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Lasciare in eredità la casa ai fratelli senza ledere la legittima

2 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Marzo 2019



Sono coniugata in regime di comunione dei beni senza figli e l’immobile è stato da me ereditato dai miei genitori dopo il matrimonio: come fare affinché alla mia morte detto immobile vada unicamente ai miei due fratelli?

Se la volontà è quella di far divenire eredi dell’immobile esclusivamente i suoi fratelli, la lettrice dovrà disporne appositamente tramite testamento. Diversamente, in assenza di testamento, la successione sarà regolata automaticamente dalla legge. Quest’ultima prevede che l’eredità sia divisa tra il coniuge e i figli. Se però mancano i figli e vi sono fratelli o sorelle del defunto, l’eredità spetta per 2/3 al coniuge superstite e per la restante parte ai fratelli e sorelle (ed eventualmente ai genitori). In assenza di testamento, dunque, i fratelli avranno una parte dell’eredità pari ad 1/3, ma non è detto che tale quota coincida con l’immobile.

Per tale ragione, qualora si ha il desiderio che un determinato bene resti ad uno o più soggetti, è opportuno prevederlo espressamente nel testamento.

Occorre tuttavia prestare attenzione, nel momento in cui si redige il testamento, a non ledere la quota di legittima inderogabile che la legge riserva ad alcuni familiari, denominati, appunto, “eredi legittimari”. Si tratta del coniuge, dei figli e dei genitori. I fratelli, invece, non sono eredi legittimari.

Nel caso di specie, dato chela lettrice non ha figli né genitori, la quota da riservare al coniuge è di 1/2 del patrimonio ereditario. Ciò vuol dire che, per poter garantire che l’immobile resti escluso dalla quota di cui sopra, la stessa dovrebbe essere titolare di altri beni (immobili, mobili, denaro, titoli ecc.) per un valore pari alla metà dell’asse ereditario, da lasciare al coniuge. Se, invece, l’immobile ha un valore superiore alla metà dell’asse (per esempio, in assenza di altri beni), l’eventuale disposizione testamentaria che preveda la cessione dello stesso ai fratelli sarebbe illegittima e potrebbe essere impugnata dal coniuge.

In alternativa, la lettrice potrebbe cedere l’immobile ai suoi fratelli con donazione prima della morte; anche in questo caso, dovrebbe però garantire che la sua eredità possa poi soddisfare la quota di legittima riservata al coniuge, altrimenti questi potrebbe impugnare la donazione lesiva.

Dunque, se, per esempio, oltre all’immobile di cui parla, la lettrice non ha altri beni, tanto il lascito testamentario quanto la donazione in vita ai fratelli sarebbero attaccabili dal coniuge per lesione di legittima.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone


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