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Quando l’auto non è pignorabile?

4 Febbraio 2019


Quando l’auto non è pignorabile?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Febbraio 2019



Possibile il pignoramento della macchina usata dall’invalido o da chi ha altri handicap fisici e motori? E da chi invece utilizza l’auto per andare al lavoro?

In materia di pignoramento dell’auto si fa spesso confusione tra pignoramento e fermo amministrativo. Le norme, in verità, non fanno grossi sacrifici per rendersi chiare e comprensibili anche da parte di chi non mastica il diritto. Ecco così che si cade spesso in equivoci e ci si chiede: quando l’auto non è pignorabile? È previsto il divieto di pignorare la macchina usata per andare a lavorare e che succede, invece, se la famiglia ha un disabile da trasportare? Infine chi ha un’auto soltanto e non ha la possibilità di acquistarne un’altra può trovare tutela? Cerchiamo di fare il punto della situazione analizzando tutte queste situazioni.

Auto usata per andare a lavoro: è pignorabile?

Una norma [1] stabilisce il divieto di iscrivere il fermo amministrativo nei confronti dell’auto utilizzata per ragioni di natura professionale o imprenditoriale. Si tratta, quindi, di una questione completamente diversa rispetto al pignoramento. Il pignoramento è un atto dell’esecuzione forzata volto prima ad apprendere il bene dal suo titolare per poi sottoporlo a vendita mediante asta pubblica sotto il controllo del tribunale. L’auto cessa di appartenere al titolare nel momento in cui viene aggiudicata al miglior offerente; il corrispettivo ricavato dalla vendita viene assegnato al creditore procedente.

Il fermo amministrativo invece è una misura che viene disposta esclusivamente dall’agente della riscossione esattoriale (ad es. Agenzia Entrate Riscossione) nel caso in cui un contribuente non abbia pagato, entro 60 giorni, la cartella esattoriale. Scopo del fermo non è la vendita, ma il semplice divieto di utilizzare il mezzo (pena una multa e la confisca del bene).

Il creditore privato quindi non può iscrivere il fermo ma avviare solo il pignoramento secondo una procedura che descriveremo a breve.

Il divieto di fermo scatta nei confronti di chi esercita attività di impresa o professione. Ad esempio, il divieto di fermo scatta per l’escavatore per un’impresa edile, per l’autovettura per l’agente di commercio ed anche per la macchina dell’idraulico utilizzata per recarsi dai clienti che dovrebbe comunque essere considerata strumentale, anche se non riportata nei registri contabili. Al contrario può essere oggetto di fermo l’autovettura del professionista che svolge prevalentemente l’attività nel proprio studio o nell’abitazione.

La norma che impone il divieto di fermo non può essere estesa ai lavoratori dipendenti (anche se qualche commissione tributaria ha ritenuto diversamente).

Non esiste lo stesso divieto per quanto riguarda il pignoramento. Sicché si può pignorare l’auto per andare al lavoro, anche se, in assenza di questa, al debitore manchi la possibilità di guadagnare lo stretto indispensabile per vivere.

Solo l’auto indispensabile all’attività del debitore subisce un limite di pignoramento. In particolare il Codice di procedura civile [2] stabilisce la possibilità di pignorare, entro massimo un quinto, gli strumenti e oggetti indispensabili alla professione, all’arte o al mestiere del debitore, sempre a condizione che non vi siano altri beni da pignorare (il limite non si applica per i debitori costituiti in forma societaria e, in ogni caso, se nell’attività del debitore prevale il capitale investito rispetto al lavoro).

Ma attenzione: «l’indispensabilità dell’auto» che fa scattare tale divieto di pignoramento si deve riferire all’attività e non al suo titolare. Quindi è pignorabile la macchina che serve al panettiere per arrivare da casa al suo panificio, ma non è pignorabile il furgoncino per la consegna del pane; è pignorabile l’auto del lavoratore subordinato necessaria per raggiungere l’azienda, ma non lo è quella dell’agente di commercio con cui trasporta gli abiti per mostrarli ai propri clienti. La ragione di tale norma è di non togliere al debitore la possibilità di vivere del proprio lavoro.

L’onere della prova della strumentalità grava sul contribuente.

Auto per disabili: si può pignorare?

Come non esistono norme che tutelano l’auto necessaria al dipendente a raggiungere la propria sede di lavoro – ma solo un divieto di pignoramento (entro massimo un quinto) per i veicoli strumentali all’esercizio dell’attività imprenditoriale, artistica, professionale o artigiana del debitore – la legge non prevede neanche il divieto di pignorare l’auto del disabile. Se quindi in famiglia è presente una persona titolare della legge 104, che ha acquistato il mezzo coi relativi benefici, può essere passibile di pignoramento al pari di qualsiasi altro debitore.

C’è tuttavia da dire che un lato della dottrina ritiene estendibile la norma che vieta il pignoramento per le auto strumentali all’attività anche a quelle indispensabili per il trasporto degli invalidi. Al momento però si tratta solo di una interpretazione che potrebbe non trovare accoglimento in tribunale proprio perché non sorretta da una norma.

Leggi sul punto: Pignoramento a persona invalida.

Sempre in via interpretativa non è possibile il fermo amministrativo dell’auto usata da un disabile e quindi acquistata coi benefici della legge 104. In questo caso però esiste un precedente giurisprudenziale della Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia (leggi sul punto: Con un invalido in famiglia il fermo auto è illegittimo). Agenzia Entrate Riscossione ha aderito a questa interpretazione e ha predisposto un apposito modello F3 con il quale è possibile chiedere l’annullamento del preavviso di fermo o della stessa iscrizione del fermo nei confronti dell’auto di proprietà di una persona disabile. Puoi scaricare il modulo cliccando qui.

Prima e unica auto: si può pignorare?

Finiamo la rassegna sul pignoramento dell’auto con l’ipotesi del debitore che abbia un solo veicolo necessario a tutti i componenti della famiglia. Anche in questo caso non esistono norme che vietino il pignoramento della “prima auto” al pari di quelle che invece lo prevedono per la “prima casa”.

L’unica soluzione è tuttavia cointestare l’automobile a un’altra persona: in tal caso il pignoramento è possibile fino al 50%. Questo non esclude che l’auto possa essere sottoposta all’esecuzione forzata e alla vendita all’asta, ma la metà del ricavato dovrà essere restituita al comproprietario non debitore, situazione questa che dovrebbe disincentivare il creditore dall’avvio del pignoramento. Leggi sul punto Impignorabile la prima auto così come la prima casa.

Come avviene il pignoramento dell’auto?

Oggi convivono due diverse procedure di pignoramento dell’auto. La prima è quella tradizionale prevista per i beni mobili: l’ufficiale giudiziario si reca a casa del debitore e sottopone a pignoramento i beni che trova di facile vendita. Tra questi vi può essere l’auto. Il veicolo rimane nella disponibilità del debitore che non può tuttavia utilizzarlo, fino a quando non interviene un addetto dell’Istituto vendite giudiziarie a prelevarlo per la procedura di vendita.

La seconda modalità di pignoramento auto avviene per via telematica. L’ufficiale giudiziario si collega al Pra, ricerca eventuali veicoli intestati al debitore e vi iscrive il pignoramento sempre via computer. L’atto di pignoramento viene notificato al debitore e contiene l’ingiunzione ad astenersi dall’utilizzo o dalla cessione del bene. Nei 10 giorni successivi il debitore deve consegnare l’auto all’Istituto vendite giudiziarie autorizzato ad operare nel territorio del circondario nel quale è compreso il luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede. In sostanza, entro questo termine, il debitore deve recarsi all’Ivg competente per territorio, consegnando la propria automobile pignorata; in caso contrario, dovrà far fronte a una serie di sanzioni, anche penali, non potendo neppure circolare con il mezzo pignorato.

Allo scadere dei 10 giorni, se il debitore non consegna la propria automobile pignorata all’Ivg e continua a guidarla, la polizia provvede al ritiro della carta di circolazione e, se possibile, dei titoli e dei documenti relativi alla proprietà e all’uso dei beni pignorati (si ricorda che il certificato di proprietà è ormai in formato digitale).

L’auto pignorata viene sottratta alla materiale disponibilità del debitore e consegnata all’Istituto vendite giudiziarie (Ivg), informando immediatamente il creditore che entro 30 giorni (pena la perdita di efficacia del pignoramento) dalla comunicazione ricevuta a mezzo Pec, deposita nella cancelleria del tribunale competente per l’esecuzione la nota di iscrizione a ruolo e le copie conformi (conformità attestata dall’avvocato del creditore) del titolo esecutivo, del precetto, dell’atto di pignoramento e della nota di trascrizione.

note

[1] Art. 86 co. 2 DPR 602/73

[2] Art. 515 co. 3 cod. proc. civ.

[3] Ctp Reggio Emilia sent. n. 81/01/17 del 13.03.2017.


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