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Ecco i nuovi parametri per il compenso degli avvocati

8 Dicembre 2017
Ecco i nuovi parametri per il compenso degli avvocati

Parametri aggiornati per il compenso degli avvocati, con una specifica tabella per l’attività di mediazione e negoziazione assistita. Ecco le novità

Al via le modifiche dei parametri per la liquidazione dei compensi degli avvocati. Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha finalmente firmato lo schema di decreto che modifica i parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense. Il testo del decreto, che è stato già trasmesso al Consiglio di Stato, contiene una nuova e specifica tabella che stabilisce i compensi che dovranno essere corrisposti agli avvocati per l’attività di mediazione e negoziazione assistita. Ma procediamo con ordine e vediamo le principali novità previste per i compensi legali.

Nuovi compensi legali: si riduce la discrezionalità dei giudici

Uno dei maggiori problemi degli avvocati al momento della liquidazione dei compensi è la massiccia discrezionalità dei giudici che devono stabilirli. Troppe volte, infatti, i legali sono costretti ad assistere a drastiche riduzioni dei propri compensi da parte dei magistrati. Proprio per questo motivo, il nuovo decreto – accogliendo le richieste e le lamentele avanzate dal Consiglio Nazionale Forense – ha previsto un meccanismo di riduzione del perimetro della discrezionalità del giudice: si è stabilito che il giudice che provvede alla liquidazione del compenso dell’avvocato  non potrà ridurre i compensi in misura superiore al 50% rispetto al valore medio tabellare. Analoga modifica è fatta alla disposizione che prevede la riduzione fino al 70% per l’attività istruttoria, fissando a tale limite percentuale la possibilità di riduzione rispetto al valore medio.

Compensi in aumento per l’avvocato che assiste più soggetti

Se in una causa il legale assiste più persone il compenso unico dell’avvocato sarà aumentato. In particolare, per ogni assistito diverso rispetto al primo l’aumento del compenso sarà pari:

  • al 30% (in luogo del 20% previamente previsto) per un massimo di 10 assistiti;
  • al 10% (in luogo del 5% previamente previsto) per un numero superiore a 10 assistiti e che non superi i 30 (non più 20 come in passato).

Nei casi di cosiddetta difesa  plurima (che coinvolga cioè  più soggetti), ma tale da non comportare l’esame di specifiche e distinte questioni di fatto e di diritto (poiché i soggetti si trovano nella medesima posizione processuale) il compenso altrimenti liquidabile per l’assistenza di un solo soggetto non potrà essere ridotto in misura superiore al 30%.

Motivi aggiunti al Tar e al Consiglio di Stato

Nel caso di giudizi innanzi al Tribunale amministrativo regionale e al Consiglio di Stato il compenso relativo alla fase introduttiva del giudizio è di regola aumentato sino al 50% quando sono proposti motivi aggiunti.

La nuova tabella per l’attività di negoziazione e mediazione

Come anticipato, la novità più importante introdotta dal decreto che ritocca i parametri per le tariffe legali è la previsione di una nuova e specifica tabella per l’attività di negoziazione assistita e di mediazione. La nuova tabella prevede 6 scaglioni di valore della controversia. I compensi da corrispondere sono poi ripartiti per le 3 fasi, vale a dire quella di attivazione, quella di negoziazione e quella di conciliazione. In particolare:

  • se il valore della controversia è ricompreso tra 0,01 euro e 100 euro saranno dovuti: 60 euro per la fase della attivazione, 120 euro per quella di negoziazione e 180 euro per la conciliazione;
  • se il valore della controversia è ricompreso tra 100 euro e 5.200 euro  saranno dovuti: 270 euro per la fase della attivazione, 540 euro per quella di negoziazione e 810 euro per la conciliazione;
  • se il valore della controversia è ricompreso tra 200 euro e 26.000 euro saranno dovuti: 420 euro per la fase della attivazione, 840 euro per quella di negoziazione e 1260 euro per la conciliazione;
  • se il valore della controversia è ricompreso tra euro 26.000 e euro 52.000 saranno dovuti: 510 euro per la fase della attivazione, 1020 euro per quella di negoziazione e 1530 euro per la conciliazione;
  • se il valore della controversia è ricompreso tra euro 52.000 e euro 260.000 saranno dovuti: 960 euro per la fase della attivazione, 1920 euro per quella di negoziazione e 2880 euro per la conciliazione;
  • se il valore della controversia è ricompreso tra euro 260.000 e euro 520.000  saranno dovuti: 1305 euro per la fase della attivazione, 2610 euro per quella di negoziazione e 3915 euro per la conciliazione.


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