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La denuncia di danno temuto

15 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Febbraio 2019



Come è possibile tutelare i beni del proprietario se si teme che stiano per subire un imminente e grave danno

Nella vita di tutti i giorni non è raro che la propria abitazione o la propria azienda o gli alberi del proprio frutteto si trovino nelle condizioni di stare per subire un danno consistente a causa delle condizioni precarie di un edificio o di un albero o di una qualsiasi altra cosa. Può capitare, infatti, che un edificio pericolante minacci di rovinare sulla proprietà confinante oppure che un albero stia per essere sradicato potendo così abbattere il muro del fondo vicino. Di situazioni simili ce ne possono essere tantissime ed è chiaro che il proprietario della cosa che stia per subire un danno desideri evitarlo e, quindi, agire per impedire che ciò avvenga. In questi casi la legge [1] fornisce un possibile rimedio con quella che viene chiamata la denuncia di danno temuto. Si tratta di una forma di tutela immaginata anche e soprattutto per evitare i costi e le lungaggini conseguenti a danni che ormai si siano verificati (prevenire è meglio che curare recita l’antico adagio) ed anche per evitare il diffondersi di forme di tutela privata (cioè il ricorso a rimedi spicci e sbrigativi che potrebbero poi anche aggravare la situazione). Esamineremo quindi questo rimedio individuando quali siano i soggetti che se ne possono avvalere, le procedure attraverso le quali può essere attivato, i soggetti contro cui la denuncia di danno temuto deve essere rivolta e gli effetti (cioè i risultati) che questo rimedio consente di ottenere nel momento in cui il giudice dovesse accogliere la richiesta di chi agisce in giudizio.

Chi può ricorrere alla denuncia di danno temuto e contro chi?

Abbiamo detto che la denuncia di danno temuto è quella possibilità di tutela che consente al proprietario (o al titolare di altro diritto reale o al possessore) di una cosa di ricorrere al giudice per ovviare al pericolo che egli tema provenire da un edificio, un albero o da qualsiasi altra cosa e che tema stia per causare un danno grave e imminente alla cosa stessa.

Si tratta, insomma, di una possibilità di tutela innanzitutto preventiva, ma che può essere avviata anche se il danno si sia già verificato e si voglia evitare che si aggravi.

I soggetti che la legge autorizza ad agire con la denuncia di danno temuto sono:

– il proprietario della cosa che si tema possa subire il danno;

– il titolare di altro diritto reale sulla cosa (cioè l’enfiteuta, l’usufruttuario, il titolare del diritto di superficie e dei diritti reali di uso e di abitazione);

– il possessore della cosa (ma non il conduttore di un immobile).

Occorre anche precisare che si può agire con la denuncia di danno temuto solo nel caso in cui il pericolo incomba su di una cosa e non su di una persona: il proprietario, cioè, può agire con la denuncia di danno temuto se dall’edificio o da altra cosa stia per derivare un danno grave ed imminente alla cosa che gli appartiene e non se il pericolo incomba sulle persone.

Come ad esempio ha riconosciuto la giurisprudenza [2] non è possibile attivare la tutela rappresentata dalla denuncia di danno temuto nel caso in cui si tema un danno all’incolumità fisica agli utenti di una strada per effetto della modifica del tracciato della strada stessa.

E contro chi invece si può proporre la denuncia di danno temuto?

La risposta è che deve essere chiamato in giudizio il responsabile della cosa pericolosa che può anche non essere il suo proprietario: responsabile è colui il quale è venuto meno all’obbligo di custodire e mantenere in buono stato di manutenzione la cosa e che, pertanto, è il responsabile della situazione di pericolo alla quale con la denuncia si tende a rimediare.

E, pertanto, la denuncia di danno temuto potrà essere proposta non solo contro il proprietario della cosa, ma anche contro:

– il nudo proprietario se la cosa è stata concessa in usufrutto ed il nudo proprietario non ha provveduto a realizzare la straordinaria manutenzione cui è tenuto;

– l’usufruttuario (se la situazione di pericolo deriva invece dall’omissione della ordinaria manutenzione);

– il possessore;

– il proprietario del fondo servente (se ha omesso le opere necessarie per l’esercizio della servitù);

– il conduttore che, nell’ambito di un rapporto di locazione, abbia omesso di effettuare la manutenzione ordinaria alla quale è obbligato;

– la pubblica amministrazione soltanto se la situazione di pericolo derivi da un’attività di diritto di privato della stessa pubblica amministrazione (ad esempio omissione degli obblighi di manutenzione contrattualmente assunti dalla pubblica amministrazione che sia, ad esempio, conduttrice di un immobile).

La denuncia di danno temuto spetta al proprietario

Quali sono le regole processuali della denuncia di danno temuto?

Dal punto di vista delle regole processuali, la denuncia di danno temuto si propone con ricorso attraverso il rito cosiddetto cautelare [3] che ha lo scopo di dare una tempestiva tutela al diritto minacciato in attesa poi di arrivare al provvedimento definitivo con la successiva fase del processo (fase cosiddetta “di merito”, che segue alla fase cautelare, e nella quale verrà accertato non solo se il denunciante sia effettivamente il proprietario o il possessore della cosa minacciata ma soprattutto la responsabilità di colui il quale, con le sue omissioni, aveva generato la situazione di pericolo).

La competenza spetta sempre al tribunale del luogo in cui si è verificato il fatto denunciato e cioè il luogo dove si è manifestato il pericolo grave ed imminente di danno.

Per quello che riguarda le misure che possono essere adottate dal giudice per ovviare, nel caso in cui la denuncia venga accolta, alla situazione di pericolo denunciata esse consistono in tutti quegli ordini finalizzati ad evitare che il danno si produca o si aggravi (ad esempio può essere ordinato di abbattere un albero, di eseguire le opere di consolidamento di un edificio eccetera).

La denuncia di danno temuto protegge le cose dal pericolo di danni imminenti e gravi

note

[1] Art. 1172 cod. civ.

[2] Cass. civ. sent. n. 9783/1997.

[3] Art. 669 bis cod. proc. civ.


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