Diritto e Fisco | Articoli

Limiti alla revoca della proposta

13 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Febbraio 2019



Proposta irrevocabile, opzione, contratto con obbligazioni a carico di una sola parte: tutte le ipotesi in cui la proposta non può essere revocata.

Quando due persone intendono stringere un accordo è necessario che una aderisca alla proposta dell’altra; in altre parole, è sempre una parte a prendere l’iniziativa, mentre l’altra potrà limitarsi ad accettare oppure a proporre a sua volta delle condizioni. Questo scambio di opinioni termina nel momento in cui entrambi si troveranno d’accordo su un assetto definitivo, il quale rappresenterà il contenuto del futuro contratto. Possiamo affermare tranquillamente, quindi, che il contratto è l’incontro delle volontà delle parti, cioè della proposta di una e dell’accettazione dell’altra: quando i due consensi convergono sullo stesso oggetto, allora si potrà parlare di un contratto validamente concluso. Proposta e accettazione sono pertanto i genitori del contratto. Poiché solo quest’ultimo è vincolante, normalmente sia l’una che l’altra possono essere revocate liberamente; detto in altre parole, fino a quando l’accordo non verrà concluso, ognuna delle parti è libera di ripensare all’impegno preso, venendone meno: e così, se hai proposto ad un tuo amico di acquistare la sua auto e quest’ultimo accetta, fino a che non avrete messo nero su bianco sarai libero di sottrarti alla tua iniziale proposta; ugualmente accade nel caso in cui alla tua proposta non sia giunta un’immediata risposta: fino a che non ci sarà l’accettazione formale, sarai libero di revocare il tuo invito. Ciò diventa difficile (se non impossibile) ogni volta che proposta e accettazione coincidono dal punto di vista temporale: ad esempio, se effettui un acquisto in internet, dopo aver concluso la compera non potrai più sottrarti. Certo, c’è il diritto di recesso (sempre più diffuso in ogni tipologia di accordo, addirittura imposto per legge nel caso dei contratti a distanza) a salvare il contraente in calcio d’angolo, ma si tratta di cosa ben diversa dalla revoca della proposta: quest’ultima, di regola, non comporta alcuna penalità, in quanto interviene prima ancora che il contratto sia concluso; il recesso, al contrario, incidendo su un negozio giuridico già concluso, potrebbe essere sottoposto a condizioni, quali il pagamento di una somma da corrispondere alla controparte. Fatti questi dovuti chiarimenti, con il presente articolo vorrei parlarti dei limiti alla revoca della proposta: ed infatti, se la proposta si caratterizza per essere un atto pre-negoziale che, appunto, interviene prima della conclusione del contratto e, pertanto, lascia libera la parte di aderire o meno, in realtà esistono delle occasioni nelle quali una persona si impegna già soltanto con la proposta. In altre parole, vi sono casi in cui la proposta è di per sé vincolante, obbligando così la parte dalla quale proviene a tener fede alla propria offerta, lasciando libero l’altro contraente di accettare o meno. Se l’argomento ti interessa, ti invito a proseguire nella lettura: vedremo insieme i limiti alla revoca della proposta.

Proposta contrattuale: cos’è?

Prima di vedere i limiti alla revoca della proposta, vorrei brevemente spiegarti cos’è una proposta contrattuale. La proposta è la dichiarazione mediante la quale una parte manifesta all’altra l’intenzione di concludere un contratto; si tratta pertanto di un atto prodromico al negozio giuridico (cioè al contratto). Perché si possa parlare validamente di proposta, occorre che essa sia completa, nel senso che deve indicare quanto meno il contenuto essenziale del contratto che si intende concludere, e che emerga la volontà seria e precisa di voler concludere un accordo vincolante. Una proposta che abbia un tenore palesemente scherzoso, anche se accettata, non farebbe nascere un contratto.

Accettazione della proposta: come funziona?

La dichiarazione speculare alla proposta è l’accettazione: con essa il destinatario della proposta manifesta la propria volontà di aderire alle condizioni offerte e, pertanto, di concludere il contratto. La legge dice che il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte.

Poiché la proposta precede l’accettazione, quest’ultima deve essere conforme alla prima, nel senso che:

  • deve giungere al proponente nel termine da lui stabilito nella proposta;
  • deve rispettare la forma stabilita dal proponente (ad esempio, accettazione scritta);
  • perché si possa concludere il contratto, l’accettazione deve aderire a tutte le condizioni poste nella proposta; in caso contrario, la legge dice che un’accettazione non conforme equivale a controproposta [1]. Ad esempio, se hai messo in vendita la tua auto e ti giunge un’offerta di cinquemila euro che ritieni inadeguata, la tua risposta di voler accettare a seimila corrisponde ad una nuova proposta, che dovrà essere a sua volta accettata dal primo proponente.

Proposta contrattuale: può essere revocata?

Poiché la proposta è atto antecedente al contratto, questa può sempre essere revocata, sempreché l’altra parte non abbia già accettato: il codice civile dice che la proposta può essere revocata finché il contratto non sia concluso [2]. Poiché il contratto si conclude nel momento in cui il proponente ha conoscenza dell’accettazione, vuol dire che la revoca della proposta dovrà raggiungere l’accettante prima che l’accettazione giunga al proponente.

Limiti alla revoca della proposta: quali sono?

Quanto appena detto non è sempre valido: ci sono delle ipotesi, infatti, in cui la parte può decidere di vincolarsi alla sua proposta, rendendola di fatto irrevocabile. In altre parole, è possibile che il proponente, di sua spontanea volontà oppure d’accordo con l’altra parte, decida di rendere inamovibile il suo proposito, lasciando libera la controparte di aderirvi o meno. Vediamo quali sono i limiti alla revoca della proposta.

Proposta irrevocabile: cos’è?

Il primo dei limiti alla revoca della proposta è la proposta irrevocabile: secondo il codice civile, se il proponente si è obbligato a mantenere ferma la proposta per un certo tempo , la revoca è inefficace [3]. Addirittura, la proposta irrevocabile sopravvive anche al suo proponente, nel caso in cui questi dovesse morire o divenire incapace durante il periodo in cui la proposta è tenuta ferma.

È chiaro che l’istituto giuridico appena descritto costituisce un limite alla revoca della proposta, visto che, se la revoca dovesse intervenire, questa sarebbe inefficace. È altrettanto chiaro che la proposta irrevocabile pone su un piano di superiorità la controparte, la quale sarà libera di accettare con maggior calma, potendo contare sulla proposta incrollabile dell’altro.

Sebbene l’istituto della proposta irrevocabile sia pacifico e non necessiti di ulteriori approfondimenti, v’è un aspetto sul quale si dibatte: quello dell’essenzialità del termine entro cui la proposta rimane ferma. In altre parole, secondo una parte della giurisprudenza, perché si possa avere una valida proposta irrevocabile occorre che il proponente specifichi anche il tempo entro cui la proposta rimarrà ferma; ad esempio: «Ti offro cinquemila euro per la tua automobile. La mia proposta resterà ferma per un mese dal momento della sua ricezione». In assenza di tale termine, la proposta dovrebbe essere considerata pura e semplice, cioè sempre revocabile e suscettibile di divenire inefficace nel caso di sopravvenuta morte o incapacità del proponente [4].

Al contrario, altro orientamento dice che, in assenza della specificazione di un termine, questo potrà essere desunto dalla natura degli affari oppure dagli usi: in altre parole, la proposta non dovrebbe essere considerata semplice, ma pur sempre irrevocabile per un periodo di tempo ragionevole in base alla natura dell’affare [5].

Limiti alla revoca della proposta: cos’è l’opzione?

Tra i limiti alla revoca della proposta va senz’altro annoverata l’opzione. Di cosa si tratta? L’opzione è un contratto con cui una parte (definita proponente o concedente) si impegna a mantenere ferma la propria proposta per un determinato periodo di tempo, mentre l’altra parte (cosiddetto opzionario) resta libera di accettare o meno la proposta, la quale non può essere revocata prima della scadenza del termine suddetto [6].

L’opzione è del tutto simile alla proposta irrevocabile vista nel paragrafo precedente, se non fosse per un’unica, importante differenza: mentre la proposta irrevocabile è un atto unilaterale, cioè un impegno che la parte assume spontaneamente, l’opzione è un vero e proprio contratto e, pertanto, necessita del consenso anche della controparte.

L’opzione rappresenta un evidente limite alla revoca della proposta, ancora maggiore rispetto alla proposta irrevocabile, visto che in questo caso l’impegno deriva da un contratto già stipulato. Sicuramente avrai sentito parlare del contratto di opzione a proposito delle società di calcio e degli acquisti dei calciatori: moltissime volte la compera di un atleta (oppure il prolungamento del suo contratto) viene fatta con opzione per gli anni successivi, nel senso che una parte si impegna a mantenere ferma la propria proposta, lasciando all’altra la libertà di aderirvi o meno.

Revoca e contratto con obbligazioni del solo proponente

Un altro limite alla revoca della proposta è costituito dalla proposta diretta a concludere un contratto da cui derivino obbligazioni solo per il proponente: secondo la legge, tale dichiarazione è irrevocabile appena giunge a conoscenza della parte alla quale è destinata, la quale può rifiutare nel termine richiesto dalla natura dell’affare o dagli usi. In mancanza di tale rifiuto, il contratto si intende concluso [7].

Detto in parole semplici, quando dal nascente contratto derivano obbligazioni solamente per il proponente, nel senso che solo quest’ultimo si impegna ad effettuare la prestazione, allora la proposta è per sua natura irrevocabile e l’accordo si conclude senza che ci sia neanche il bisogno che l’altra parte accetti esplicitamente: se non vorrà il contratto, però, dovrà far pervenire in tempi ragionevoli il proprio diniego. Pensa al pianista che, per farsi pubblicità, proponga ad un noto locale di suonare gratuitamente la vigilia di capodanno: se la controparte vorrà accettare non dovrà fare nulla, dovendosi limitare semplicemente a non manifestare il proprio dissenso.

Limiti alla revoca della proposta: altri casi

Accanto a queste ipotesi di limiti alla revoca della proposta esistono altre circostanze in cui il proponente può sì venir meno alla propria dichiarazione, ma in maniera non indenne. In altre parole, ci sono casi in cui la revocabilità della proposta è libera (mantenendo fermo l’estremo limite della conclusione del contratto), ma tale condotta obbliga il proponente a dover sostenere un esborso.

La prima di queste ipotesi di limite alla revoca della proposta deriva dalla buona fede che le parti devono mantenere nei reciproci confronti durante la fase delle trattative: ed infatti, se una parte venisse improvvisamente meno ai propri intenti senza alcuna apparente giustificazione, l’altra parte, la quale aveva confidato nel buon esito delle operazioni, potrebbe chiedere il risarcimento del danno a titolo di responsabilità precontrattuale.

Un altro limite alla revoca della proposta sia ha nel caso in cui, sebbene il contratto non sia stato formalmente concluso, l’accettante ne ha comunque intrapreso in buona fede l’esecuzione, prima che la revoca della proposta gli giungesse: in questa circostanza, il proponente è tenuto a indennizzarlo delle spese e delle perdite subìte per l’iniziata esecuzione del contratto.

note

[1] Art. 1326 cod. civ.

[2] Art. 1328 cod. civ.

[3] Art. 1329 cod. civ.

[4] Cass., sent. n. 5910/1983.

[5] Cass., sent. n. 2781/1974.

[6] Art. 1331 cod. civ.

[7] Art. 1333 cod. civ.

Autore immagine: Pixabay.com


scarica gratis il tuo contratto su misura

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA