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Srl: nomina degli arbitri e nullità della clausola compromissoria

9 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Marzo 2019



È nulla la clausola arbitrale nello statuto di una società srl che prevede che la richiesta di nomina dell’arbitro venga fatta dalla parte più diligente al Presidente del tribunale? Mi interessa eventualmente sapere come la pensa il tribunale di Roma. 

Alla domanda in esame ha dato risposta la Corte di Cassazione con diverse sentenze.

Innanzitutto, con sentenza n. 15.841 dell’8 luglio 2015, la Cassazione ha stabilito il principio per cui la clausola compromissoria contenuta nello statuto societario (di tutte le società ad eccezione di quelle che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio ai sensi dell’articolo 2325 bis del Codice civile) è nulla se non prevede che la nomina degli arbitri debba essere effettuata da un soggetto estraneo alla società e la nullità permane:

– anche se si tratta di un arbitrato irrituale;

– anche se lo statuto della società è precedente all’entrata in vigore dell’articolo 34 del decreto legislativo n. 5 del 2003 che prevede, appunto, che la nomina degli arbitri (nel caso di arbitrato relativo a tutte od alcune controversie tra i soci o tra soci e società) debba essere fatta, a pena di nullità, da un soggetto che sia estraneo alla società.

Fatta questa premessa, occorre dire che con altra sentenza (la n. 3.665 del 2014) della Cassazione ha precisato che la clausola compromissoria (contenuta nello statuto di una società di persone, ma il principio può estendersi anche alle società di capitali) che preveda la nomina di un arbitro unico ad opera dei soci e, nel caso di disaccordo, ad opera del presidente del tribunale su ricorso della parte più diligente, è affetta, sin dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2003, da nullità sopravvenuta con la conseguenza che la clausola non produce effetti e la controversia può essere introdotta soltanto davanti al giudice ordinario.

Per quanto riguarda in particolare il tribunale di Roma, si è reperito in rete la sentenza n. 20.532 del 2016 (pubblicata il 4.11.2016) che ha stabilito che è nulla qualsiasi clausola statutaria che non sia conforme alla norma inderogabile che impone che la nomina degli arbitri sia effettuata da soggetto estraneo alla società (secondo quanto prevede l’articolo 34 del decreto legislativo n. 5 del 2003).

Dunque questa sentenza del tribunale di Roma conferma la nullità di una clausola statutaria che non preveda che l’arbitro sia nominato da un soggetto estraneo alla compagine sociale (il caso specifico su cui il tribunale di Roma è stato chiamato a pronunciarsi con la sentenza citata riguardava una srl nel cui statuto era previsto che due arbitri fossero designati direttamente dalla parti contendenti e il

terzo arbitro, con funzione di presidente del collegio arbitrale, fosse designato dagli altri due arbitri;

in caso di disaccordo sulla nomina del terzo arbitro, la clausola dichiarata nulla prevedeva che la nomina fosse devoluta al presidente del tribunale di Latina a cui si affidava il compito di nominare anche gli altri arbitri se le parti contendenti non vi avessero provveduto).

La stessa sentenza del tribunale di Roma appena citata stabilì anche che:

– una clausola di questo tipo (che, cioè, non prevede che la nomina degli arbitri sia fatta da un soggetto estraneo alla società) è nulla sia se è stata introdotta dopo l’entrata in vigore del decreto n. 5 del 2003, sia se la clausola esisteva nello statuto societario già da prima dell’entrata in vigore del decreto n. 5 del 2003;

– la conseguenza della nullità di una clausola di questo tipo è che non vi potrà essere alcun arbitrato (né quello previsto dal decreto legislativo n. 5 del 2003, né l’arbitrato comune) per le controversie che fossero state indicate nello statuto come deferite agli arbitri: perciò le controversie potranno essere direttamente decise dall’Autorità giudiziaria;

– non si può ritenere che la clausola che non preveda la nomina degli arbitri da parte di un soggetto estraneo alla società sia una clausola nulla solo parzialmente: ciò vuol dire che se la clausola prevede che la nomina degli arbitri sia effettuata da soggetto non estraneo alla società, tale clausola sarà nulla totalmente e non potrà essere sostituita dalla nomina di tutti gli arbitri direttamente da parte del Presidente del tribunale (salvando quindi la possibilità di ricorrere all’arbitrato).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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