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Invalidità civile

11 Febbraio 2019 | Autore:
Invalidità civile

L’invalidità civile e le categorie di persone che ne possono fare richiesta. La presentazione della relativa domanda. Il ricorso contro il verbale della commissione medica. Le diverse tipologie.

Tuo figlio, minorenne, soffre di un disturbo dell’attenzione che gli procura difficoltà nello studio. Ha diritto all’indennità di frequenza? Sei un cittadino extracomunitario residente in Italia e vuoi conoscere l’iter per la presentazione della domanda di invalidità civile? Ti stai chiedendo quali sono le prestazioni previdenziali previste dalla legge italiana per gli invalidi civili? La materia dell’invalidità civile è spinosa ed a volte, anche incomprensibile da parte della maggioranza dei cittadini. Il legislatore italiano ha previsto differenti tipologie ad ognuno delle quali corrispondono requisiti diversi di età, sanitari e di reddito, il cui possesso è necessario ai fini del riconoscimento della prestazione previdenziale di riferimento. Cerchiamo insieme quindi, di orientarci all’interno della giungla partendo dalla definizione che la legge dà dell’invalidità civile, la quale consiste nella difficoltà a svolgere le funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o dell’udito.

Mutilati ed invalidi civili: chi sono?

Più precisamente sono mutilati ed invalidi civili:

  • i cittadini (di età compresa tra i 18 e i 65 anni) che abbiano minorazioni congenite o acquisite, anche a carattere progressivo, compresi gli irregolari psichici per arresto congenito o precoce dello sviluppo dell’intelligenza o per insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali, che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa in misura superiore a 1/3 (33%);
  • i minori di 18 anni, che hanno difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età.

Ai soli fini dell’assistenza sociosanitaria e della concessione dell’indennità di accompagnamento, si considerano mutilati e invalidi civili i soggetti ultrasessantacinquenni che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età.

Rientrano tra gli invalidi civili anche i ciechi civili, coloro cioè che risultino affetti da cecità totale o abbiano un residuo visivo non superiore ad un ventesimo in entrambi gli occhi e i sordi, ovvero quei soggetti che presentano una minorazione dell’udito congenita o acquisita durante l’età evolutiva (fino a 12 anni), che abbia impedito il normale apprendimento del linguaggio parlato.

Per esempio Tizio è un grafico che a causa di un’artrite deformante alle mani non è più in grado di lavorare al computer. L’artrite infatti, ha provocato una riduzione permanente della sua capacità lavorativa superiore al 33% e pertanto, è legittimato a richiedere il riconoscimento dell’invalidità civile.

Caio a causa di un sinistro stradale, ha riportato un disturbo psichico permanente, che non gli consente più di lavorare; anche Caio può presentare domanda di invalidità civile.

Mevio è diventato cieco totale a seguito dell’esplosione di un petardo, che gli ha provocato una lesione permanente alla vista; è possibile per lui, inoltrare istanza di invalidità civile all’Inps.

Non rientrano tra gli invalidi civili:

  • gli invalidi di guerra, cioè coloro che prestando servizio per lo Stato, sono rimaste vittime di eventi bellici dai quali è derivata un’invalidità (riconosciuta dall’ottava alla prima categoria delle tabelle previste dalla legge);
  • gli invalidi di lavoro (per i lavoratori privati), quelli che a causa di un infortunio o di una malattia riconducibile all’attività lavorativa, hanno riportato un’invalidità superiore al 20%;
  • gli invalidi di servizio (per i dipendenti pubblici e le categorie assimilate), ovvero coloro che a causa di un infortunio o di una malattia riconducibile al lavoro svolto durante il servizio, sono rimasti invalidi (con una invalidità riconosciuta dall’ottava alla prima categoria);

Il riconoscimento dell’invalidità civile pertanto, presuppone una minorazione, cioè un’infermità, che può essere fisica, psichica o sensoriale, che provoca un danno funzionale ovvero la limitazione o la perdita di effettuare un’attività nel modo o nei limiti considerati normali.

Chi può presentare la domanda per l’invalidità civile?

Possono presentare domanda di riconoscimento dell’invalidità:

  • i cittadini italiani con residenza in Italia;
  • i cittadini stranieri comunitari legalmente soggiornanti in Italia e iscritti all’anagrafe del comune di residenza;
  • i cittadini stranieri extracomunitari legalmente soggiornanti in Italia, titolari del requisito del permesso di soggiorno di almeno un anno, anche se privi di permesso di soggiorno CE di lungo periodo.

La richiesta di riconoscimento di invalidità può essere presentata:

  • dall’interessato che si ritiene invalido;
  • da chi rappresenta legalmente l’invalido (genitore, o tutore nel caso degli interdetti);
  • da chi cura gli interessi dell’invalido (il curatore nel caso degli inabilitati).

L’invalidità civile per i minorenni

La domanda di invalidità civile per i minorenni va presentata allo stesso modo e con la documentazione sanitaria richiesta per gli adulti.

Cambiano però, i criteri di valutazione della disabilità, gli specialisti presenti nella commissione medica che deve verificare la sussistenza dei requisiti sanitari (di detta commissione medica deve fare parte un neuropsichiatra infantile) e i benefici riconosciuti.

Valutate le condizioni del minore in relazione alle attività che dovrebbe compiere per la sua età (studio, sport, relazioni con i coetanei, ecc.), possono essere concesse due tipi di invalidità civile:

  • l’indennità di frequenza che viene riconosciuta quando nel minore sono presenti difficoltà persistenti a compiere le attività proprie dell’età, per la quale non è stabilita una percentuale;
  • l’indennità di accompagnamento, che viene rilasciata se sussiste uno stato tale patologico per cui il minore ha necessità di un’assistenza diversa per forme e tempi di applicazione, da quella occorrente ad un bimbo senza patologie.

Esclusivamente per i minori con età superiore ai quindici anni viene indicata anche la percentuale d’invalidità civile, ai soli fini dell’iscrizione alle liste speciali di collocamento.

Esempio: Tizio è un bambino di 6 anni affetto da dislessia, che presenta difficoltà persistenti nello svolgimento dei compiti scolastici.

In questo specifico caso a Tizio potrà essere riconosciuta l’indennità di frequenza: la dislessia infatti, rientra tra le patologie che danno diritto al riconoscimento dell’invalidità ai minori in quanto interferisce con le loro normali capacità scolastiche.

Per i bambini il parametro preso a riferimento al fine di valutare il grado di invalidità è la loro capacità a svolgere quello che costituirebbe il loro “lavoro”, ossia la frequenza della scuola dell’obbligo e lo studio.

Nei casi di invalidità totale invece, cioè quando i minori non sono in grado di deambulare o di svolgere autonomamente gli atti quotidiani della vita (vestirsi, lavarsi, ecc.) sia a causa di una malattia fisica sia psichica, può essere riconosciuta l’indennità di accompagnamento.

Ad esempio Caio è un minorenne affetto da sindrome di Down, il quale necessita di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani della vita e pertanto, può richiedere il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento.

L’iter per la presentazione della domanda di invalidità civile

L’iter da seguire per la presentazione della domanda di invalidità civile si articola in diverse fasi.

Innanzitutto bisogna recarsi da un medico abilitato alla compilazione on-line del certificato medico introduttivo, il quale attesta la natura delle infermità invalidanti.

Il medico certificatore per essere abilitato deve avere fatto richiesta all’Inps ed avere ottenuto un codice pin che permette la trasmissione della certificazione medica on-line.

Ci si può rivolgere anche al proprio medico curante.

Nel modello di certificazione predisposto dall’Inps il medico oltre alla malattia invalidante, riporta i dati anagrafici, il codice fiscale ed il numero di tessera sanitaria del richiedente; deve altresì, obbligatoriamente riportare i codici nosologici internazionali, così come riportati dal sistema internazionale di classificazione delle malattie, dei traumatismi, degli interventi chirurgici e delle procedure diagnostiche e terapeutiche.

Il medico deve indicare anche la sussistenza di eventuali patologie oncologiche in atto e una volta compilato il certificato on-line, provvede ad inoltrarlo telematicamente all’Inps.

Il sistema a sua volta, attribuisce un codice identificativo alla pratica in corso.

Il medico consegna all’interessato:

  • l’attestato di trasmissione con il codice identificativo;
  • la copia originale firmata del certificato;
  • l’eventuale certificato di non trasportabilità in caso di richiesta di visita domiciliare.

Il certificato ha una validità massima di 90 giorni per potere essere  abbinato alla domanda da inviare telematicamente all’Inps; se la domanda non viene presentata entro tale termine, il certificato scade e va richiesto nuovamente.

La fase successiva è quella dell’inoltro on-line della domanda all’ente previdenziale. La domanda può essere presentata personalmente dall’interessato, se provvisto di codice pin rilasciato dall’Inps; attraverso gli enti abilitati come le associazioni di categoria (Anmic, Ens, Uic, Anffas), patronati sindacali, Caaf ecc. Al termine della trasmissione, il sistema fornisce una ricevuta contenente il numero di protocollo e la data di presentazione della domanda.

L’Inps, ricevuta la domanda, la trasmette on-line all’Asl competente. In genere nei 30 giorni successivi il cittadino riceve la convocazione per la visita medica di accertamento. Per i malati oncologici la visita è fissata entro 15 giorni.

Nel caso in cui sia stata richiesta la visita domiciliare, il presidente della commissione medica si pronuncia entro 5 giorni dalla richiesta, comunicando all’interessato la data e l’ora della visita domiciliare. Negli altri casi la data di convocazione della visita viene comunicata  a mezzo raccomandata o posta elettronica, se fornita dal richiedente.

In caso di impedimento, la persona può chiedere una nuova data di visita collegandosi al sito dell’Inps e accedendo al Servizio on-line con il proprio codice di identificazione personale (pin).

Se il richiedente non si presenta alla visita, è riconvocato per un’altra data. Se, invece, non si presenta per due volte, viene considerato rinunciatario e la sua domanda perde efficacia.

Alla visita bisogna presentarsi muniti di un documento di identità in corso di validità, del codice fiscale, della tessera sanitaria, del certificato medico in originale e di tutta la documentazione sanitaria in proprio possesso.

E’ consentita la presenza del medico di fiducia dell’interessato.

Dove si svolge la visita per l’accertamento dell’invalidità civile?

La visita si svolge presso la commissione medica competente dell’Asl di residenza, che ha il compito di valutare i sintomi della persona.

La commissione Asl è una commissione medica Integrata composta  da un medico specialista in medicina legale che assume le funzioni di presidente e da altri due medici, di cui uno scelto tra gli specialisti in medicina del lavoro. Dal 1° gennaio 2010, la commissione è integrata da un medico Inps quale componente effettivo.

Alla commissione partecipa anche un sanitario in rappresentanza dell’associazione nazionale dei mutilati ed invalidi civili (Anmic).

Il giudizio della commissione medica

La commissione assegna dei punteggi per ogni sintomo lamentato dal richiedente, punteggi che sono già fissati per legge nelle tabelle dell’invalidità civile e sulla base dei quali viene poi, formulata la percentuale totale di invalidità.

All’esito della visita la commissione redige il verbale con il giudizio espresso e lo invia all’Inps.

Se il giudizio è unanime, il verbale viene convalidato ed inviato alla persona entro 120 giorni dalla data della visita, tramite raccomandata A/R o eventualmente via pec.

Viceversa, se il giudizio non è unanime, l’Inps può decidere di sospendere la pratica e chiedere altri documenti sanitari alla persona, così da effettuare ulteriori accertamenti.

Nel  verbale può essere indicata la data entro la quale effettuare una visita di revisione, nei casi in cui la commissione medica dovesse ritenere che le minorazioni riconosciute all’invalido siano suscettibili di modificazioni, nel senso di possibili miglioramenti, nel corso del tempo.

Alla scadenza del certificato rilasciato dalla commissione medica, l’invalido però, mantiene tutte le agevolazioni già concesse fino a quando non si conclude la visita di revisione. Il legislatore infatti, ha inteso tutelare l’invalido considerato che a volte, può intercorrere un lasso di tempo più o meno lungo tra la scadenza del certificato e la visita di revisione.

Spetta sempre all’Inps convocare l’interessato alla visita di revisione.

Nell’ipotesi in cui le condizioni dovessero peggiorare nel tempo il richiedente può presentare domanda al fine di ottenere il riconoscimento dell’aggravamento seguendo lo stesso iter fin qui descritto.

Se invece, la Commissione dovesse ritenere che le patologie per le quali è stata concessa l’invalidità sono stabilizzate, allora nel verbale sarà riportata la non rivedibilità delle stesse.

Cosa succede se la commissione medica riconosce l’invalidità?

Se il verbale dà diritto a prestazioni economiche, viene attivata la procedura amministrativa per il pagamento delle stesse.

L’inps pertanto, richiede alla persona riconosciuta invalida di trasmettere online i dati necessari (ad esempio reddito personale, eventuale ricovero a carico dello Stato, frequenza a scuole o centri di riabilitazione, coordinate bancarie) per l’accertamento dei requisiti socio-economici.

A detta trasmissione si può procedere o personalmente, se provvisti di pin, oppure rivolgendosi agli enti abilitati, ad un patronato o al Caf.

Da quando inizia l’erogazione della prestazione?

Nel caso in cui la commissione medica abbia redatto un verbale di riconoscimento dell’invalidità civile, l’Inps provvede ad erogare la prestazione dal mese successivo alla data di presentazione della domanda di accertamento sanitario all’Asl.

La commissione può indicare, in via eccezionale e in base alla documentazione clinica visionata, una data successiva diversa.

Il ricorso contro il verbale della commissione medica

Contro il verbale della commissione medica di rigetto della domanda di invalidità civile, il richiedente può presentare un’istanza di accertamento tecnico preventivo dinanzi al tribunale di residenza, facendosi assistere da un avvocato.

Il termine per la presentazione del ricorso è di 6 mesi dalla data di ricevimento del verbale.

Attraverso tale istanza (accertamento tecnico preventivo) si chiede al giudice la nomina di un perito medico-legale che deve valutare e verificare le condizioni di salute del richiedente e redigere una relazione.

Se l’interessato e l’Inps sono d’accordo sul contenuto della relazione del perito, il giudice la omologa con un decreto contro il quale non sarà possibile presentare appello.

Se una delle parti invece, intende contestare la relazione, allora deve presentare un ricorso introduttivo ed inizia un giudizio vero e proprio che si conclude con una sentenza. Anche tale sentenza è inappellabile.

Le prestazioni connesse al riconoscimento dell’invalidità civile

L’accertamento della sussistenza dell’invalidità civile porta al riconoscimento di diverse prestazioni previdenziali, la cui tipologia e entità dipendono dalla gravità dell’invalidità e da altre specifiche condizioni (di età e di reddito).

In maniera estremamente sintetica tali prestazioni possono essere:


1 Commento

  1. L’ultima visita per riconoscere l’invalidita civile è stata eseguita dal POLICLINICO MAGGIORE BELLARIA di BOLOGNA che ha verificato i danni per il tentato OMICIDIO PRETERINTENZIONALE COMMESSO DANNEGGIANDO L’INTERVENTO DI NEUROCHIRURGIA FRANCESE COSTATO 800.000 EURO EPILESSIA CRIPTOGENETICA FARMACORESISTENTE BIFOCALE NON PIÙ OPERABILE PATOLOGIA NEUROLOGICA.

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