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Cane che abbaia e disturba: il Comune è competente?

31 Gennaio 2019


Cane che abbaia e disturba: il Comune è competente?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 Gennaio 2019



Le ordinanze urgenti del sindaco non hanno poteri in materia di rumore perché diverrebbero a tempo indeterminato: la competenza spetta solo alle autorità di pubblica sicurezza se ci sono i presupposti del reato di disturbo della quiete pubblica.

In un piccolo paesino c’è un uomo che vive da solo. Nel recinto sotto casa ospita due cani che, di notte, hanno l’abitudine di abbaiare tanto forte da disturbare il vicinato. La gente mormora infastidita, tuttavia non vuol querelare il proprietario dei quadrupedi per disturbo alla quiete pubblica: si tratta infatti di un uomo anziano che non avrebbe niente da perdere da un giudizio penale. Tuttavia le numerose diffide non hanno sortito alcun effetto su di lui. Né questi sembra preoccuparsi per chi abita vicino. Continua piuttosto a sostenere che è diritto di ogni cane abbaiare e che sarebbe un crimine imporre loro la museruola durante la notte.

Siete così passati ai fatti e avete chiesto un intervento al sindaco del paese. Il primo cittadino, sensibilizzato dai compaesani, ha emesso un’ordinanza con cui impone al proprietario di tenere gli animali in un luogo più isolato in modo da non arrecare più disturbo alla quiete pubblica. Ora che avete raggiunto l’obiettivo, però, si pone un altro problema: far rispettare l’ordine comunale. E qui è il problema: perché, secondo una recente sentenza del Tar Calabria [1], tale ordine sarebbe illegittimo. Come mai? Se il cane abbaia e disturba, il Comune è competente? A quanto sembra non lo è. Cerchiamo di capire le ragioni di tale pronuncia e, soprattutto, di spiegare cosa fare in casi come questo.

I poteri del sindaco in materia di rumori

Il sindaco ha dei poteri molto limitati. Le sue ordinanze possono essere emesse solo per fronteggiare situazioni straordinarie, urgenti e imprevedibili, non invece quelle che si possono risolvere con i normali strumenti offerti dall’ordinamento. Leggi a riguardo I poteri del sindaco. Un classico tipo di ordinanza contingibile e urgente è rappresentato dal divieto di raggiungere un determinato luogo del territorio per il pericolo concreto che una strada già in dissesto frani, o che una certa malattia infettiva si propaghi tra la cittadinanza. Si pensi anche all’ordinanza che intima la bonifica di una zona su cui si è formato un ristagno di acque sporche, con conseguenti gravi problemi di igiene.

La tutela della cittadinanza dai rumori superiori alla normale tollerabilità non rientra nei poteri del sindaco perché non si tratta di una questione urgente, straordinaria e imprevedibile. L’ordinanza emessa dal rappresentante del Comune peraltro non può essere “a tempo indeterminato”: il termine di efficacia costituisce uno dei presupposti per l’emissione.

Dunque, per tutelarsi dal continuo abbaiare dei cani del vicino sono previste altre forme di tutela. Ma quali?

Come tutelarsi dai rumori?

Quando i rumori superano la normale tollerabilità e sono tali da disturbare un numero indeterminato di persone, le uniche autorità competenti sono la polizia, i carabinieri o direttamente la Procura della Repubblica. Il disturbo della quiete pubblica è un reato solo nella misura in cui il rumore può essere percepito da numerose persone, anche solo potenzialmente (quindi anche se le case sono vuote perché i residenti sono in vacanza). Si pensi al cane che abbaia in un centro abitato e i guaiti sono tali da arrivare a tutto il vicinato e non solo a qualche isolata famiglia.

Quand’anche a denunciare il responsabile sia una sola persona, basta il semplice fatto che il disturbo sia tale da molestare più individui per rientrare nell’ambito della competenza del tribunale penale e, quindi, delle autorità di pubblica sicurezza. In queste ipotesi è stata ammessa anche la possibilità di disporre il sequestro del cane quando vi è il rischio di reiterazione del reato (si pensi al caso del padrone che, per motivi di lavoro, è costretto a stare fuori casa tutto il giorno e a lasciare solo l’animale).

Viceversa, quando l’emissione sonora viene prodotta in una zona priva di abitazioni (ad esempio una campagna) o la sua entità è tale da svegliare solo il vicino di casa più prossimo, allora siamo nell’ambito dell’illecito civile. Per cui la vittima può tutt’al più, agire davanti al tribunale per ottenere, in via d’urgenza, un ordine a cessare le condotte illecite.

La competenza dell’Asl in materia di cani 

Neanche si può parlare di una competenza dell’Asl: la denuncia alle autorità locali infatti non può avere a riguardo questioni riguardanti i rumori, ma solo l’igiene. I rappresentanti dell’Azienda sanitaria hanno il potere di intervenire solo laddove si dovesse creare una situazione di pericolo per la salute come nel caso degli escrementi degli animali non rimossi da terra che determinano un’aria maleodorante.

La motivazione della sentenza

La sentenza in commento, attuando i principi appena espressi, ribadisce che le ordinanze del sindaco possono scattare solo in caso di urgenza e per fronteggiare emergenze igienico-sanitarie o pericoli per la pubblica incolumità. Mentre per far dormire sonni tranquilli ai residenti in zona bastano gli ordinari rimedi apprestati dall’ordinamento come appunto il sequestro preventivo, il processo penale con la condanna del responsabile oppure l’inibitoria del giudice civile.

note

[1] Tar Calabria, ord. n. 481/18.


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