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Prescrizione cartelle esattoriali: soluzioni a problemi quotidiani

4 Febbraio 2019


Prescrizione cartelle esattoriali: soluzioni a problemi quotidiani

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Febbraio 2019



Come fare ricorso e impugnare una cartella di pagamento scaduta per decorso dei termini.

Quando, dopo la notifica di una cartella, non si fa ricorso, consentendo che questa divenga definitiva, l’unica chance per non pagare e non subire pignoramenti è sperare nella prescrizione. Tradotto in termini comuni, prescrizione significa “scadenza del diritto”. Ogni diritto di credito scade se non esercitato per un certo periodo di tempo, ossia se il creditore non invia solleciti o non passa all’esecuzione forzata. Così, se l’Agenzia Entrate Riscossione “dimentica” di incalzare il contribuente e non gli notifica alcun altro atto, il debito “si prescrive”, ossia cessa. Ma attenzione: l’annullamento di una cartella prescritta non è così immediato come può sembrare. Ad esempio, lo sai che non puoi fare ricorso contro una cartella prescritta? E che se chiedi una rateazione ti precludi ogni possibilità di eccepire la prescrizione? Ecco allora alcuni chiarimenti sulla prescrizione delle cartelle esattoriali. 

Qui di seguito ti spiegheremo dopo quanto tempo scade una cartella di pagamento, come fare per ottenerne l’annullamento, a quale giudice ricorrere ed entro quanto tempo, come non perdere la causa. Ti indicheremo poi un modello con il facsimile di ricorso contro la cartella prescritta. Ma procediamo con ordine.

Prescrizione cartelle: quanti anni?

Le Sezioni Unite della Cassazione hanno detto che le cartelle esattoriali si prescrivono in tempi diversi a seconda del tipo di tributo o sanzione in esse riportato. Ad esempio, una cartella per multe stradali si prescrive in 5 anni perché tale è la prescrizione delle sanzioni amministrative; una cartella per Irpef si prescrive in 10 anni perché è in tale arco di tempo che scade l’imposta. Quindi, la prima cosa che devi fare per capire se una cartella è prescritta è prendere l’elenco delle causali, riportato nel dettaglio della cartella medesima, e vedere a cosa questa si riferisce. 

Potrebbe succedere – e spesso avviene – che con un’unica cartella venga richiesto il pagamento di somme tra loro eterogenee (ad esempio Imu, Tasi, Irpef, bollo auto). In tali ipotesi, la cartella si prescrive in tempi diversi a seconda del tipo di tributo: in buona sostanza, la parte della cartella per bollo si prescriverà in 3 anni, quella per Imu e Tasi in 5, quella per Irpef in 10.  

I termini di prescrizione sono i seguenti:

  • Iva, Irpef, Ires, canone Rai, imposta di registro, imposta di bollo, imposta catastale: 10 anni;
  • Imu, Tari, Tasi, multe stradali e altre sanzioni amministrative, contributi Inps e Inail: 5 anni;
  • Bollo auto: 3 anni.

I termini iniziano a decorrere dal primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui il tributo è dovuto e scadono quindi il 31 dicembre.

La prescrizione è di 10 anni se il contribuente fa ricorso contro la cartella e perde la causa. In tale ipotesi, infatti, poiché il titolo di credito non è più la cartella ma la sentenza, si segue la prescrizione di 10 anni tipica degli atti giudiziali.

Prescrizione cartelle: è automatica?

La prescrizione si forma in automatico: non necessita cioè di una sentenza del giudice che sancisca l’avvenuta “scadenza” del debito. Basta quindi il semplice decorso del tempo. Tuttavia, è bene prepararsi alla possibilità di dover ricorrere al tribunale qualora, nonostante l’intervenuta prescrizione, l’Agenzia Entrate Riscossione pretenda il pagamento con un sollecito, con un pignoramento o con un preavviso di fermo o di ipoteca, cosa tutt’altro che rara.

In quel caso la sentenza sarà necessaria per annullare il successivo atto del fisco. 

Prescrizione cartella: come annullare il debito

Veniamo agli aspetti pratici. Come annullare la cartella prescritta? 

Come ben sai, per ricorrere contro una cartella per imposte o tributi hai 60 giorni di tempo; 40 giorni se la cartella attiene a contributi Inps o Inail; 30 giorni per le sanzioni amministrative. Si tratta di termini molto stretti, scaduti i quali non ci si può più rivolgere al giudice. Viene allora normale chiedersi: se per la prescrizione è necessario attendere tanto tempo, come si fa a chiedere l’annullamento della cartella scaduta? Quando si verifica la prescrizione, i termini per il ricorso sono già abbondantemente scaduti. Cosa si può fare?

Una cosa è certa: se impugni la cartella prescritta, il ricorso verrà rigettato per decorso dei termini a impugnare.

Hai allora due strade da percorrere:

  • se la cartella prescritta ti è stata correttamente notificata: devi solo attendere che l’esattore faccia eventualmente il successivo passo. Non potendo far annullare la cartella prescritta, in quanto ormai decorsi i termini per l’impugnazione, potrai solo ricorrere contro il successivo atto che ti verrà notificato (un sollecito di pagamento, un preavviso di fermo o ipoteca, un pignoramento). Di certo, se chiederai un estratto di ruolo tali debiti continueranno ad essere indicati, seppur non azionabili con un pignoramento in quanto ormai prescritti;
  • se la cartella prescritta non ti è mai stata notificata e ne hai preso conoscenza con l’estratto di ruolo: puoi impugnare l’estratto di ruolo entro 60 giorni da quando ti è stato consegnato. Solo in questo caso si può impugnare la cartella scaduta in quanto mai conosciuta. L’oggetto dell’impugnazione sarà innanzitutto l’omessa notifica (di per sé sufficiente ad annullare la cartella) e, in secondo luogo, l’intervenuta prescrizione del debito. 

Secondo le Sezioni unite [2] il contribuente può impugnare la cartella per omessa notifica, se ne è venuto a conoscenza solo attraverso un estratto di ruolo rilasciato dal concessionario della riscossione. Così l’impugnazione degli atti successivi alla cartella (avvisi di intimazione, avvisi di mora, preavvisi di fermo), che contesta l’omessa notifica dell’atto prodromico, fa ricadere sull’amministrazione l’onere di provare l’avvenuta valida e tempestiva notifica della cartella esattoriale, anche se non è direttamente l’ufficio a procedere alla notifica dell’atto impositivo, bensì l’esattore.

Notifica della cartella al portiere o in Comune: è valida?

Se un atto viene notificato al destinatario, ma a ritirarlo è il portiere dello stabile, la notifica è valida in quanto sussiste una presunzione legale che il portiere sia deputato alla ricezione di atti giudiziari e questa deve, eventualmente, essere superata dal destinatario stesso. La Cassazione ha detto in proposito: «Nell’ipotesi in cui il portiere di un condominio riceva la notifica della copia di un atto qualificandosi come “incaricato al ritiro”, senza alcun riferimento alle funzioni connesse all’incarico afferente al portierato, ricorre la presunzione legale della qualità dichiarata, la quale per essere vinta abbisogna di rigorosa prova contraria da parte del destinatario» [1].

La notifica tramite deposito in Comune del sollecito di pagamento interrompe la prescrizione in quanto si perfeziona dopo 10 giorni dall’invio della seconda raccomandata informativa al contribuente irreperibile. Sul punto leggi Quando la cartella esattoriale viene depositata in Comune.

Se chiedo la rateazione posso fare ricorso per prescrizione?

La richiesta di rateazione non preclude la possibilità di fare ricorso contro le cartelle viziate, ma non è possibile eccepire la prescrizione. Difatti l’istanza di dilazione interrompe i termini di prescrizione che riprendono a decorrere da capo non appena il contribuente interrompe il versamento delle rate. Nel caso in cui il contribuente richieda la dilazione del pagamento delle imposte riportate in cartella, questi riconosce implicitamente l’esistenza del tributo; ciò ha lo stesso effetto di un sollecito di pagamento, ossia interrompe il decorso dei termini di prescrizione.

È possibile chiedere la rateazione e poi ricorrere contro le cartelle non notificate o per altri vizi di forma e sostanza, ma non per prescrizione, a meno che la prescrizione si sia verificata prima della presentazione della domanda di rateazione. In tal caso infatti l’atto interruttivo della prescrizione – l’istanza – non produce effetti essendosi già compiuto il decorso del termine. Se invece la prescrizione non si è ancora verificata al momento dell’istanza, il termine si interrompe e resta sospeso finché il contribuente continua a pagare regolarmente.

Fac simile ricorso cartella prescritta

Se hai bisogno di un modello di ricorso contro la cartella esattoriale prescritta clicca qui.

note

[1] Cass. sent. n. 1032/2019.

[2] Cass. S.U. sent. n. 19704/2015.


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3 Commenti

  1. Ottimi consigli, grazie davvero! Se una cartella esattoriale non è prescritta e devo pagarla, come posso fare il pagamento? E poi vorrei sapere quali cartelle esattoriali non si pagano più. Attendo con impazienza la vostra risposta

    1. Grazie mille Lucia! Per scoprire tutte le modalità di pagamento delle cartelle esattoriali leggi il nostro vademecum https://www.laleggepertutti.it/244827_tutte-le-modalita-di-pagamento-delle-cartelle-esattoriali e saprai come e dove pagare le cartelle di pagamento ricevute dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
      Se ti stai chiedendo quali cartelle esattoriali non si pagano, il tuo è un dubbio più che legittimo. Non è raro che l’Esattore invii ai contribuenti, con un’unica intimazione di pagamento, la sintesi di tutte le imposte da questi dovute, anche quelle ormai cadute in prescrizione ma che nessun giudice ha mai cancellato. Capita così che gli italiani si trovino sul groppone debiti riferiti a molti anni fa e che nessun ufficio si è mai preso la briga di cancellare senza un ordine di un tribunale. E magari capita anche che qualcuno, per ignoranza o distrazione, paghi ciò che non è dovuto. Per sapere quali cartelle esattoriali non si pagano più leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/219980_quali-cartelle-esattoriali-non-si-pagano-piu/comment-page-1#comment-325890

  2. In questo articolo ho trovato tutte le risposte ai miei dubbi sulle scadenze delle cartelle esattoriali. Ed ora so anche come e quando fare ricorso, come ottenerne l’annullamento e a quale giudice ricorrere. Utilissimo il facsimile.
    Grazie la legge per tutti

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