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Trucchi per non russare

25 Febbraio 2019 | Autore: Francesca Canino


Trucchi per non russare

> Salute e benessere Pubblicato il 25 Febbraio 2019



Affaticamento e sonnolenza diurna sono alcune conseguenze del russamento notturno, un problema che affligge molte coppie e che non deve essere sottovaluto.

I continui risvegli durante la notte causati dal russamento determinano una serie di inconvenienti, anche gravi, nel soggetto che soffre di questo fastidio e nel partner che divide con lui il letto. Una nottata trascorsa a rigirarsi tra le lenzuola e a mettere in pratica piccoli stratagemmi affinché il russatore respiri in maniera regolare è stancante e poco raccomandabile, specialmente quando si svolgono lavori che richiedono concentrazione e impegno. Da alcuni recenti studi è emerso che russa oltre il 50 per cento della popolazione e che il disturbo crea disagi psichici a coloro i quali convivono con i russatori, ignari, nella maggior parte dei casi, del loro problema. Spesso si russa a causa di un apporto di aria insufficiente, ma molte volte il russamento è il sintomo di patologie da non sottovalutare o la conseguenza di obesità e diabete. È necessario, pertanto, rivolgersi al medico e seguire i suoi consigli. Nel frattempo, potrebbero esservi utili alcuni trucchi per non russare che vi elencheremo nel corso dell’articolo.

Cos’è il russamento?

Il russamento, definito anche roncopatia, consiste nell’emissione, durante il sonno, di fastidiosi suoni dalla bocca. È causato dalla incompleta chiusura delle vie aeree superiori e caratterizzato dal rumore provocato dalla vibrazione delle strutture del palato molle o dell’ipofaringe.

Il disturbo non è da trascurare perché può essere la causa di altre malattie, come l’infarto, l’ipertensione arteriosa, l’ictus cerebrale o essere una conseguenza dell’obesità e del diabete. Il russamento produce anche senso di stanchezza e sonnolenza durante la giornata, fattori che possono determinare incidenti stradali o sul posto di lavoro.

Cosa sono le apnee notturne?

La “sindrome delle apnee ostruttive nel sonno”, indicata con l’acronimo Osas (Obstructive Sleep Apnea Syndrome), si manifesta durante il sonno con episodi ripetuti di occlusione delle vie aree superiori. Chi ne soffre è soggetto a microrisvegli continui di breve durata, che produrranno nel corso della giornata alcuni effetti negativi, quali spossatezza, difficoltà di concentrazione e torpore.

Come avviene il russamento?

Quando introduciamo nel nostro corpo l’ossigeno, indispensabile per ogni attività, compiamo l’azione definita “inspirazione”; ad essa segue “l’espirazione”, cioè l’eliminazione dell’anidride carbonica prodotta dall’organismo. Entrambe le azioni sono le fasi della respirazione, eseguite dall’apparato respiratorio che è composto dal naso, dalla bocca, dalla faringe, dalla laringe, dalla trachea, dai bronchi e dai polmoni. A questi ultimi l’ossigeno arriva dopo aver compiuto un tragitto non sempre privo di ostacoli: se l’aria inspirata è in quantità insufficiente, le pareti molli del condotto aereo si restringono e vibrano, provocando il fastidioso e a volte insopportabile rumore del russamento.

Le cause del russamento

Tra le cause anatomiche predisponenti il disturbo sono da annoverare: l’ipertrofia delle tonsille e delle adenoidi, la deviazione del setto nasale, l’ipertrofia dei turbinati, i polipi nasali, la sinusite e la rinite cronica, la malocclusione dentale, la conformazione anomala della mandibola, del palato molle e della base della lingua.

Altre cause sono da ricercare nel sovrappeso, nell’accumulo di adipe lungo le pareti della faringe, nella familiarità. Si deve, infine, tenere presente che l’uso di alcol e tranquillanti agiscono sul sistema nervoso, rilassano la muscolatura e favoriscono il russamento, mentre il fumo può infiammare le vie aree superiori, determinando l’ispessimento dei tessuti e di conseguenza la loro riduzione.

Il russamento è frequente nelle donne e negli uomini, a volte anche nei bambini e aumenta con l’età.

Le complicanze del russamento

Il deficit di aria può causare problemi come l’ipertensione arteriosa, la difficoltà di concentrazione, le aritmie cardiache e alcuni disturbi del microcircolo che possono favorire l’insorgenza di ipoacusia e acufeni.

Cosa fare per smettere di russare?

In prima battuta si raccomanda di consultare un otorinolaringoiatra per escludere problemi alle vie aeree superiori. Occorre, poi, sottoporsi all’esame per la diagnosi delle apnee notturne, cioè la polisonnografia e, in seguito, a un esame cardiologico. Non sono da escludere le visite odontoiatriche, pneumologiche e neurologiche, queste ultime per studiare le alterazioni del ritmo del sonno.

Esistono, tuttavia, alcuni rimedi che, se messi in atto correttamente, possono rivelarsi efficaci per combattere la roncopatia. È consigliabile, innanzitutto, limitare il consumo di alcol e tranquillanti, che aumentano le probabilità di russare durante il sonno.

Se, invece, il problema è determinato dal sovrappeso, si raccomanda di rivolgersi a un nutrizionista, che prescriverà un corretto regime alimentare in base all’età e ad altri requisiti. È importante, inoltre, fare attività fisica con una certa frequenza. I soggetti che soffrono di allergie respiratorie potranno usare decongestionanti nasali e antistaminici, avendo cura di evitare ambienti e oggetti pieni di polvere che aumenta il disturbo.

I trucchi per non russare

Esistono diversi e semplici accorgimenti che possono limitare il disturbo e consentire un riposo migliore al russatore e ai suoi conviventi; eccone alcuni:

  • dormire di lato: è stato accertato che se si dorme sulla schiena la base della lingua e il palato molle collassano fino alla gola e ostruiscono la respirazione, causando il russamento. La posizione di lato, aiuta a mantenere la gola aperta e a circoscrivere il fastidio;
  • usare un cuscino più alto: provate a cambiare il cuscino o a utilizzarne due, in questo modo si favorisce il passaggio dell’aria attraverso le vie aeree evitando di russare;
  • usare soluzioni saline: costituiscono un rimedio molto efficace per decongestionare le cavità nasali ed evitare di respirare con la bocca e di russare;
  • soffiare bene il naso prima di dormire: può essere utile usare uno spray nasale per pulire le vie respiratorie prima di andare a letto. Si otterrà un miglioramento della respirazione e della qualità del sonno;
  • applicare i cerotti nasali: sollevano e aprono i passaggi nasali, migliorano la respirazione e riducono il russamento;
  • igiene del sonno: è sconsigliabile andare a letto eccessivamente stanchi, poiché i muscoli sono più flosci e favoriscono il russare;
  • essere ben idratati: l’idratazione mantiene fluide le secrezioni del naso e del palato molle, in modo da non bloccare il passaggio dell’aria.
  • doccia: il calore dell’acqua elimina le ostruzioni causate da un eventuale raffreddore;
  • assumere una posizione dritta anche da seduti: la postura reclinata compromette l’azione del diaframma, il principale muscolo dell’atto respiratorio;
  • usare i bite: sono apparecchi per i denti che si usano se il russamento è causato da una particolare conformazione della mandibola. Il bite deve essere realizzato su misura dal proprio odontoiatra.

Esistono, inoltre, una serie di rimedi naturali che possono rivelarsi utili per attenuare il russamento. Prima di ricordare alcuni antichi trucchi utilizzati dalle nostre nonne, è importante sapere che per evitare di russare si deve cenare con cibi leggeri, evitare le fritture, i latticini e molti condimenti, dando la preferenza alle spezie piccanti che aiutano a liberare il naso dal muco in eccesso.

Si consiglia di bere molta acqua per idratare il corpo e le vie nasali. Prima di andare a letto si può bere una tazza di latte caldo con del miele per liberare le vie nasali oppure del tè alla menta che ha proprietà decongestionanti.

In alternativa si possono provare i seguenti trucchi:

  • tagliare a metà una cipolla, coprirla di sale e sistemarla vicino al letto;
  • mescolare mezzo cucchiaino di sale e un pizzico di bicarbonato di sodio in una tazza d’acqua a temperatura ambiente. Applicare qualche goccia nelle cavità nasali;
  • aggiungere un cucchiaio di foglie secche di ortica o di salvia, in questo caso fresche, a una tazza di acqua bollente, coprire e lasciare in infusione per 10 minuti. Bere prima di andare a letto;
  • lasciar macerare per due settimane un bicchiere di olia di oliva e 50 grammi di ruta in un recipiente. Chiudere bene, filtrare il liquido ottenuto e applicarlo ai lati del collo e del naso.

Infine, si possono fare dei suffumigi, aggiungendo nell’acqua bollente del bicarbonato e qualche goccia di olio essenziale di eucalipto e menta piperita, oppure fare dei gargarismi prima di andare a letto, utilizzando il tè alla menta.

Cosa è previsto dalla legge per i russatori?

I soggetti affetti da Osas possono ottenere, secondo le norme introdotte dal nuovo Codice della strada, il rinnovo o il rilascio della patente riferendo questa patologia nella dichiarazione anamnestica, cioè nel documento che contiene tutte le condizioni di rischio potenziale. Il medesimo procedimento dovrà essere seguito anche dai forti russatori. L’idoneità alla guida sarà certificata dal medico della commissione se sarà rilevata l’assenza di sonnolenza diurna o una presenza lieve.

Le persone che dichiarano di essere affette da malattie associate all’Osas (ipertensione arteriosa, aritmie, diabete mellito tipo 2, cardiopatia ischemica, eventi ischemici cerebrali, broncopneumopatie) dovranno sottoporsi ad alcuni accertamenti medici e nei casi in cui si riscontra una notevole sonnolenza diurna, la valutazione per l’idoneità alla guida spetterà alla commissione medica locale, la quale sottoporrà il candidato a specifici test.

I forti russatori e le persone affette da Osas potranno avere l’autorizzazione alla guida solo se dimostreranno di poter controllare la sintomatologia, comprovando un miglioramento della sonnolenza diurna, che sarà confermata dagli specialisti delle pubbliche strutture. Nei suddetti casi, la validità della patente non potrà superare i tre anni per le categorie AM, A, A1, A2, B1, B, e BE e un anno per le categorie C, CE, C1, C1E, D, DE, D1 e D1E.


Di Francesca Canino


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