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Formula comparsa di risposta

21 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Febbraio 2019



La comparsa di risposta è l’atto con cui difendersi quando si viene citati in giudizio. Con essa si contesta la tesi avversaria e si possono proporre delle contro-domande.

Ti è stato notificato un atto di citazione, si tratta dell’atto giudiziario con il quale la tua controparte (ad esempio il tuo creditore) ha iniziato una causa contro di te. A questo punto hai tre opzioni: puoi costituirti in giudizio entro il termine previsto dalla legge; puoi costituirti tardivamente (ad esempio difendendoti direttamente in udienza), subendo però le conseguenze di questo ritardo; puoi decidere di non partecipare al processo e rimanere contumace. In quest’ultimo caso però il processo proseguirà ugualmente fino alla pronuncia della sentenza. Nel caso in cui decidessi di partecipare attivamente al processo (scelta consigliabile) dovrai rivolgerti ad un legale ed incaricarlo di depositare un atto chiamato comparsa di costituzione e risposta. In esso verranno esposte le tue difese, prendendo posizione sui fatti posti dall’attore a fondamento della domanda, indicando i mezzi di prova, la documentazione posta a sostegno delle tue tesi e proponendo eventuali contro-domande. Sempre nella comparsa di risposta, si dovranno proporre le eventuali eccezioni (ad esempio rilevare l’incompetenza del Giudice), si potranno chiamare in causa soggetti terzi, affermando ad esempio che sono questi a dover pagare quanto chiesto dall’attore. Vediamo allora, in pratica, qual è la formula della comparsa di risposta.

Il processo civile

Il processo civile prende avvio con la notifica da parte dell’attore (il soggetto che agisce in giudizio, ad esempio il creditore) al convenuto (la persona o società contro la quale si agisce, ad esempio il debitore) di un atto di citazione. Notificato l’atto di citazione al convenuto, questo va iscritto a ruolo presso la cancelleria del Tribunale; verrà dunque assegnato ad un Giudice, che fisserà la data della prima udienza.

Il convenuto che riceve dunque la notifica dell’atto di citazione, sul quale indicativamente è precisata la data della prima udienza (“indicativamente” perché, salvo modifiche da parte del Giudice, quella sarà effettivamente la data d’udienza), se intende partecipare attivamente al processo e difendersi o proporre a propria volta domande nei confronti dell’attore, o chiamare in causa terzi corresponsabili, dovrà costituirsi in giudizio entro ben precisi termini e depositare un atto chiamato comparsa di costituzione e risposta.

In pratica, per fare ciò, il convenuto dovrà recarsi da un legale che provvederà a scrivere l’atto e a depositarlo telematicamente in cancelleria.

Il convenuto, per poter esercitare appieno il proprio diritto di difesa, deve costituirsi depositando in cancelleria la propria comparsa di risposta almeno 20 giorni prima della data della prima udienza. Diversamente, perderà la possibilità di sollevare eccezioni non rilevabili d’ufficio (ad esempio non potrà contestare l’incompetenza per territorio del Giudice adito), di chiamare terzi in causa o proporre a propria volta domande nei confronti dell’attore.

La comparsa di risposta: parte in fatto e parte in diritto

La comparsa di risposta è dunque l’atto con il quale il convenuto si difende.

Esso deve contenere una prima parte (detta intestazione) nella quale vengono indicati:

  • il numero di ruolo della causa
  • il nome del Giudice cui la causa è stata assegnata
  • la data della prima udienza
  • le generalità del convenuto: nome e cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale, indirizzo di residenza
  • nome e cognome, codice fiscale e indirizzo pec dell’avvocato che lo difende e l’indirizzo dello studio di quest’ultimo, ove il convenuto dichiara di domiciliarsi e di voler ricevere dunque tutte le comunicazioni relative al processo.

Oltre alle generalità del convenuto, la comparsa di costituzione deve contenere il nome, il codice fiscale (o la partita Iva) e l’indirizzo della sede legale dell’attore.

All’intestazione segue quindi la parte “In Fatto”, nella quale devono essere indicati – meglio se per punti – i fatti oggetto di causa. Generalmente si fa un breve riassunto del contenuto dell’atto di citazione e poi si espone la propria versione dei fatti, prendendo specifica posizione su tutti i fatti indicati da controparte che si intendono contestare.

I fatti esposti dall’attore e non contestati specificamente dal convenuto vengono infatti considerati come pacifici in causa e non necessitano nemmeno di essere provati.

E’ bene nella descrizione dei fatti fare riferimento anche ad eventuali documenti in possesso del convenuto, oppure a persone che vi abbiano assistito personalmente.

Terminato il racconto dei fatti, si deve scrivere la parte “In Diritto”, nella quale si indicano invece le ragioni di diritto che giustificano la pretesa del convenuto o che comunque confutano la tesi dell’attore.

In questa parte della comparsa di costituzione si devono dunque indicare le norme di legge che disciplinano la materia e che si ritiene siano applicabili al caso di specie, in luogo di quelle indicate dall’attore o secondo una diversa loro interpretazione.

Accanto alle norme è bene indicare anche eventuali sentenze favorevoli alla tesi del convenuto.

Le prove e le conclusioni

Terminata la stesura della parte “In Diritto” è ora di indicare le prove delle quali ci si intende avvalere per dimostrare la propria tesi.

Si devono quindi indicare i documenti che si producono a sostegno delle proprie ragioni, i nomi dei testimoni che si intendono chiamare e le domande che gli si faranno.

E’ possibile chiedere che venga disposta una consulenza tecnica d’ufficio per il conteggio esatto delle pretese economiche dell’attore, oppure – ad esempio in caso di richiesta di risarcimento danni alla persona – per l’accertamento delle sue condizioni psico-fisiche.

Depositata la comparsa di costituzione sarà comunque possibile integrare le prove indicate, producendo ulteriori documenti o indicando nuovi testimoni, soprattutto quando ciò si renda necessario in base alle precisazioni che l’attore potrà fare in udienza o con successive memorie autorizzate.

Infine, la comparsa di risposta deve essere completata dalle “conclusioni” e cioè dalle concrete specifiche richieste che il convenuto rivolge al giudice: ad esempio, il rigetto delle domande attoree in quanto infondate in fatto e in diritto; oppure una contro-domanda di tutela che in conseguenza delle pretese dell’attore il convenuto voglia ottenere (ad esempio l’attore contesta l’importo di una bolletta del gas e chiede al giudice che ne venga accertato l’effettivo importo in base ad un ricalcolo dei consumi, o che dichiari una parte del relativo importo prescritta; il convenuto si costituisce evidenziando perché quell’importo è dovuto, producendo i relativi conteggi, e chiede che la domanda dell’attore venga rigettata, domandando a propria volta che venga condannato l’attore stesso al pagamento della bolletta che contesta).

Le conclusioni devono essere il più possibile precise, per consentire al Giudice di capire esattamente quale tutela il convenuto vuole ottenere e consentirgli quindi di pronunciarsi correttamente su tutte le sue richieste.

La domanda riconvenzionale e la chiamata in causa di terzo

Con la comparsa di risposta, come detto e purchè depositata entro almeno 20 giorni prima della data della prima udienza, il convenuto può proporre domanda riconvenzionale e/o chiamare un terzo in causa.

La domanda riconvenzionale è una domanda con cui il convenuto esercita a propria volta un’azione contro l’attore, azione che avrebbe potuto essere proposta in via autonoma, indipendentemente dall’iniziativa dell’attore.

La domanda riconvenzionale, in altre parole, rappresenta una pretesa del convenuto (una domanda di tutela del convenuto) che nasce in conseguenza della pretesa azionata dall’attore.

Con la chiamata di un terzo in causa, invece, il convenuto chiede al giudice di essere autorizzato a citare in giudizio anche un terzo, fino a quel momento estraneo, che ritiene responsabile quanto lui, oppure dal quale pretende di essere garantito o sollevato da responsabilità.

Si pensi all’automobilista che viene citato in giudizio per risarcire la vittima di un sinistro stradale, il quale si costituisce e chiama in causa l’assicurazione affinchè paghi il danneggiato al suo posto.

TRIBUNALE C.P. DI _______

Nella causa nr. _____ R.G.

Giudice: Dott. ______________

promossa con atto di citazione, notificato il _____________

da:

TIZIO – con Avv.ti _______________

contro

ALFA SRL

* * * * *

Si costituisce in giudizio la convenuta ALFA SRL (C.F.:_____________) – con sede legale in _____________, in persona del legale rappresentante p.t. sig. _________ , rappresentata e difesa in virtù di mandato allegato al presente atto dall’Avv. _____________ (C.F. _____________; fax: _________; e-mail pec: ___________), con domicilio eletto presso lo studio dello stesso in ________________, mediante deposito e scambio della presente

COMPARSA DI COSTITUZIONE E RISPOSTA

Con la quale ed in relazione alle domande di tutte ed argomentazioni svolte con l’atto introduttivo (del quale si produce copia notificata – doc. nr. ____) si osserva quanto segue:

IN FATTO

  1. (esporre per punti i fatti oggetto del contendere, indicando eventuali documenti a suffragio delle proprie affermazioni)

DIRITTO

(indicare le norme di legge su cui la tesi del convenuto si fonda o volte a confutare la tesi di parte attrice, indicando altresì la giurisprudenza favorevole alla tesi del convenuto)

Sulla scorta di tutto quanto qui sopra rilevato, deve concludersi la piena correttezza del comportamento di ALFA SRL e la totale infondatezza delle domande azionate da TIZIO, in quanto _______________.

* * *

Tutto ciò premesso, la Convenuta a mezzo del sottoscritto procuratore rassegna le seguenti

Conclusioni

  1. In via preliminare: (chiedere che il giudice si pronunci su eventuali eccezioni di incompetenza sollevate e argomentate dal convenuto)
  2. Nel merito: respingersi le domande attoree in quanto destituite di fondamento, sia in fatto che in diritto.
  3. In via riconvenzionale subordinata: nella denegata ipotesi di accoglimento, anche parziale delle domande attoree, condannarsi TIZIO, a pagare ad ALFA SRL, per corrispettivo di _____________, la somma di ___________, o la diversa somma dovesse essere accertata come dovuta a tale titolo in corso di causa in linea capitale, oltre agli interessi di mora dalla maturazione del credito al saldo;
  4. Spese e compensi di causa, oltre a contributo spese generali nella misura del 15% sui compensi, interamente rifusi ed oltre ad IVA se dovuta e CPA;

In via istruttoria.

Si produce in copia la seguente documentazione:

  1. ____________
  2. __________

Si chiede fin d’ora la concessione dei termini per il deposito delle memorie ex art. 183, 6° co. cpc.

Si dichiara che con il presente scritto difensivo viene proposta domanda riconvenzionale del valore di € _____________, e pertanto viene versato il contributo unificato di € ____________.

Luogo, data

Avv. ___________


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