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Indennizzo polizza: posso avere anche il risarcimento?

13 Febbraio 2019 | Autore:

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Febbraio 2019



Se hai ricevuto un indennizzo per una polizza infortuni, potresti avere anche il risarcimento del danno dal responsabile o dalla sua assicurazione?

Come si suol dire nella vita non si sa mai ed allora hai ben pensato di acquistare una cosiddetta polizza infortuni, per tutelarti rispetto ad eventuali eventi futuri, che possano in qualche modo danneggiare la tua integrità fisica. Per questa ragione versi un premio assicurativo di non particolare entità e ti senti più tranquillo rispetto a quanto ti potrebbe accadere. Ebbene, a riprova dell’importanza della tua scelta, essendo stato vittima di un incidente, ti sei ritrovato con la possibilità di essere regolarmente indennizzato per i danni fisici da te patiti. Si è trattato, però, di un importo, purtroppo non commisurato totalmente al valore del danno complessivo subito, visto che la polizza in questione prevedeva una franchigia, solo oltre la quale ti sarebbe stata riconosciuta e versata la somma prevista dal contratto. Insomma, vorresti giustamente essere risarcito integralmente di tutti i danni e hai deciso, quindi, di rivolgerti all’assicurazione del soggetto responsabile dell’incidente. A questo punto, però ti è sorto un dubbio: ai fini del risarcimento, deve essere computato l’indennizzo che ho percepito dal mio assicuratore? Non vorresti, infatti, commettere un errore e tanto meno un abuso dei tuoi diritti. Ed allora ti chiedi: se ho ricevuto un indennizzo per una polizza infortuni, posso avere anche il risarcimento? Le due richieste e conseguentemente i due importi sono cumulabili oppure no? In caso contrario quali sarebbero le ragioni per le quali indennizzo e risarcimento non sarebbero cumulabili?

Indennizzo polizza infortuni: cos’è

L’indennizzo che l’assicuratore deve, in virtù della cosiddetta polizza infortuni, è riconosciuto all’assicurato, visto che si è verificato proprio uno di quegli eventi per i quali, tra le parti, è stato stipulato un contratto di assicurazione. Si è trattato, evidentemente, di un evento incerto, imprevedibile e non voluto, a seguito del quale hai subito un infortunio alla tua integrità fisica e per il quale hai maturato il diritto al predetto indennizzo. In sostanza, visto che hai sempre e regolarmente versato i premi assicurativi previsti dalla polizza, accertati i fatti ed i danni subiti, l’assicuratore ha dovuto inevitabilmente liquidare una somma a titolo di indennizzo. In questo senso, essa si distingue dal risarcimento, visto che non è versata dall’autore del fatto dannoso e cioè dal responsabile dell’evento. L’indennizzo è infatti dovuto da un soggetto del tutto estraneo agli accadimenti, ma contrattualmente obbligato ad intervenire, per compensare in qualche misura il danno da te subito. Ebbene, come spesso avviene, la misura dell’indennizzo non è sufficiente a coprire tutto i danni: alle volte la polizza prevede una franchigia che limita di molto l’importo liquidabile oppure il danno fisico viene quantificato in base a delle tabelle contrattuali, indubbiamente favorevoli all’assicuratore. Insomma, ti sembra il caso di chiedere il risarcimento vero e proprio al responsabile, ma non sei sicuro se e come potresti farlo, visto l’indennizzo già ricevuto.

Indennizzo e risarcimento: sono cumulabili?

Visto ciò che ti è accaduto e visto che l’indennizzo ricevuto dalla tua assicurazione non è stato sufficiente a compensare tutti i danni subiti, hai quindi deciso di chiedere il risarcimento al soggetto responsabile dell’incidente. Tuttavia, non sai se ciò sia possibile e se, nel risarcimento dovuto debba andarsi a computare l’indennizzo già ricevuto. In sostanza, vorresti sapere se le due richieste sono cumulabili. Ebbene, ancora una volta, come sempre accade di fronte a questioni giuridiche di difficile soluzione, è intervenuta la Suprema Corte di Cassazione la quale, anche con una recente decisione a Sezioni Unite [1], ha escluso la detta cumulabilità, per molteplici ragioni:

  • se il danneggiato avesse la possibilità di cumulare l’indennizzo al risarcimento, evidentemente avrebbe la possibilità di ricevere una somma complessiva di valore superiore al danno effettivamente subito. Ebbene, stando così le cose, il danneggiato potrebbe avere un interesse a far verificare l’evento assicurato: in sostanza sarebbe una ghiotta occasione di lucro. Ed allora si tratterebbe non propriamente di un evento non voluto e ciò non è ammissibile, vista la natura del contratto di assicurazione;
  • se fosse consentita la cumulabilità tra indennizzo e risarcimento, l’assicuratore correrebbe il rischio di non potersi surrogare nei diritti dell’assicurato. In pratica, devi sapere che l’assicuratore, dopo aver pagato l’indennizzo all’assicurato, ha il diritto di agire contro il responsabile per recuperare quanto ha versato [2]. Ebbene, se l’assicurato avesse nel frattempo già ottenuto il risarcimento, evidentemente il terzo responsabile nulla più dovrebbe e, pertanto, l’assicuratore si troverebbe con il cosiddetto “palmo di naso”;
  • se il danneggiato avesse diritto a cumulare indennizzo e risarcimento, si ritroverebbe dopo un incidente, con un patrimonio maggiore rispetto a prima. Infatti, evidentemente, potrebbe ricevere molto più del valore del danno effettivamente subito. Si tratta di una situazione che non potrebbe essere certamente giustificabile.

Pertanto, sappi che non puoi cumulare indennizzo e risarcimento e che dall’importo di quest’ultimo dovrà essere scalato l’indennizzo ricevuto.

note

[1] Cass. Civ. sent. n. 13233/2014 – 7349/2015 – Sez. Un. 12565/2018

[2] Art. 1916 cod. civ.


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