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Pace contributiva: come recuperare più anni di versamenti

13 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Febbraio 2019



Come recuperare contributi per la pensione attraverso il riscatto per chi non lavora e non versa da molto tempo.
Il decreto-legge in materia di pensioni ha previsto, per i lavoratori più giovani, che non possiedono contributi precedenti al 1996, la possibilità di coprire i periodi senza versamenti ai fini della pensione: questa possibilità è stata chiamata pace contributiva.
In parole semplici, la pace contributiva consente di effettuare il riscatto di periodi non lavorati e non coperti da versamenti. Il riscatto dei contributi non è certamente una novità: sino a oggi, però, era possibile coprire soltanto alcuni periodi, ad esempio gli anni del corso di laurea o i periodi di aspettativa non retribuita. Grazie alla pace contributiva, invece, è possibile recuperare qualsiasi periodo scoperto presso le gestioni previdenziali amministrate dall’Inps.
I periodi che è possibile riscattare, però, non devono essere già coperti da contribuzione, comunque versata
e accreditata, presso forme di previdenza obbligatoria, e non devono risultare soggetti all’obbligo di versamenti.
Inoltre, i periodi scoperti che si possono recuperare devono essere collocati tra il primo versamento a una determinata forma previdenziale e l’ultimo versamento alla stessa gestione. Questa disposizione è un problema per chi possiede dei contributi versati presso un determinato fondo, ma non possiede “buchi contributivi”, cioè periodi non contribuiti tra il primo e l’ultimo versamento. In questo caso, si possono recuperare i periodi scoperti in qualche modo? Vediamo, con la pace contributiva, come recuperare più anni di versamenti.

Contributi volontari

Il decreto pensioni, nel disciplinare la pace contributiva, stabilisce che si possono coprire i periodi non contribuiti compresi tra il primo versamento e l’ultimo versamento presso una determinata gestione.
La norma chiarisce anche che, quale ultimo contributo da considerare, vale qualsiasi tipo di versamento, comunque effettuato.
Che cosa fare se, però, si possiedono dei contributi presso una determinata gestione, risalenti a parecchi anni fa, e successivamente non risulta più nessun versamento? In teoria, in questa situazione non sarebbe possibile riscattare alcunché con la pace contributiva, perché i periodi scoperti non rappresentano dei “buchi contributivi”, non essendo compresi tra il primo e l’ultimo versamento presso il fondo previdenziale. Come recuperare, allora, gli anni senza accrediti?
Per far sì che il periodo scoperto risulti un “buco contributivo”, quindi sia collocato tra il primo e l’ultimo accredito presso la gestione previdenziale considerata, è possibile accreditare dei nuovi contributi presso la stessa gestione, richiedendo l’autorizzazione al versamento di contribuzione volontaria.
Una volta accreditati i contributi volontari, ottenuto l’ok al versamento dall’Inps, il periodo non contribuito da riscattare risulterà collocato tra il primo e l’ultimo contributo risultanti presso la gestione previdenziale interessata. In sostanza, si “crea” un buco contributivo tra il primo e l’ultimo versamento nel fondo previdenziale. Risulterà così possibile aderire al riscatto con pace contributiva.
In ogni caso, bisogna tenere a mente che non è possibile riscattare, con pace contributiva, più di cinque anni.

Lavoro occasionale

Molti lavoratori sono iscritti da anni alla gestione separata dell’Inps senza ricordarsene, alcuni addirittura senza saperlo. Risulta iscritto presso questa cassa, difatti, non solo chi ha lavorato come libero professionista (senza una gestione previdenziale di categoria), ma anche chi ha effettuato delle collaborazioni, o chi ha lavorato con i vecchi voucher, o col contratto di prestazione occasionale, col libretto famiglia o, ancora, col lavoro autonomo occasionale (in quest’ultimo caso, i versamenti presso la gestione separata sono obbligatori se nell’anno sono stati superati 5mila euro di compensi).
Parecchi lavoratori, quindi, risultano avere alle spalle dei versamenti nella gestione separata, seguiti da un lungo periodo non contribuito.
Anche in questi casi, teoricamente, non si potrebbe aderire alla pace contributiva, in quanto manca il requisito del “buco contributivo”, cioè del periodo non contribuito tra il primo e l’ultimo versamento presso la gestione previdenziale.
Presso la gestione separata, però, perché possa essere accreditata ulteriore contribuzione si può anche evitare di richiedere l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari. Può bastare, difatti, un breve contratto di collaborazione, o un’attività svolta con i nuovi voucher, ossia attraverso il contratto di prestazione occasionale o il libretto famiglia, perché siano accreditati dei nuovi versamenti presso questa cassa.
Accreditando dei nuovi contributi, il periodo scoperto viene a trovarsi tra il primo e l’ultimo versamento presso la gestione separata, e può essere dunque riscattato con pace contributiva, sino a un massimo di 5 anni.
Bisogna in ogni caso tener presente che i periodi riscattabili sono soltanto quelli anteriori all’entrata in vigore del decreto legge in materia di pensioni: non sarà dunque possibile utilizzare l’escamotage della pace contributiva per i periodi futuri.

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