457,99 euro mensili, quindi può accedere alla pensione chi ha maturato una prestazione almeno pari a 1.282,37 euro mensili);
• la pensione di vecchiaia contributiva che, ad oggi, si ottiene con un minimo di 71 anni di età e di 5 anni di contributi; non sono previsti ulteriori requisiti legati all’ammontare della pensione.

Chi non ha contributi precedenti al 1996, comunque, può ottenere anche:

• la pensione di vecchiaia ordinaria a 67 anni di età, con un minimo di 20 anni di contributi, se ha maturato un assegno minimo pari a 1,5 volte l’assegno sociale, quindi a 686,99 euro al mese;
• la pensione anticipata ordinaria, con 42 anni e 10 mesi di contributi se uomo, o 41 anni e 10 mesi di contributi se donna.

I requisiti per la pensione aumentano ogni biennio, in base agli adeguamenti alla speranza di vita (nel caso in cui l’Istat riscontri un decremento della speranza di vita, non diminuiscono ma restano bloccati). Solo i requisiti per la pensione anticipata ordinaria non sono soggetti ad adeguamenti (si applica, però, una decorrenza della pensione posticipata di 3 mesi, la cosiddetta finestra), ma soltanto sino al 31 dicembre 2026.

I requisiti per la pensione con 5 anni di contributi possono aumentare?

La pensione di vecchiaia contributiva, come la generalità delle pensioni di vecchiaia, può essere soggetta ad incrementi per quanto riguarda i requisiti di età; gli incrementi previsti sono pari a 3 mesi ogni biennio, ma possono essere disattesi: nel caso in cui le stime effettuate non siano disattese, il requisito di età per il trattamento sarà quindi pari a 71 anni e 3 mesi dal 2021, a 71 anni e 6 mesi dal 2023, a 71 anni 9 mesi dal 2025, e così via (dal 2029 l’aumento del requisito stimato è invece di 2 mesi ogni biennio).
La pensione di vecchiaia contributiva, invece, non è soggetta ad incrementi per quanto riguarda il requisito contributivo: gli anni di contributi richiesti per accedere al trattamento restano sempre 5.

Che cosa bisogna fare per ottenere la pensione con 5 anni di contributi?

Chi è ancora distante dall’età pensionabile non ha necessità di effettuare alcun adempimento per ottenere la pensione di vecchiaia contributiva, che  spetterà di diritto al raggiungimento dell’età prevista per questo tipo di prestazione.

Al momento della maturazione del requisito di età, si dovrà semplicemente inviare domanda di pensione all’Inps.

Vero è che, nel caso in cui manchino ancora tanti anni al momento del pensionamento, la legge nel frattempo potrebbe cambiare: purtroppo, però, non c’è nulla da fare per assicurarsi la possibilità di ottenere questa pensione anche dopo l’eventuale cambiamento della normativa, anche nell’ipotesi in cui risulti già maturato il requisito contributivo richiesto, ossia risultino già accreditati 5 anni di versamenti.
Il principio di cristallizzazione dei requisiti, in base al quale chi matura le condizioni per un determinato tipo di pensione può richiedere il trattamento, successivamente alla maturazione, anche nel caso in cui la legge sia modificata e la prestazione sia cancellata, o sottoposta a limiti più severi, vale infatti soltanto per coloro che maturano tutti i requisiti, non uno soltanto.
Ad ogni modo, è improbabile che la pensione di vecchiaia contributiva sia cancellata, in quanto si tratta di una prestazione sottoposta a condizioni molto rigide, per quanto riguarda il parametro di età; inoltre, essendo calcolata col sistema integralmente contributivo, la determinazione del trattamento non è particolarmente vantaggiosa per il pensionato.

Che cosa fare con 5 anni di contributi?

Se si possiedono 5 anni di contributi presso una gestione previdenziale, ma non si ha diritto alla pensione di vecchiaia contributiva, è possibile richiedere la pensione supplementare (se lo specifico ordinamento prevede questa possibilità); bisogna, però, risultare titolari di una pensione presso un’altra gestione. Per approfondire: Pensione supplementare

Nell’ipotesi in cui risultino accreditati contributi in gestioni previdenziali differenti, ci si può avvalere del cumulo [1] o della totalizzazione [2] e sommare gratuitamente i versamenti, nel caso in cui si arrivi a 20 anni di contributi complessivi, per percepire la pensione di vecchiaia. Con la ricongiunzione, si possono invece riunire i contributi a pagamento.

note

[1] L. 228/2012.

[2] D.lgs. 42/2006.


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