Business | Articoli

Bitcoin: cosa sapere per non rischiare

9 Dicembre 2017
Bitcoin: cosa sapere per non rischiare

Bitcoin: moneta del futuro o fonte “in esaurimento”? Ecco tutto quello che c’è da sapere per non rischiare troppo

Il 2017 si consacra come l’anno del Bitcoin, si tratta della moneta virtuale più popolare, della criptovaluta che è sulla bocca di tutti per le straordinarie performance di quotazione.  Molti economisti la considerano come la valuta del futuro, altri invece la considerano soltanto “una mania” che ben presto svanirà. Stiamo parlando comunque di un fenomeno che batte tutti i record: il valore dei bitcoin, infatti, è aumentato in modo esponenziale arrivando a superare i 15mila dollari sulle principali piattaforme e segnando soltanto quest’anno un rialzo del 1.500%. Ma quali sono le caratteristiche di questa moneta? Come funzionano i Bitcoin? E soprattutto, cosa è importante sapere sul bitcoin per non rischiare?  Scopriamolo insieme.

Bitcoin: la variabilità del valore reale

Il Bitcoin, moneta virtuale utilizzata per transazioni online, è stata concepita nel 2008. Il suo inventore ha un’ identità tutt’ora sconosciuta, ma è noto al mondo con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Si tratta di una moneta non reale, intangibile, con la quale però si possono comprare oggetti reali. Non esistendo in maniera concreta non ci sono organismi o banche che controllano i Bitcoin. Si tratta, infatti, di una moneta la cui banca centrale è rappresentata da un algoritmo. Questo sistema rende molto variabile il valore reale di un Bitcoin, anche se la valuta virtuale segue standard di crescita e di ribasso simili alle monete reali. Vero è che negli ultimi tempi i Bitcoin hanno fatto registrare risultati molto positivi e performance di quotazione davvero straordinarie, il rischio di perdere denaro – però – è sempre dietro l’angolo.  L’investitore, dunque, deve essere consapevole in ordine al tipo di mercato che affronta: la volatilità è molto elevata con violente escursioni dei prezzi durante la giornata.

Bitcoin e anonimato

L’uso di questa moneta garantisce l’anonimato anche se ogni Bitcoin ha un intestatario in modo da poter essere utilizzata una sola volta. La privacy è garantita dal fatto che è il possessore a decidere se rivelarsi o meno durante la transazione. Inoltre ogni moneta può avere un address diverso, caratterizzato da 34 caratteri alfanumerici. In caso di trasferimento di Bitcoin, dunque, non c’è modo di poter individuare l’identità reale delle persone coinvolte nelle operazioni, identificate solo da un codice alfanumerico. Secondo alcuni è questo il maggior difetto del Bitcoin, considerata una moneta non facilmente regolarizzabile, che non offre alcuna chiarezza nella tracciabilità, potendo pertanto divenire facile strumento di riciclaggio di denaro ed altri gravi reati.

Bitcoin: l’assenza di intermediari e di un ente centrale

Il Bitcoin si ispira alla logica della “blockchain“, vale a dire un registro pubblico e condiviso sulla base di un protocollo che consente di validare le transazioni. Si tratta, in altri termini, di un database che viene mantenuto da tutti i partecipanti alla rete e che contiene tutte le transazioni effettuate. Il meccanismo sotteso alle transazioni, però, ha natura privata e decentrata ed è tale da sfuggire al controllo delle banche centrali. Questa moneta virtuale, dunque, non richiede intermediari e non fa uso di un ente centrale e cioè di una Banca. La creazione e lo scambio di questa moneta avviene secondo il cosiddetto protocollo peer-to-peer. Chiunque, dunque, può coniare Bitcoin, ma esiste un tetto massimo di coniabilità. Questa cifra è di 21 milioni e secondo diversi calcoli dovrebbe essere raggiunta nel 2140.

Bitcoin: il problema sicurezza

I Bitcoin possono essere conservati in portafogli digitali (cosiddetti wallet) per fare transazioni oppure scambiati con le valute tradizionali su piattaforme chiamate exchange. È importante sapere, però, che si tratta di piattaforme private, che sfuggono a forme di controllo centralizzate. Generalmente, infatti, tali piattaforme sono rappresentate da imprese che, non essendo regolamentate come le tradizionali Borse valori non offrono garanzie e non sono assicurate. Benché esistano piattaforme exchange note ed affidabili (quali, ad esempio, Bitstamp, Kraken, Itbit, Gdax) al riguardo è bene sapere che il modo più sicuro per conservare i Bitcoin è su un supporto non connesso a Internet (cosiddetto “cold storage“) e quindi non soggetto a furti da parte di hacker o ad altre variabili.

Bitcoin: una moneta “esauribile”

Come anticipato, esiste un tetto massimo di coniabilità di Bitcoin, che non potranno essere emessi all’infinito: al massimo se ne potranno emettere 21 milioni, cifra che secondo diversi calcoli dovrebbe essere raggiunta nel 2140. In realtà, ad oggi,  sono stati già creati quasi 17 milioni di Bitcoin. Ogni 10 minuti vengono coniati 12,5 Bitcoin ed ogni 4 anni il numero di Bitcoin che vengono coniati ogni 10 minuti si dimezza. Dunque, mentre le monete tradizionali potranno essere stampate ad oltranza, per il Bitcoin c’è un limite e, quindi, una fine. Si tratta, quindi, di una moneta “esauribile”. Al riguardo c’è chi ritiene che si tratti solo di una moda del momento, di una mania speculativa che ben presto svanirà. Secondo altri, invece, il prezzo del Bitcoin continuerà a salire e a cavalcare l’onda dei mercati virtuali. Quale sia la verità non ci è dato saperlo. Dove c’è incertezza, però, è sempre bene essere prudenti.

Bitcoin: in arrivo i future

Mentre dilaga il dibattito sulle potenzialità e sui rischi di questa famosa moneta, non si fermano le novità. Sono in arrivo, infatti i cosiddetti future sui Bitcoin. Questo significa che si potranno sottoscrivere e scambiare contratti per vendere e acquistare moneta digitale, puntando su rialzi o ribassi: un passaggio sul mercato regolamentato dei derivati che sta creando qualche polemica. Nonostante le polemiche il 10 dicembre parte il future sul Cboe e il valore dello scambio sarà regolato ai prezzi d’asta della piattaforma Gemini. Il 18 dicembre, invece, sarà il turno del Chicago Mercantile Exchange, vale a dire il mercato dei derivati più grande a livello globale. I margini richiesti per i due contratti sono del 30 e del 35%. Il valore sarà regolato dal prezzo in dollari e avrà come indice di riferimento la media di scambio spot con 4 exchange: Kraken, Itbit, Gdax e Bitstamp.


note

Autore immagine: Pixabay.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube