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Nullità notifica a mezzo pec

22 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Febbraio 2019



Notifica a mezzo pec: cos’è e come funziona? Quando si può notificare attraverso la pec? Cosa sono i registri pubblici? Quando la notifica via pec è nulla?

La tecnologia, si sa, è pronta sempre a tendere una mano e a facilitarci la vita: questo vale tanto per gli impegni di tutti i giorni quanto per il mondo lavorativo. L’avvento di internet ha eliminato le distanze ha reso tutto molto più semplice: oggi una conferenza può tenersi tranquillamente in contemporanea tra persone che si trovano in luoghi diversi; un contratto può essere stipulato con un semplice click del mouse e la consulenza di un professionista può essere resa anche attraverso email. Tra le grandi agevolazioni di cui si può beneficiare oggi v’è anche la posta elettronica certificata: si tratta di una particolare email che ha il valore di una raccomandata con avviso di ricevimento, in quanto il gestore del servizio certifica il corretto invio e il ricevimento della missiva. Questa importante novità consente agli avvocati di notificare i propri atti attraverso l’invio di una semplice pec alla casella elettronica del destinatario: ovviamente, è necessario che anche questi sia munito di pec. E così, tutte le notifiche ad enti pubblici, società e professionisti passa oramai esclusivamente per la rete, con notevole risparmio di tempo (la notifica è immediata) e di costi, in quanto non occorre più recarsi presso gli ufficiali giudiziari. Perché una notifica a mezzo pec sia valida, però, occorre seguire degli adempimenti, pena la sua invalidità. Se anche tu sei un professionista che utilizza la pec oppure, più semplicemente, ti interessa l’argomento, ti invito a proseguire nella lettura: ti parlerò della nullità della notifica a mezzo pec.

Notifica a mezzo pec: cos’è?

Devi sapere che la legge [1] consente agli avvocati la notifica dei propri atti a mezzo pec. In buona sostanza, si tratta di una notifica che sostituisce sia quella a mezzo posta sia quella effettuata tramite ufficiali giudiziari. Si tratta di un bel vantaggio non solo per il legale, il quale potrà tranquillamente compiere il suo adempimento dal proprio studio senza dover fare lunghe file agli sportelli degli ufficiali giudiziari, ma anche per i clienti, i quali non dovranno sostenere alcun costo: la notifica a mezzo pec, infatti, è praticamente gratuita.

Notifica a mezzo pec: quando si può fare?

Ovviamente, una notifica a mezzo pec è possibile solamente quando il destinatario sia fornito di posta elettronica certificata: sarebbe del tutto priva di validità una notifica fatta tramite l’invio di una email tradizionale; stessa sorte toccherebbe alla pec spedita su casella di posta elettronica ordinaria.

Questo significa che la notifica a mezzo pec potrà essere fatta solamente nei confronti di quei soggetti muniti di posta elettronica certificata: in genere, questi sono i professionisti iscritti ad un albo, nonché le imprese, le società e gli enti pubblici, i quali sono obbligati ad avere una pec. Nei confronti dei privati cittadini, pertanto, bisognerà continuare a notificare in modo tradizionale: recandosi con il proprio atto cartaceo presso gli ufficiali giudiziari.

Notifica via pec: come si controlla un indirizzo?

Per essere certi che il soggetto destinatario della notifica sia in possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata e che, quindi, si possa compiere una notifica a mezzo pec, basta consultare i registri pubblici ove sono conservati tutti gli indirizzi pec. Questi registri sono reperibili in internet e sono essenzialmente due:

  • l’Inipec, cioè l’Indice Nazionale Indirizzi Pec delle imprese e dei professionisti, liberamente consultabile anche dai privati cittadini senza necessità di autenticazione, che consente di cercare su questo sito internet l’indirizzo pec di imprese e professionisti iscritti ad albi professionali, nonché di effettuare l’operazione inversa, ovvero di individuare, a partire dall’indirizzo, il titolare dello stesso;
  • il ReGInDE, cioè il Registro Generale degli Indirizzi Elettronici del Ministero della Giustizia, che contiene gli indirizzi pec di soggetti appartenenti ad enti pubblici che svolgono specifici ruoli nell’ambito di procedimenti giudiziari (avvocati e funzionari di INPS, Avvocatura dello Stato e pubblica amministrazione), professionisti iscritti ad albi ed elenchi istituiti per legge (es. Consiglio Ordine degli Avvocati), nonché professionisti non iscritti ad alcun albo. A differenza dell’Inipec, è accessibile esclusivamente da parte dei soggetti abilitati al processo telematico, come gli avvocati.

Notifica a mezzo pec: come si fa?

Un avvocato che vuole fare una notifica a mezzo pec deve predisporre, in formato .pdf, il file che contiene l’atto da notificare (ad esempio, una citazione a giudizio); oltre a ciò, dovrà provvedere a scansionare la procura cartacea che gli è stata conferita dal cliente (operazione inutile nel caso in cui la procura sia stata sottoscritta digitalmente) e preparare una relata di notifica, sempre in formato .pdf, nella quale riporta il nominativo del proprio cliente e quello dei destinatari della notifica, nonché l’attestazione circa il formato e la provenienza degli atti che intende trasmettere.

Compiuta questa operazione, basterà firmare digitalmente gli atti così predisposti (l’atto oggetto di notifica, la procura e la relata), allegarli alla pec e inviarla all’indirizzo del destinatario così come risultante dai registri Inipec o Reginde.

Notifica a mezzo pec: quando è nulla?

La notifica a mezzo pec ha sollevato non pochi problemi per quanto riguarda la sua possibile nullità: ed infatti, nel caso in cui ci si discosti dalle indicazioni che ho sopra illustrato, v’è il rischio che il giudice possa ritenere non valida la notifica, con conseguente obbligo per l’avvocato di effettuare nuovamente la procedura.

I casi di nullità della notifica a mezzo pec sono stati sottoposti al vaglio da parte della giurisprudenza, la quale ha ribadito il principio secondo cui se la notifica raggiunge il suo scopo, che è quello di informare la controparte, essa deve ritenersi tendenzialmente valida. Ma procediamo con ordine.

Notifica fatta a pec non presente nei pubblici registri

Una prima ipotesi di nullità della notifica a mezzo pec è quella riguardante l’indirizzo del destinatario: cosa succede se la notifica viene fatta ad un indirizzo pec che non è presente nei pubblici registri, come l’Inipec o il Reginde? Ebbene, la legge dice espressamente che «La notificazione con modalità telematica si esegue a mezzo di posta elettronica certificata all’indirizzo risultante da pubblici elenchi, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. La notificazione può essere eseguita esclusivamente utilizzando un indirizzo di posta elettronica certificata del notificante risultante da pubblici elenchi». [2]

A rigore, quindi, una notifica a mezzo pec fatta ad un indirizzo non presente nei pubblici registri sarebbe nulla. Tuttavia, la Suprema Corte di Cassazione [3], andando oltre l’interpretazione letterale della disposizione testé citata, ha escluso la nullità della notifica a mezzo pec ogni volta che la comunicazione sia giunta al destinatario e questi abbia dimostrato di essersi difeso. Nel caso affrontato dalla Corte, un avvocato aveva effettuato una notifica via pec ad un altro avvocato, reperendo il suo indirizzo non dai pubblici registri, bensì dall’albo professionale.

Notifica a mezzo pec e attestazione di conformità

Un’altra ipotesi di nullità della notifica a mezzo pec riguarda l’attestazione di conformità che deve essere allegata al messaggio. Come detto qualche paragrafo fa, la notifica deve contenere l’atto, la procura e la relata, all’interno della quale l’avvocato deve anche attestare la provenienza (cartacea o digitale) degli atti notificati. Tutti i file, poi, devono essere sottoscritti digitalmente. In un caso affrontato dalla Cassazione, era stata sollevato il problema della nullità della notifica a mezzo pec perché l’attestazione di conformità non riportava in maniera esatta il nome del file di cui attestava, appunto, la provenienza. Secondo i giudici [4], un difetto di questo genere non è causa di nullità della notifica ma di mera irregolarità, pertanto non pregiudicante. In sintesi, quindi, possiamo dire che la mancata indicazione del nome del file costituisce una irregolarità non riconducibile ad alcuna delle ipotesi di nullità della notifica a mezzo pec.

Notifica a mezzo pec: quando la nullità è esclusa

Quest’ultima pronuncia riguardante la nullità della notifica a mezzo pec ci consente di dire che tale notifica è invalida solamente quando non consente al destinatario della comunicazione di comprendere ciò che gli viene notificato. Ogni volta che, al contrario, sia possibile controbattere alle argomentazioni difensive di controparte perché l’atto è giunto comunque a conoscenza, non potrà scattare la nullità della notifica a mezzo pec. Il principio, quindi, è il seguente: qualunque nullità della notifica risulta sanata dal raggiungimento dello scopo allorquando l’altra parte abbia replicato alle argomentazioni svolte nell’atto notificato.

Di conseguenza, non c’è nullità della notifica a mezzo pec nemmeno quando non sia rispettata la forma digitale corretta del file: ad esempio, l’atto di citazione, anziché notificato in formato digitale nativo, viene convertito mediante scansione dell’atto cartaceo.

note

[1] Legge n. 53/1994.

[2] Art. 3-bis l. n. 53/1994.

[3] Cass., sez. un., sent. n. 23620 del 28.09.2018.

[4] Cass., ord. n. 14369 del 05.06.2018.

Autore immagine: Pixabay.com


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