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Ricorso giudice di pace cartella esattoriale multa non notificata

3 Febbraio 2019
Ricorso giudice di pace cartella esattoriale multa non notificata

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 Febbraio 2019



Termine per opporsi alla cartella di pagamento con il modello facsimile dell’atto di ricorso.

Hai ricevuto una cartella di pagamento per una multa che non ti è mai stata notificata. Hai diritto a farla annullare, ma il metodo più sicuro è presentare un ricorso al giudice di pace. In teoria, potresti anche inviare una istanza di sgravio al Comune e all’esattore, con contestuale richiesta di cancellazione della cartella di pagamento; il tutto con un semplice ricorso in autotutela, da redigere senza particolari formule, su carta semplice. Tuttavia, l’ente non è tenuto a risponderti e il suo silenzio non può considerarsi accettazione. Peraltro l’istanza in autotutela non sospende i termini per fare ricorso al giudice. Ti troveresti insomma con una cartella divenuta definitiva, da pagare benché illegittima. Dunque, seppur vale sempre la pena inviare l’istanza in autotutela (con la speranza che la risposta arrivi in tempi brevissimi), è bene affrettarsi a preparare anche le armi del ricorso. Questo perché i termini per opporsi alla cartella di pagamento per una multa stradale non sono quelli previsti per tutte le altre cartelle, ma molto più brevi. I chiarimenti arrivano da una recente sentenza della Cassazione [1] che dirime tutti i dubbi in materia. È questa l’occasione per ritornare su un argomento sempre d’interesse: quello del ricorso al giudice di pace cartella esattoriale multa non notificata. 

Qui di seguito ti diremo quanti giorni di tempo ci sono per presentare il ricorso, a quale giudice va presentato e, soprattutto, ti forniremo un modello di atto da depositare, previa compilazione secondo le tue specifiche esigenze. Ma procediamo con ordine.

Impugnazione cartella di pagamento per multa mai ricevuta

Condizione necessaria affinché la cartella esattoriale per contravvenzioni stradali sia legittima è che il verbale sia stato precedentemente notificato in modo corretto all’automobilista. Il proprietario del veicolo su cui è stata commessa l’infrazione deve cioè aver ricevuto la multa entro 90 giorni dal giorno della commissione dell’illecito. 

Se il postino o il messo comunale non si sono mai presentati presso la sua dimora o, non trovandolo, non hanno depositato l’avviso di giacenza nella buca delle lettere (con successiva raccomandata di avviso), tutti i successivi atti del procedimento di riscossione – a partire dalla cartella esattoriale – sono illegittimi.

Questo significa che chi, tramite la cartella, per la prima volta prende conoscenza di una multa a suo carico ha diritto a non pagare previo annullamento della cartella stessa.

Attenzione: non basta far finta di niente e non pagare la somma ingiunta con la cartella. La cartella deve essere annullata o dall’autorità che l’ha emessa o dal giudice. Ecco perché è bene consultarsi subito con un avvocato per scegliere la strada migliore. Strada che, comunque, ti suggeriremo noi qui di seguito.

Termini di impugnazione cartella di pagamento per multa non notificata

La Cassazione ha spiegato che la cartella per multe stradali si deve impugnare sempre e soltanto davanti al giudice di pace, entro il termine di decadenza di 30 giorni dalla sua notifica. 

Per le cartelle notificate prima del 6 ottobre 2011, il termine era di 60 giorni. È stato successivamente cambiato a 30 giorni da un decreto legislativo [2].

La procedura di ricorso è la stessa di quella previste per le contravvenzioni atteso che  essa ha una funzione “ricuperatoria” dell’impugnazione contro la multa, che non è stato possibile eseguire per via della omessa notifica. 

Ricorso in autotutela contro cartella di pagamento per multa

Come dicevamo sopra, in alternativa o in aggiunta al ricorso al giudice di pace si può presentare una richiesta di sgravio in via amministrativa, ossia con una istanza in carta semplice da spedire con raccomandata a.r. sia all’ente titolare del credito (di solito il Comune) sia all’esattore. È il cosiddetto ricorso in autotutela per il quale però non c’è un obbligo giuridico di risposta e l’inerzia della P.A. si considera rigetto.

Meglio quindi non fare troppo affidamento su questo strumento che, comunque, ha il pregio di essere completamente gratuito ed eseguibile anche senza il patrocinio di un avvocato.

Ecco un modello di ricorso in autotutela.

FACSIMILE RICORSO IN AUTOTUTELA


Comune di….

Agente della Riscossione di….

«Il sottoscritto…. nato a …. e residente in …. via…. cod. fisc….., 

Premesso che

– in data… veniva notificata allo scrivente cartella esattoriale n…. per omesso pagamento contravvenzione per violazione del codice della strada n. …. del ….

– che detta contravvenzione non è mai pervenuta allo scrivente, sicché la notifica deve ritenersi completamente nulla;

– che pertanto anche la successiva cartella esattoriale è viziata da nullità per omessa o irregolare notifica dell’atto presupposto;

tutto ciò premesso, chiede:

– lo sgravio totale degli importi iscritti a ruolo 

– il conseguente annullamento della cartella esattoriale.

Si fa sin d’ora presente che, in assenza di riscontro o in caso di rigetto della presente istanza, si procederà a impugnare la cartella chiedendo la condanna alle spese processuali nei Vostri confronti.


Facsimile ricorso giudice di pace cartella di pagamento per multa non notificata

Non resta che riportare un modello di ricorso al giudice di pace per contestare la cartella a causa dell’omessa notifica della contravvenzione. Ecco una formula che potrai ovviamente adattare al tuo caso. 


FACSIMILE RICORSO GIUDICE DI PACE CONTRO CARTELLA PER MULTA

Giudice di Pace di …

Atto di ricorso 

Il sottoscritto sig. …, nato a …. il …, e residente in …, alla via …, C.F. … in nome e per conto di se stesso, indirizzo Pec: …, , num. fax …,  (Ricorrente)

Contro:

Agente Riscossione  …, , C.F./P.IVA: …,  in persona del legale rappresentante p.t., con sede in …,  (Resistente)

nonché contro

il Comune di ………. , nella persona del Sindaco pro-tempore, con sede in Via…………n….. [Nel caso di multe elevate dalla Polizia municipale (Vigili Urbani) o dagli ausiliari del traffico].

– La Provincia di ………. ,nella persona del Presidente pro-tempore, con sede in Via…………n….. [Nel caso di multe elevate da funzionari o agenti provinciali (es., Polizia provinciale, etc.)].

– La Regione  ………. ,nella persona del Presidente pro-tempore, con sede in Via…………n….. [Nel caso di multe elevate da funzionari o agenti regionali]

Oggetto

per l’annullamento della cartella di pagamento n. …,  per contravvenzione per violazione del codice della strada, oltre sanzioni e interessi, di importo pari ad euro .., notificata in data …

Premesso in fatto

In data …, il ricorrente ha ricevuto la notifica della cartella esattoriale n. …,  per un totale di euro …. , dovuta a titolo di contravvenzione per violazione del codice stradale asseritamente notificata in data… ma in realtà mai pervenuta allo scrivente.

In particolare si deduce l’omessa o irregolare notifica dell’atto presupposto, ossia il verbale per violazioni del codice stradale cui la cartella indicata in epigrafe fa riferimento. Pertanto quest’ultima deve ritenersi illegittima e va annullata. 

Tutto ciò premesso

Ricorre

All’Illustrissimo Giudice di Pace intestato, previa emissione di ordinanza di sospensione degli effetti dell’atto impugnato, sanzioni e pene accessorie, di voler annullare e comunque dichiarare inefficace l’atto impugnato. 

Il tutto con condanna della parte resistente alle spese legali sostenute per il presente giudizio.

Dichiara

Ai sensi dell’art.14 comma 2 DPR 115/2002 che il valore della presente causa e’ di € …… . Pertanto versa il contributo di € ……

Si allegano:

– cartella di pagamento impugnata

Luogo e data …

Firma …

note

[1] Cass. sent. n. 2968/19 del 31.01.2019.

[2] DL n. 150/2011 art. 7. Esso reca la disciplina per l’opposizione al verbale di accertamento delle violazioni al codice della strada. Al comma 3, prevede che il ricorso deve essere proposto, a pena di inammissibilità, entro 30 giorni dalla data di contestazione dell’infrazione, ovvero della notifica del verbale, con la quale è stata accertata.  

Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 2 ottobre 2018 – 31 gennaio 2019, n. 2968

Presidente Gorjan – Relatore Bellini

Fatti di causa

Con ricorso ex L. n. 689 del 1981, depositato in data 7.6.2010, C.V. proponeva opposizione alla cartella di pagamento della somma di Euro 2.559,94, notificatagli in data 2.5.2010 dalla EQUITALIA S.P.A. sulla base di 6 verbali di contestazione relativi a violazioni del Codice della Strada. Il ricorrente deduceva che la cartella costituiva il primo atto con il quale era venuto a conoscenza della sanzione, in quanto i verbali di accertamento non gli erano stati mai notificati; che, in relazione a due verbali non era stato rispettato il termine di 150 giorni per la notifica; che la notifica della cartella impugnata era nulla e/o inesistente in quanto effettuata in luogo diverso da quello di effettiva residenza anagrafica, che dal 15.4.2010 era nel Comune di Mergozzo; che la cartella era altresì illegittima per violazione della L. n. 241 del 1990, art. 3, in quanto conteneva un’errata indicazione sia dell’Autorità Giudiziaria dinanzi alla quale ricorrere (Tribunale anziché Giudice di Pace), sia del termine di 5 giorni per proporre opposizione.

Si costituivano in giudizio il COMUNE DI ANCONA ed EQUITALIA MARCHE S.P.A., insistendo per la legittimità della pretesa creditoria.

Con sentenza n. 397/2011, depositata il 26.4.2011, il Giudice di Pace di Ancona dichiarava inammissibile il ricorso per mancato rispetto del termine di decadenza di 30 giorni dalla notifica della cartella.

Avverso detta sentenza proponeva appello il C. , osservando che, in caso di dubbi alla notifica del verbale di contestazione, era possibile esperire l’ordinario rimedio oppositivo previsto dalla L. n. 689 del 1981, artt. 22 e seg., recuperando in tal modo l’esercizio dell’ineludibile diritto di opposizione in via giurisdizionale attraverso l’impugnazione della cartella esattoriale, nel termine di 60 giorni, ex art. 204 bis C.d.S..

Si costituivano in giudizio gli opposti, insistendo per il rigetto dell’appello.

Con sentenza n. 1180/2014, depositata il 2.7.2014, il Tribunale di Ancona rigettava l’appello perché infondato e confermava la sentenza di primo grado, ritenendo che l’impugnazione della cartella fosse rivolta nei confronti di un atto di esecuzione e che il termine per impugnare fosse altresì di 30 giorni.

Avverso detta sentenza propone ricorso per cassazione C.V. sulla base di un motivo; resiste il Comune di Ancona con controricorso; la intimata Equitalia s.p.a. non ha svolto difese.

Ragioni della decisione

1. – Con l’unico motivo, il ricorrente lamenta la “Violazione ed errata applicazione della L. n. 689 del 1981, artt. 22 e 23, in relazione all’art. 204 bis C.d.S. (art. 360 c.p.c., n. 3)”, in quanto il principio affermato dal Tribunale – secondo cui, avendo il ricorrente fatto opposizione, L. n. 689 del 1981, ex art. 22, alla cartella di pagamento (sull’assunto, peraltro non contestato, che essa costituiva il primo atto con il quale egli era venuto a conoscenza della sanzione, in quanto i verbali di accertamento non gli erano stati mai notificati), tale opposizione andava proposta a pena di inammissibilità entro 30 giorni – risulterebbe erroneo, poiché in contrasto con l’indirizzo consolidato della Suprema Corte, richiamato anche dal Tribunale, ma da questo disatteso, che riconosce, in dette ipotesi, che il termine sia quello di 60 giorni.

1.1. – Il motivo è fondato.

1.2. – Le sezioni unite di questa Corte (Cass. sez. un. n. 22080 del 2017), a composizione del contrasto di orientamenti nella giurisprudenza di legitimità (Cass. n. 21957 del 2016) ha affermato il seguente principio: “L’opposizione alla cartella di pagamento, emessa ai fini della riscossione di una sanzione amministrativa pecuniaria comminata per violazione del codice della strada, va proposta ai sensi del D.Lgs. 1 settembre 2011, n. 150, art. 7 e non nelle forme della opposizione alla esecuzione ex art. 615 cod. proc. civ., qualora la parte (come nella fattispecie) deduca che essa costituisce il primo atto con il quale è venuta a conoscenza della sanzione irrogata in ragione della nullità o dell’omissione della notificazione del processo verbale di accertamento della violazione del codice della strada. Il termine per la proponibilità del ricorso, a pena di inammissibilità, è quello di trenta giorni decorrente dalla data di notificazione della cartella di pagamento” (conf. Cass. n. 30774 del 2017; Cass. n. 1285 del 2018; v. anche Cass. n. 17042 del 2018).

1.3. – Tuttavia, tale principio va ovviamente affermato nel rispetto della dimensione diacronica che naturalmente connota la applicazione delle norme richiamate ratione temporis (cfr. Cass. n. 12412 del 2016; Cass. n. 30774 del 2017).

Questa Corte ha, infatti, chiarito che l’opposizione con cui si deduce(va) l’illegittimità della cartella esattoriale per sanzione amministrativa a ragione dell’omessa notifica del verbale di contestazione della violazione non era soggetta (prima della entrata in vigore del D.Lgs. n. 150 del 2011) al termine di trenta giorni stabilito dalla L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 22, ma al termine di sessanta giorni previsto dall’art. 204 bis cod. strada, atteso che, mancata la contestazione della violazione, l’impugnazione della cartella esattoriale aveva funzione “recuperatoria”, in consonanza ai valori costituzionali dell’effettività della tutela giurisdizionale e dell’uguaglianza, tenuto conto che al ricorrente veniva, in tal modo, restituita la medesima posizione giuridica che avrebbe avuto se il verbale di contestazione gli fosse stato a suo tempo notificato (così, Cass. n. 12412 del 2016; Cass. n. 21043 del 2013).

Questa dimensione applicativa è stata superata a seguito dell’entrata in vigore dell’art. 7 del citato D.Lgs. 1 settembre 2011, n. 150 (recante “Dell’opposizione al verbale di accertamento di violazione del codice della strada”), che prevede, appunto, al terzo comma, che il ricorso è proposto, a pena di inammissibilità, entro trenta giorni dalla data di contestazione della violazione o di notificazione del verbale di accertamento (sessanta se il ricorrente risiede all’estero). Ai sensi dell’art. 36, comma primo, del detto decreto legislativo, la norma si applica “ai procedimenti instaurati successivamente alla data di entrata in vigore dello stesso”, che è quella del 6 ottobre 2011. Pertanto, in coerenza con i principi di diritto sopra richiamati, ma tenuto conto della normativa sopravvenuta – se va affermato che in materia di violazioni del codice della strada, l’opposizione, proposta dopo il 6 ottobre 2011 (data di entrata in vigore del decreto legislativo), con cui si deduca l’illegittimità della cartella esattoriale per sanzione amministrativa a ragione dell’omessa notifica del verbale di contestazione della violazione, è soggetta al termine di trenta giorni stabilito dall’art. 7 comma terzo del detto decreto legislativo – tuttavia per i giudizi già penedenti alla predetta data del 6 ottobre 2011 (quale il presente giudizio instaurato con ricorso depositato il 7 giugno 2010 in opposizione a cartella di pagamento notificata il 2 maggio 2010) valeva il termine di sessanta giorni previsto dall’art. 204 bis C.d.S..

Della applicablità, ratione temporis, delle norme evocate a sostegno del motivo di ricorso, il Tribunale non ha debitamente tenuto conto.

2. – Il ricorso va, dunque, accolto; e la sentenza impugnata va cassata, con rinvio al Tribunale di Ancona, in persona di altro magistrato, anche in ordine alla liquidazione delle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso. Cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa al Tribunale di Ancona, in persona di altro magistrato, che provvederà anche alla liquidazione delle spese del presente giudizio.

 


2 Commenti

    1. No. La notifica della cartella è essenziale. E prima del fermo ci deve essere il preavviso da notificare 30 giorni prima

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