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Negozi di cannabis legali

4 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Febbraio 2019



Grow shop: cosa sono e cosa vendono? Cos’è la cannabis light? Cosa dice la Cassazione in merito alla canapa legale?

Quando sentiamo parlare di cannabis pensiamo subito a qualcosa di illegale, alla droga e al divieto di sostanze stupefacenti. In realtà, la canapa (o cannabis) altro non è che una pianta, la cui coltivazione è molto diffusa da secoli: da essa, infatti, è possibile ricavare fibre tessili, carta, olio dalla spremitura dei semi, mangime e altri prodotti commestibili per il bestiame. Il punto è che la cannabis contiene un principio attivo (il tetraidrocannabinolo) che, oltre ad avere proprietà antidolorifiche (non a caso, l’utilizzo terapeutico è, nei casi previsti dalla legge, lecito), ha anche proprietà psicoattive, cioè viene utilizzata come droga: mi riferisco alla ben nota marijuana e all’hashish. Nello specifico, la sostanza stupefacente si ottiene dalle infiorescenze essiccate della cannabis. Come probabilmente già saprai, in Italia l’utilizzo di sostanze stupefacenti non è vietato in assoluto: mentre la cessione (cioè, lo spaccio) di tali sostanze è condotta penalmente perseguibile, non lo è il mero consumo, che rappresenta un illecito sanzionabile solo in via amministrativa. L’uso personale di droga, quindi, non costituisce reato, a meno che tale comportamento non sia posto in essere in determinate circostanze: ad esempio, fumare uno spinello e poi mettersi alla guida integra un’ipotesi criminosa. È del 2016 una legge che ha cercato di meglio disciplinare la coltivazione della canapa: trattandosi di pianta dalla cui lavorazione è possibile ricavare numerosi articoli tranquillamente commerciabili (alimenti e  cosmetici prodotti esclusivamente nel rispetto delle discipline dei rispettivi settori; semilavorati, quali fibra, canapulo, polveri, oli o carburanti, per forniture alle industrie e alle attività artigianali di diversi settori, compreso quello energetico), il legislatore ha pensato di innalzare il limite di thc (il tetraidrocannabinolo) presente nella canapa coltivabile. Questo provvedimento ha avuto un’altra conseguenza imprevista: quella di aumentare i grow shop, cioè i negozi di cannabis legali. Nel giro di pochi mesi sono sorti come funghi centri adibiti alla vendita di prodotti interamente ricavabili dalla canapa: profumi, oli, candele, ecc. Il problema, però, è che la legge non è stata chiara nel momento in cui ha innalzato la soglia di tollerabilità (da 0,2% a 0,6%) di principio attivo presente nella canapa: in altre parole, il nuovo limite si applica a tutti, oppure solamente a chi si dedica alla coltivazione e alla lavorazione della canapa? Si pongono, inoltre, altri quesiti: cosa possono vendere i negozi di cannabis legali? I prodotti possono essere usati anche per fini ricreativi? Se sei interessato all’argomento oppure se intenzionato ad aprire un grow shop, allora prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa sono i negozi di cannabis legali.

Cannabis legale: cos’è?

Non possiamo parlare di negozi di cannabis legali senza comprendere quando la canapa sia legale. Come anticipato, la canapa è una pianta dalla cui coltivazione e lavorazione derivano numerosi prodotti; secondo la legge [1], è possibile coltivare canapa (cannabis sativa L.) utilizzando sementi registrate nell’Unione europea [2] che abbiano un contenuto massimo di thc (cioè di tetraidrocannabinolo) pari allo 0,6 per cento.

La percentuale di thc nelle piante analizzate può oscillare tra lo 0,2 e lo 0,6 per cento senza comportare alcun problema per l’agricoltore. Gli eventuali controlli sono eseguiti da un soggetto unico e sempre in presenza del coltivatore; gli addetti al controllo sono tenuti a rilasciare un campione prelevato per eventuali contro-verifiche. Nel caso in cui la percentuale di thc dovesse superare la soglia dello 0,6 per cento, l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione della coltivazione, ma anche in questo caso è esclusa la responsabilità dell’agricoltore.

Negozi di cannabis: quando sono legali?

I negozi di cannabis sono legali allorquando mettono in commercio prodotti che sono frutto della coltivazione della canapa rispettosa dei limiti come visti sopra. Aprire un negozio che vende prodotti a base di canapa significa poter offrire al pubblico una serie di beni di vario tipo per soddisfare diverse esigenze. Resta comunque vigente un generale divieto di combustione della canapa: anche se trattasi di prodotti contenenti un bassissimo livello di thc (come visto sopra), non è possibile fare un uso del prodotto diverso da quello per il quale è stato concepito.

Un negozio di cannabis legale può vendere la canapa e i suoi derivati solamente se rispetta le indicazioni che sopra abbiamo fornito e, in particolare, se non si superi un contenuto massimo di thc pari allo 0,6 per cento e si utilizzino sementi registrate nell’Unione europea. Se vuoi sapere come aprire un grow shop, cioè un negozio di canapa legale, ti rinvio alla lettura di questo articolo.

Negozi cannabis legali: cosa vendono?

Cosa vendono i negozi di cannabis legali? Come anticipato, essi possono commerciare solamente i prodotti derivanti dalla coltivazione legale della canapa (quindi, con thc inferiore allo 0,6 per cento), e cioè: profumi, cosmetici, oli, oggetti meramente ornamentali, creme e perfino le infiorescenze, cioè quelle dalle quali si trae la marijuana.

La cosa fondamentale, però, è che questi articoli, sebbene siano perfettamente legali, non sono destinati alla combustione o all’inalazione: in altre parole, è illegale utilizzare questi beni per essere assunti come sostanze stupefacenti. Ed infatti, se entri in un negozio di cannabis legale qualsiasi, su ogni prodotto troverai un’etichetta che ti dice che l’oggetto non è destinato alla combustione. In pratica, quindi, se acquisti un prodotto a base di canapa legale e poi decidi di fumarlo e di metterti alla guida, è molto probabile che tu compia un illecito penale.

Negozi cannabis legali: cosa dice la Cassazione?

In realtà, l’ultimo divieto di cui ti ho parlato nel paragrafo precedente potrebbe essere superato da una recentissima pronuncia della Corte di Cassazione [3] la quale ha stabilito che non solo la cannabis light (cioè, quella con thc inferiore allo 0,6 per cento) può essere liberamente venduta nei negozi, ma anche il suo consumo ne risulta libero.

Questa sentenza sembra fare chiarezza sul punto, visto che la legge sulla canapa legale è piuttosto ambigua: secondo un orientamento che si era precedentemente formato, il limite di tolleranza dello 0,6 per cento di thc sarebbe valso solamente per coloro che lavorano la canapa, cioè coltivatori e produttori, non anche per i grow shop e per i consumatori. Secondo l’ultima tesi della Cassazione, invece, la cannabis light sarebbe anche consumabile, sfuggendo così a qualsiasi sanzione penale.

note

[1] Legge n. 242 del 02.12.2016.

[2] Art. 17 direttiva 2002/53/CE del 13 giugno 2002.

[3] Cass., sent. n. 4920 del 31 gennaio 2019.

Autore immagine: Unsplash.com


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