Diritto e Fisco | Articoli

Multa: chi paga se il conducente muore e non è il proprietario dell’auto?

23 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Febbraio 2019



Multa per eccesso di velocità in data 18/12/2014 di circa 130 euro. Auto di proprietà della signora ma a condurre era il marito. La multa è stata notificata alla signora con raccomandata il 9/2/2015. La raccomandata non è stata ritirata ed è stata considerata ricevuta il 19/2/2015, per cui non vi è stata comunicazione su chi guidava. Il 13/7/2018 (oltre due anni dopo) Areariscossioni ha invitato un atto di ingiunzione per 378 euro. La lettera non è stata ricevuta perchè entrambi erano in vacanza. Il 22/10/2018 Areariscossioni ha inviato un sollecito. Il 29/10/2018 il marito della signora è deceduto. Quest’ultima è affetta da demenza senile. La notifica o il fatto che il conducente è deceduto (senza che sia stato contestato in precedenza) sono condizioni che permettono di contestare o di ridurre l’importo?

In virtù del quesito posto, è opportuno esporre sinteticamente quanto segue:

Multa: l’obbligato in solido

Secondo la legge [1], nell’ipotesi di violazione al codice della strada, la multa viene irrogata tanto al conducente quanto al proprietario del veicolo in questione, a meno che questo non dimostri che la circolazione è avvenuta contro la volontà del medesimo. In sostanza, quindi, accanto all’obbligato principale, cioè colui che ha materialmente commesso l’infrazione e al quale la multa viene contestata (si pensi al caso in cui la polizia stradale ferma il veicolo ed eleva una verbale di sanzione amministrativa a carico del conducente), viene individuato un obbligato in solido (cioè il proprietario del veicolo), anch’egli tenuto al versamento della sanzione.

In altri termini, uno dei due soggetti appena indicati deve estinguere l’oblazione attraverso il pagamento della multa: qualora dovesse farlo il proprietario del veicolo, questi avrebbe evidentemente diritto di rimborso nei confronti del conducente [2], per aver pagato una multa sostanzialmente dovuta da quest’ultimo.

Multa: l’estinzione per decesso del responsabile

Secondo la legge, la multa irrogata a carico del responsabile della violazione al codice della strada si estingue con la morte di quest’ultimo. Questa disposizione, quindi, comporta che la sanzione amministrativa in esame non venga trasmessa agli eredi del responsabile.

Ebbene, si è discusso se questo effetto estintivo possa anche estendersi a favore del cosiddetto obbligato in solido.

In altre parole, se c’è stato un conducente responsabile multato e se è stato quindi intimato a pagare la sanzione irrogata anche il proprietario del veicolo, la morte del primo determina o meno l’estinzione dell’obbligo anche a favore del secondo?

Ebbene secondo l’orientamento giurisprudenziale espresso dalla Suprema Corte di Cassazione, peraltro che ha trovato conferma anche in una recente decisione [3], l’effetto estintivo sopra descritto si produrrebbe non soltanto a favore degli eredi del responsabile, ma anche nei riguardi dell’obbligato in solido (cioè il proprietario del veicolo).

La ragione per la quale si estenderebbe il predetto effetto estintivo sarebbe abbastanza semplice:

l’illecito amministrativo è personale e se si estingue con la morte del responsabile a maggior ragione non può essere esteso a chi non lo è. Inoltre, se l’obbligato in solido pagasse la multa, nonostante la morte del conducente responsabile, non avrebbe la possibilità di ottenere alcun rimborso, visto che gli eredi del conducente non sono tenuti ad alcun pagamento, alla luce della descritta estinzione.

Per queste ragioni, quindi, alla morte del responsabile di una sanzione amministrativa:

– gli eredi non sono tenuti ad alcun pagamento;

– l’obbligato in solido e proprietario del veicolo non deve più pagare la multa.

CASO CONCRETO

La morte del conducente responsabile, quale obbligato principale dell’eventuale sanzione amministrativa, determinerebbe l’estinzione della multa non solo in relazione agli eredi del conducente ma anche in capo all’obbligato in solido, cioè il proprietario del veicolo in questione.

Tuttavia nel caso concreto proposto in quesito, non emerge alcun conducente responsabile acclarato.

Difatti, la circostanza che il coniuge del proprietario fosse alla guida del veicolo procedente con eccesso di velocità, non è emersa:

– né dal verbale di accertamento della sanzione amministrativa;

– né da apposita dichiarazione formale successiva alla notifica della multa.

Inoltre non è possibile far valere, a questo punto, la predetta circostanza.

Pertanto, allo stato attuale, l’unico responsabile ed obbligato al pagamento della stessa è il proprietario del veicolo in esame il quale, non essendo deceduto sarà comunque tenuto al pagamento della medesima nonché della successiva ingiunzione di pagamento, senza neanche la possibilità di un’eventuale riduzione dell’importo.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello

note

[1] Art. 196, co. 1 cod. della strada

[2] Art. 196, co. 4 cod. della strada

[3] Cass. civ. S.U. sent. n. 22082/2017


scarica gratis il tuo contratto su misura

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA