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Risarcimento danni a cose e persone: possibili due cause?

29 Gennaio 2019


Risarcimento danni a cose e persone: possibili due cause?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Gennaio 2019



La vittima di un incidente stradale può agire contro l’assicurazione con due cause diverse: la prima per chiedere il risarcimento dei danni all’auto e la seconda per le lesioni alla persona.

A nessuno piace entrare due volte in tribunale per lo stesso motivo. Anche agli avvocati che, laddove consentito dalla legge, nel redigere l’atto di citazione vi inseriscono tutte le possibili richieste al giudice per non dover, in un momento successivo, adire una seconda volta le vie legali. Questa regola pratica è diventata anche un principio giurisprudenziale: secondo la Cassazione è infatti un “abuso del diritto” frammentare l’azione in tante cause solo al fine di arrecare maggiore fastidio alla controparte. Ciò finisce anche per rallentare la stessa giustizia e per recare un danno alla collettività. Tuttavia, in alcuni casi, non ci sono scelte. Una di queste ipotesi è quella del risarcimento danni per incidente stradale: due cause diverse si possono porre in stretta condizione di strumentalità laddove, ad esempio, i danni alla persona si concretizzino e delineino in un momento successivo allo scontro. Per comprendere meglio la questione e spiegare se, in caso di risarcimento danni a cose e persone si possono fare due cause, facciamo un esempio pratico.

Incidente stradale: cosa sono i danni a cose e i danni a persone?

Immaginiamo un automobilista che, a un incrocio, sia vittima di un incidente stradale piuttosto grave: un altro conducente non si ferma allo stop e gli va addosso. La fiancata dell’auto è tutta rientrata e, per rifarla, ci vogliono diverse migliaia di euro. Nello stesso tempo l’uomo riporta una serie di fratture alla gamba e, per guarire, dovrà prima portare il gesso per un mese e poi sottoporsi a un lungo periodo di fisioterapia. Nel frattempo, l’automobilista presenta la richiesta di risarcimento all’assicurazione per ottenere i soldi necessari a riparare l’auto: lo scopo è quello di potersi rimettere alla guida non appena le condizioni di salute glielo consentiranno. Si riserva però di presentare la richiesta di risarcimento per i danni fisici in un momento successivo, non essendo ancora completamente guarito e attendendo, a tal fine, una valutazione medico-legale che potrà intervenire solo dopo la riabilitazione. Solo allora si potrà definire la percentuale di invalidità riportata a causa dello scontro.

L’esempio aiuta a comprendere come, spesso, un incidente è causa di due tipi di danni:

  • danni a cose (ossia all’automobile) per i quali l’assicurazione deve presentare un’offerta di indennizzo entro 60 giorni dalla richiesta;
  • danni a persone (ossia al conducente e/o ai passeggeri) per i quali l’assicurazione deve presentare un’offerta di indennizzo entro 90 giorni dalla richiesta.

Incidente stradale: si può prima fare la causa per i danni all’auto?  

Seppur la regola del giusto processo impedisce di frammentare l’azione giudiziale in tante domande quando queste potrebbero essere raccolte in un unico giudizio, in materia di risarcimento del danno da incidente stradale è bene valutare il fatto che non sempre i danni fisici sono certi sin dall’inizio. Tornando all’esempio precedente, il conducente infortunato dovrà attendere ancora molti mesi prima di potersi dire definitivamente guarito e valutare gli esiti del sinistro stradale.

Ebbene, in ipotesi come queste – dice la Cassazione – è possibile avviare prima la causa per ottenere il risarcimento dei danni al veicolo e poi quella per i danni fisici.

Non scatta dunque il divieto alla doppia azione giudiziale, per l’abusivo frazionamento della domanda, se la vittima del sinistro stradale chiede prima i danni soltanto per l’auto e soltanto dopo averli ottenuti va dal giudice per il risarcimento delle lesioni alla persona. E ciò perché potrebbe ancora non essere guarito dai postumi dell’incidente al momento della prima azione giudiziaria: prima di dichiarare improponibile la seconda domanda, dunque, il giudice deve verificare se sussiste un interesse oggettivo della parte a proporre separatamente le due azioni.

Quando due cause per un incidente stradale?

Non resta che capire quando, in concreto, l’automobilista danneggiato può intentare due cause separate all’assicurazione, una per i danni fisici e l’altra per i danni al mezzo. La risposta è abbastanza semplice, almeno in apparenza: quando riesce a dimostrare che, al momento della proposizione della domanda per i danni a cose, non è ancora guarito. Se invece è guarito dalle lesioni, allora avrà una brutta sorpresa: difatti, quando andrà ad intentare la seconda causa, quella per le lesioni, si vedrà opporre un secco diniego da parte del giudice.

Del resto sono state le stesse Sezioni unite della Cassazione a stabilire che «le pretese creditorie fondate sullo stesso fatto costitutivo si possono proporre in giudizio separatamente quando l’attore risulta assistito da un oggettivo interesse al frazionamento [2]».

note

[1] Cass. ord. n. 2330/19 del 29.01.2019.

[2] Cass. S.U. sent. n. 4090/17.

Autore immagine: 123rf com


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