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Come assumere una ragazza alla pari

8 Febbraio 2019 | Autore:


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Ragazza alla pari: come trovarla, adempimenti, requisiti famiglia ospitante, inquadramento, orario di lavoro, mansioni.

Hai necessità di una piccola mano in casa, ad esempio di un aiuto nelle pulizie o di una babysitter per i figli piccoli, ma non hai la possibilità di assumere una collaboratrice domestica o una babysitter? In effetti, instaurare un vero e proprio rapporto di lavoro domestico (con una colf, una badante o una babysitter) può essere difficoltoso, non solo per gli adempimenti richiesti (comunicazione di assunzione presso l’Inps, pagamento trimestrale di contributi…), ma soprattutto per i costi che si devono sostenere. Una valida soluzione può essere quella di retribuire la colf o la babysitter col libretto famiglia, nel caso in cui la mano di aiuto serva in via del tutto occasionale.

Se, invece, l’esigenza di aiuto è temporanea (per qualche mese, sino al massimo di un anno), ma continuativa (sino a 50 ore alla settimana), una buona soluzione può essere quella di assumere una “ragazza alla pari”, o “au pair”.

Naturalmente, il rapporto può essere instaurato anche con un ragazzo; non si tratta di un vero e proprio rapporto di lavoro, ma di un progetto di scambio culturale

Il compenso della ragazza alla pari non è eccessivo: si va da un minimo di 70 euro alla settimana a un massimo di 120 euro. Si deve però fornire vitto e alloggio, e si deve garantire almeno un giorno intero di riposo ogni settimana, fra cui almeno una domenica al mese.

Ma come assumere una ragazza alla pari?

Vediamo tutto quello che c’è da sapere sul cosiddetto rapporto “au pair”: requisiti ragazza alla pari e famiglia ospitante, compiti e mansioni, orario di lavoro, durata, retribuzione (“pocket money”).

Che cos’è il rapporto alla pari?

I programmi di lavoro alla pari sono considerati progetti di scambio culturale per l’apprendimento o il perfezionamento di una lingua straniera. Questi rapporti sono regolamentati, in ambito europeo, dall’Accordo di Strasburgo adottato dal Consiglio d’Europa il 24 novembre 1969, ratificato dall’Italia [1].

Pertanto, questa tipologia di rapporto non deve essere confusa col rapporto di lavoro domestico, o col rapporto subordinato.

Requisiti ragazza alla pari

Ragazze e ragazzi alla pari sono studenti stranieri che si recano in Italia per motivi di studio.

Ecco i requisiti previsti per i ragazzi alla pari:

  • avere tra i 18 e i 30 anni;
  • non essere sposati e non avere figli;
  • essere disponibili per un periodo che varia, a seconda dei Paesi di destinazione, da un minimo di 2 a un massimo di 12 mesi; il periodo di permanenza dipende comunque dagli accordi presi con l’agenzia o direttamente con la famiglia ospitante.

Come funziona il rapporto alla pari?

La legge [1] che regolamenta i rapporti tra lo studente straniero, o la studentessa straniera, e la famiglia italiana che ospita in cambio di un aiuto, prevede differenti formule di collaborazione:

  • Demi pair: prevede, da parte della ragazza alla pari, un impegno in famiglia di 3 ore al giorno per 5 giorni alla settimana; il compenso minimo (pocket money) è di 70 euro settimanali; devono essere lasciati liberi, in alternativa, 2 giorni o tre sere.
  • Demi pair plus: pur prevedendo lo stesso compenso minimo del Demi pair e gli stessi giorni o sere libere, l’orario in cui si deve offrire la collaborazione è maggiore, 4 ore per 5 giorni alla settimana; è dunque affidato alla discrezionalità della famiglia ed alla libera contrattazione un eventuale aumento del compenso;
  • Au pair: nel rapporto Au pair sono previste 5 ore di collaborazione per 6 giorni la settimana, con la facoltà di concedere una giornata libera o, in alternativa, dalle 3 alle 5 serate libere; bisogna concedere alla ragazza alla pari tempo libero al mattino o al pomeriggio;
  • Au pair plus: in questa tipologia di rapporto, la collaborazione è prevista per 6 giornate alla settimana, con un orario che varia dalle 5 alle 8 ore al giorno, per un massimo di 40 ore settimanali; devono essere lasciati liberi, alternativamente, 4 o 5 pomeriggi, una o due giornate intere, o, ancora, 3 o 4 sere; il compenso minimo è di 85-95 euro a settimana.
  • Mother’s help: questo tipo di rapporto, che ha una retribuzione minima di 120 euro a settimana, prevede 50 ore di lavoro, tra le quali possono esservi 2 o 3 serate di baby-sitting; il tempo libero può essere pari ad un giorno e mezzo, o, alternativamente, a 3 – 5 sere.

Una volta scelta la formula in cui inquadrare la ragazza alla pari, questa deve essere inserita nel contratto, stipulato come semplice scrittura privata.

Come si assume la ragazza alla pari?

Per assumere la ragazza alla pari, però, non basta stipulare il contratto per iscritto, ma sono richiesti alcuni adempimenti:

  • innanzitutto, si può pubblicare un annuncio presso il Portale europeo per i giovani, presso lo sportello Eures, oppure ci si può rivolgere ad una delle molte agenzie che si occupano di soggiorni alla pari; l’agenzia come intermediario ha un costo, però offre assistenza in caso di bisogno durante il soggiorno;
  • ci si deve poi recare presso lo Sportello Unico Immigrazione per compilare il modello N, in cui devono essere riportati i dati del contratto e la richiesta di visto; lo Sportello Unico Immigrazione fornisce l’assistenza necessaria in merito agli adempimenti; questi sportelli, solitamente, si trovano all’interno dei centri per l’impiego (Cpi) o centri servizi per il lavoro (Csl).

Quali sono i compiti della ragazza alla pari?

L’au pair può svolgere le seguenti attività di aiuto domestico e nella cura dei bambini:

  • baby-sitting;
  • accompagnare- ritirare i bambini da scuola o dalle attività sportive- ludiche;
  • assistere i bambini nei pasti, nella pulizia e nell’abbigliamento (aiuto nel vestirsi, cura del guardaroba, lavatura e stiratura);
  • impartire lezioni di lingua straniera;
  • leggero aiuto nei lavori domestici non pesanti.

Sono esclusi i lavori domestici pesanti perché la ragazza au pair non è una collaboratrice domestica, in quanto il soggiorno in Italia ha uno scopo culturale.

Per la ragazza alla pari devo pagare i contributi Inps?

Come osservato, il rapporto alla pari non è un rapporto di lavoro subordinato, neppure domestico, dunque non sono dovuti contributi previdenziali o assistenziali.

Si deve assicurare la ragazza alla pari?

La ragazza alla pari ha l’assicurazione medica del Paese d’origine (è sufficiente la tessera sanitaria europea, per chi proviene da uno Stato membro UE). Tuttavia, è opportuno, per far fronte a qualsiasi rischio,  un pacchetto assicurativo per au pair: questi pacchetti, solitamente, comprendono un’assicurazione di viaggio, contro gli infortuni, per la responsabilità civile, per il bagaglio e anche assistenza in caso di emergenza.

Quanto dura il rapporto alla pari?

La durata del rapporto va da un minimo di 2 a un massimo di 12 mesi, in particolari casi prorogabili sino a 24 mesi.

Quali sono i requisiti della famiglia ospitante?

La famiglia ospitante deve fornire alla ragazza alla pari vitto e alloggio, possibilmente una camera individuale dove poter studiare con tranquillità.

L’au pair deve essere considerata come un membro della famiglia, e deve avere la possibilità di frequentare un corso di lingua italiana.

La famiglia ospitante deve aiutarla ad inserirsi ed a superare le difficoltà linguistiche e legate alle nuove abitudini.

note

[1] Legge n.304/1973.


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