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Cosa succede se non pago una cambiale

4 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Febbraio 2019



Cambiale: cos’è e a cosa serve? Cosa significa che la cambiale è titolo esecutivo? Cosa accade quando non si paga una cambiale? Cos’è il protesto?

Un tempo pagare in contanti era la cosa più semplice che si potesse fare: quando c’era da saldare un debito, si apriva il portafogli e si prendeva il danaro necessario. Con l’avvento della moneta elettronica le cosa sono cambiante: i soldi non si conservano più in casa né si portano con sé, ma vengono depositati negli istituti di credito ove possono essere ritirati in qualsiasi momento, quando ve n’è bisogno. La carta di credito ha sostituito la banconota, insomma: anche nelle operazioni quotidiane, come fare la spesa al supermercato, è possibile pagare con la nostra fedele tessera. È poi intervenuta la legge stessa che, al fine di garantire una maggiore tracciabilità del denaro, ha stabilito l’accredito automatico su un conto corrente di stipendi e pensioni. Come rivale della classica banconota, però, troviamo non soltanto la moneta elettronica ma anche i titoli di credito. Cosa sono? Si tratta di quei documenti con i quali ci si impegna a pagare una determinata somma. Pensa all’assegno oppure alla cambiale: sottoscrivendone una, offri la possibilità al tuo creditore di poter riscuotere le somme presso un istituto di credito alla scadenza prevista. Ma cosa succede se non pago una cambiale? Devi sapere che la legge prevede una disciplina molto speciale per questo particolare documento: il creditore in possesso di cambiale, infatti, può usufruire di una tutela del tutto agevolata, potendo procedere direttamente con precetto nel caso di inadempimento. Perciò, se anche tu ti stai chiedendo cosa succede se non pago una cambiale, ti consiglio di proseguire nella lettura: ti spiegherò in modo semplice e chiaro cosa può accadere nel caso di inadempimento di una cambiale.

Cambiale: cos’è?

Prima di vedere cosa succede se non pago una cambiale, devo necessariamente spiegarti cos’è una cambiale. Come detto nell’introduzione, la cambiale è un particolare titolo di credito caratterizzato dal fatto di essere intestato ad un determinato soggetto (si dice, pertanto, che la cambiale è un titolo di credito all’ordine), e di non contenere, al suo interno, la ragione giustificatrice del rapporto sottostante intercorso fra le parti (per tale ragione la cambiale è un titolo di credito astratto). Detto in altri termini, nella cambiale non si fa menzione della causa che ha giustificato la sua stessa emissione, potendo pertanto essere giustificata da qualsiasi tipo di debito.

Cambiale: a cosa serve?

Tra un minuto vedremo cosa succede se non pago un cambiale; è però importante che tu conosca le caratteristiche e la funzione di una cambiale. In altre parole: perché si fa ricorso alla cambiale? A cosa serve? Te lo dico immediatamente. La cambiale è un titolo di credito che consente di posticipare ad un momento successivo l’adempimento dell’obbligazione, attraverso il pagamento di una determinata somma di danaro alla data di scadenza prevista in cambiale.

In pratica, la cambiale, a differenza dell’assegno, non consente al creditore di soddisfarsi immediatamente: essa rappresenta un strumento di credito. L’assegno, al contrario, pur facendo parte della categoria dei titoli di credito, costituisce uno strumento di pagamento, un mezzo per pagare che viene rilasciato da una parte, ed accettato dall’altra, in sostituzione del denaro contante.

Cambiale: caratteristiche

La cambiale deve essere redatta necessariamente per iscritto: non può esistere una cambiale che assuma diversa forma; se così fosse, sarebbe nulla. La cambiale, inoltre, si caratterizza per i seguenti requisiti:

  • letteralità: la cambiale deve riportare per iscritto la prestazione che il debitore deve adempiere, che deve quindi risultare sul documento cartaceo;
  • autonomia: chiunque acquisisca il titolo di credito acquista un diritto nuovo ed autonomo rispetto al precedente titolare della cambiale, un diritto originario indipendente da quello del titolare precedente;
  • astrattezza: come già ricordato, nella cambiale non c’è alcun riferimento al rapporto fondamentale posto alla base iniziale dell’emissione del titolo stesso. Di conseguenza, una volta che una persona ha sottoscritto la cambiale, non potrà far valere la mancanza di una causa, o far riferimento a vizi oppure ad eccezioni riguardanti il rapporto fondamentale, per evitare di pagare la cambiale.

Cambiale: quanti tipi?

Prima di dirti cosa succede se non paghi una cambiale, voglio solamente precisarti che la legge non prevede un’unica tipologia di cambiale; le principali sono:

  • la cambiale tratta, che sarebbe la cambiale in senso stretto, contenente l’ordine che una persona (detta traente) dà ad un’altra (chiamata trattario) di pagare ad un terzo soggetto (il prenditore) una determinata somma di denaro;
  • il vaglia cambiario, che contiene la promessa fatta da una persona (chiamata emittente) di pagare una somma di denaro direttamente nelle mani del promissario (prenditore).

Cambiale non pagata: cosa succede?

Cosa succede se non pago una cambiale? Accade che potrei trovarmi presto a fare i conti con le pretese del creditore a cui ho rilasciato il titolo di credito. Come detto, la cambiale è una promessa di pagamento: se tale impegno non viene rispettato, la legge consente al creditore di far valere i suoi diritti in maniera privilegiata rispetto agli altri strumenti.

Devi sapere, infatti, che la cambiale è un titolo esecutivo che attribuisce al legittimo possessore il diritto di ottenere il pagamento della somma indicata alla scadenza e nel luogo in essa previsti. In pratica, la cambiale è equiparabile al titolo che ti fornisce il giudice quando emette un decreto ingiuntivo o una sentenza in riconoscimento del tuo diritto di credito. Nel caso della cambiale, però, non ci si trova davanti ad un provvedimento giudiziale, bensì ad un atto stragiudiziale che è intercorso tra privati.

Cambiale non pagata: come fare precetto

È la legge a stabilire che su una cambiale non pagata il creditore può fare direttamente atto di precetto. Cosa significa? Vuol dire che il creditore a favore del quale hai firmato la cambiale, se non ha ottenuto ciò che gli spettava nel termine fissato all’interno del titolo di credito, può chiedere al suo avvocato di preparare un atto (precetto) con il quale ti viene intimato di pagare entro dieci giorni, pena l’inizio dell’esecuzione forzata, cioè di quel procedimento che porterà il creditore a chiedere il pignoramento dei tuoi beni, mobili o immobili.

Non sempre, però, è possibile fare precetto direttamente su cambiale: ed infatti, ciò non può avvenire solamente se la cambiale è scaduta da oltre tre anni [1]. In questa circostanza, cioè se sono trascorsi più di tre anni dalla data in cui il debitore avrebbe dovuto pagare, il creditore dovrà munirsi di un altro titolo esecutivo, ad esempio del decreto ingiuntivo del giudice, in quanto la cambiale, seppur scaduta, vale comunque come prova scritta del credito.

A pena di nullità, il precetto deve indicare le parti, la data di notificazione della cambiale, se questa è fatta separatamente o deve riportare la trascrizione integrale del titolo, se richiesta dalla legge. Il precetto deve anche indicare la residenza o l’elezione di domicilio della parte che lo intima nel comune in cui ha sede il giudice competente per l’esecuzione.

Il precetto deve, inoltre, essere sottoscritto e notificato alla parte personalmente e diventa inefficace se trascorsi i novanta giorni dalla sua notificazione l’esecuzione forzata dei beni non ha avuto inizio. Il termine, però, viene sospeso, se è proposta opposizione contro l’atto, riprendendo a decorrere successivamente al giudizio del giudice.

Cambiale non pagata: a cosa serve il protesto?

Il protesto è una delle cose che può succedere se non si paga una cambiale. Di cosa si tratta? In estrema sintesi, il protesto serve al creditore per far accertare in maniera definitiva, da un notaio, da un ufficiale giudiziario oppure dal segretario comunale, l’inadempimento di colui che ha emesso la cambiale.

Tuttavia, per iniziare l’esecuzione forzata nei confronti del debitore principale e, quindi, per notificargli il precetto, il protesto non è necessario: esso serve piuttosto per dimostrare che il debitore principale non vuole pagare, per poter agire nei confronti dei giratari del titolo. Pertanto, se si agisce solamente nei confronti del debitore principale (cioè, colui che ha emesso la cambiale), il protesto è perfettamente inutile e, perciò, si può intraprendere direttamente l’azione esecutiva. Per le cambiali con scadenza a vista il protesto va elevato entro un anno dalla data di emissione mentre per quelle con scadenza determinata entro uno dei due giorni feriali successivi alla scadenza.

Il problema del protesto è che esso “marchia” il debitore: per tutelare chi abbia rapporti economici con il protestato, il protesto è fatto oggetto di pubblicità attraverso l’iscrizione nel Registro informatico dei protestiTale registro pubblico, aggiornato mensilmente, viene tenuto dalla Camera di Commercio competente per territorio.

Cambiale non pagata: cosa fare in caso di precetto?

Cosa succede se non pago una cambiale? L’abbiamo appena visto: è molto probabile che il tuo creditore ti faccia pervenire immediatamente un atto di precetto e, di lì a novanta giorni, cominci l’esecuzione forzata pignorando i tuoi beni. Puoi però opporti al precetto che ti è stato notificato presentando un’apposita  istanza davanti al giudice con un atto di citazione; la citazione chiama il creditore a comparire davanti al giudice, il quale dovrà valutare la fondatezza delle tue ragioni. L’opposizione potrà basarsi sia sulla contestazione del credito (cioè, su una critica nel merito, cosa che non si potrebbe fare nel caso in cui il titolo abbia natura giudiziale, tipo una sentenza o un decreto ingiuntivo) che sulla regolarità formale dell’atto che ti è stato notificato: in quest’ultima evenienza, ad esempio, potresti far valere la circostanza per cui nell’atto di precetto non è stato trascritto per intero il titolo. L’opposizione formale al precetto, però, deve essere fatta entro venti giorni dalla sua notifica.

note

[1] Art. 94, R.d. 1669/33 (legge cambiaria).


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