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Le Guide Incidente stradale: tutto su CID, risarcimento e indennizzo diretto

Le Guide Pubblicato il 9 aprile 2013

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> Le Guide Pubblicato il 9 aprile 2013

Una breve guida per comprendere i meccanismi che regolano il risarcimento del danno da incidente stradale: come presentare una denuncia di risarcimento del danno, a chi destinarla, entro quali termini.

Il CID o CAI

La compilazione del CID, noto anche come CAI (“constatazione amichevole di incidente”) è un momento molto importante dopo un eventuale sinistro stradale. Esso consiste in un modulo a più copie, solitamente colorato, da compilare non necessariamente in ogni sua parte. Spesso due o tre copie di questo modulo vengono consegnate, dall’assicuratore all’assicurato, al momento del pagamento del premio di polizza. Il modulo rappresenta la denuncia di incidente stradale, il mezzo attraverso il quale i soggetti coinvolti danno notizia dell’avvenimento.

Il CID formato da alcune sezioni fondamentali:

  • 1. il luogo e la data dell’incidente
  • 2. i dati delle persone coinvolte
  • 3. la targa dei veicoli (non è obbligatorio scrivere anche la compagnia di assicurazione)
  • 4. la dinamica dell’incidente, cioè una breve spiegazione di come è accaduto il fatto
  • 5. la firma delle persone coinvolte nell’incidente.

Se tutti i campi sopra descritti sono compilati in modo corretto, la costatazione amichevole di incidente acquista un vero e proprio valore giuridico, vincolando le parti coinvolte a quanto firmato sul modello. Si tratta di una sorta di accordo con cui le persone coinvolte nell’incidente di dichiarano d’accordo sull’andamento dei fatti e sulle responsabilità.

Attenzione però: l’accordo sul CID non vincola l’assicurazione che, in ogni caso, può anche ritenere il sinistro fasullo o verificatosi secondo circostanze diverse (ciò per evitare frodi altrimenti troppo facili nei confronti delle compagnie).

Chi ha causato l’incidente stradale e ne è responsabile non ha diritto ad alcun risarcimento e la sua assicurazione dovrà pagare i danni causati a terzi: ciò, in genere, implica per lui anche l’aumento del premio di polizza.

A chi va inoltrata la denuncia di sinistro

Un delicato punto da tenere presente è a chi va inoltrata la richiesta di risarcimento danni. Attenzione: le regole che si stanno per esaminare valgono soltanto per incidenti stradali

  • a) avvenuti in Italia
  • b) e tra non più di due veicoli italiani: non, quindi, nei tamponamenti a catena dove restano coinvolte, contemporaneamente, tre o più veicoli (non è il caso, per esempio, in cui due auto facciano un incidente e poi ne sopraggiunga – anche solo dopo qualche frazione di secondo – una terza che non riesca ad evitare l’impatto con i mezzi fermi sulla strada).

In questi casi si applica il sistema del risarcimento diretto. Si tratta di un procedimento volto a far ottenere il risarcimento del danno in modo semplice e tendenzialmente veloce. Se ricorrono le condizioni a) e b) sopra viste, il danneggiato può chiedere il risarcimento direttamente alla propria compagnia di assicurazioni e non a quella dell’altro automobilista responsabile. Quindi, a versare materialmente l’importo di ristoro sarà solo la compagnia dell’assicurato danneggiato (salvo poi, per quest’ultima, rivalersi su quella del responsabile).

Importante in questo campo l’intervento della Corte Costituzionale [1]. Con tale sentenza la Corte ha stabilito che il ricorso all’indennizzo diretto è una facoltà e non un obbligo per il danneggiato che, quindi, in ogni caso potrebbe sempre scegliere di agire in causa contro l’assicurazione del danneggiante.   Tuttavia, se ancora la causa non è iniziata, è bene che l’assicurato si rivolga, per l’indennizzo, alla propria assicurazione.

Come fare denuncia di sinistro?

Bisogna rivolgersi al proprio agente, telefonando al numero verde che la tua compagnia di assicurazione ha dedicato, scrivendo un fax o, meglio ancora, una raccomandata a.r.

Si consiglia sempre di affidare la pratica al proprio avvocato, posto che i costi per la parcella di quest’ultimo saranno poi sostenuti dall’assicurazione e, pertanto, l’intervento del professionista non si risolve in un aggravio di costi per l’assicurato.

Negli altri casi

In tutti gli altri casi (dove, cioè, non ricorrano le condizioni a) e b) sopra descritte), la richiesta di indennizzo va inoltrata (con raccomandata a.r.) alla compagnia di assicurazioni del mezzo responsabile. È pertanto necessario richiedere a quest’ultimo, immediatamente dopo il sinistro, gli estremi della propria polizza.

Se il responsabile si rifiuta di collaborare e di fornire i propri dati, è sufficiente prendere nota della sua targa e rivolgersi al PRA (pubblico registro automobilistico) per sapere quale assicurazione lo copre.

Percorrendo una strada di campagna un trattore proveniente dal senso opposto mi ha colpito lo specchietto. Si applica il sistema dell’indennizzo diretto?

Il trattore (cosiddetta trattrice agricola) non rientra tra i veicoli a cui è applicabile l’indennizzo diretto. In questi casi bisogna dunque inoltrare denuncia all’assicurazione del proprietario del trattore.

Un camion davanti a me, in autostrada, ha fatto schizzare in aria un sasso che ha colpito il mio parabrezza che si è rotto. Come devo fare?

È consigliabile prendere subito nota della targa. Se il camion non si ferma sarà necessario effettuare una visura al PRA. Bisognerà quindi fare richiesta di risarcimento all’assicurazione del responsabile (in questo caso, infatti, non è applicabile l’indennizzo diretto, non essendovi stato scontro tra veicoli).

Il veicolo con cui ho avuto un incidente si è dato alla fuga. Non sono riuscito a prendere la targa. Che fare?

La prima cosa da fare è denunciare l’evento alle autorità. Non potrà operare l’indennizzo diretto mancando uno dei presupposti essenziali (identificazione del veicolo responsabile) e occorrerà rivolgersi al fondo di garanzia per le vittime della strada.

Il veicolo parcheggiato accanto al mio ha preso fuoco danneggiando anche quello di mia proprietà. Entrambe le macchine sono parcheggiate su strada pubblica. Si applica l’indennizzo diretto?

No, perché non vi è scontro tra i veicoli. Ma se le macchine sono parcheggiate su strada pubblica, allora si applicherà la procedura di risarcimento ordinaria [3].

di LICIA ALBERTAZZI

note

[1] C. Cost. sent. n. 180 del 19.06.2009: “l’azione diretta contro il proprio assicuratore è configurabile come una facoltà, e quindi un’alternativa all’azione tradizionale per far valere la responsabilità dell’autore del danno”.

[2] Art. 2054 cod. civ.

[3] In questo senso Cass. sent. n. 15674/2011 sul contributo causale del comportamento dei conducenti.

[3] La macchina parcheggiata su strada pubblica integra “circolazione”: così si è espressa anche la Cass. Civ. nella sent. 3108/2010. Unici limiti all’applicabilità dell’art. 2054 cod. civ. la natura dolosa dell’incendio e il caso fortuito.

Conviene firmare la constatazione amichevole solo se si è convinti di come siano andate le cose. Non bisogna sentirsi obbligati se le circostanze in cui l’incidente è avvenuto non sono chiare: sempre meglio richiedere l’intervento di polizia stradale o carabinieri. Se ci sono feriti, è meglio chiamare le autorità. Per qualsiasi dubbio, è bene chiedere all’assicuratore o all’avvocato, oppure chiamate il numero verde della compagnia di assicurazioni.


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2 Commenti

  1. La barra del teleppass mi è caduta sulla macchina. Ho fatto la denuncia bn con raccomandata e la società autostrade mi ha risposto che nulla mi deve. Posso carla in giudizio o davevo fare una raccomandata?

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