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Auto con targhe straniere e circolazione in Italia: novità normative

2 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Marzo 2019



Quali nuove norme regolano la circolazione di veicoli con targa straniera in Italia?La nostra ditta in Italia è iscritta alla camera di commercio come sede secondaria di ditta tedesca. La sede tedesca ci ha dato in uso 4 auto prese in leasing e a loro intestate, sul libretto di circolazione risulta infatti la ditta tedesca. Siamo in regola? Noi abbiamo a bordo una dichiarazione della nostra ditta tedesca che dichiara di darci in uso queste auto.

Le norme di legge in materia di circolazione di veicoli con targa estera in Italia sono cambiate a far data dal 4 dicembre 2018 a seguito della entrata in vigore del Dl n.113/2018, convertito in L. n. 132/2018 – Decreto Sicurezza – che ha modificato gli articoli 93 e 132 del Codice della strada.

A partire da quella data è vietata la circolazione in Italia di automobili immatricolate all’estero con targa straniera per coloro che sono residenti in Italia da più di 60 giorni.

A questa regola viene posta una unica eccezione, ma solo alle seguenti condizioni:

– predisposizione e custodia nella vettura di un documento, avente data certa,sottoscritto dall’intestatario, dal quale risultino titolo e durata della disponibilità del veicolo;

– Validità solo per vetture aziendali, concesse in leasing o a noleggio, da un’impresa costituita in un altro Stato membro della Ue o del See – Spazio Economico Europeo – che non ha stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva, oppure veicoli concessi in comodato a soggetti residenti in Italia legati da un rapporto di lavoro o di collaborazione con un’impresa non residente come sopra individuata.

In mancanza delle condizioni di cui sopra il veicolo si considera nella disponibilità del conducente e le conseguenze saranno:

– una multa da 712 euro a 2.848 euro;

– nonché il fermo in deposito del veicolo e l’obbligo di reimmatricolarlo con targa italiana entro 180 giorni dalla contestazione della violazione.

È inoltre vietato guidare veicoli intestati ad un parente, ad un amico o ad un collega,se questi soggetti sono residenti all’estero.

I soggetti sprovvisti dei requisiti di cui sopra, dopo l’entrata in vigore della legge dovranno senza indugio richiedere alla motorizzazione un foglio di via provvisorio e depositare targhe e libretti, conducendo le vetture fuori dal territorio nazionale, dove verrà loro restituito il materiale depositato in Italia.

Premesso quanto sopra, la risposta al quesito è la seguente:

Per quanto riguarda la prima condizione per rientrare nelle eccezioni alla regola, la dichiarazione già a bordo dell’auto, rilasciata dalla casa madre tedesca, sarebbe solo da integrare con il titolo e la durata della disponibilità del veicolo e, soprattutto,con la data certa.

Per quanto riguarda l’ altra condizione per rientrare nelle eccezioni alla regola pare che il requisito essenziale sia che la vettura deve essere aziendale, concessa in leasing o a noleggio, da impresa residente all’estero purchè priva di sedi secondarie in Italia o data in comodato ad un collaboratore di un’impresa estera priva di sedi secondarie in Italia.

Su questo punto occorre una ulteriore riflessione: la norma stabilisce che se la vettura è aziendale ed è concessa in leasing o noleggio da una società estera avente come proprio oggetto sociale il leasing o il noleggio di auto, allora la condizione è verificata e la vettura potrà circolare in Italia, pur se alla ulteriore condizione del possesso di dichiarazione avente data certa.

Altresì è stabilito che ciò vale anche qualora la società di leasing o di noleggio estera dia in comodato le vetture aziendali a propri collaboratori o dipendenti residenti in Italia.

Nel caso di specie, tuttavia, a voler essere precisi, dal quesito sembra che le vetture siano concesse in leasing da società di leasing tedesca alla società tedesca e poi da questa concesse in comodato alla ditta italiana.

Inoltre nel quesito non è ulteriormente specificato se la ditta italiana sia costituita come società partecipata dalla tedesca o come branch – sede secondaria – di quest’ultima.

In ogni caso comunque sembrerebbe venire meno il requisito fondamentale della derivazione della vettura aziendale da contratto stipulato direttamente dal soggetto residente in Italia con una società di leasing o di noleggio estera e residente nella Ueo nello See, priva di sede secondaria o effettiva in Italia.

A parere dello scrivente varrebbe la pena di proporre un interpello sulla questione o,in alternativa, di consentire alla ditta residente in Italia di stipulare i contratti di leasing delle vetture aziendali direttamente con la società di leasing tedesca che le fornisce.

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Mauro Finiguerra


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