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Reddito di cittadinanza: chi è nel nucleo familiare?

6 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Febbraio 2019



Famiglia anagrafica, stato di famiglia, nucleo familiare ai fini Isee: chi sono i familiari ai fini del reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza è un sussidio riconosciuto sulla base del reddito e del patrimonio familiare, cioè delle entrate e dei beni posseduti da ogni componente della famiglia. Inoltre, la prestazione è incrementata dello 0,2 per ogni familiare minorenne, e dello 0,4 per ogni componente maggiorenne della famiglia.

A questo proposito, è bene sapere che non esiste un concetto univoco di famiglia secondo la legge, ma questo varia a seconda della situazione considerata: ad esempio, il nucleo familiare considerato ai fini della dichiarazione Isee ha una composizione differente rispetto al nucleo familiare considerato ai fini degli assegni familiari.

Ma ai fini del reddito di cittadinanza chi è nel nucleo familiare? Il decreto in materia chiarisce che nel nucleo familiare ai fini del reddito di cittadinanza sono considerati gli stessi componenti che devono essere inclusi nella dichiarazione Isee (o Dsu: da questa dichiarazione si possono ricavare gli indicatori della situazione economica, reddituale e patrimoniale della famiglia): peraltro, lo stesso decreto ha modificato la composizione del nucleo familiare ai fini Isee.

Vediamo allora, dopo aver chiarito che cosa si intende per famiglia anagrafica e nucleo familiare ai fini Isee, chi è considerato parte del nucleo familiare ai fini del reddito di cittadinanza.

Stato di famiglia e famiglia anagrafica

La famiglia anagrafica è un insieme di persone, conviventi, legate da un vincolo di matrimonio, di parentela, di affinità, di tutela o semplicemente affettivo.

Nello stato di famiglia, che è un certificato che rilascia il Comune, compaiono tutti i componenti della famiglia anagrafica.

È possibile avere due stati di famiglia nella stessa abitazione? Sì, quando non esiste nessuno dei vincoli elencati tra persone conviventi: è il caso, ad esempio, dei coinquilini. In quest’ipotesi, è dunque possibile ottenere due stati di famiglia nella stessa dimora, semplicemente dichiarandolo in Comune.

Nucleo familiare Isee

Ai fini della dichiarazione Isee non sempre la composizione del nucleo familiare coincide con la famiglia anagrafica. Normalmente, per la dichiarazione Isee la famiglia è considerata composta dal dichiarante, dai componenti della famiglia anagrafica e dai soggetti fiscalmente a carico, anche se non conviventi.

Le situazioni che possono verificarsi, comunque, sono diverse; riportiamo qui le più comuni:

  • genitori conviventi e non sposati: in questo caso, si considerano parte di un unico nucleo familiare; il genitore dichiarante deve indicare il convivente nell’Isee come “altra persona nel nucleo”;
  • genitori non sposati né conviventi: in questo caso, pur non facendo parte della stessa famiglia anagrafica, il genitore che non convive deve essere inserito nello stesso nucleo ai fini Isee, a meno che:
    • risulti sposato con una persona diversa dall’altro genitore;
    • risulti avere figli con una persona diversa dall’altro genitore;
    • sia obbligato, con provvedimento dell’autorità giudiziaria, al versamento di assegni periodici destinati al mantenimento dei figli;
    • sia stato escluso dalla potestà sui figli o sia stato allontanato dalla residenza familiare;
    • sia stato accertato, in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali, estraneo in termini di rapporti affettivi ed economici;
    • se il genitore non convivente è sposato o ha figli con un’altra persona (avendo quindi formato un altro nucleo familiare), bisogna presentare un modulo particolare nella dichiarazione Dsu, l’Isee minorenni, che tiene conto della sua situazione economica, considerando, però, la scala di equivalenza dell’altro nucleo, integrando l’Isee del nucleo del figlio minorenne con una componente aggiuntiva; nelle altre ipotesi, il genitore non rientra nella famiglia del figlio e quindi non rientra nel calcolo dell’Isee minorenni, pertanto basta presentare l’Isee ordinario;
  • coniugi che vivono in una diversa residenza: marito e moglie sono comunque considerati facenti parte dello stesso nucleo, anche se risultano in una diversa famiglia anagrafica, poiché non risiedono nello stesso posto; devono prendere, come riferimento per l’Isee, la famiglia anagrafica di uno dei due, di comune accordo, oppure l’ultima residenza avuta in comune;
  • coniugi separati ma conviventi: valgono le stesse regole dei conviventi non sposati;
  • coniugi separati e non conviventi: se separati legalmente, e non di fatto, marito e moglie non fanno più parte dello stesso nucleo.
  • figli che convivono con i nonni: se sono fiscalmente a carico dei genitori, i figli faranno parte del nucleo dei genitori; se non a carico del padre o della madre, entrano nel nucleo familiare dei nonni;
  • figli maggiorenni non conviventi con i genitori e a loro carico ai fini Irpef: se non sono coniugati e non hanno figli, fanno parte del nucleo familiare dei genitori; nel caso i genitori appartengano a nuclei familiari distinti, i figli maggiorenni, se a carico di entrambi, fanno parte del nucleo familiare di uno dei genitori, a loro scelta.

Nucleo familiare per il reddito di cittadinanza

Ai fini del reddito di cittadinanza, deve essere considerata la composizione del nucleo familiare valida ai fini Isee.

Il decreto sul reddito di cittadinanza [1] ha però modificato parzialmente alcune regole, includendo nel nucleo Isee dei componenti ed escludendone altri.

Nuovo nucleo familiare Isee

In base alle nuove regole:

  • i coniugi separati o divorziati fanno parte dello stesso nucleo familiare Isee, qualora continuino a risiedere nella stessa abitazione;
  • il figlio maggiorenne non convivente con i genitori fa parte del nucleo familiare dei genitori esclusivamente quando è di età inferiore a 26 anni, è nella condizione di essere a loro carico a fini Irpef, non è coniugato e non ha figli.

Quando un figlio è a carico ai fini Irpef?

Un figlio è considerato fiscalmente a carico (ai fini Irpef, cioè ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche) se il suo reddito:

  • non supera 2.840,51 euro annui, se la sua età è superiore a 24 anni;
  • non supera 4mila euro annui, se la sua età non è superiore a 24 anni.

Per approfondire: Figli a carico 2019.


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20 Commenti

  1. Non ho trovato il caso in cui il nucleo famigliare è composto da due conviventi non sposati con un figlio a carico che è figlio della madre.
    Una curiosità, nel caso specifico convivono da oltre 10 anni ma lui ha la residenza altrove,lei è divorziata e lui vedovo.

    1. Pur restando uno strumento, in linea generale, maggiormente accessibile rispetto all’attuale reddito d’inclusione Rei, il reddito di cittadinanza, nel corso degli ultimi mesi, è stato più volte ridimensionato a causa della necessità di ridurre il deficit.
      Chi ha diritto al reddito di cittadinanza?
      Potranno chiedere il reddito di cittadinanza i cittadini maggiorenni che soddisfano le seguenti condizioni:
      -si trovano in stato di disoccupazione o risultano inoccupati (cioè hanno perso il posto o non hanno mai lavorato); coloro che hanno presentato le dimissioni sono esclusi dal reddito per un anno, così come i detenuti ed i ricoverati in una struttura a carico dello Stato;
      -sono cittadini italiani, europei o extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno di lungo periodo;
      -sono residenti stabilmente in Italia da almeno 10 anni;
      -percepiscono un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà, cioè sotto i 780 euro mensili;
      -percepiscono una pensione inferiore alla soglia di povertà, pari, come abbiamo detto, a 780 euro mensili;
      -possiedono un Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro;
      -possiedono un valore del reddito familiare inferiore a 6 mila euro, per il singolo componente, o a 7.560 euro, in caso di pensione di cittadinanza; l’importo è elevato sino a 9.360 euro per chi paga l’affitto ed è da adeguare col parametro della scala di equivalenza;
      -possiedono al massimo due immobili nel nucleo familiare, ma il secondo immobile non deve avere un valore superiore a 30mila euro;
      -possiedono un patrimonio mobiliare familiare (conti, carte prepagate, titoli, libretti, partecipazioni…) non superiore a 6mila euro; la soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità, come definita a fini Isee, presente nel nucleo;
      -nessun componente del nucleo deve possedere autoveicoli immatricolati nei 6 mesi precedenti, con cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati nei 2 anni precedenti, navi o imbarcazioni da diporto; sono esclusi i veicoli per disabili.
      Sarà dunque richiesta la dichiarazione Isee per beneficiare del reddito o della pensione di cittadinanza.
      Per maggiori informazioni sul Reddito di cittadinanza consigliamo la lettura dei nostri articoli:
      -https://www.laleggepertutti.it/238893_reddito-di-cittadinanza-2019
      -https://www.laleggepertutti.it/216494_reddito-di-cittadinanza-come-funziona#Chi_ha_diritto_al_reddito_di_cittadinanza

  2. Buongiorno, ho un nucleo familiare di 4 persone (2 adulti e 2 minori), sono disoccupato, ho un isee di 5000 euro e un patrimonio mobiliare di 6700 euro, rientro negli aventi diritto al RDC? Grazie.

    1. Rino possono chiedere il reddito di cittadinanza i cittadini maggiorenni che soddisfano le seguenti condizioni:
      -si trovano in stato di disoccupazione o risultano inoccupati (cioè hanno perso il posto o non hanno mai lavorato); coloro che hanno presentato le dimissioni sono esclusi dal reddito per un anno, così come i detenuti ed i ricoverati in una struttura a carico dello Stato;
      -sono in possesso della cittadinanza italiana o di paesi facenti parte dell’Unione europea, o sono familiari di un titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, o cittadini di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
      -sono residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due, considerati al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, in modo continuativo;
      -percepiscono un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà, cioè sotto i 780 euro mensili;
      -percepiscono una pensione inferiore alla soglia di povertà, pari, come abbiamo detto, a 780 euro mensili;
      -possiedono un Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro;
      -possiedono un valore del reddito familiare inferiore a 6 mila euro, per il singolo componente, o a 7.560 euro, in caso di pensione di cittadinanza; l’importo è elevato sino a 9.360 euro per chi paga l’affitto ed è da adeguare col parametro della scala di equivalenza;
      -possiedono al massimo due immobili nel nucleo familiare, ma il secondo immobile non deve avere un valore superiore a 30mila euro;
      -possiedono un patrimonio mobiliare familiare (conti, carte prepagate, titoli, libretti, partecipazioni…) non superiore a 6mila euro; la soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità, come definita a fini Isee, presente nel nucleo;
      -nessun componente del nucleo deve possedere autoveicoli immatricolati da meno di 6 mesi, o con cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati nei 2 anni precedenti, navi o imbarcazioni da diporto; sono esclusi i veicoli per disabili.
      E’ indispensabile presentare la dichiarazione Isee per beneficiare del reddito o della pensione di cittadinanza. Per tutte le istruzioni per la presentazione del modello Isee 2018 clicca qui https://www.laleggepertutti.it/204900_isee-2018-come-compilare-la-dichiarazione

  3. MIA FIGLIA DISOCCUPATA 27 ENNE . VIVE CON ME .IO HO UNA PENSIONE DI 20 MILA EURO ANNUI.
    NON POTRA PRENDERE IL REDD DI CITT.? E TANTOMENA QUALCHE DITTA LA POTRA ASSUMERE IN QUANDO LA STESSA PREFERIREBBE PRENDERE CHI HA IL RED DI CITT. PER POTER USUFRUIRE DEL CONTR STATALE
    DICO GIUSTO?

    1. A poter chiedere il reddito di cittadinanza sono i cittadini maggiorenni che soddisfano le seguenti condizioni:
      -si trovano in stato di disoccupazione o risultano inoccupati (cioè hanno perso il posto o non hanno mai lavorato); coloro che hanno presentato le dimissioni sono esclusi dal reddito per un anno, così come i detenuti ed i ricoverati in una struttura a carico dello Stato;
      -sono in possesso della cittadinanza italiana o di paesi facenti parte dell’Unione europea, o sono familiari di un titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, o cittadini di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
      -sono residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due, considerati al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, in modo continuativo;
      -percepiscono un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà, cioè sotto i 780 euro mensili;
      -percepiscono una pensione inferiore alla soglia di povertà, pari, come abbiamo detto, a 780 euro mensili;
      -possiedono un Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro;
      -possiedono un valore del reddito familiare inferiore a 6 mila euro, per il singolo componente, o a 7.560 euro, in caso di pensione di cittadinanza; l’importo è elevato sino a 9.360 euro per chi paga l’affitto ed è da adeguare col parametro della scala di equivalenza;
      -possiedono al massimo due immobili nel nucleo familiare, ma il secondo immobile non deve avere un valore superiore a 30mila euro;
      -possiedono un patrimonio mobiliare familiare (conti, carte prepagate, titoli, libretti, partecipazioni…) non superiore a 6mila euro; la soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità, come definita a fini Isee, presente nel nucleo;
      -nessun componente del nucleo deve possedere autoveicoli immatricolati da meno di 6 mesi, o con cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati nei 2 anni precedenti, navi o imbarcazioni da diporto; sono esclusi i veicoli per disabili.
      E’ indispensabile presentare la dichiarazione Isee per beneficiare del reddito o della pensione di cittadinanza. Per tutte le istruzioni per la presentazione del modello Isee 2018 clicca qui https://www.laleggepertutti.it/204900_isee-2018-come-compilare-la-dichiarazione

  4. 30 anni, vivo a roma, senza contratto di casa, quindi non posso spostare la residenza, che è ancora a casa dei miei. Il mio isee coincide con quello dei miei genitori?

    1. Cos’è la famiglia? Nel nostro ordinamento la definizione in un senso o nell’altro di un determinato concetto produce conseguenze diverse dal punto di vista giuridico. Inoltre, a seconda del contesto di riferimento, dell’istituto applicabile, dell’interpretazione da dare ai fini dell’accesso ad un’agevolazione, uno stesso concetto, apparentemente semplice come è quello di famiglia, può assumere significati completamente differenti e solo in parte sovrapponibili. Dal punto di vista giuridico-amministrativo, la definizione generica di famiglia può essere suddivisa in più concetti: famiglia nucleare, famiglia anagrafica, famiglia fiscale, nucleo familiare. Per maggiori approfondimenti consigliamo la lettura del nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/217579_famiglia-anagrafica-famiglia-fiscale-e-nucleo-familiare-differenze#Nucleo_familiare_che_significa

  5. io e mio marito siamo invalidi al 100% tutti e 2 ,mio marito ha anche l’accompagno io un assegno sociale di 499 euro, mio marito una pensione minima di 548 euro. possiamo richiedere il rdc? nn abbiamo beni materiali. né immobili.

    1. Per poter chiedere il reddito di cittadinanza i cittadini maggiorenni devono soddisfare le seguenti condizioni:
      -si trovano in stato di disoccupazione o risultano inoccupati (cioè hanno perso il posto o non hanno mai lavorato); coloro che hanno presentato le dimissioni sono esclusi dal reddito per un anno, così come i detenuti ed i ricoverati in una struttura a carico dello Stato;
      -sono in possesso della cittadinanza italiana o di paesi facenti parte dell’Unione europea, o sono familiari di un titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, o cittadini di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
      -sono residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due, considerati al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, in modo continuativo;
      -percepiscono un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà, cioè sotto i 780 euro mensili;
      -percepiscono una pensione inferiore alla soglia di povertà, pari, come abbiamo detto, a 780 euro mensili;
      -possiedono un Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro;
      -possiedono un valore del reddito familiare inferiore a 6 mila euro, per il singolo componente, o a 7.560 euro, in caso di pensione di cittadinanza; l’importo è elevato sino a 9.360 euro per chi paga l’affitto ed è da adeguare col parametro della scala di equivalenza;
      -possiedono al massimo due immobili nel nucleo familiare, ma il secondo immobile non deve avere un valore superiore a 30mila euro;
      -possiedono un patrimonio mobiliare familiare (conti, carte prepagate, titoli, libretti, partecipazioni…) non superiore a 6mila euro; la soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità, come definita a fini Isee, presente nel nucleo;
      -nessun componente del nucleo deve possedere autoveicoli immatricolati da meno di 6 mesi, o con cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati nei 2 anni precedenti, navi o imbarcazioni da diporto; sono esclusi i veicoli per disabili.

  6. salve avrei una domanda

    Un 40enne residente da solo da 20 anni non sposato senza figli e con reddito inferiore ai 2800 Euro annui, genitori diveorziati in vita, avrà diritto al rdc oppure verrà considerato a carico degli stessi e quindi nel loro nucleo famigliare ?

    grazie per la risposta

    1. Salve, anche se il decreto sul reddito fa riferimento alla nozione di nucleo familiare ai fini Isee, specifica anche che: “il figlio maggiorenne non convivente con i genitori fa parte del nucleo familiare dei genitori esclusivamente quando è di età inferiore a 26 anni, è nella condizione di essere a loro carico a fini Irpef, non è coniugato e non ha figli.” Quindi nel Suo caso Lei dovrebbe avere un nucleo familiare autonomo, in quanto non convivente

      1. Quindi, come in questo, caso secondo Lei è sufficiente essere maggiormente (+26 anni) e non convivente per accedere al RdC.
        Dalla lettera dell’ articolo sembrava chiedessero anche ” reddito annuo superiore a 2800€, coniugato e con figli” .

      2. Quindi secondo Lei, come in questo caso, è sufficiente essere maggiorenne (+26 anni) e non convivente, con autonomo stato di famiglia, per accedere al Rdc?
        Dalla lettera dell’ articolo sembrava chiedessero anche ” reddito annuo superiore a 2800€, coniugato e con figli”

        1. Anch’io avevo questo dubbio ma pare che ai fini del rdc basta essere maggiori di 26 anni, come dice la Sig.ra Secci . Almeno cosi evinco anche da tutte le ricerche che ho fatto

          1. Grazie per la risposta. La Signora Secci non mi ha convinta, perché da come è scritto l’ articolo sembra che il figlio maggiorenne sia considerato comunque a carico dei genitori se ricorre anche solo una di quelle tre condizioni.

  7. Due fratelli A e B tutti e due divorziati più due figli di A , totale 4 tutti residenti alla stessa residenza.
    Uno dei due fratelli disoccupato, può avere un ISEE da solo?

    1. Se c’è la convivenza e c’è un vincolo di parentela, lo stato di famiglia è unico. Per avere due stati di famiglia separati, quindi due Isee separati, bisogna frazionare l’unità immobiliare, ma questo non sempre è possibile, e soprattutto non è semplice. Oltre alle pratiche (Comune, Catasto, etc.) spesso sono necessari dei lavori per dividere l’immobile, devono essere separate le utenze, gli allacci…Ne abbiamo parlato qui: https://www.laleggepertutti.it/272675_reddito-di-cittadinanza-si-puo-uscire-dal-nucleo-familiare

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