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Denuncia contro ignoti

28 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Gennaio 2019



Denuncia contro ignoti: cos’è e come funziona? Cosa succede se l’autore del crimine non viene identificato?

Non sempre si è a conoscenza del delinquente che ha commesso un crimine: prendi il caso di un appartamento svaligiato in assenza del proprietario, del pirata della strada che investe una persona e fugge via, della truffa commessa attraverso documenti falsi. In tutte queste circostanze e in quelle simili è comunque possibile sporgere denuncia contro chi si è macchiato del reato: non importa che non si conosca l’identità del colpevole, ciò che conta è che si sia in grado di descrivere il fatto così come è avvenuto. Fare una denuncia contro ignoti è quindi possibile secondo il nostro ordinamento. Rispetto alla denuncia maggiormente circostanziata, la quale individua anche l’autore del delitto, la denuncia contro ignoti segue delle regole processuali un po’ particolari: essa, infatti, può essere archiviata non solo se le indagini svelano che il fatto oggetto di denuncia non è penalmente perseguibile, ma anche se non viene identificato il responsabile. La denuncia contro ignoti viene altresì iscritta in un registro diverso, in attesa che il responsabile venga individuato. Se quanto detto sinora può esserti d’aiuto oppure, più semplicemente, è di tuo interesse, allora ti invito a proseguire nella lettura: ti spiegherò cos’è e come si fa una denuncia contro ignoti.

Denuncia contro ignoti: cos’è?

Una denuncia contro ignoti altro non è che una segnalazione fatta alle forze dell’ordine (carabinieri, polizia, guardia di finanza, ecc.) avente ad oggetto un fatto costituente reato il cui autore, però, è sconosciuto. La mancata identificazione del responsabile può essere dovuta ad una molteplicità di cause: il malfattore ha agito col volto coperto, oppure in assenza della vittima, oppure ancora è stato talmente veloce da non farsi riconoscere.

Denuncia contro ignoti: si può fare?

Una denuncia contro ignoti è assolutamente ammissibile: la legge, infatti, dice che la denuncia contiene l’esposizione degli elementi essenziali del fatto nonché le fonti di prova note; contiene inoltre, quando è possibile, le generalità, il domicilio e quanto altro valga alla identificazione della persona alla quale il fatto è attribuito [1]. Come è dato leggere, quindi, elemento essenziale della denuncia è la descrizione dell’evento delittuoso: i dati utili all’identificazione del reo sono senz’altro importantissimi, ma se mancano non precludono il diritto di sporgere denuncia che, come detto, assumerà la forma di denuncia contro ignoti.

Denuncia contro ignoti: come funziona?

Se vuoi fare una denuncia contro ignoti non dovrai fare altro che recarti presso i carabinieri (oppure la polizia, la guardia di finanza, la polizia postale, ecc.) e descrivere il fatto costituente reato. In pratica, tutto avviene come nel caso di una normalissima denuncia o querela sporta quando si è a conoscenza dell’autore del crimine.

La denuncia contro ignoti così sporta verrà iscritta in un apposito registro conservato presso la procura della Repubblica territorialmente competente (cosiddetto “modello 44”). Secondo la legge, quando è ignoto l’autore del reato il pubblico ministero, entro sei mesi dalla data della registrazione della notizia di reato, presenta al giudice richiesta di archiviazione ovvero di autorizzazione a proseguire le indagini [2].

In buona sostanza, dunque, avviene ciò: se entro sei mesi dall’iscrizione della notizia di reato nell’apposito registro destinato ai reati commessi da ignoti le indagini non hanno portato ad una soluzione, e cioè all’identificazione dell’autore, il magistrato del pubblico ministero che ha svolto le indagini deve prendere una decisione: chiedere al g.i.p. l’archiviazione, oppure l’autorizzazione a continuare le indagini.

In quest’ultima circostanza, il giudice può:

  • non autorizzare la proroga, nel caso in cui ritenga che la prosecuzione delle indagini non possa dare frutto;
  • autorizzare con decreto motivato la proroga;
  • ordinare che sia iscritto il nome dell’indagato se ritiene che questo sia da attribuire ad una persona già individuata. Da qui inizia automaticamente a decorrere un nuovo termine di sei mesi entro cui il pubblico ministero deve formulare la imputazione.

Denuncia contro ignoti: cosa fare in caso di archiviazione?

Nel caso in cui il pubblico ministero chieda l’archiviazione della denuncia contro ignoti, di questa richiesta deve esserne data comunicazione anche alla persona offesa, cioè a colei che ha sporto la denuncia; quest’obbligo, però sussiste solamente se, nella denuncia medesima, la vittima ne aveva fatto espressamente richiesta. Il consiglio, quindi, è di inserire, all’interno della propria denuncia contro ignoti, la volontà di essere informati nel caso in cui il p.m. chieda l’archiviazione, al fine di potersi opporre.

L’opposizione all’archiviazione si svolge in un’apposita udienza, tenuta in camera di consiglio (cioè, a porte chiuse), ove sono presenti il giudice, il p.m. che ha chiesto l’archiviazione e la persona offesa che protesta contro la richiesta del pubblico ministero [3]. In questa sede, la persona offesa potrà fornire ulteriori spunti di indagine affinché il giudice dia al p.m. un altro termine per sviluppare nuove indagini.

note

[1] Art. 332 cod. proc. pen.

[2] Art. 415 cod. proc. pen.

[3] Art. 410 cod. proc. pen.

Autore immagine: Unsplash.com


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