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Pignoramento del conto corrente: come difendersi

1 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 Febbraio 2019



Guida su come proteggere il proprio conto corrente. Come evitare il pignoramento? Come tutelarsi dai creditori?

Dopo che il creditore si è procurato una sentenza di condanna, un decreto ingiuntivo, una cambiale o un assegno notifica al debitore l’atto di precetto, cioè l’atto con il quale gli intima di pagare entro dieci giorni. Nel caso di inadempimento persistente, può avviare l’esecuzione forzata. La legge, infatti, gli consente di chiedere al giudice il pignoramento dei beni, mobili o immobili. Un esempio classico di pignoramento è quello del conto corrente, con cui va a bloccare le somme qui depositate. Con questo articolo vorrei mettermi dalla parte del debitore e spiegare, in modo semplice e chiaro, come difendersi dal pignoramento del conto corrente: questa misura coattiva, infatti, impedisce a colui che la subisce di poter disporre dei propri risparmi, con grave pregiudizio per sé e per la propria famiglia. Se hai dieci minuti di tempo e ti interessa saperne di più sull’argomento, allora ti consiglio di proseguire nella lettura: ti spiegherò come difendersi dal pignoramento del conto corrente.

Pignoramento: cos’è?

Prima di parlarti di come difendersi dal pignoramento del conto corrente, ti dirò brevemente cos’è il pignoramento. Abbiamo detto che il pignoramento è il primo atto con cui comincia l’esecuzione forzata ai danni del debitore; esso serve a bloccare i beni del debitore, di modo che siano finalizzati in via esclusiva al soddisfacimento delle pretese del creditore. In altre parole, il pignoramento impone un vincolo giuridico sui beni, mobili o immobili che siano, a seconda della natura del procedimento.

Pignoramento conto corrente: cos’è?

Il pignoramento del conto corrente è una delle prime mosse che ti puoi aspettare dal creditore: il conto corrente è un osservato speciale poiché, oltre ad essere monitorato dall’Anagrafe Tributaria e dai dati inviati dalle banche, può essere oggetto di pignoramento da parte del Fisco qualora il suo possessore sia in debito. L’Agenzia delle Entrate Riscossione, infatti, può consultare le banche dati per sapere quanto il debitore possiede sul conto corrente.

Il problema è che il conto corrente è visibile anche ai normali creditori, i quali possono, con adeguati strumenti, risalire ai tuoi risparmi e a tutto ciò che hai in banca. Una volta “scoperto”, il conto corrente è facilmente aggredibile con il cosiddetto pignoramento presso terzi.

Con il pignoramento del conto corrente la banca viene invitata a bloccare le somme presenti sul conto, qualsiasi esse siano, quindi ogni somma di denaro, crediti, corrispettivi, trattenute, conti correnti, depositi azionari ed obbligazioni, titoli di Stato e qualsiasi altro bene fruttifero e non, intestato al debitore, fino alla concorrenza del credito pignorato. Vediamo qualche consiglio utile per come difendersi dal pignoramento del conto corrente.

Difendersi dal pignoramento del conto corrente: come fare?

Esistono alcuni piccoli stratagemmi, perfettamente legali, che ti consentono di porre in salvo il tuo conto corrente dal pignoramento. Si tratta di alcune semplici mosse che ti consentono di sfruttare le disposizioni normative favorevoli a debitore e di difendersi dal pignoramento del conto corrente. Di seguito troverai i miei suggerimenti.

Difendersi dal pignoramento lasciando il conto in rosso

Un primo modo di difendersi dal pignoramento del conto corrente è tanto semplice quanto scontato: non lasciarvi nulla sopra. Il problema, però, è che un conto in rosso non può essere utilizzato dal titolare. Devi sapere che c’è una via di mezzo che potresti sfruttare: con il contratto di apertura di credito (cosiddetto “fido”), puoi ottenere dalla banca la possibilità di prelevare dal tuo conto non solo le somme che vi hai depositato, ma anche una somma ulteriore che ti viene prestata di volta in volta dall’istituto di credito. In tal modo, il saldo del conto corrente resta formalmente in rosso, ma hai comunque dei soldi da utilizzare che ti vengono prestati dalla banca grazie, appunto, all’apertura di credito.

Ti faccio un esempio per chiarire quanto detto. Se apri in banca un conto con una provvista di mille euro e un fido di duemila, puoi prelevare dal conto tutto ciò che hai depositato (mille euro) e, oltre a ciò, l’importo corrispondente al fido (cioè, duemila euro). Se non superi questo limite, la banca non ti chiederà di rientrare nel debito. Ogni successivo versamento che riceverai sul conto andrà a ripristinare prima il fido scoperto con la banca e poi, eventualmente, la normale provvista, portando il saldo in positivo.

Si tratta di un modo assolutamente lecito di difendersi dal pignoramento del conto corrente poiché, se arriva un pignoramento in banca, il creditore non troverà alcunché da bloccare, nonostante tu stia ancora liberamente utilizzando il conto.

Le complicazioni di questo modo di difendersi dal pignoramento del conto corrente sono due:

  • poiché il fido è un prestito a tutti gli effetti, di solito l’apertura di credito viene concessa solamente a chi ha un’attività commerciale o professionale o, comunque, offre idonee garanzie di solvibilità;
  • qualora dovesse intervenire un pignoramento del conto corrente, non si potrebbe più utilizzare il fido, cosicché il conto sarebbe di fatto definitivamente bloccato.

Difendersi dal pignoramento prelevando tutti i giorni

Tra i modi di difendersi dal pignoramento del conto corrente c’è quello di prelevare costantemente i soldi per poi depositarli su un altro conto, intestato semmai a un familiare: così facendo, il tuo conto sarà sempre a saldo zero e il pignoramento sarà impossibile. Il secondo conto, poi, non potrà essere pignorato perché formalmente intestato a un altro soggetto.

Anche questo sistema di difendersi dal pignoramento del conto corrente presenta dei problemi:

  • poiché i soldi verrebbero versati su un secondo conto corrente, a te non intestato, il fisco potrebbe insospettirsi non poco per questi continui “proventi” e chiederne ragione al formale titolare. Inoltre, quest’ultimo un giorno potrebbe anche voltarti le spalle e non renderti i soldi che hai versato. Per tutelarti, è bene redigere una scrittura privata (meglio se registrata) con il soggetto a cui è intestato il conto “beneficiario” dei versamenti: patti chiari, come si suol dire…;
  • azzerare il conto corrente non salverà i successivi versamenti, ad esempio quelli del datore di lavoro o della pensione: questi verranno “bloccati” in automatico dalla banca non appena arriverà il pignoramento, in una misura pari alla somma pignorata, ossia il debito, le spese e gli interessi aumentati della metà.

Difendersi dal pignoramento cointestando il conto corrente

Un’altra mossa utile per difendersi dal pignoramento del conto corrente è quello di cointestarlo: in questo modo, il conto potrà essere aggredito solamente nella misura del 50%, in quanto. Come ha ricordato anche la Corte di Cassazione [1], nel conto corrente bancario cointestato a più persone, le parti di ciascuno dei debitori e creditori solidali si presumono uguali – cioè al 50% – se non risulta diversamente. Ricorda che il limite del 50% vale anche per il conto corrente cointestato ai coniugi in comunione dei beni.

Difendersi dal pignoramento aprendo un nuovo conto

Per difendersi dal pignoramento del conto corrente è possibile avere un secondo conto: in questo modo, qualora il creditore pignori quello principale, puoi far confluire tutti i successivi pagamenti in quest’ultimo deposito, lasciando di fatto all’asciutto quello che è stato bloccato. Ed infatti, il pignoramento del conto corrente blocca in automatico anche tutti i successivi versamenti, nel caso in cui ciò che c’era depositato prima fosse di entità insoddisfacente per il creditore. Con questa precauzione, invece, potrai continuare a ricevere introiti facendoli versare su un altro conto, non pignorato.

È fondamentale che questo secondo conto sia aperto con un’altra banca: infatti il pignoramento del conto corrente viene notificato alla banca come soggetto unitario, invitandola a bloccare tutto ciò che il debitore ha presso l’istituto di credito.

Difendersi dal pignoramento provando lo stipendio o la pensione

Puoi difenderti dal pignoramento del conto corrente dimostrando che i soldi che hai sul conto provengono dalla tua attività lavorativa da dipendente (costituiscono lo stipendio, in pratica) oppure sono la tua pensione. Devi sapere, infatti, che stipendio e pensione beneficiano di un trattamento privilegiato da parte della legge. In questi casi, il creditore non può pignorare tutte le somme depositate sul conto corrente ma solo una parte di questa. In particolare:

  • per gli importi già presenti al momento del pignoramento, il “congelamento” può riguardare solo la parte del deposito che eccede un determinato importo, fissato per il 2019 in 1.373,97 euro. In pratica, se sul conto corrente confluiscono stipendi o pensioni, può essere pignorato tutto ciò che supera 1.373,97 euro;
  • per le somme che, invece, vengono accreditate successivamente alla data di notifica del pignoramento (sempre ovviamente a titolo di stipendio o pensioni), il pignoramento può avvenire nella misura di un quinto.

In estrema sintesi, quindi,  il conto corrente non è totalmente pignorabile se vi vengono depositati redditi da lavoro dipendente o di natura previdenziale. Ricorda bene una cosa, però: questo modo di difendersi dal pignoramento del conto corrente può essere utilizzato solo dal dipendente stipendiato e dal pensionato: tutte le altre categorie (liberi professionisti, imprenditori, disoccupati, ecc.) non potranno avvalersi di questa particolare tutela prevista dalla legge.

Per dovere di precisione, infine, va detto che, solo nel caso in cui il creditore notifichi il pignoramento in capo all’ente di previdenza che eroga la pensione, il debitore può rivendicare l’impignorabilità di una somma pari a una volta e mezzo l’assegno sociale, cioè pari ad euro 686,98: si tratta del cosiddetto minimo vitale della pensione, per legge impignorabile.

Difendersi dal pignoramento aprendo il conto in un’altra città

È addirittura possibile difendersi dal pignoramento del conto corrente aprendo il conto in una città diversa da quella in cui ha sede l’ente di riscossione: questa mossa potrebbe  impedire il pignoramento del tuo conto corrente. È quanto ha stabilito la Suprema Corte [2] che ha accolto il ricorso di un debitore che si opponeva al pignoramento del conto corrente, tra l’altro, perché l’ente che aveva agito per la riscossione era territorialmente incompetente in quanto aveva sede in una città diversa da quella in cui aveva sede la banca pignorata. Cosa significa? Te lo spiego meglio.

Spesso i creditori (imprese, aziende, enti locali, ecc.) si affidano ad altri soggetti per recuperare i propri crediti; in altre parole, dopo aver messo in mora il debitore, non intraprendono la procedura esecutiva da soli, ma si affidano a società di riscossione specializzate in ciò. Il punto è che l’incaricato della riscossione di crediti per conto di enti pubblici ha una potestà territoriale limitata generalmente alla provincia o in ogni caso al territorio indicato con il provvedimento di concessione per cui non può svolgere attività esecutiva al di fuori del suo ambito di competenza, ma deve delegarla.

Il problema di questo modo di difendersi dal pignoramento del conto corrente è che dovrebbe essere efficace solamente per debiti fiscali o, comunque, inerenti ad enti pubblici: in tutti gli altri casi, l’incompetenza territoriale del riscossore non potrebbe essere contestata.

note

[1] Cass., sent. n. 4327 del 29.04.1999.

[2] Cass., sent. n. 10701/2018.

Autore immagine: Unsplash.com


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2 Commenti

    1. Anche se le regole per il pignoramento dello stipendio sono fissate in via generale dal codice di procedura civile, la misura concreta entro cui detto pignoramento può avvenire varia di anno in anno. Infatti, con l’ultima riforma del processo esecutivo, il tetto per l’impignorabilità della busta paga depositata in banca e divenuta ormai deposito del conto corrente, muta in relazione a uno specifico parametro determinato annualmente dall’Inps: l’assegno sociale. Per maggiori informazioni sul pignoramento stipendio 2019 clicca qui https://www.laleggepertutti.it/181269_pignoramento-stipendio-2019

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