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Revoca dell’avvocato e pagamento del compenso

2 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Marzo 2019



Caio, danneggiato in sinistro stradale, con procura speciale notarile nomina Tizio suo procuratore speciale al fine di ottenere il risarcimento anche in sede giudiziale con potere di nominare un avvocato. Tizio nomina l’avvocato che agisce in giudizio incaricato dal procuratore speciale di Caio. Caio successivamente revoca la procura notarile e nomina un nuovo avvocato. Può l’avvocato che ha introdotto il giudizio incaricato dal procuratore speciale chiedere il compenso professionale direttamente a Caio visto che nulla ha percepito?

In virtù del quesito posto, è opportuno esporre sinteticamente quanto segue:

La rappresentanza: brevi cenni

Da un punto di vista giuridico, con il termine rappresentanza si fa riferimento a quell’ipotesi dove una persona attribuisce ad un’altra il potere di agire in nome e per conto della prima, per il compimento di determinati affari, per concludere alcuni contratti, ecc.

A questo proposito, tecnicamente si dice che il rappresentato conferisce al rappresentante la procura ad agire, in nome e per conto del primo. In virtù di questa situazione, i contratti conclusi dal rappresentante saranno inevitabilmente riconducibili in capo al rappresentato.

Sarà quindi, quest’ultimo a dover rispettare gli obblighi nascenti dal contratto: è ovviamente la legge a precisare quanto detto [1], in ciò supportata dalla pacifica applicazione ed interpretazione della giurisprudenza della Cassazione. Secondo quest’ultima, infatti, gli effetti del contratto concluso per il tramite del cosiddetto mandatario con rappresentanza, cioè i diritti e gli obblighi nascenti dal medesimo atto, sono riferibili direttamente al mandante. Per questa ragione, colui che ha concluso il contratto con il mandatario/rappresentante dovrà chiedere l’adempimento degli obblighi nascenti dall’atto direttamente al mandante/rappresentato, non essendo colui che ha agito in nome altrui vincolato in alcun modo verso il terzo, per gli obblighi in questione [2].

CASO CONCRETO

L’ipotesi descritta in quesito dal lettore sembrerebbe tipicamente riferibile al contratto concluso dal rappresentante, in nome e per conto altrui.

Nel caso specifico, infatti, sussisterebbero i seguenti elementi:

– la procura ad agire in nome e per conto altrui, tale da giustificare l’attività compiuta, cioè l’incarico/nomina conferito al legale di turno;

– la spendita del nome altrui, vista la procura e il mandato per lo svolgimento della causa (cosiddetto mandato ad litem), evidentemente conferito da Tizio, ma in nome e per conto di Caio, effettivo ed acclarato attore nell’azione legale risarcitoria intrapresa.

Pertanto, l’avvocato revocato ha tutto il diritto di rivolgersi al rappresentante per ottenere il compenso dovutogli per l’attività prestata a seguito dell’incarico ricevuto dal rappresentante, ma in nome e per conto del primo, in piena aderenza con il dettato di legge (già citato in nota [1]) e con la relativa applicazione e interpretazione giurisprudenziale del medesimo.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello

note

[1] Art. 1388 cod. civ.

[2] Cass. civ. sent. n. 7724/2000 – 2464/1974


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