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Stalking bancario

20 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Febbraio 2019



Stalking bancario: cos’è e quando si integra? Chi può commettere stalking bancario? Cosa dice la legge?

Perseguitare una persona è reato: la legge prevede espressamente il delitto di atti persecutori (molto più noto come stalking) e lo sanziona con il carcere fino a cinque anni, con possibilità di ulteriori aumenti nel caso in cui ricorrano alcune circostanze aggravanti (come l’utilizzo di strumenti informatici o telematici, oppure l’esistenza di pregressi rapporti sentimentali tra vittima e autore del crimine). Non bisogna pensare, però, che lo stalking possa essere integrato solamente dalle classiche condotte deleterie, come il pedinamento, le attenzioni moleste e insistite, le telefonate notturne: perché possa aversi il reato in questione è possibile che il persecutore ponga in essere un comportamento apparentemente del tutto legittimo, come quello di chiedere ciò che è suo. Esatto, hai capito bene: se sei un creditore particolarmente insistente, il rischio è quello di incorrere nel reato di stalking. Ovviamente, bisogna intendersi: lo stalking presuppone il superamento dei confini della liceità, nel senso che commette reato solamente chi va ben al di là di quelle che possono essere le facoltà derivanti dal proprio diritto. Ti faccio un esempio: se contatti il tuo debitore per la restituzione del prestito che gli avevi concesso, non commetti alcun illecito; lo stesso se provi a sollecitarlo più volte, ad esempio mediante lettera raccomandata. Al contrario, però, se cominci a porre in essere una condotta che oltrepassa i tuoi diritti di creditore, ad esempio telefonando di notte, presentandoti continuamente a  casa o seguendo i suoi familiari, allora rischi davvero il reato. La giurisprudenza ha ravvisato una speciale forma di stalking nella consuetudine degli istituti di credito di vessare i propri debitori mediante continui solleciti: secondo i giudici, una condotta del genere costituisce reato. È nato quindi lo stalking bancario, caratterizzato dal fatto che a realizzarlo è necessariamente una banca che cerca di recuperare i propri crediti in modo illecito. Se quanto detto ti interessa, perché sei appassionato di questioni giuridiche oppure perché anche a te è capitata una cosa del genere, allora prosegui nella lettura: ti spiegherò cos’è lo stalking bancario.

Stalking bancario: cos’è?

Lo stalking bancario è una condotta illecita, penalmente perseguibile, che consiste nel perseguitare una persona solamente perché debitrice. Ad onor del vero, bisogna dire che il reato di stalking bancario, di per sé, non esiste: in altre parole, la legge non sanziona esplicitamente gli istituti di credito che, con condotte aggressive e persecutorie, cercano di recuperare i crediti loro dovuti. Tuttavia, va da sé che qualsiasi tipo di comportamento persecutorio, a prescindere dalla ragione per la quale è posta in essere, è astrattamente idoneo ad integrare il reato di stalking.

Pertanto, le banche, le società di recupero crediti, le società finanziarie e tutte le grandi imprese che molestano il proprio debitore reiterando nel tempo azioni che vanno ben al di là delle forme di tutela giuridicamente consentite al creditore, rischiano di macchiarsi di stalking bancario.

Stalking bancario: caratteristiche

Possiamo dire che lo stalking bancario si caratterizza per i seguenti elementi:

  • l’autore è necessariamente un istituto di credito, una società finanziaria o una grande azienda, ovvero una società di recupero crediti che lavora per una delle precedenti persone giuridiche;
  • la condotta deve trovare la propria ragion d’essere nell’intento di recuperare un precedente credito;
  • la condotta deve essere di tipo persecutorio e, quindi, deve cagionare alla vittima uno degli eventi previsti dalla norma che contempla il reato di stalking [1], e cioè: provocargli un grave stato di ansia o di paura; suscitare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona legata da relazione affettiva; costringerlo a modificare le proprie abitudini di vita.

Stalking bancario: quando è reato?

Come detto, lo stalking bancario non trova riscontro in una norma di legge ad hoc: in passato v’è stato il tentativo di inserire questa ipotesi criminosa, concependola come un’aggravante del reato di stalking già esistente, aggravante volta a punire le pratiche scorrette comunemente utilizzate per il recupero crediti, quali: telefonate a qualsiasi ora del giorno (e della notte); intimazioni fittizie; pressioni di ogni tipo per indurre i debitori a saldare quanto dovuto.

Il disegno di legge non è mai giunto a completa approvazione: per questo motivo, oggi una società di recupero crediti può rispondere di stalking bancario secondo la comune disposizione prevista dal codice penale per il reato di atti persecutori. Perché il creditore integri questo illecito, è necessario dunque che egli ponga in essere condotte reiterate (secondo la Corte di Cassazione, ne bastano anche solo due [2]) che costringano la vittima a peggiorare il proprio stile di vita o che gli causino un grave stato di ansia (possibilmente certificato) [3].

note

[1] Art. 612-bis cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 45648/2013 del 14.11.2013.

[3] Cass., sent. n. 33196/2014 del 25.07.2014.

Autore immagine: Unsplash.com


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