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Assegni familiari

14 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Febbraio 2019



Gli assegni familiari e gli assegni per il nucleo familiare. I lavoratori aventi diritto al pagamento degli assegni familiari, la relativa domanda, gli importi e i limiti di reddito.

Sei un piccolo coltivatore diretto e non sai se hai diritto a percepire gli assegni familiari o gli assegni per il nucleo familiare? Vuoi sapere le modalità di presentazione della domanda per gli assegni familiari? Ti stai chiedendo quali sono i limiti di reddito fissati dall’Inps? Ecco una piccola guida alla materia degli assegni familiari, che vuole essere d’aiuto a chi ha bisogno di districarsi nel labirinto di questa prestazione previdenziale. Gli assegni familiari sono una prestazione economica di sostegno al reddito erogata dall’Inps in favore di determinate categorie di lavoratori italiani, comunitari ed extracomunitari, che lavorano sul territorio nazionale.

Gli assegni familiari

Gli assegni familiari differiscono dagli assegni al nucleo familiare, più comunemente indicati con la sigla Anf, innanzitutto per quanto riguarda i soggetti che ne possono fare richiesta.

Gli assegni familiari possono essere percepiti dai:

  • piccoli coltivatori diretti per le giornate di lavoro autonomo con le quali integrano quelle di lavoro agricolo dipendente;
  • coltivatori diretti, coloni e mezzadri;
  • titolari di pensioni a carico di gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri).

Viceversa, i soggetti che possono presentare domanda di Anf sono:

  • i lavoratori dipendenti agricoli;
  • i lavoratori domestici (colf o badanti);
  • i lavoratori iscritti alla gestione separata dell’Inps, come ad esempio i liberi professionisti che non sono iscritti a una cassa previdenziale privata o i lavoratori parasubordinati, intendendo per tali i collaboratori occasionali, cioè quelli che lavorano per almeno 30 giorni in un anno in maniera continuativa per lo stesso datore e i lavoratori a progetto;
  • i titolari di pensione a carico del fondo pensioni lavoratori dipendenti, dei fondi speciali ed ex ENPALS (come i lavoratori dello spettacolo o gli sportivi professionisti);
  • i titolari di prestazioni previdenziali (come ad esempio i titolari dell’assegno ordinario di invalidità o della pensione di inabilità);
  • i lavoratori in altre situazioni di pagamento diretto (ad esempio i lavoratori in regime di cassa integrazione oppure quelli disoccupati ma che percepiscono un’indennità o ancora i lavoratori assenti per malattia o in maternità).

Gli assegni familiari altresì, vengono erogati direttamente dall’Inps, mentre gli assegni per il nucleo familiare vengono corrisposti dai datori di lavoro ai lavoratori dipendenti e dall’Inps ai pensionati da lavoro dipendenti.

Gli assegni familiari e quelli per il nucleo familiare però, hanno anche un punto in comune rappresentato dal fatto che entrambi sono destinati ai nuclei familiari con un reddito inferiore a determinati limiti che la legge fissa ogni anno.

Il nucleo familiare e i soggetti a carico

Nel nostro ordinamento con il termine di nucleo familiare si intende un’entità nella quale rientrano la famiglia anagrafica ed i soggetti a carico fiscalmente, indipendentemente se conviventi o meno.

Comprendere chi rientra nel nucleo familiare è importante poiché dalla sua composizione e dal suo reddito complessivo discende il riconoscimento di molti benefici, sia previdenziali, vedi gli assegni familiari per l’appunto, sia fiscali.

Ai fini del riconoscimento di tale prestazione previdenziale rientrano nel nucleo familiare quali soggetti o familiari a carico:

  • i figli o equiparati, cioè quelli naturali legalmente riconosciuti, i figli adottivi, quelli nati da un precedente matrimonio o i minori in affidamento.Non è necessario ai fini della concessione degli assegni familiari che i figli siano conviventi con il richiedente, tuttavia questi devono:
    • avere meno di 18 anni di età;
    • ovvero devono essere apprendisti o studenti di scuola media inferiore fino a 21 anni;
    • o ancora devono essere studenti universitari con un’età non superiore ai 26 anni e nei limiti di corso legale di laurea;
    • oppure devono essere inabili al lavoro e avere una qualsiasi età.
  • il coniuge, anche se legalmente separato purché a carico, limitatamente ai casi in cui il richiedente la prestazione sia un pensionato a carico delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi;
  • i fratelli, le sorelle e i nipoti conviventi, per i quali sono richieste le stesse condizioni previste per i figli;
  • gli ascendenti (genitori, nonni ecc.) ed equiparati (i suoceri, ecc.), solo nel caso in cui il richiedente l’assegno sia un piccolo coltivatore diretto;
  • i familiari di cittadini stranieri, a patto che risiedano in uno di quei paesi con i quali sono state sottoscritte convenzioni in materia di maltrattamenti di famiglia;

Ecco qualche esempio:

  • Tizio è un artigiano in pensione che paga l’assegno di mantenimento all’ex moglie Mevia. In tal caso in presenza dei limiti di reddito prescritti dalla legge, Tizio potrà fare richiesta di assegno familiare poiché Mevia rientra tra i familiari a suo carico anche se separati;
  • Caio è un colono con un figlio maggiorenne a carico, inabile al lavoro. Anche Caio qualora il reddito del nucleo familiare rientri nei limiti prescritti, potrà fare richiesta per percepire l’assegno familiare;
  • Sempronio è un coltivatore diretto il quale ha a carico i nipoti minorenni. In presenza di un reddito del nucleo familiare ricompreso nei limiti previsti dalla legge, anche tale lavoratore avrà diritto a percepire un assegno familiare per ciascuno dei nipoti a carico.

Come avviene la riscossione degli assegni familiari?

La riscossione degli assegni familiari avviene nella misura di uno per ogni familiare a carico.

Il familiare però, deve essere non economicamente autosufficiente o deve avere un reddito personale mensile contenuto entro un determinato importo, rivalutato annualmente dalla legge.

Esempio: Tizio è un piccolo coltivatore diretto con 2 figli minorenni a carico. Potrà percepire un assegno familiare per ciascun figlio, trattandosi di ragazzi che non hanno una propria indipendenza economica e neanche un reddito personale.

La domanda degli assegni familiari

Per fare richiesta degli assegni familiari è possibile procedere in tre differenti modalità:

  • l’interessato può recarsi ad un ente di patronato;
  • in alternativa può fare richiesta online, collegandosi al sito dell’Inps e dopo avere ottenuto il codice pin che gli consente l’accesso diretto ai servizi telematici dell’Ente di previdenza;
  • oppure può chiamare il contact center dell’Inps, che fornisce un servizio multilingue, al numero 803.164 da rete fissa o al numero 06.164164 da rete mobile a pagamento.

Non è più consentita la trasmissione della domanda cartacea.

Gli arretrati degli assegni familiari

Nelle ipotesi in cui la domanda degli assegni familiari sia stata presentata successivamente all’insorgere del relativo diritto, il richiedente potrà percepire anche gli arretrati nel limite dei 5 anni precedenti; per il periodo antecedente infatti, il relativo diritto si è prescritto.

La presentazione on-line della domanda di assegni familiari

Se il richiedente vuole inoltrare la domanda telematicamente, una volta acceduto al servizio mediante il pin, deve compilare il modulo con l’indicazione dei propri dati anagrafici, di quelli relativi all’attività lavorativa e di quelli dei familiari a carico.

Alla domanda vanno allegate anche le dichiarazioni con le quali il richiedente si assume la responsabilità in caso di notizie false o mendaci.

Cosa avviene se dopo la domanda di assegni familiari cambia il reddito?

Se successivamente alla domanda di assegni familiari il reddito del richiedente o di un suo familiare a carico dovesse modificarsi e pertanto, non dovesse più rientrare nei limiti prescritti dalla legge, il beneficiario della prestazione deve comunicare tale variazione all’Inps, presentando i nuovi modelli reddituali.

Quanto spetta a titolo di assegni familiari?

Gli assegni familiari vengono corrisposti direttamente dall’Inps e come già detto in precedenza, spettano uno per ciascun familiare a carico.

L’assegno è di importo pari a:

  • 8,18 euro mensili per i coltivatori diretti, coloni, mezzadri, per i figli e gli equiparati;
  • 10,21 euro mensili per i pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi e per i piccoli coltivatori diretti, per il coniuge, i figli e gli equiparati;
  • 1,21 euro mensili per i piccoli coltivatori diretti, per i genitori e gli equiparati.

Superata la prima fascia di reddito indicata dalla circolare emanata annualmente dall’Inps, l’importo degli assegni familiari si riduce.

La decadenza

Se viene superata la seconda fascia di reddito, indicata dalle circolari annuali dell’Inps, cessa l’erogazione degli assegni familiari.

I limiti di reddito fissati 

Annulamente l’Inps provvede a fissare i limiti di reddito necessari per la richiesta degli assegni familiari.

Ad esempio per il 2019 tali minimi sono stati fissati in € 722,49 per il coniuge, per un genitore, per ciascun figlio o equiparato; il limite sale fino a € 1.264,36 per due genitori ed equiparati.

Le tabelle di reddito familiare previste dall’ultima circolare Inps (n. 125/2018), sono state elaborate effettuando una rivalutazione dei livelli minimi in ragione del tasso di inflazione.

I redditi del nucleo familiare da prendere in considerazione per la concessione dell’assegno sono quelli assoggettabili all’ Irpef al lordo delle detrazioni d’imposta, degli oneri deducibili e delle ritenute erariali, e quelli esenti da imposta o soggetti alla ritenuta alla fonte a titolo di imposta o imposta sostitutiva, se superiori complessivamente a 1.032,91 euro, prodotti nell’anno solare precedente il 1° luglio di ogni anno e hanno valore fino al 30 giugno dell’anno successivo.

Pertanto, se la richiesta di assegni familiari riguarda periodi compresi nel primo semestre, ovvero da gennaio a giugno, i redditi da dichiarare sono quelli conseguiti due anni prima, mentre, se i periodi sono compresi nel secondo semestre, periodo da luglio a dicembre, i redditi da dichiarare sono quelli conseguiti nell’anno immediatamente precedente.


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