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Reddito di cittadinanza: chi è nel nucleo familiare?

30 Maggio 2019 | Autore:

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 Maggio 2019



Famiglia anagrafica, stato di famiglia, nucleo familiare ai fini Isee: chi sono i familiari ai fini del reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza è un sussidio riconosciuto sulla base del reddito e del patrimonio familiare, cioè delle entrate e dei beni posseduti da ogni componente della famiglia. Inoltre, la prestazione è incrementata dello 0,2 per ogni familiare minorenne, e dello 0,4 per ogni componente maggiorenne della famiglia.

A questo proposito, è bene sapere che non esiste un concetto univoco di famiglia secondo la legge, ma questo varia a seconda della situazione considerata: ad esempio, il nucleo familiare considerato ai fini della dichiarazione Isee ha una composizione differente rispetto al nucleo familiare considerato ai fini degli assegni familiari.

Ma ai fini del reddito di cittadinanza chi è nel nucleo familiare? Il decreto in materia chiarisce che nel nucleo familiare ai fini del reddito di cittadinanza sono considerati gli stessi componenti che devono essere inclusi nella dichiarazione Isee (o Dsu: da questa dichiarazione si possono ricavare gli indicatori della situazione economica, reddituale e patrimoniale della famiglia), con alcune precisazioni: peraltro, lo stesso decreto ha modificato la composizione del nucleo familiare ai fini Isee.

Vediamo allora, dopo aver chiarito che cosa si intende per famiglia anagrafica e nucleo familiare ai fini Isee, chi è considerato parte del nucleo familiare ai fini del reddito di cittadinanza.

Stato di famiglia e famiglia anagrafica

La famiglia anagrafica è un insieme di persone, conviventi, legate da un vincolo di matrimonio, di parentela, di affinità, di tutela o semplicemente affettivo.

Nello stato di famiglia, che è un certificato che rilascia il Comune, compaiono tutti i componenti della famiglia anagrafica.

È possibile avere due stati di famiglia nella stessa abitazione? Sì, quando non esiste nessuno dei vincoli elencati tra persone conviventi: è il caso, ad esempio, dei coinquilini. In quest’ipotesi, è dunque possibile ottenere due stati di famiglia nella stessa dimora, semplicemente dichiarandolo in Comune.

Nucleo familiare Isee

Ai fini della dichiarazione Isee non sempre la composizione del nucleo familiare coincide con la famiglia anagrafica. Normalmente, per la dichiarazione Isee la famiglia è considerata composta dal dichiarante, dai componenti della famiglia anagrafica e dai soggetti fiscalmente a carico, anche se non conviventi.

Le situazioni che possono verificarsi, comunque, sono diverse; riportiamo qui le più comuni:

  • genitori conviventi e non sposati: in questo caso, si considerano parte di un unico nucleo familiare; il genitore dichiarante deve indicare il convivente nell’Isee come “altra persona nel nucleo”;
  • genitori non sposati né conviventi: in questo caso, pur non facendo parte della stessa famiglia anagrafica, il genitore che non convive deve essere inserito nello stesso nucleo ai fini Isee, a meno che:
    • risulti sposato con una persona diversa dall’altro genitore;
    • risulti avere figli con una persona diversa dall’altro genitore;
    • sia obbligato, con provvedimento dell’autorità giudiziaria, al versamento di assegni periodici destinati al mantenimento dei figli;
    • sia stato escluso dalla potestà sui figli o sia stato allontanato dalla residenza familiare;
    • sia stato accertato, in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali, estraneo in termini di rapporti affettivi ed economici;
    • se il genitore non convivente è sposato o ha figli con un’altra persona (avendo quindi formato un altro nucleo familiare), bisogna presentare un modulo particolare nella dichiarazione Dsu, l’Isee minorenni, che tiene conto della sua situazione economica, considerando, però, la scala di equivalenza dell’altro nucleo, integrando l’Isee del nucleo del figlio minorenne con una componente aggiuntiva; nelle altre ipotesi, il genitore non rientra nella famiglia del figlio e quindi non rientra nel calcolo dell’Isee minorenni, pertanto basta presentare l’Isee ordinario;
  • coniugi che vivono in una diversa residenza: marito e moglie sono comunque considerati facenti parte dello stesso nucleo, anche se risultano in una diversa famiglia anagrafica, poiché non risiedono nello stesso posto; devono prendere, come riferimento per l’Isee, la famiglia anagrafica di uno dei due, di comune accordo, oppure l’ultima residenza avuta in comune;
  • coniugi separati ma conviventi: valgono le stesse regole dei conviventi non sposati;
  • coniugi separati e non conviventi: se separati legalmente, e non di fatto, marito e moglie non fanno più parte dello stesso nucleo.
  • figli che convivono con i nonni: se sono fiscalmente a carico dei genitori, i figli faranno parte del nucleo dei genitori; se non a carico del padre o della madre, entrano nel nucleo familiare dei nonni;
  • figli maggiorenni non conviventi con i genitori e a loro carico ai fini Irpef: se non sono coniugati e non hanno figli, fanno parte del nucleo familiare dei genitori; nel caso i genitori appartengano a nuclei familiari distinti, i figli maggiorenni, se a carico di entrambi, fanno parte del nucleo familiare di uno dei genitori, a loro scelta.

Nucleo familiare per il reddito di cittadinanza

Ai fini del reddito di cittadinanza, deve essere considerata la composizione del nucleo familiare valida ai fini Isee [1].

Il decreto sul reddito di cittadinanza [2] ha però modificato parzialmente alcune regole, includendo nel nucleo Isee dei componenti ed escludendone altri.

Nuovo nucleo familiare Isee

In base alle nuove regole:

  • i coniugi separati o divorziati fanno parte dello stesso nucleo familiare Isee, qualora continuino a risiedere nella stessa abitazione; se la separazione o il divorzio sono avvenuto dopo il 1° settembre 2018, il cambio di residenza deve essere certificato da apposito verbale della polizia locale;
  • il figlio maggiorenne non convivente con i genitori fa parte del nucleo familiare dei genitori esclusivamente quando è di età inferiore a 26 anni, è nella condizione di essere a loro carico a fini Irpef, non è coniugato e non ha figli;
  • i componenti già facenti parte del nucleo familiare Isee o dello stesso nucleo anagrafico continuano a farne parte ai fini dell’Isee anche a seguito di variazioni anagrafiche, se continuano a risiedere nella medesima abitazione.

Quando un figlio è a carico ai fini Irpef?

Un figlio è considerato fiscalmente a carico (ai fini Irpef, cioè ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche) se il suo reddito:

  • non supera 2.840,51 euro annui, se la sua età è superiore a 24 anni;
  • non supera 4mila euro annui, se la sua età non è superiore a 24 anni.

Per approfondire: Figli a carico 2019.

note

[1] Art 3 DPCM 159/2013.

[2] DL 4/2019.


57 Commenti

  1. Vivo con mia madre pensione 714 euro dissociato ho ricevuto 40euro di reddito e giusto? Chi può mi risponde

    1. Buongiorno Emanuele. In tanti si attendevano di ricevere la somma di 780 euro, ignorando che il Rdc è uno strumento che si compone di un’integrazione al reddito e di un supporto all’affitto per chi non è proprietario di casa. La cifra sbandierata, 780 euro, corrisponde alla soglia massima di importo riconosciuta ad un single con Isee pari a zero, che sta in affitto. Il 58% dei beneficiari del reddito di cittadinanza si troveranno accreditati sulla Poste Card meno di 500 euro. Di questi, quasi il 10% riceverà meno di 75 euro mentre saranno oltre 40 mila i cittadini che si metteranno in tasca tra i 100 e i 200 euro. Insomma, se è vero che 780 euro è solo il limite più alto del Rdc si potranno avere Card con importi molto più bassi. Anzi, a volerla dire tutta, secondo l’Inps, la media di importo spettante alle famiglie per il Rdc è compresa tra i 300 e i 500 euro mensili.Ti consigliamo la lettura del nostro articolo: Reddito cittadinanza anche di 50 euro https://www.laleggepertutti.it/282190_reddito-cittadinanza-anche-di-50-euro

  2. Salve a tutti….io e la mia compagna abbiamo richiesto la carta rdc essendo conviventi e nn avendo reddito….la carta ce stata consegnata solo che la carta e intestata a lei abbiamo litigato ed e tornata a casa sua….il problema e che io ho affitto corrente ecc a nome mio e lei nn mi ha dato nulla la sta usando per fare spesa a casa sua…come devo fare per bloccarla?come devo fare x averla poi io dato che adesso ho le scadenze e nn so cm fare?

  3. buonasera ho ricevuto il reddito di cittadinanza vivo accanto a mia madre ma non nel suo stesso nucleo familiare posso pagare le bollette a lei intestate con la carta

    1. Buongiorno, il decreto sul reddito di cittadinanza e la circolare Inps in argomento (43/2019) specificano solo che con la carta Rdc è possibile pagare le utenze. Ad ogni modo, in base a quello che è lo scopo del sussidio, dovrebbero potersi pagare le sole utenze relative al nucleo familiare del beneficiario.

  4. Buongiorno….io sono disoccupata e il mio convivente lavora stagionalmente…abbiamo una bimba…. posso fare richiesta di reddito di cittadinanza?

    1. Possono chiedere il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza i cittadini maggiorenni che soddisfano le seguenti condizioni:
      si trovano in stato di disoccupazione o in stato di non occupazione (cioè hanno perso il posto o non hanno mai lavorato), o in stato di disoccupazione parziale (ossia hanno un lavoro, ma un reddito inferiore a determinate soglie); per i beneficiari di pensione di cittadinanza, gli studenti o i lavoratori il cui nucleo ha un reddito inferiore alle soglie di povertà, il requisito non è richiesto;
      non hanno presentato le dimissioni nei 12 mesi precedenti la domanda; i lavoratori dimissionari sono infatti esclusi dal reddito per un anno, ma il nucleo può beneficiare del sussidio;
      per i detenuti ed i ricoverati in una struttura a carico dello Stato il sussidio è sospeso (la famiglia ha diritto al reddito, ma il parametro della scala di equivalenza non tiene conto di queste persone); il diritto al reddito è ugualmente sospeso per chi ha subito una misura cautelare personale, anche adottata all’esito di convalida dell’arresto o del fermo, o una condanna, anche con sentenza non definitiva, per determinati reati [2];
      sono in possesso della cittadinanza italiana o di Stati dell’Unione europea, o sono familiari di un titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, o cittadini di altri Stati in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
      sono residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due, considerati al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, in modo continuativo (questo requisito è attualmente in discussione);
      possiedono un indicatore Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro;
      possiedono un valore del reddito familiare inferiore a 6 mila euro, riferito al singolo componente, o a 7.560 euro, in caso di pensione di cittadinanza; l’importo è elevato sino a 9.360 euro per chi paga l’affitto ed è da adeguare col parametro della scala di equivalenza;
      possiedono immobili, oltre alla prima casa, per un valore totale inferiore a 30mila euro, anche all’estero;
      possiedono un patrimonio mobiliare familiare (conti, carte prepagate, titoli, libretti, depositi, obbligazioni, partecipazioni…) non superiore a 6mila euro; questa soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità, come definita a fini Isee, e di 7500 euro per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza;
      nessun componente della famiglia deve possedere autoveicoli immatricolati da meno di 6 mesi, o con cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli immatricolati nei 2 anni precedenti, o con cilindrata superiore a 250 cc; nessuno deve possedere navi o imbarcazioni da diporto; possono essere posseduti i veicoli per disabili;
      è presente una dichiarazione Isee in corso di validità per il nucleo familiare.
      Sul sito dell’Inps puoi trovare il software per sapere quanto ti spetta in anticipo. Scopri le istruzioni scaricabili gratuitamente nel nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/286212_reddito-cittadinanza-arriva-il-simulatore-di-calcolo

  5. Buonasera mia zia ha chiesto il reddito di cittadinanza sua figlia maggiorenne che vive con lei insieme alla sorella minore vorrebbe iniziare a lavorare per un azienda come consulente di prodotti cosmetici “presentatrice avon” comporterebbe un problema per il reddito di cittadinanza della madre??

  6. Buongiorno ho fatto domanda di cittadinanza intestata a mio figlio che vive con i genitori a 18 anni nn lavora in casa siamo tutti disoccupati la domanda e stata accolta può pagare bollette intestate hai genitori grazie

  7. Buona sera, sono mamma di due bambini e mio marito non lavora, ma vivo con mia sorella che ha reddito! Non posso prendere sussidi, ma avrei davvero bisogno, per non dire no ai miei figli e un lavoro per mio marito! Sapete dirmi se c’è qualcosa che posso fare? Grazie in anticipo!

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