Diritto e Fisco | Articoli

Portare il nuovo compagno nella casa coniugale

29 Gennaio 2019


Portare il nuovo compagno nella casa coniugale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Gennaio 2019



Casa assegnata all’ex moglie e inizio di una nuova convivenza: è legittimo ospitare i terzi a meno che questi non aumentino la tensione emotiva e psicologica dei figli già provati dal divorzio.

La storia con tuo marito è finita ormai da qualche mese. Il giudice ha pronunciato la sentenza di separazione e ha riconosciuto un assegno di mantenimento in tuo favore e uno per i tuoi figli, che verranno a vivere da te. In più ti ha assegnato la casa coniugale. Con comprensibile riluttanza, lui ha fatto le valige ed è andato via nonostante l’immobile sia di sua proprietà. Immobile che, da oggi in poi, sarai tu a gestire, sobbarcandoti le spese di condominio, quelle per la manutenzione ordinaria e l’imposta sui rifiuti (per la Tasi e l’Imu godrai invece dell’esenzione prevista per l’abitazione principale). A questo punto ti chiedi cosa puoi fare nell’appartamento: se cioè puoi considerarlo come se fosse tuo oppure se ti devi sentire un’ospite. Il problema si pone, in particolare, con riferimento alla possibilità di farvi entrare persone non gradite al tuo ex: i tuoi genitori, alcune amiche ed, eventualmente, anche un nuovo partner. Proprio con riferimento a quest’ultimo ti poni i maggiori problemi: non vuoi infatti che la sua presenza possa essere la scusa per farti revocare l’affidamento dei figli. Insomma, il tuo dubbio è questo: si può portare il nuovo compagno nella casa coniugale? Cerchiamo di comprenderlo meglio qui di seguito e di chiarire tutte le possibili implicazioni che si possono porre in tale ipotesi.

Assegnazione della casa coniugale: quando?

Come di certo saprai, l’assegnazione della casa coniugale in favore dell’ex coniuge non costituisce una misura volta a garantire a quest’ultimo un sostegno economico, ma è indirizzata solo a realizzare il miglior interesse della prole: essa infatti mira a consentire ai figli (minorenni o maggiorenni non indipendenti) di restare nella casa ove sono cresciuti, senza subire ulteriori traumi – come potrebbe essere un trasferimento – oltre a quelli derivanti dal divorzio dei genitori. Sicché, in una coppia senza figli il giudice non ha potere di decidere sull’assegnazione dell’abitazione: l’immobile torna al legittimo titolare o, in caso di comproprietà, va diviso in natura o – se ciò non è possibile – va venduto.

Di conseguenza, l’assegnazione della casa resta finché i figli non sono autosufficienti o non decidono di andare a vivere altrove. Un’altra ipotesi di revoca della casa è l’eventuale trasferimento della moglie in un altro alloggio, fosse anche quello dei genitori o di un nuovo partner. Proprio a riguardo di quest’ultimo caso, la giurisprudenza è ormai unanime nel sostenere che il trasferimento dell’ex coniuge in casa di un compagno non solo determina la perdita dell’assegnazione della casa coniugale ma anche dell’assegno di mantenimento (non lo perdono invece i figli per i quali c’è l’obbligo di assistenza fino all’indipendenza economica).

Casa coniugale: cosa si può fare?

Il coniuge che ottiene l’assegnazione della casa (di solito la moglie per via della storica preferenza della madre nella gestione dei figli in età prescolare) ha il diritto di utilizzare l’immobile secondo le esigenze proprie e della prole; ma, al pari di un qualsiasi inquilino, deve usare la normale diligenza nella gestione del bene, provvedendo alle opere di piccola manutenzione che ricadono su di lei e lasciando invece la manutenzione straordinaria al proprietario del bene.

Anche al fine di consentire ai nonni di vedere i nipoti – diritto riconosciuto ormai anche dalla legge – la madre ha la facoltà di ospitare i propri genitori all’interno della casa coniugale, nonostante l’opposizione dell’ex marito, salvo questi dimostri che la loro presenza si possa risolvere in un danno per i minori (si pensi al caso di un nonno ubriaco, violento e pericoloso).

Casa coniugale: si può ospitare un nuovo compagno?

Se il trasferimento dell’ex moglie nell’abitazione di un nuovo compagno determina la revoca dell’assegnazione della casa, non è vero il contrario: nulla vieta, in teoria, che un altro uomo vada a vivere nella casa coniugale. Questo perché ciascuno è libero di ospitare a casa propria chi vuole. Peraltro, con la separazione, non c’è più alcun obbligo di fedeltà con il precedente coniuge: quindi ben venga la formazione di un nuovo nucleo familiare. Tuttavia la realizzazione di una convivenza stabile determina la perdita dell’assegno di mantenimento in capo alla moglie, la quale – anche se dovesse venir meno la nuova relazione – non potrebbe più chiedere il contributo all’ex marito una volta perso il relativo diritto.

La Cassazione è ormai pacifica nel sostenere che l’instaurazione di un legame solido, basato su una convivenza continuativa, fa perdere all’ex moglie il diritto ad essere mantenuta. Questo non vale invece per i figli, i quali vanno mantenuti fino alla raggiunta indipendenza.

Nella pratica, è però opportuno fare in modo che la nuova convivenza non crei problemi nei figli se ancora piccoli, che mal potrebbero digerire la presenza di un altro uomo sotto il tetto ove prima hanno visto il padre (specie subito dopo la separazione). Sicché, su ricorso dell’ex coniuge, la donna potrebbe essere costretta dal tribunale a iniziare la nuova relazione in forma graduale, prima con frequentazioni sporadiche – cui parteciperanno i figli – e poi man mano sempre più assidue. Il magistrato potrebbe impedire alla donna di ospitare il nuovo compagno favorendo prima un contatto tra questi e la prole, per introdurne la figura ed evitare scossoni emotivi.

In buona sostanza, l’ex coniuge può ricorrere al tribunale per impedire l’ingresso del nuovo partner in casa propria non tanto per tutelare l’immobile o il proprio orgoglio personale, ma solo l’interesse dei minori. Ne deriva che laddove la presenza di un nuovo uomo non sia mal vista dai figli, non ci sono motivi per opporsi all’inizio della convivenza.

note

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA