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Separazioni e divorzi davanti al Sindaco

14 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Febbraio 2019



La separazione e il divorzio in Comune. Limiti, modalità e costi dell’intera procedura.

Hai preso la decisione di separarti o divorziare. Al telegiornale o leggendo il quotidiano o, ancora, chiacchierando con gli amici, hai sentito che è possibile separarsi o divorziare anche davanti al Sindaco, con costi nettamente inferiori. Inoltre, anche l’aspetto psicologico non è da sottovalutare: presentarsi in Comune è sicuramente diverso e meno preoccupante rispetto al dover comparire in tribunale, davanti al giudice. Se ti trovi in questa situazione sappi che, effettivamente, dal 2015 esiste una procedura molto snella che consente ai coniugi di potersi separare o divorziare presentandosi, semplicemente, in Comune senza (nemmeno) l’obbligo di farsi assistere e accompagnare da un avvocato. Le separazioni e divorzi davanti al Sindaco, indubbiamente molto vantaggiosi per i costi molto limitati, la non necessaria presenza di un avvocato ed i tempi rapidi, non sono però accessibili a tutti. La legge, infatti, prevede requisiti specifici al fine di tutelare gli interessi di eventuali figli presenti. L’articolo di seguito riportato analizza, pertanto, i casi in cui la separazione e il divorzio davanti al Sindaco sono possibili, le modalità ed i relativi costi.

Separazione e divorzio davanti al Sindaco: quando è possibile?

Nel 2014 è entrata in vigore una legge [1] che consente ai coniugi che vogliano separarsi o divorziare (a seguito di precedente separazione) di raggiungere un accordo davanti al Sindaco senza la necessità di presentarsi in tribunale e senza l’obbligo di farsi assistere da un avvocato, con conseguente risparmio in termini di costi e di tempo.

Si tratta, dunque, di una procedura molto semplificata e, per questo motivo, è utilizzabile solo se sono rispettati determinati requisiti. In particolare, il legislatore ha previsto una serie di limitazioni ossia di casi in cui non è possibile ottenere la separazione e/o il divorzio dinnanzi al Sindaco.

La procedura, infatti, non è attivabile quando:

  • sono presenti figli minori (quindi, che non abbiano ancora raggiunto i diciotto anni d’età);
  • sono presenti figli maggiorenni incapaci (per infermità di mente o deficienza psichica, anche transitoria) o portatori di handicap gravi;
  • i coniugi abbiano figlio/i maggiorenni ma non ancora economicamente autosufficienti. Si pensi, per esempio, al caso tipico del figlio che frequenta Università, master o tirocinio;
  • i coniugi, con l’accordo, vogliano attuare un trasferimento patrimoniale ossia il trasferimenti di beni o di altri diritti.

Non rappresenta, invece, un limite alla separazione e/o divorzio in Comune la presenza di figli minorenni o incapaci o economicamente indipendenti non comuni ad entrambi i coniugi. Se, quindi, il minore (o incapace o figlio non ancora economicamente insufficiente) è figlio solo della moglie o del marito, la procedura innanzi al Sindaco è possibile.

Ne deriva che possono rivolgersi al Sindaco, per chiedere la separazione o il divorzio:

  • i coniugi senza figli;
  • i coniugi con figli maggiorenni indipendenti sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista esistenziale;
  • i coniugi che intendono separarsi o divorziare senza pattuire, tra loro, alcun genere di trasferimento patrimoniale. Non rientra, però, nel divieto di patti di trasferimento patrimoniale (ed è quindi possibile anche davanti all’Ufficiale di Stato Civile) la previsione di un obbligo di pagamento di una somma di denaro a titolo di assegno periodico (il cosiddetto assegno di mantenimento). Rientra, invece, nel divieto anzidetto la previsione della cosiddetta “liquidazione una tantum”, cioè la corresponsione – in un’unica soluzione – dell’assegno divorzile.

Se i coniugi, invece, vogliono accordarsi circa possibili trasferimenti patrimoniali (per esempio, la cessione – dall’uno all’altra – di una quota dell’immobile che costituisce la casa coniugale) avranno tre diverse possibilità:

  • o rivolgersi al giudice e, dunque, al tribunale;
  • o affidarsi alla negoziazione assistita;
  • o redigere un apposito atto di trasferimento esterno rispetto alla separazione/divorzio.

Separazione o divorzio: a quale Comune rivolgersi?

La procedura di separazione e/o divorzio innanzi al Sindaco è attivabile presso il Comune di residenza di uno dei due coniugi o del Comune presso cui è stato iscritto o trascritto l’atto di matrimonio.

Come avviene la separazione o divorzio davanti al Sindaco?

I coniugi devono presentarsi personalmente (ossia, non possono farsi sostituire da nessuna persona delegata a tal fine, nemmeno da un avvocato) davanti al Sindaco che – nella veste di ufficiale dello stato civile – riceve la dichiarazione di ognuna delle parti riguardante la volontà di separarsi o divorziare.

Subito dopo, il Sindaco procede alla compilazione dell’accordo, che sarà poi sottoscritto dai coniugi.

Ciò significa, ovviamente, che, una volta che i coniugi si presentano dinnanzi al Sindaco, devono aver già discusso e concordato le condizioni con cui definire la separazione o divorzio. E’ impensabile, infatti, poter discutere del predetto accordo davanti all’ufficiale di stato civile.

Una volta sottoscritto l’accordo davanti al Sindaco, tuttavia, la procedura non si esaurisce in quanto i coniugi devono nuovamente presentarsi in Comune dopo almeno trenta giorni dalla firma dell’accordo stesso. Lo scopo è quello di vagliare eventuali ripensamenti delle parti e, quindi, dar loro la possibilità di riflettere al meglio sulla decisione. Se, infatti, i coniugi non si presentano al secondo incontro, l’accordo non può dirsi confermato.

Se, invece, i coniugi si presentano innanzi al Sindaco anche la seconda volta (per la conferma dell’accordo), il patto sottoscritto in Comune sarà annotato nei pubblici registri (in particolare, nel registro di nascita dei coniugi e sotto l’atto di matrimonio).

Una volta raggiunto questo traguardo, l’accordo perfezionato davanti al Sindaco avrà lo stesso identico valore di un eventuale accordo di separazione o divorzio raggiunto in tribunale, davanti al giudice.

Durante l’intera procedura le parti possono (ma non sono obbligate) farsi assistere da un avvocato. L’intervento di un legale potrebbe essere necessario laddove i coniugi non abbiano ancora raggiunto un accordo su tutte le condizioni di separazione o divorzio. In tal caso, infatti, l’avvocato potrebbe coadiuvare le parti nel raggiungimento del patto, consentendo così loro di poter utilizzare, poi, la procedura di separazione/divorzio in Comune.

Come si presenta la domanda di separazione/divorzio in Comune?

Sul sito web del Comune in cui i coniugi hanno deciso di presentarsi per attuare la procedura di separazione o divorzio, solitamente è presente un’area interamente dedicata al tema in oggetto.

Normalmente, la tematica è affrontata nell’area adibita all’anagrafe ed al matrimonio. Una volta individuata l’apposita area, sarà possibile scaricare un modulo (solitamente in formato .pdf) che occorre stampare e compilare.

In particolare, nel modulo sono richiesti i dati di ogni coniuge (nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza e codice fiscale), i dati relativi al matrimonio contratto (data e luogo di celebrazione) e l’indicazione di eventuali figli comuni alla coppia. Occorre quindi sottoscrivere il modulo, aggiungendo – se possibile – anche un recapito telefonico ed un indirizzo mail ed allegare, altresì, la copia delle carte d’identità dei coniugi.

A questo punto, il modulo dovrà essere depositato nell’area adibita alle relazioni con il pubblico ed i coniugi dovranno solo attendere di essere contattati per la fissazione della data di comparizione degli stessi davanti al Sindaco.

Quanto costa separarsi o divorziare davanti al Sindaco?

La procedura di separazione/divorzio in Comune ha costi molto bassi.

Quando i coniugi confermano l’accordo, infatti, sono tenuti semplicemente al pagamento di un importo fisso pari ad Euro 16,00.

Il predetto pagamento, solitamente, può avvenire mediante bonifico bancario o bollettino postale intestato al Comune interessato. Le coordinate sono fornite dall’ufficio competente in sede di stesura del primo accordo dei coniugi (quindi prima della conferma dello stesso).

Modifica delle condizioni di separazione o divorzio: è possibile innanzi al Sindaco?

All’ufficiale di Stato civile, le parti possono chiedere anche la modifica delle condizioni di separazione o divorzio. In particolare, possono chiedere l’attribuzione di un assegno periodico (di separazione o divorzio) o la sua revoca (eliminazione) o, ancora, la sua modifica dal punto di vista quantitativo.

Facciamo un esempio: in sede di separazione il giudice ha stabilito che il marito debba versare alla moglie un assegno di mantenimento pari ad Euro 350,00 in considerazione della differenza tra lo stipendio del marito (più alto) e quella della moglie (più basso). Successivamente, però, il marito perde il posto di lavoro e, pertanto, risulta disoccupato. In una simile ipotesi, indubbiamente, il marito ben potrebbe rivolgersi al tribunale per chiedere una modifica delle condizioni di separazione.

Se, però, la moglie è d’accordo sulla possibilità di compiere la predetta modifica (per esempio, accettando un assegno di mantenimento avente un importo più basso rispetto a quello precedentemente previsto e pari ad Euro 350,00), i coniugi possono raggiungere l’accordo sulla modifica delle condizioni di separazione anche davanti al Sindaco, con conseguente risparmio in termini di tempo e di costi.

In ogni caso, quando l’ufficiale riceve l’accordo – a differenza di quanto avviene davanti al Giudice – esso è semplicemente tenuto a recepirlo, senza poter entrare nel merito del contenuto dello stesso.

Anche con riferimento all’ipotesi di modifica delle condizioni di separazione o divorzio in Comune vigono, ovviamente, le medesime limitazioni che valgono per la procedura sopra esaminata. Ne consegue che la modifica è possibile solo laddove i coniugi non abbiano, in comune, figli minori o maggiorenni incapaci o portatori di handicap o maggiorenni non ancora economicamente sufficienti.

Infine, anche per quanto riguarda la procedura di modifica delle condizioni davanti al Sindaco, le parti hanno la possibilità – ma non l’obbligo – di farsi assistere da un avvocato.

note

[1] L. n. 162 del 10.11.2014.


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