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Donazione di immobile dopo la separazione: a chi rivolgersi?

23 Febbraio 2019
Donazione di immobile dopo la separazione: a chi rivolgersi?

Sull’omologa di separazione è riportata la dicitura che il mio ex marito cederà a titolo gratuito la quota di proprietà della casa coniugale sita in ….” Come devo muovermi? Ho chiesto un preventivo sia ad un notaio che mi ha indicato una cifra sia ad un altro notaio che invece mi ha spiegato che non c’è da redigere un atto ma che devo rivolgermi ad un avvocato che istruirà la pratica in conservatoria (spendendo quindi anche una cifra decisamente più contenuta). A chi mi devo rivolgere e cosa devo fare per concludere questo passaggio?

occorre capire precisamente cosa c’è scritto nell’omologa di separazione. Se nell’accordo è indicato che l’ex marito della lettrice le donerà l’immobile, allora quell’espressione verrà considerata come un impegno, una sorta di preliminare di donazione. In questo caso, occorrerà l’intervento del notaio che dovrà redigere l’atto definitivo, essendo questi (Pubblico Ufficiale) l’unico a poter dare ufficialità a tale accordo per legge.

Se, invece, nell’omologa è indicato che l’ex marito della lettrice dona (e non, donerà) la casa sita in …, allora la stessa potrà avvalersi della sola opera di un legale, poiché l’atto di donazione è già incluso all’interno della omologa che, una volta sottoscritta dal Giudice (Pubblico Ufficiale), renderà valida quella disposizione.

Mentre nel primo caso occorrerà affidarsi al notaio, e ai suoi esosi compensi, nel secondo caso la lettrice potrà risparmiare qualche euro.

Infatti, sarà necessario ottenere una copia uso trascrizione dell’omologa presso il Tribunale competente, atto che potrà fare la lettrice personalmente. Questo perché la donazione di un immobile deve essere pubblicizzata presso la competente Conservatoria.

Una volta ottenuta la copia conforme (con la spesa di una marca da bollo), potrà affidarsi ad un legale che si occupi delle trascrizioni di tali atti (il sottoscritto è abilitato alla redazione del software di riferimento) e, successivamente, dopo aver atteso i tempi tecnici per la formazione della nota di trascrizione ad opera del professionista delegato (solitamente 7 giorni), la lettrice stessa potrà recarsi in Conservatoria con la copia dell’atto di donazione e la nota di trascrizione contenuta all’interno di una pen drive e presentare la pratica all’ufficio.

Occorrerà pagare anche lì l’imposta di bollo, l’imposta ipotecaria e la tassa ipotecaria (tramite modello F23), variabili a seconda della natura dell’immobile (a queste spese non ci si può sfuggire).

Dopodiché, occorrerà attendere i tempi tecnici della Conservatoria per ottenere la conferma dell’avvenuta trascrizione e, quindi, il perfezionamento della donazione in oggetto.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


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