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Comunicazione cambio residenza Agenzia delle Entrate

27 Gennaio 2019
Comunicazione cambio residenza Agenzia delle Entrate

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 Gennaio 2019



Che fine fanno le raccomandate dell’Agenzia delle Entrate e a quale indirizzo devono essere spedite se ci si trasferisce in un’altra abitazione? 

Stai per cambiare casa e, con essa, anche residenza. Hai già provveduto a comunicare il nuovo indirizzo ai tuoi parenti e agli amici più cari. Ti sei chiesto poi che fine farà la corrispondenza che, dopo il tuo trasferimento, arriverà alla vecchia cassetta delle lettere. Probabilmente tornerà al mittente; e, forse, sarà meglio per te che non dovrai più preoccuparti di recuperi crediti, pubblicità e solleciti di pagamento per bollette non pagate. Il problema si pone però col fisco che, tra tutti, è sicuramente il soggetto che non fa sconti. Nel meandro di leggi che pongono in una posizione di favore la pubblica amministrazione e, in particolar modo, l’Agenzia delle Entrate, ti chiedi quali adempimenti devi compiere per comunicare la variazione di indirizzo all’ufficio delle imposte. Non vuoi infatti rischiare che un avviso di accertamento o una cartella esattoriale possano arrivare alla vecchia dimora e, ciò nonostante, considerarsi ugualmente notificati in modo corretto. Ti troveresti infatti con un debito addosso e il rischio di un pignoramento senza neanche aver avuto la possibilità di opporti. Insomma, detto in parole povere, ti chiedi se è necessaria la comunicazione di cambio residenza all’Agenzia delle Entrate.

Se questo è il tuo problema, non preoccuparti: qui di seguito ti daremo una risposta immediata e semplice. Ti spiegheremo cioè come funziona il cambio di residenza all’interno dello stesso Comune (ossia il trasferimento da una via a un’altra) e in un Comune differente. In più ti diremo a quale amministrazione devi presentare la dichiarazione di cambio residenza e da quale momento ha effetto. Infine ci occuperemo appunto dell’Agenzia delle Entrate: come fa a sapere il fisco che ti sei trasferito?

Cambio di residenza: a chi va comunicato?

Tutte le volte in cui un cittadino, iscritto all’anagrafe della popolazione residente di un determinato Comune, cambia indirizzo all’interno dello stesso Comune, ha l’obbligo – e non la semplice facoltà – di comunicarlo all’ufficio anagrafe. Stesso dovere scatta quando il trasferimento avviene in un differente Comune; in tale ipotesi, la comunicazione di cambio residenza va fatta presso il nuovo Comune e non anche presso il vecchio che sarà informato di ciò dal primo, in automatico e con comunicazioni interne all’amministrazione. Leggi la guida sul Cambio di residenza.

Il cittadino si deve limitare a compilare i moduli presenti sul sito dell’ente locale o recuperabili presso l’ufficio anagrafe. Tale comunicazione viene poi inoltrata dal Comune interessato alle altre pubbliche amministrazioni come l’Inps e la Motorizzazione civile. Dunque, anche ai fini della patente, non c’è bisogno che il cittadino faccia un’autonoma dichiarazione; sicché le eventuali multe saranno spedite presso la nuova abitazione.

La comunicazione del cambio di residenza è obbligatoria e va fatta entro 20 giorni da quando è avvenuto il trasferimento. Nessuno può infatti scegliere la residenza secondo quelli che sono i propri personali interessi, ad esempio situandola in un immobile di comodo solo per avere agevolazioni fiscali o prestazioni assistenziali gratuite. Ad esempio, sarebbe illegittimo il comportamento di un giovane disoccupato che, per ottenere un sussidio, sposti la propria residenza dalla casa dei genitori – con cui di fatto continua a vivere – solo per staccarsi dal nucleo familiare di origine e avere un proprio Isee.

La comunicazione di residenza non veritiera è punita penalmente: difatti si può essere incriminati per il reato di falso in atto pubblico.

Cambio di residenza: da quando ha efficacia?

Il cambio di residenza ha efficacia entro 48 ore dalla comunicazione presentata dal cittadino. Dunque, non è necessario alcun altro adempimento da parte di quest’ultimo al fine di rendere effettivo il trasferimento anche per la pubblica amministrazione.

Ciò nonostante, il Comune può inviare dei vigili urbani (o meglio detti poliziotti municipali) per effettuare i controlli. Qualora, all’esito degli accertamenti, il soggetto non dovesse essere trovato presso il nuovo indirizzo, il cambio di residenza verrà revocato.

Cambio di residenza: va comunicato all’Agenzia delle Entrate?

A differenza del cambio di domicilio fiscale, il cambio di residenza anagrafica non deve essere comunicato all’Agenzia delle Entrate che ne prende conoscenza tramite la comunicazione inoltratagli dal Comune di nuova destinazione.

Il contribuente quindi che si trasferisce in una via differente dello stesso Comune o in un altro Comune non deve inviare all’Agenzia delle Entrate alcuna dichiarazione contenente il cambio di residenza.

Una volta tanto – è proprio il caso di dirlo – le pubbliche amministrazioni parlano tra loro. Ed era ora, visto che queste sono (o dovrebbero essere) collegate in via telematica e accedere agli stessi archivi.

Quindi, tutte le eventuali notifiche di atti fiscali che, successive al trasferimento, dovessero pervenire al vecchio indirizzo sarebbero illegittime in quanto non pervenute a conoscenza del contribuente. Atti di accertamento, solleciti, cartelle esattoriali, preavvisi di fermo o di ipoteca, pignoramenti sono annullabili dal giudice se, dal giorno successivo all’aggiornamento dei registri dell’anagrafe civile, non vengono spediti presso la nuova residenza.

Comunicazione all’Agenzia delle Entrate in caso di morte del contribuente

Diverso è il discorso nel caso di decesso del contribuente. In tal caso gli eredi, al momento dell’apertura della successione, dovranno fare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate indicando i propri nomi ossia quelli di coloro che hanno accettato l’eredità. In caso contrario, tutte le notifiche potranno avvenire impersonalmente all’ultimo domicilio del defunto. Se invece la comunicazione viene eseguita correttamente essa ha effetto dopo 30 giorni: solo dopo un mese quindi la notifica di accertamenti e cartelle dovrà avvenire, personalmente ai singoli eredi, presso la rispettiva residenza.

Leggi a riguardo: Cartella esattoriale notificata a persona deceduta.


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