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Inps: pensione anticipata e modelli di dichiarazione dei redditi

1 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 Marzo 2019



Sono socio in una srl dal 2001. Per anni ci siamo appoggiati ad un Ufficio di commercialisti per tutte le pratiche di contabilità e previdenziali. Successivamente, assumendo una ragioniera interna, abbiamo provveduto a fare esternamente, presso centri CAF, le dichiarazioni dei redditi personali. In breve, dal 2008 al 2012 (dichiarazione 2013) invece che il modello Unico ho presentato erroneamente il 730, cosa che non avrei mai dovuto fare. Dal 2013, sono tornato a compilare il mod. Unico. Dal momento che sulla carta ho già maturato il diritto alla pensione anticipata, posso procedere con la domanda di pensione, contando sulla prescrizione e potendo fornire il modello Unico degli ultimi 5 anni?

Innanzitutto bisogna tranquillizzare il lettore sulla possibilità di poter procedere con la presentazione della domanda di pensione anticipata.

Se questi ha maturato i 42 anni e 10 mesi di contribuzione non essendo, per l’anno 2019, cambiati i requisiti e non essendoci l’incremento di 5 mesi previsto dalla legge Fornero, può inviarla tramite l’area “domanda web di pensione” nella sezione “servizi per il cittadino” del sito INPS se in possesso del PIN dispositivo. Se non è in possesso del PIN può presentarla tramite enti di patronato o intermediari autorizzati dall’INPS.

Come prescritto dallo Ente previdenziale i documenti richiesti sul portale dedicato sono:

– copia del documento d’identità;

– autocertificazione stato civile e di famiglia;

– dati anagrafici e codice fiscale del coniuge;

– informazioni sulla situazione assicurativa non presenti nell’estratto contributivo;

– dichiarazione di cessazione di qualsiasi tipo di attività di lavoro alle dipendenze di terzi.

Si è riportato fedelmente l’elenco della documentazione per far notare al lettore che non è richiesta nessuna dichiarazione reddituale in quanto qualsiasi sia il sistema di calcolo della sua pensione (retributivo, contributivo o misto) l’Ente previdenziale è già in possesso dei dati utili per la determinazione dell’importo spettante.

Nel caso l’INPS dovesse richiedere i modelli dichiarativi il lettore può presentare i modelli UNICI ed i modelli 730 perché anche se per gli anni 2008/2012 ha erroneamente presentato un modello al posto di un altro non ha commesso omissione.

Il modello dichiarativo dei redditi presentato per gli anni indicati (2008 – 2012) come ha già specificato non era quello corretto in quanto nella sua qualità di socio avrebbe dovuto “esporre” i redditi (o le perdite) di partecipazione in società nel quadro RH del modello UNICO.

Unico dubbio, che non è possibile dipanare riguarda la correttezza di quanto dichiarato in tali anni sia dal punto di vista reddituale che previdenziale. Supponendo tali dati corretti nulla osterebbe al calcolo ed alla successiva concessione della pensione.

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Maria Anna Galimi


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