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Come dimostrare di non aver ricevuto la cartella esattoriale

1 Febbraio 2019


Come dimostrare di non aver ricevuto la cartella esattoriale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 Febbraio 2019



Ricorso contro notifica cartella esattoriale: niente annullamento se il contribuente impugna l’atto fiscale.

Se è vero che tra i motivi di ricorso più tipici contro le cartelle di pagamento vi sono i vizi di notifica è anche vero che non è così facile vincere il giudizio. Tutte le contestazioni in merito al luogo di recapito della cartella o alla persona cui la stessa viene consegnata possono essere infatti superate in un solo colpo impugnando l’atto, comportamento che dimostra indirettamente di aver comunque ricevuto la notifica. E difatti, secondo un orientamento ormai consolidato della giurisprudenza, la notifica non è un elemento di validità della cartella ma solo di efficacia: il che, tradotto in termini spiccioli, significa che se il contribuente ne è venuto in possesso – in qualsiasi modo ciò sia avvenuto – ogni errore del procedimento viene automaticamente sanato. A ribadire questi concetti è stata una recente sentenza della Cassazione [1]. Secondo la Corte, in caso di ricorso contro la notifica della cartella esattoriale non c’è annullamento. Ma allora, stando così le cose, come dimostrare di non aver ricevuto la cartella esattoriale?

Di tanto parleremo qui di seguito spiegando quale strategia è bene sposare per evitare di “tirarsi la zappa sui piedi” e perdere la causa.

Ma prima di addentrarci nel discorso voglio darti un consiglio: se ti interessano gli orientamenti della giurisprudenza in materia di notifiche delle cartelle esattoriali e tutti i vizi che è possibile sollevare per far annullare l’atto fiscale puoi leggere la nostra guida dal titolo Cartella esattoriale: vizi di forma e di sostanza e l’altra, altrettanto importante, che tratta il tema: Quando la cartella viene depositata in Comune.

Il ricorso contro la notifica della cartella sana il vizio

Quando impugni una cartella sostenendo che non ti è stata notificata correttamente stai comunque ammettendo di averla ricevuta. Diversamente, come potresti constatarla se non ne sei a conoscenza, se non ne hai acquisito il possesso e non l’hai letta? Come fai a dire che la cartella non ti è arrivata se la stai impugnando? Come fai a dire che è stata consegnata a una persona sbagliata se stai facendo ricorso? Insomma, dire che non si è ricevuto la notifica della cartella e poi contestarla è una contraddizione in termini. Del resto, per l’impugnazione è necessario e indispensabile produrre l’originale della cartella, che quindi deve essere arrivata nelle mani del contribuente.

Ora, è vero che scopo del ricorso è proprio quello di sostenere un’irregolarità di forma. Ma nel caso della notifica questa irregolarità non rende nullo l’atto se questo, in un modo o nell’altro, è arrivato al suo destinatario. Insomma, quel che conta nelle notifiche è che la busta raggiunga il suo destinatario, a prescindere di come avvenga. 

Ecco perché, secondo la giurisprudenza, tutti i vizi di notifica si sanano automaticamente se fai ricorso. Per far valere un vizio di notifica dovresti far finta di nulla, ignorare l’atto e, alla notifica di quello successivo (magari un pignoramento), meravigliarti con ingenuo candore e dichiarare che quello è il primo atto che ricevi e che prima non hai mai avuto notizia del debito. Di tanto parleremo di qui a breve.

Prima però mi preme spiegarti questo concetto sotto un aspetto giuridico.

Dice la Cassazione: «La notificazione è una mera condizione di efficacia e non un elemento dell’atto d’imposizione fiscale, sicché la sua nullità è sanata [2] per effetto del raggiungimento dello scopo, desumibile anche dalla tempestiva impugnazione».

Scendendo sul lato pratico e volendo fare qualche esempio, si pensi alla situazione di un erede che impugni la cartella esattoriale spedita all’indirizzo del padre defunto sostenendo che la notifica è viziata non essendo stata eseguita al suo indirizzo. E si pensi anche a chi sostiene che la cartella inviata con Pec è arrivata a un indirizzo di posta certificata sbagliato. 

Allo stesso modo la Corte ha ritenuto sanata la nullità della notifica effettuata nei confronti del padre di due minorenni, destinatarie dell’avviso di liquidazione, in proprio e non nella sua qualità di esercente la potestà sulle stesse in conseguenza della tempestiva impugnazione da parte sua, estesa anche al merito della pretesa tributaria, precisando il difetto di legittimazione di costui a far valere l’omessa notifica alla madre.

Gli esempi potrebbero moltiplicarsi. Se il postino ti trova al mare e ti notifica una cartella in mezzo alla spiaggia, l’atto ha raggiunto il suo scopo ed è inutile contestare il fatto che la notifica non sia avvenuta presso la tua residenza.

Come dimostrare di non aver ricevuto la cartella esattoriale?

Per sollevare un vizio di notifica della cartella devi allora dimostrare di non aver mai ricevuto l’atto. Hai due modi per farlo. Li vedremo qui di seguito.

L’impugnazione dell’estratto di ruolo

Potresti accidentalmente accorgerti che l’agente della riscossione ti ha notificato una cartella solo dopo aver richiesto un estratto di ruolo allo sportello (o sul sito) dell’esattore. Da questo documento potresti scoprire che ci sono dei debiti per imposte e sanzioni non pagate di cui non hai mai avuto conoscenza. Ecco, in questo caso la giurisprudenza della Cassazione ritiene che tu possa fare ricorso per contestare la mancata notifica. Difatti, non sei mai venuto in possesso dell’atto incriminato e ne hai avuto contezza solo con la stampa dell’estratto di ruolo, in via del tutto casuale. 

Secondo alcuni giudici hai 60 giorni di tempo dalla consegna dell’estratto per fare opposizione. Ciò non toglie che, se fai scadere il termine, potresti chiedere un nuovo estratto per rimetterti “nei tempi”. 

Questo rimedio ti consente di constare la cartella mai ricevuta e farla annullare proprio per difetto di notifica. 

Non spetta a te dimostrare di non aver ricevuto la cartella esattoriale; spetta piuttosto all’agente della riscossione provare il contrario con l’avviso di ricevimento della raccomandata da te firmato o (in caso di consegna a mani) con la relazione di notifica redatta dall’ufficiale giudiziario. Tali documenti devono essere conservati dall’esattore senza limiti di tempo (e non solo per cinque anni, come in alcuni casi si è sostenuto in giudizio da parte degli avvocati difensori del fisco). Per cui, se l’agente non deposita in giudizio gli originali delle prove della notifica che ne dimostrano la correttezza, la cartella viene annullata. 

L’impugnazione del successivo atto

Un secondo modo per contestare il vizio di notifica è attendere la notifica di un successivo atto da parte dell’esattore. In quel caso potrai fingere di non aver mai ricevuto quello precedente e quindi contestarne l’omessa notifica. Anche in tale ipotesi non spetterà a te dimostrare il vizio di notifica ma all’agente della riscossione provare che l’atto ha raggiunto il suo scopo e ti è stato consegnato. Ma è chiaro che, in presenza di un vizio, la prova sarà impossibile.

note

[1] Cass. sent. n. 18480/2016 del 21.09.2016.

[2] A norma dell’art. 156, comma 2, cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com


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4 Commenti

  1. La cartella di pagamento il postino l’ha data a mia madre che abita nel mio stesso palazzo ma al piano di sotto. Lei ha firmato al posto mio. E’ valida la consegna? devo pagare? premetto che Agenzia Entrate Riscossione ha sempre fatto così: Ader notifica sempre con il postino e non coi suoi dipendenti

    1. La notifica dell’atto fiscale fatta a una persona non convivente non è valida anche se abita nello stesso palazzo ed è legata da rapporti di parentela. La madre ha quindi reso nulla la notifica

  2. E se ADER ha perso le prove della notifica? Come faccio a capire se hanno conservato le raccomandate e le cartoline della notifica?

    1. AER deve conservare le matrici delle raccomandate e le relazioni di notifica dell’ufficiale giudiziario per tutto il tempo necessario alla riscossione, non solo cinque anni come alcune difese in processo hanno sostenuto. Quindi puoi fare un accesso agli atti e chiedere di avere copia delle prove della notifica anche per verificare che la firma sia la tua. Ti devono rispondere entro 30 giorni

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