Diritto e Fisco | Articoli

Straordinari non pagati: cosa fare?

4 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Febbraio 2019



Straordinari non pagati: se le ore sono indicate in busta paga sarà più facile recuperare il tuo credito, altrimenti bisognerà fare causa all’azienda e provare per testimoni l’effettivo orario svolto.

Sei stato assunto per quaranta ore settimanali, ma in realtà lavori di più. Il datore infatti ti chiede spesso di fare del lavoro straordinario, ma non sempre te lo paga. Ormai le ore di straordinario non pagate sono molte e hai deciso di agire per ottenerne il pagamento. Non sai però esattamente come procedere e come potrai provare le ore di lavoro effettivamente svolte, soprattutto quando queste non risultano dalla busta paga, oppure se lavori per la maggior parte del tempo da solo, senza altri colleghi che possano confermare la tua presenza in servizio oltre l’orario stabilito dal tuo contratto di lavoro. Vediamo allora in questa breve guida cosa fare in caso di straordinari non pagati.

Cos’è il lavoro straordinario

Il lavoro straordinario è quello prestato oltre l’orario normale di lavoro, cioè oltre la quarantesima ora settimanale, se il dipendente ha un contratto a tempo pieno.

Per la maggiore fatica che comporta, il lavoro straordinario deve essere conteggiato a parte e compensato con una maggiorazione retributiva, il cui importo è previsto dai contratti collettivi di lavoro, oppure – in alternativa o in aggiunta a dette maggiorazioni – con riposi compensativi.

I contratti collettivi stabiliscono la durata massima dello straordinario, ossia quante ore i dipendenti possono lavorare oltre il tetto delle 40 ore settimanali.

L’orario settimanale infatti non può in ogni caso superare le 48 ore, comprese le ore di lavoro straordinario, per ogni periodo di 7 giorni.

Il limite massimo di 48 ore deve essere calcolato, come media, in un periodo di riferimento non superiore a 4 mesi, o se il contratto collettivo lo prevede a 6 mesi.

Lavoro straordinario: obbligatorio o facoltativo?

Il lavoratore non è obbligato a svolgere ore di lavoro straordinario, salvo che ciò si renda necessario per comprovate ragioni tecniche, produttive ed organizzative aziendali.

Dunque, a fronte della richiesta datoriale di fare delle ore di straordinario, il dipendente ben può rifiutarsi, senza subire alcuna conseguenza negativa.

Straordinario “fuori busta”

Le ore di lavoro straordinario devono essere indicate in busta paga e pagate, come detto, con le corrispondenti maggiorazioni economiche.

Può tuttavia accadere che l’azienda faccia svolgere ai propri dipendenti ore di lavoro straordinario “in nero”, senza dunque esporle in busta paga.

Ciò, oltre a costituire un illecito, danneggia il lavoratore sotto diversi profili: ad esempio, in tali casi, l’azienda non versa i contributi per le ore in più svolte dal lavoratore; o ancora, in caso di infortunio o sinistro durante l’orario straordinario “non ufficiale”, non opera la copertura assicurativa Inail; infine potrebbe accadere che l’azienda inizi a non pagare le ore in più svolte e per il lavoratore diventi difficile provarne l’effettivo svolgimento.

Rimedi per ottenere il riconoscimento dello straordinario non pagato

Quando l’azienda non paga le ore di straordinario, il lavoratore ha diverse opzioni per ottenere il recupero del proprio credito.

Innanzitutto il dipendente può rivolgersi ad un sindacato: l’associazione di categoria provvederà a conteggiare le somme spettanti a titolo di lavoro straordinario e manderà quindi una lettera all’azienda, intimandola a pagare quanto prima le somme dovute.

In alternativa, in caso di inefficacia, dell’intervento sindacale, ci si può altrimenti rivolgere ad un avvocato: se le ore di lavoro straordinario non pagate sono indicate nel loro ammontare nella busta paga, si potrà utilizzare tale documento quale prova per chiedere al giudice del lavoro la pronuncia di un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo nei confronti dell’azienda. Si tratta di un procedimento molto celere, che consente di ottenere un provvedimento con il quale il Magistrato ordina all’azienda l’immediato pagamento della retribuzione non corrisposta. In mancanza di pagamento il lavoratore potrà procedere con il pignoramento dei beni del datore.

Se invece le ore di lavoro straordinario effettivamente svolte non risultano da alcun documento, l’unica soluzione possibile è iniziare una vera e propria causa contro il datore.

In questo caso, sarà indispensabile provare l’effettivo orario di lavoro svolto. Tale prova dovrà essere data per testimoni e in modo molto preciso.

È indispensabile infatti, in questi casi, disporre di colleghi, clienti, fornitori, o comunque persone a conoscenza dell’orario di lavoro svolto dal dipendente, che possano quindi confermare dinanzi al Giudice che questi ha lavorato in un determinato periodo per un certo orario, svolgendo determinate mansioni.

Infine, un’ulteriore soluzione può essere quella di rivolgersi all’Ispettorato del Lavoro della provincia presso la quale il lavoratore ha il domicilio, o presta la propria attività lavorativa e contattare l’ispettore di turno.

Alla presenza dell’Ispettore, il dipendente dovrà indicare l’orario di lavoro svolto, il mancato pagamento delle ore di lavoro straordinario, le sue mansioni, il periodo in cui non ha ricevuto alcun pagamento, fornendo all’Ispettore tutta la documentazione che possa dare ulteriore dimostrazione delle affermazioni espresse. La stesura del verbale e la firma dello stesso da parte del lavoratore determineranno l’avvio di accertamenti e controlli sull’operato dell’azienda e l’applicazione di eventuali sanzioni.


scarica gratis il tuo contratto su misura

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA