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Il processo tributario

8 Febbraio 2019 | Autore:


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Come funziona il ricorso in Commissione Tributaria Provinciale e come si svolge la causa: dal ricorso alla sentenza.

Il giudizio di impugnazione degli atti tributari (avvisi di accertamento, avvisi di liquidazione, cartelle esattoriali ecc.) si svolge in primo grado dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale competente per territorio.

Il processo tributario, introdotto con ricorso, ha una struttura snella e si differenzia dalla tradizionale causa civile per essere più rapido e con una fase istruttoria essenzialmente sommaria, di natura prettamente documentale (fatti salvi i casi in cui l’indagine probatoria è più complessa e richiede l’acquisizione di consulenze tecniche).

Anche nel processo tributario vige il principio dispositivo, in base al quale i giudici decidono sulla base delle richieste e dei fatti dedotti dalle parti.  La legge [1] prevede infatti che la Commissione, ai fini istruttori e “nei limiti dei fatti dedotti dalle parti”, esercita tutte le facoltà di accesso, di richiesta di dati, di informazioni e chiarimenti conferite agli uffici tributari e all’ente locale da ciascuna legge d’imposta.

Vediamo come si introduce la causa in Commissione Tributaria Provinciale e come si svolge il giudizio.

Quali atti si possono impugnare in Commissione tributaria?

La legge [2] individua i seguenti atti impugnabili in Commissione Tributaria:

  • l’avviso di accertamento del tributo;
  • l’avviso di liquidazione del tributo;
  • il provvedimento che irroga le sanzioni;
  • il ruolo e la cartella di pagamento;
  • l’avviso di mora;
  • l’iscrizione di ipoteca sugli immobili per debiti tributari;
  • il fermo di beni mobili registrati per debiti tributari;
  • gli atti relativi alle operazioni catastali;
  • il rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie ed interessi o altri accessori non dovuti;
  • il diniego o la revoca di agevolazioni tributarie o il rigetto di domande di definizione agevolata di rapporti tributari;
  • ogni altro atto per il quale la legge ne preveda l’autonoma impugnabilità davanti alle Commissioni Tributarie.

La legge prevede che il ricorso può essere presentato, a pena di inammissibilità, entro sessanta giorni dalla data di notifica dell’atto. In caso di rifiuto tacito della restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie ed interessi o altri accessori non dovuti, può essere proposto dopo novanta giorni dalla domanda di restituzione.

Introduzione del processo tributario: ricorso

Il processo tributario si instaura con ricorso che deve contenere l’indicazione:

  • della Commissione Tributaria;
  • dei dati del ricorrente e del suo legale rappresentante (residenza o sede legale o del domicilio eventualmente eletto nel territorio dello Stato, codice fiscale/partita iva e indirizzo di posta elettronica certificata);
  • dell’ufficio nei cui confronti il ricorso è proposto;
  • dell’atto impugnato e dell’oggetto della domanda;
  • dei motivi di impugnazione;
  • del valore della lite e dell’importo del contributo unificato.

Il ricorso deve essere notificato alla controparte a cura del ricorrente, secondo una delle seguenti modalità:

  • mediante ufficiale giudiziario;
  • a mezzo posta, in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento;
  • a mani consegna diretta da parte del ricorrente all’ufficio impositore, che ne rilascia ricevuta;
  • a mezzo posta elettronica certificata. L’indicazione dell’indirizzo pec vale come elezione di domicilio a tutti gli effetti.

Attenzione: a partire dal 1° luglio 2019 diventerà obbligatorio il processo tributario telematico. Di conseguenza il ricorso potrà essere notificato esclusivamente con modalità telematica (posta elettronica certificata). Farà eccezione solo l’ipotesi in cui la parte sia priva di assistenza tecnica, con facoltà di notificare il ricorso anche in forma cartacea.

Il ricorso deve essere notificato unitamente alla procura alle liti se la parte è assistita da un difensore abilitato (per esempio avvocato o commercialista). Si ricorda che l’assistenza tecnica è obbligatoria quando il valore della controversia è superiore a 3 mila euro.

Ricorso- reclamo: mediazione tributaria obbligatoria

Se il valore della causa (inteso come valore del tributo al netto di sanzioni e interessi o come valore delle sanzioni se l’atto impugnato ha ad oggetto solo queste ultime) è superiore a 50mila euro, il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione all’ente impositore. La procedura di reclamo/mediazione costituisce condizione di procedibilità del ricorso.

La mediazione tributaria obbligatoria si applica ai ricorsi notificati a partire dal 1 gennaio 2016 che abbiano ad oggetto atti fiscali dell’Agenzia delle Entrate, di altri enti creditori o dell’agente della riscossione, purché di valore non superiore a 50mila euro.

Sono soggetti a mediazione tributaria obbligatoria gli atti o provvedimenti riguardati imposte e tasse o la materia catastale. Sono invece escluse le cause di valore indeterminabile (ad eccezione di quelle in materia catastale) e quelle relative al recupero degli aiuti di Stato.

Una volta ricevuto il ricorso, il destinatario (Agenzia delle Entrate, enti creditori o Agente della Riscossione) provvede all’esame del reclamo e della proposta di mediazione e, entro 90 giorni, può:

  • accogliere il reclamo;
  • non accogliere il reclamo motivandone le ragioni e/o formulando una nuova proposta di mediazione;
  • non pronunciarsi.

Se l’ente destinatario non accoglie il reclamo o non risponde entro 90 giorni, il ricorrente che voglia instaurare la causa in Commissione tributaria deve costituirsi nei successivi 30 giorni depositando il fascicolo di parte e il contributo unificato.

Processo tributario: costituzione del ricorrente

Il ricorrente deve costituirsi in giudizio, a pena di inammissibilità, entro 30 giorni dalla notifica del ricorso, e, nei casi di mediazione tributaria obbligatoria, entro 90 + 30 giorni dalla notifica del ricorso reclamo.

La costituzione in giudizio del ricorrente può avvenire mediante:

  • deposito del ricorso notificato, o trasmissione dello stesso a mezzo posta, in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento, presso la segreteria della Commissione Tributaria adita;
  • se il ricorso è stato notificato a mezzo pec, deposito telematico mediante il Sistema Informativo della Giustizia Tributaria (SIGIT).

Attenzione: a partire dal 1° luglio 2019 diventerà obbligatorio il processo tributario telematico. Di conseguenza il ricorso potrà essere depositato esclusivamente con modalità telematica (tramite Sigit). Farà eccezione solo l’ipotesi in cui la parte sia priva di assistenza tecnica, con facoltà di depositare il ricorso anche in forma cartacea.

Il ricorrente deve depositare, oltre al ricorso, alla procura alle liti e alle ricevute di notifica, l’atto impugnato, gli allegati di cui intende avvalersi, la nota di iscrizione a ruolo e la ricevuta di pagamento del contributo unificato.

Processo tributario: costituzione del resistente

L’ente impositore o l’agente della riscossione devono costituirsi in giudizio entro 60 giorni dalla notifica del ricorso, depositando le proprie controdeduzioni cartacee o telematiche. A partire dal 1 luglio 2019 sarà ammessa soltanto la costituzione in giudizio telematica.

Nelle controdeduzioni, il resistente deve indicare, oltre alle proprie difese, le prove, le eccezioni processuali o di merito non rilevabili d’ufficio e l’eventuale chiamata in causa di terzi.

Processo tributario: udienza di trattazione del ricorso

Il presidente della sezione alla quale viene assegnato il ricorso, una volta scaduti i termini per la costituzione in giudizio delle parti, esamina preliminarmente il ricorso e dichiara con decreto, soggetto a reclamo:

  • l’inammissibilità nei casi espressamente previsti, se manifesta;
  • la sospensione, l’interruzione e l’estinzione del processo, ove ne sussistano i presupposti;

Diversamente, il presidente fissa la data di trattazione della controversia e nomina il giudice relatore.

La controversia è trattata in camera di consiglio (senza la presenza delle parti e dei difensori) a meno che, almeno una delle parti non abbia chiesto la discussione in pubblica udienza.

La data di trattazione dell’udienza è comunicata dalla segreteria alle parti costituite almeno 30 giorni liberi prima, mediante pec (all’indirizzo indicato nel ricorso o nel primo atto difensivo).  In caso di mancata indicazione, o di mancata consegna del messaggio pec per cause imputabili al destinatario, le comunicazioni sono eseguite esclusivamente mediante deposito in segreteria della commissione tributaria.

Udienza in camera di consiglio

La discussione del ricorso in camera di consiglio è esercitata dalle parti in via esclusivamente documentale, osservando, a pena di decadenza, i seguenti termini:

  • 20 giorni liberi prima della data di trattazione possono depositare documenti
  • 10 giorni liberi prima dell’udienza possono depositare le memorie illustrative
  • 5 giorni liberi prima dell’udienza possono depositare brevi repliche scritte

Il relatore espone al collegio, senza la presenza delle parti, i fatti e le questioni della controversia e il segretario redige processo verbale

Il collegio giudicante, subito dopo l’esposizione del relatore, delibera a maggioranza dei voti la decisione in segreto nella camera di consiglio.

Pubblica udienza

Se almeno una delle parti ne ha fatto richiesta, la trattazione del ricorso si svolge in pubblica udienza. La richiesta deve essere contenuta nel ricorso oppure con istanza separata da depositare presso la segreteria della commissione tributaria competente, e da notificare alle altre parti costituite entro dieci giorni liberi prima della data dell’udienza stessa.

Nella discussione in pubblica udienza, le parti possono esercitare le proprie attività di difesa rispettando i seguenti termini, a pena di decadenza:

  • 20 giorni liberi prima della data di trattazione possono depositare documenti
  • 10 giorni liberi prima dell’udienza possono depositare le memorie illustrative

A differenza dell’udienza in camera di consiglio, non è ammesso il deposito delle brevi repliche.

All’udienza pubblica il relatore espone al collegio i fatti e le questioni della controversia e il presidente ammette le parti presenti alla discussione. Successivamente il collegio delibera la decisione in segreto nella camera di consiglio e il segretario redige processo verbale.

Processo tributario: istanza di sospensione dell’atto impugnato

Se il ricorrente presenta, nel ricorso o con atto separato, l’istanza cautelare di sospensione dell’atto impugnato, il presidente della sezione emette decreto di fissazione dell’udienza per la trattazione nella prima camera di consiglio utile, disponendone la comunicazione alle parti almeno dieci giorni prima.

La Commissione, sentite le parti in camera di consiglio e delibato il merito, si pronuncia nel termine di centottanta giorni, salvo nei casi di eccezionale urgenza in cui il presidente della sezione dispone con decreto motivato la provvisoria sospensione fino alla pronuncia del collegio.

Una volta emanato il provvedimento cautelare, la trattazione della controversia deve avvenire non oltre novanta giorni, e i suoi effetti cessano a partire dalla data della pubblicazione della sentenza di primo grado.

Processo tributario: sentenza

Il processo si conclude con sentenza. La sentenza tributaria, pronunciata in nome del popolo italiano e intestata alla Repubblica italiana, contiene:

  • l’indicazione della composizione del collegio, delle parti e dei loro difensori se vi sono;
  • la breve esposizione dello svolgimento del processo;
  • le richieste delle parti;
  • la sintetica esposizione dei motivi di fatto e di diritto;
  • il dispositivo
  • la data di deliberazione
  • la sottoscrizione del presidente e del giudice estensore (a pena di nullità).

La sentenza è pubblicata, nel testo integrale originale, mediante deposito nella segreteria della Commissione Tributaria, entro trenta giorni dalla deliberazione. Il dispositivo è comunicato alle parti costituite a cura della segreteria, entro dieci giorni dall’avvenuto deposito, mediante pec. Le parti possono chiedere copia del testo integrale mediante deposito dell’istanza presso la segreteria di sezione.

La sentenze di condanna al pagamento di somme in favore del contribuente e quella emessa su ricorso avverso gli atti relativi alle operazioni catastali è immediatamente esecutiva.

note

[1] Art. 7 D.Lgs. n. 546/1992.

[2] Art. 19 D.Lgs. n. 546/1992.


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