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Arredi trattenuti illecitamente dall’ex: che fare?

4 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Febbraio 2019



Cosa fare se il tuo ex non restituisce i tuoi beni? È possibile fare denuncia? Come ottenere la restituzione degli arredi?

Quando la coppia scoppia ognuno torna a casa sua, col proprio carico di amarezza e delusione. Spesso, però, ci si porta con sé non solo lo sconforto di un rapporto finito, ma anche i propri beni personali che, durante la convivenza, si trovavano nell’abitazione comune. Quando ciò non è possibile per via della quantità o delle dimensioni degli oggetti (pensa ad un divano, ad una televisione, ecc.), è sempre possibile riprenderseli in un secondo momento, chiedendo la restituzione al proprio ex; ciò avviene sia nel caso in cui la coppia abbia solamente convissuto, sia nell’ipotesi in cui sia stato contratto un vincolo matrimoniale oppure un’unione civile. Nel caso del matrimonio, nonostante il regime di comunione dei beni ci sono oggetti che vanno restituiti (quelli destinati alle esigenze personali oppure al proprio lavoro); diverso è il discorso per le cose che, al contrario, sono state acquistate insieme in costanza di matrimonio: in questa circostanza, bisognerà stabilire, di comune accordo oppure con provvedimento del giudice, a chi spettano i beni che cadono in comunione. Qual è la sorte degli arredi, cioè di quegli oggetti (come un armadio, una cassettiera, un tavolo, un divano, ecc.) la cui utilità è a vantaggio della casa stessa? Ebbene, anche in questa ipotesi occorrerà decidere a chi spettano: essi, di norma, restano nella casa in cui si è vissuti, ma è possibile che il giudice li attribuisca solo a una delle parti. Nel caso di mera convivenza, non entra in gioco nessuna comunione e, pertanto, gli arredi sono di chi li ha acquistati. Che fare se gli arredi sono trattenuti illecitamente dall’ex? In altre parole, come comportarsi se il proprio ex non si decide a restituire i beni che ci spettano, in quanto sono nostri sin dall’origine oppure li abbiamo comprati con i nostri soldi? Ebbene, devi sapere che c’è il rischio concreto che si integri un’ipotesi di reato. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: ti spiegherò che fare in caso di arredi trattenuti illecitamente dall’ex.

Arredi trattenuti dall’ex: come comportarsi?

Nel caso di arredi trattenuti illecitamente dall’ex puoi fare due cose: sporgere denuncia/querela oppure andare dal giudice per chiedere che i tuoi beni ti vengano restituiti. Nulla ti vieta di intraprendere entrambe le strade; anzi, sarebbe la cosa migliore da fare, visto che il giudice penale, anche nel caso in cui condannasse il tuo ex, non potrebbe obbligarlo a restituirti ciò che è tuo. Questo può essere fatto solo dal giudice civile.  Vediamo che fare in presenza di arredi trattenuti illecitamente dall’ex.

Arredi non restituiti dall’ex: è reato?

Innanzitutto, sappi che se il tuo ex non ti restituisce gli arredi è passibile di denuncia: nello specifico, potrai denunciarlo per il reato di appropriazione indebita, che punisce con la reclusione fino a tre anni chi, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso [1].

Anche la giurisprudenza è d’accordo nel ritenere che si configura il reato di appropriazione indebita per il coniuge che non restituisce all’ex i beni di sua proprietà, eventualmente andando contro il provvedimento di separazione [2]. Il delitto si configura sia nel caso di unione matrimoniale che nell’ipotesi di convivenza di fatto: i beni che appartengono all’altro vanno restituiti.

Nel processo penale che verrà instaurato davanti al tribunale in composizione monocratica, potrai costituirti parte civile per chiedere il risarcimento dei danni patiti. Ricorda, però, che il giudice penale non può farti riavere le tue cose: ciò che può fare è solamente condannare il colpevole alla pena prevista per legge  ed, eventualmente, riconoscerti il risarcimento. Per ottenere gli arredi trattenuti illecitamente dall’ex dovrai promuovere un’apposita azione civile.

Arredi non restituiti dall’ex: come riaverli?

Per riavere gli arredi trattenuti illecitamente dovrai citare in giudizio il tuo ex e chiedere che ciò che è tuo ti venga restituito. Si tratta dell’azione di rivendicazione [3], che può essere esercitata dal proprietario per rivendicare la cosa che gli appartiene da chiunque la possegga o la detenga. Per esperire vittoriosamente questa azione e, quindi, per ottenere la restituzione degli arredi trattenuti illecitamente dagli ex, dovrai dimostrare il tuo diritto di proprietà, cioè dovrai provare che i beni di cui chiedi la restituzione siano effettivamente tuoi: ad esempio, potrai avvalerti delle fatture d’acquisto.

In merito, il codice civile dice che il coniuge può provare con ogni mezzo, nei confronti dell’altro, la proprietà esclusiva di un bene [4]: potrai quindi dimostrare che gli arredi sono tuoi anche portando dei testimoni. Al contrario, i beni di cui nessuno dei coniugi può dimostrare la proprietà esclusiva sono di proprietà indivisa per pari quota di entrambi i coniugi.

Ad ogni modo, al termine del processo civile, se il giudice ti avrà dato ragione, potrai intimare al tuo ex di restituirti gli arredi; se dovesse rifiutarsi, grazie al titolo rappresentato dalla sentenza, potrai ottenere ciò che è tuo avvalendoti dell’ufficiale giudiziario e, se necessario, delle forze dell’ordine.

note

[1] Art. 646 cod. pen.

[2] Cass. 52598 del 22.11.2018.

[3] Art. 948 cod. civ.

[4] Art. 219 cod. civ.

Autore immagine: Unsplash.com


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