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Quando la cartella esattoriale viene depositata in Comune?

27 Gennaio 2019


Quando la cartella esattoriale viene depositata in Comune?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 Gennaio 2019



Notifiche: il deposito della cartella di pagamento presso la Casa Comunale con l’avviso lasciato nella cassetta delle lettere è possibile solo in caso di effettiva e conclamata irreperibilità.

Tra i mezzi più inflazionati per impugnare le cartelle esattoriali vi sono quelli attinenti ai difetti di notifica. La notifica è il procedimento con cui la cartella viene consegnata al destinatario presso la sua residenza, l’abitazione o il domicilio. Potrà sembrarti strano ma un’operazione apparentemente così semplice nasconde numerose insidie per il notificante. Questo perché la nostra normativa impone una serie di adempimenti a tutela del ricevente, affinché sia certo che questi possa prendere conoscenza effettiva dell’atto speditogli dalla pubblica amministrazione, dal tribunale, da qualsiasi altro soggetto. Il problema non si pone quando il destinatario è a casa. Le cose si complicano invece quando questi è assente. In alcune di tali ipotesi, infatti, l’ufficiale giudiziario o il messo notificatore sono autorizzati a depositare una copia dell’atto presso la Casa comunale (ossia il Municipio). Qui il destinatario potrà ritirarla nei successivi sei mesi. Ma quando la cartella esattoriale viene depositata in Comune? La risposta è estremamente importante: difatti un deposito effettuato in modo avventato, prima cioè di aver eseguito le dovute ricerche del destinatario, è illegittimo e, di conseguenza, è anche nulla la notifica della cartella. Risultato: non bisogna pagare.

In questo articolo ti spiegheremo come avviene la notifica della cartella esattoriale e quando, ma soprattutto come, avviene il deposito della cartella presso la Casa comunale con l’avviso di deposito lasciato nella cassetta delle lettere del destinatario. Scoprirai anche che fare ricorso contro una notifica non corretta può essere controproducente: difatti impugnare un atto significa anche averne avuto conoscenza e, quindi, ammettere che la notifica – per quanto viziata – ha raggiunto il suo scopo. Ed allora come contestare la notifica nulla? Abbi pazienza: qui di seguito troverai tutte le risposte.

Come avvengono le notifiche delle cartelle esattoriali?

Le cartelle esattoriali possono essere spedite con raccomandata a.r., attraverso il servizio di Poste Italiane o anche tramite le poste private. In tali ipotesi la busta viene portata dallo stesso Agente della riscossione presso l’ufficio postale già imboscata e da lì parte la consegna attraverso i normali meccanismi della corrispondenza raccomandata. Si tratta di una raccomandata ordinaria, per cui la busta è bianca e non verde come invece gli atti giudiziari.

In alternativa alla raccomandata, l’Esattore può optare per una consegna a mani, che avviene tramite soggetti convenzionati: messo comunale, ufficiale giudiziario, polizia municipale, ecc.

In ultimo, per aziende, società, ditte individuali e professionisti è obbligatoria la notifica con pec, ossia la posta elettronica certificata. A riguardo molti giudici ritengono che l’allegato della mail, contenente la cartella vera e propria, non possa essere in formato pdf ma in p7m, che garantisce la firma digitale.

Nei primi due casi, l’Esattore deve conservare la matrice o la copia della cartella con la relata di notifica (in caso di notifica a mani) oppure l’avviso di ricevimento (nel caso di notifica a mezzo raccomandata), per 5 anni ed ha l’obbligo di esibirli su richiesta del contribuente.

La notifica deve essere effettuata entro un termine di decadenza differente a seconda dell’oggetto del ruolo.

Che succede se il destinatario della cartella non è a casa?

Se il destinatario della cartella non si trova momentaneamente a casa quando arriva il postino, l’ufficiale giudiziario o il messo notificatore si dice che è irreperibile. L’irreperibilità è solo “temporanea” (meglio detta “relativa”) se il soggetto vive nel luogo ove si è recato il notificante ma in quel momento è momentaneamente assente. Invece se il soggetto non abita più presso il luogo ove risulta residente e ciò nonostante non ha comunicato il nuovo indirizzo al Comune si dice che la irreperibilità è assoluta, ossia definitiva.

L’irreperibilità temporanea può verificarsi ad esempio se il destinatario è al lavoro, è uscito per andare a fare la spesa, non ha sentito il citofono e non ha aperto oppure è assente per un viaggio.

Se il destinatario è presente ma si rifiuta di ricevere la cartella non si considera irreperibile, ma al contrario la notifica si ritiene eseguita (per quanto questi non abbia voluto riceverla).

L’irreperibilità – temporanea o definitiva che sia – non costituisce un problema per ritenere “perfezionata” e quindi efficace la notifica di una cartella, una raccomandata o di qualsiasi altro atto. Se così fosse, infatti, sarebbe semplice sfuggire alle pretese dei creditori. Come vedremo a breve, la legge prevede dei sistemi per contemperare da un lato l’esigenza del notificante di completare il procedimento di notifica e dall’altro l’esigenza del destinatario di essere pienamente informato del tentativo di notifica. Uno di questi sistemi è proprio il deposito della cartella presso la casa comunale.

Notifica della cartella con raccomandata: che succede se a casa non c’è nessuno?

La notifica mediante deposito presso il Comune riguarda solo i casi in cui la consegna è stata tentata “a mani” e, quindi, non attraverso la raccomandata a.r. Nel seguente paragrafo ci occuperemo solo della notifica con raccomandata mentre nel prossimo parleremo di quella effettuata a mani.

Immagina che un giorno il postino si presenti al citofono di casa tua per consegnarti un atto giudiziario, una multa o una cartella esattoriale. Che succede se non ti trova  a casa? Quando la consegna avviene attraverso la tradizionale raccomandata con ricevuta di ritorno, il portalettere tenta di consegnare la busta a un familiare convivente (purché abbia più di 14 anni e non sia incapace) o, in sua assenza, al portiere dello stabile. Se così dovesse essere, ti invierà una seconda raccomandata (detta “CAN”, comunicazione di avviso notifica) in cui ti avvisa dell’avvenuta notifica nelle mandi di un soggetto terzo. Se invece tali soggetti non ci sono o rifiutano di prendere in consegna, al posto tuo, il plico, il postino lascia un avviso nella tua cassetta delle lettere con la cosiddetta “comunicazione di giacenza”: con questa ti informa di poter ritirare la busta presso l’ufficio postale più vicino entro 30 giorni. Nei giorni successivi viene spedita – a spese del mittente – una seconda raccomandata, sempre presso il tuo indirizzo, con cui ti viene rinnovato l’invito a ritirare la busta all’ufficio postale. Se non vai a prendere in consegna la raccomandata, la notifica si considera eseguita dopo 10 giorni da quando è stata spedita la seconda raccomandata informativa. Se la ritiri invece prima di 10 giorni, la notifica si considera perfezionata il giorno della ricezione.

Attraverso la giacenza presso l’ufficio postale e la possibilità di ritiro della cartella, la legge consente al destinatario di prendere visione dell’atto recapitato dal postino in sua assenza senza perciò frustrare le esigenze del notificante di ritenere “chiusa la partita” della notifica.

Notifica della cartella a mani: che succede se a casa non c’è nessuno?

Più o meno lo stesso sistema viene adottato nel caso di notifica a mani della cartella. Con la differenza che, non essendo effettuata a messo di un dipendente delle Poste, l’atto non può essere portato in giacenza presso l’ufficio postale bensì viene depositato in Comune. Lì il destinatario può andarlo a ritirare fino a massimo sei mesi dopo i quali la cartella torna al mittente. In ogni caso la notifica si considera perfezionata decorsi 10 giorni dalla spedizione della seconda raccomandata informativa.

Notifica della cartella a persona irreperibile

Sinora abbiamo descritto ipotesi di irreperibilità relativa o temporanea. Ma che succede in caso di irreperibilità assoluta? Si pensi al caso in cui sulla busta della cartella è indicato un indirizzo ma al citofono non sia presente il cognome del destinatario. Che fa in questi casi il notificante? Il codice di procedura civile stabilisce [1] che, se non sono conosciuti la residenza, la dimora e il domicilio del destinatario l’ufficiale giudiziario esegue la notificazione mediante deposito di copia dell’atto nella casa comunale dell’ultima residenza o, se questa è ignota, in quella del luogo di nascita del destinatario.

Se non sono noti né il luogo dell’ultima residenza né quello di nascita, l’ufficiale giudiziario consegna una copia dell’atto al pubblico ministero.

Dunque, prima che il messo notificatore possa sbarazzarsi della cartella lasciandola alla Casa Comunale deve fare delle ricerche. La Cassazione è stata molto chiara nel dire: non basta limitarsi a tentare la notifica presso la residenza ma bisogna poi provare a verificare presso la dimora e poi presso il domicilio. L’ordine è prestabilito dalla legge e non  può essere modificato.

Se quando sia la residenza, sia la dimora, sia il domicilio sono sconosciuti, è possibile depositare la cartella in Comune. Ma, affinché ciò si realizzi, l’ufficiale giudiziario deve eseguire delle indagini secondo l’ordinaria diligenza. Queste indagini si risolvono, di solito, nella richiesta di indicazioni e di informazioni ai vicini di casa. Così il notificatore proverà a bussare a qualche condomino dello stesso palazzo o a quelli delle abitazioni vicine per chiedere se il destinatario si è trasferito o se il suo nome non è riportato volontariamente sul portone. Fallite tali indagini si può finalmente passare al deposito presso la Casa comunale.

Quindi il solo certificato di residenza non legittima l’ufficiale a depositare la cartella in Comune se prima no avvia indagini e, all’esito, non sia ugualmente nota la dimora del destinatario.

Tali ricerche devono essere attestate nella relata di notifica. Se la relata di notifica non indica che l’ufficiale giudiziario ha fatto delle indagini, sul luogo di residenza del destinatario, per conoscerne la dimora o il domicilio, la notifica con deposito al Comune si considera nulla.

Immaginiamo infine che la relata di notifica riporti l’espletamento di indagini da parte dell’ufficiale giudiziario prima del deposito alla casa comunale, ma queste non sono state realmente eseguite. Si può contestare tale dichiarazione falsa? Assolutamente sì, ma bisogna fare un apposito procedimento civile che si chiama querela di falso, volta a sconfessare la dichiarazione del pubblico ufficiale.

L’avviso di giacenza

Da quanto abbiamo detto, si comprende che non va inviata al contribuente la raccomandata informativa sull’avvenuto deposito dell’atto impositivo nella casa comunale nel caso di irreperibilità assoluta (ossia quando sia sconosciuto il domicilio del destinatario, o meglio dove questi si è trasferito). La notifica si perfeziona nell’ottavo giorno successivo a quello di affissione nell’albo comunale. L’invio della raccomandata informativa, invece, è imposto qualora il contribuente risulti momentaneamente assente (irreperibilità relativa) [2].

In caso di irreperibilità assoluta, quindi, la notifica si perfeziona dopo il decorso del termine di otto giorni dalla data di affissione nel suddetto albo. Secondo la Cassazione, lo stato di «irreperibilità assoluta» del destinatario «rende impossibile l’invio della raccomandata informativa dell’avvenuto deposito nella casa comunale».

Invece nel caso di irreperibilità relativa la notifica si perfeziona dopo 10 giorni dall’invio della seconda raccomandata, quella cioè informativa con cui viene data notizia dell’avvenuto deposito dell’atto in giacenza.

Nella motivazione della pronuncia in esame i giudici richiamano la diversa ipotesi in cui il contribuente risulti momentaneamente assente, sottolineando che l’assenza del destinatario e di altre persone abilitate a ricevere l’atto per suo conto impone, invece, l’invio della raccomandata informativa. L’invio della raccomandata informativa rende irrilevanti le eventuali irregolarità della notifica. Per esempio, se nel procedimento viene riscontrata un’irregolarità, per mancata affissione dell’avviso di deposito dell’atto nella casa comunale o per altro vizio, l’invio della raccomandata sana i vizi commessi nella fase precedente.

Si legge nell’ordinanza che, nonostante la mancata o non corretta osservanza dei presupposti «della sequenza di atti previsti per la notifica», risulta accertato «che l’avviso di deposito spedito a mezzo raccomandata sia stato regolarmente ricevuto dal destinatario». Dunque, «non può dubitarsi che ciò comporti il raggiungimento dello scopo del procedimento notificatorio, con effetto sanante rispetto a ogni nullità in precedenza determinatasi per il mancato rispetto della corretta sequenza procedimentale». Ne consegue che la nullità della notificazione, che deriverebbe dal mancato compimento della formalità dell’affissione del deposito, non può essere dichiarata.

note

[1] Art. 143 cod. proc. civ.

[2] Cass. ord. 1338/19 del 18 gennaio 2019.


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