Diritto e Fisco | Articoli

Congedo straordinario retribuito: presupposti per ottenerlo

2 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Marzo 2019



Mio fratello è disabile psichico in stato di gravità (art. 3 comma 3 L. 104/92) ed io sono il suo tutore. Attualmente l’abitazione nella quale conviviamo è di sua proprietà. Temporaneamente, per stabilizzarlo dal punto di vista psichico, sono costretto a “ricoverarlo” in una struttura appropriata poco distante dalla nostra abitazione. Infatti, tale struttura è presente nello stesso Comune e, essendo privata, io provvedo alla retta. Questi “ricoveri” si verificano due – tre volte l’anno per 7 – 10 giorni. Faccio presente che a livello anagrafico mio fratello è nel mio stato di famiglia e quindi risulta convivente e non ha altri parenti. Posso usufruire del congedo biennale retribuito (in quanto in qualità di tutore devo provvedere quotidianamente a quelli che sono gli interessi dell’interdetto)?

In virtù del quesito posto, è opportuno esporre sinteticamente quanto segue:

Congedo straordinario: i presupposti

Con il congedo straordinario, il lavoratore dipendente può chiedere ed ottenere di non andare a lavoro, poiché ha necessita ed impellenza di assistere e curare un proprio parente, purtroppo affetto da una stato di disabilità, già conclamata a sensi della nota legge a riguardo [1].

In termini pratici, in presenza di una situazione corrispondente a quella appena descritta, il lavoratore, nonostante l’astensione dal lavoro, potrebbe essere ugualmente retribuito, con un importo mensile pari a quello dell’ultimo stipendio ricevuto prima del congedo,  tecnicamente definito indennizzo, per un tempo non superiore ai due anni.

Ovviamente, riferendosi ad un’ipotesi particolare, questo particolare beneficio, non potrà essere cumulato con altri dello stesso tipo, anche nel caso in cui i parenti da curare ed assistere siano più di uno.

Detto ciò, il congedo straordinario può essere concesso solo in presenza di determinati presupposti.

Ad esempio, se il lavoratore dipendente è il fratello della persona disabile, affinché possa usufruire del descritto congedo, è necessario:

– che il coniuge (o altra figura equivalente, quale la persona unita civilmente), i genitori e i figli conviventi del disabile, siano deceduti oppure affetti a loro volta da una patologia invalidante;

– che sia convivente con il familiare bisognoso di assistenza.

Concludendo, quindi, se il fratello o la sorella, lavoratore dipendente, fosse l’unico parente stretto del disabile da assistere e convivente con quest’ultimo, sussisterebbero tutti i presupposti per chiedere ed ottenere il congedo straordinario retribuito.

CASO CONCRETO

Nel caso prospettato dal lettore nel quesito, sembrerebbero riconoscersi tutti i presupposti per chiedere a buon fine, il congedo straordinario retribuito dal suo lavoro dipendente.

Infatti, secondo quanto descritto dal lettore:

– il fratello si trova nella condizione di gravità tale da giustificare la necessità di assistenza e la richiesta del predetto beneficio a vantaggio e diritto del parente/lavoratore più stretto [2];

– non esistono altri parenti più vicini, in grado di poter svolgere la detta assistenza;

– è convivente con il fratello.

Pertanto, se il lettore ha intenzione di chiedere quanto è oggetto del suo quesito, non deve far altro che depositare la domanda tramite web o patronato, essendo obbligatorio il suo deposito in via esclusivamente telematica.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello

note

[1] Legge 104/1992.

[2] Art. 3 co. 3 Legge 104/92


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA