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Fattura elettronica: se la società italiana scambia fatture con l’estero

1 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 Marzo 2019



Si tratta di una società italiana che opera nel campo dei servizi per l’elettronica che deve scaricare utili. Prima dell’avvento obbligatorio della fattura elettronica la società svolgeva le operazioni tutte in cartaceo, senza alcun problema. Era tutto registrato, tutto confluiva nel bilancio ufficiale e nella dichiarazione dei redditi. Per cercare di ovviare alla fattura elettronica, la società, vorrebbe costituire un’altra società all’estero (RSM) che fatturerebbe alla società italiana dei compensi che verrebbero regolarmente pagati. La società estera non dovrebbe fare nulla in quanto nel proprio Paese non esiste la fattura elettronica, mentre invece la società italiana che paga, dovrebbe fare una serie di adempimenti che vanificherebbero la costituzione della società stessa? Si applica il provvedimento n. 89757 del 30/4/2018?

Le norme di legge e di prassi, in fattispecie il provvedimento citato nel quesito, prevedono l’obbligo per i soggetti residenti in Italia, che scambiano fatture con l’estero, sia intra che extra comunitarie, di presentare mensilmente una dichiarazione telematica riepilogativa (cd. esterometro) dei suddetti documenti in quanto esclusi dall’obbligo della fatturazione elettronica.

In alternativa il soggetto residente in Italia potrebbe invece inviare la fattura emessa al cliente estero in formato elettronico al sistema di interscambio con il codice “XXXXXXX”, consegnando al cliente estero una copia di cortesia.

Resterebbe in ogni caso il problema delle fatture ricevute dall’estero che vanno comunque segnalate con il cd. esterometro, pertanto si vanificherebbe anche il vantaggio di evitarlo per le fatture emesse.

Si segnala inoltre, solo a titolo informativo, che la costituzione di società all’estero non è proibita da alcuna norma di legge, tuttavia deve sottostare alla legislazione interna in materia di Cfc e di esterovestizione, con i conseguenti obblighi relativi alla effettività ed alla operatività di ogni soggetto non residente che venisse costituito da soggetti residenti in Italia.

Altresì si ricorda che fra i soggetti – residente e non residente – considerati parti correlate, si applica la normativa del transfer pricing con obbligo di sottoporvi gli scambi di beni, servizi e flussi reddituali e finanziari e con la necessità di attestare tutti detti scambi nell’ambito di contratti soggetti a verifica dagli organi di controllo.

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Mauro Finiguerra


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