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La mediazione civile

15 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Febbraio 2019



Mediazione civile: cos’è e come funziona? Come si svolge l’incontro davanti al mediatore? Cos’è la mediazione obbligatoria?

Quando due persone litigano e non c’è verso di metterle d’accordo né di far coesistere le rispettive pretese, l’unica cosa da fare è andare in tribunale e lasciare che sia il giudice a decidere: prendi il caso di due soggetti che rivendichino la proprietà dello stesso bene, oppure di due individui che discutono sull’entità di un debito. I tribunali sono stati creati apposta: per risolvere le controversie che, diversamente, non troverebbero mai una soluzione e che, anzi, potrebbero anche degenerare. Ora, sarà perché l’Italia è un popolo di litigiosi, oppure perché il personale e le infrastrutture della giustizia sono carenti, fatto sta che i tribunali scoppiano di contenziosi da risolvere: chiunque abbia visitato almeno una volta un’aula di giustizia può rendersene facilmente conto. Per evitare che la macchina della giustizia si ingolfasse del tutto, da qualche anno il legislatore italiano ha introdotto alcuni strumenti volti a decongestionare il forte carico che incombeva sui magistrati. In pratica, per alleggerire il lavoro dei giudici si è pensato di introdurre alcuni modi alternativi di risoluzione delle controversie: mi riferisco agli istituti della mediazione civile e della negoziazione assistita. Mentre quest’ultima consiste in un tentativo di conciliazione demandato agli avvocati delle parti in lite, la prima si concreta in un vero e proprio piccolo procedimento da effettuarsi fuori dalle aule di giustizia ma comunque in presenza di un soggetto terzo. In pratica, la mediazione civile consiste nel tentativo di risoluzione stragiudiziale di una controversia, al fine di evitare che quest’ultima possa arrivare in tribunale e aggravare il lavoro dei magistrati. Con questo articolo vorrei proprio parlarti della mediazione obbligatoria introdotta da una legge del 2010; pertanto, se l’argomento ti interessa, ti invito a prenderti dieci minuti e a proseguire nella lettura: ti spiegherò cos’è e come funziona la mediazione civile.

Mediazione civile: cos’è?

La mediazione civile obbligatoria è un metodo di risoluzione stragiudiziale delle controversie: in parole povere, significa che la mediazione civile serve a mettere d’accordo i contendenti, al fine di evitare che gli stessi ricorrano al tribunale. La mediazione, quindi, permette alle persone di incontrarsi davanti ad un soggetto terzo (che non è un giudice) per risolvere la loro problematica. In pratica, se hai una controversia in atto per determinate questioni, potrai rivolgerti ad un organismo terzo (il mediatore, appunto) per cercare di giungere ad un accordo bonario.

Mediazione civile obbligatoria: cos’è?

A partire dal 2011, la legge [1] ha introdotto la mediazione civile obbligatoria. Di cosa si tratta? Te lo spiego subito: ci sono alcune materie in cui, se insorge una controversia tra le parti, queste sono costrette a tentare la via della mediazione prima di poter ricorrere al tribunale. Utilizzando una terminologia un po’ più tecnica, si dice che la mediazione civile obbligatoria è condizione di procedibilità: vuol dire che l’azione giudiziaria deve necessariamente essere preceduta dal tentativo di mediazione. Solamente nel caso in cui questa fallisse, sarà possibile esporre le proprie ragioni ad un giudice.

Quindi, in tutti i settori del diritto ove per legge è prevista la mediazione civile obbligatoria, sarai costretto ad andare davanti ad un mediatore per tentare di risolvere il contrasto con la controparte: solamente se la mediazione dovesse avere esito negativo il tuo avvocato potrà ricorrere in tribunale.

Mediazione civile: quando è obbligatoria?

La mediazione civile è obbligatoria in materia di:

  • diritti reali (proprietà, usufrutto, usucapione, compravendite immobiliari ecc.);
  • divisione e successioni ereditarie;
  • patti di famiglia;
  • locazione e comodato;
  • affitto di aziende;
  • risarcimento danni da responsabilità medica e sanitaria;
  • diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità;
  • contratti assicurativi, bancari e finanziari;
  • condominio [5].

Esperire un tentativo di conciliazione è inoltre obbligatorio quando la mediazione è demandata da un giudice oppure quando è prevista da clausole contrattuali o statutarie (clausole compromissorie). Quindi, se è insorta una controversia in una di queste materie, non potrai promuovere direttamente l’azione giudiziaria, ma dovrai necessariamente “passare” per la mediazione civile.

Fanno eccezione a quanto appena detto e, quindi, pur vertendo nelle suddette materie, non dovrai esperire il tentativo di mediazione, i seguenti procedimenti:

  • i procedimenti per ingiunzione (tipo quelli per decreto ingiuntivo), inclusa l’opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione;
  • i procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento del rito;
  • i procedimenti di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite;
  • i procedimenti possessori, fino alla pronuncia dei provvedimenti di manutenzione e reintegrazione nel possesso;
  • i procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all’esecuzione forzata;
  • i procedimenti in camera di consiglio;
  • l’azione civile esercitata nel processo penale.

Mediazione civile facoltativa: cos’è?

Ti ho spiegato la funzione della mediazione civile, che è quella di pervenire ad un accordo pacifico tra le parti, senza necessità di ricorrere al giudice. L’intento è chiaro: evitare che i contenziosi giudiziari aumentino a dismisura, così da paralizzare la giustizia italiana.

La legge ha introdotto la mediazione civile obbligatoria nelle materie sopra elencate; tuttavia, in tutti gli altri settori è pur sempre possibile tentare la mediazione come strada facoltativa. In altre parole, se anche la legge non ti impone la mediazione, tu potresti comunque convocare la tua controparte davanti ad un organismo di mediazione per cercare di giungere ad una risoluzione bonaria della vicenda. Si parla in questo caso di mediazione civile facoltativa, invero ipotesi residuale per via di almeno due circostanze:

  • quando si ha sentore dell’impossibilità di una conciliazione, tentare di raggiungerla davanti al mediatore può essere solamente tempo perso;
  • nelle ipotesi in cui non vige la mediazione civile obbligatoria la legge ha previsto l’altra via conciliativa, cioè quella della negoziazione assistita, da farsi tra avvocati.

Mediazione civile: come funziona?

Vediamo ora come funziona la mediazione civile. Come si svolge? Cosa bisogna fare? Se hai una lite in atto con qualcuno, la prima cosa da fare è vedere se la tua controversia riguarda una delle materie che ti ho sopra elencato a proposito della mediazione civile obbligatoria: in caso negativo, sarà in tua facoltà ricorrere alla mediazione o meno; altrimenti, sarà un passaggio da fare per forza.

Per attivare la mediazione, dovrai innanzitutto rivolgerti ad un avvocato; a sua volta, il tuo legale dovrà inoltrare la richiesta ad un organismo di mediazione nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia. L’istanza dovrà essere firmata obbligatoriamente dal cliente (cioè da te) e dovrà contenere la descrizione sommaria della controversia, oltre che i documenti necessari a sostenere le proprie ragioni. Ricorda che, dal momento della comunicazione alle altre parti, la domanda di mediazione produce sulla prescrizione gli stessi effetti della domanda giudiziale; dalla stessa data, la domanda di mediazione impedisce altresì la decadenza per una sola volta.

L’organismo di mediazione provvederà a nominare un mediatore tra quelli iscritti nell’apposito albo e a convocare la controparte per la data che ti verrà comunicata; il responsabile dell’organismo fissa il primo incontro tra le parti non oltre trenta giorni dal deposito della domanda. Al primo incontro e  a quelli successivi, fino al termine della procedura, le parti devono partecipare con l’assistenza dell’avvocato. In quanto istante, cioè parte che ha attivato la mediazione, dovrai sostenere un piccolo esborso economico a titolo di rimborso spese.

Mediazione: come si svolge?

Convocate le parti, il mediatore (un professionista regolarmente iscritto all’albo dei mediatori), durante il primo incontro, esporrà la controversia e chiedere alla parte convocata se è sua intenzione collaborare per addivenire ad una soluzione bonaria. Nel caso di risposta positiva, il mediatore comincerà i suoi lavori e fisserà la data dei prossimi incontri ove cercherà di mettere d’accordo le parti; in caso negativo, invece, la mediazione termina e viene redatto un verbale di esito negativo. Tale verbale ti servirà in giudizio per dimostrare al giudice che hai esperito il tentativo di mediazione ma, purtroppo, con esito infruttuoso. Il verbale negativo viene redatto anche nel caso in cui la parte invitata non si presenti affatto; in questo specifico caso, tra l’altro, la legge dice che dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio. Inoltre, il magistrato può condannare la parte costituita in giudizio che, però, non abbia partecipato alla mediazione civile obbligatoria senza giustificato motivo, al versamento a favore dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio. Una sorta di penalità inflitta a chi non ha tentato di addivenire ad una soluzione bonaria della controversia, insomma.

Se la mediazione civile, invece, dovesse terminare positivamente, cioè con l’incontro delle volontà delle parti, allora il mediatore predisporrà un verbale di esito positivo, il quale è equiparabile, per effetti, ad una sentenza: ed infatti, l’accordo sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, l’esecuzione per consegna e rilascio, l’esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonché per l’iscrizione di ipoteca giudiziale.

Se l’accordo riguarda un’operazione immobiliare (un trasferimento, la costituzione di un diritto reale limitato come l’enfiteusi, ecc.) o comunque un patto soggetto a trascrizione, per procedere alla trascrizione dello stesso la sottoscrizione del processo verbale deve essere autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato (ad esempio, da un notaio).

Il procedimento di mediazione civile non può avere durata superiore a tre mesi; il termine inizia a decorrere dalla data di deposito della domanda di mediazione, ovvero dalla scadenza di quello fissato dal giudice per il deposito della stessa [3].

Mediazione civile e obbligo di segretezza

Secondo la legge, il mediatore è tenuto all’obbligo di riservatezza rispetto alle dichiarazioni rese e alle informazioni acquisite durante il procedimento medesimo; inoltre, le dichiarazioni rese o le informazioni acquisite nel corso della mediazione civile non possono essere utilizzate nel giudizio avente il medesimo oggetto anche parziale, iniziato, riassunto o proseguito dopo l’insuccesso della mediazione, salvo consenso della parte dichiarante o dalla quale provengono le informazioni. Sul contenuto delle stesse dichiarazioni e informazioni non è ammessa prova testimoniale e non può essere deferito giuramento decisorio.

In poche parole, ciò che le parti si dicono durante la mediazione civile resta nella procedura di mediazione, non potendo tali dichiarazioni essere utilizzate a proprio favore o a sfavore della controparte nel successivo processo. Naturale conseguenza è che il mediatore non può essere tenuto a deporre sul contenuto delle dichiarazioni rese e delle informazioni acquisite nel procedimento di mediazione, né davanti all’autorità giudiziaria né davanti ad altra autorità. [4].

Mediazione: quanto costa?

La mediazione civile comporta delle spese: esse sono proporzionate al valore dell’affare, secondo una tabella che suddivide gli importi da versare in base allo scaglione di valore della controversia. Quello che devi sapere è che tali costi sono dovuti solamente se la mediazione va avanti, nel senso che ha uno svolgimento: come ricordato sopra, infatti, la mediazione potrebbe terminare anche al primo incontro e, pertanto, ciò che sarà dovuto sarà solamente una piccola spesa iniziale, versata a titolo di indennizzo per l’avvio del procedimento.

La mediazione civile ha un costo per entrambe le parti: eccezion fatta per il rimborso iniziale, che verrà sostenuto da chi dà avvio alla procedura, il prosieguo della mediazione è posto a carico di tutti i partecipanti. Se la mediazione termina con verbale positivo, poi, è dovuta un’ulteriore somma.

Quando la mediazione civile è obbligatoria, all’organismo non è dovuta alcuna indennità dalla parte che si trova nelle condizione per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato; a tale fine la parte è tenuta a depositare presso l’organismo apposta dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, la cui sottoscrizione può essere autenticata dal medesimo mediatore, nonché produrre la documentazione necessaria a comprovare la veridicità di quanto dichiarato.

note

[1] D. Lgs. n. 28/2010.

[2] Art. 5, d. lgs. n. 28/2010.

[3] Art. 6, d. lgs. n. 28/2010.

[4] Art. 10, d. lgs. n. 28/2010.

Autore immagine: Unsplash.com


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