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Reddito di cittadinanza: controlli per chi rifiuta il lavoro

31 Maggio 2019 | Autore:


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Segnalazione alla Guardia di Finanza per i beneficiari del reddito che rifiutano il posto: chi lavora in nero rischia la galera.

La guerra ai furbetti del reddito di cittadinanza non è ancora iniziata, ma si preannuncia molto dura: le regole previste dal decretone [1] per chi “sgarra”, difatti, sono severissime, e prevedono anche la reclusione sino a 6 anni per chi dichiara il falso, al fine di godere del sussidio.

Particolarmente severo anche il trattamento nei confronti dei beneficiari del reddito “pigri”: chi rifiuta un’offerta di lavoro congrua, difatti, sarà segnalato alla Guardia di Finanza per essere sottoposto a controlli. Le Fiamme Gialle, in particolare, dovranno verificare che il beneficiario del reddito che rifiuta il posto non stia lavorando in nero. Ma che cosa succede se si viene “beccati” a lavorare senza contratto?

Le conseguenze per chi è trovato a lavorare in nero, o in “grigio” (ossia con un contratto di lavoro nel quale figura una retribuzione inferiore rispetto a quella reale), sono piuttosto pesanti: è difatti prevista la reclusione da 1 a 3 anni per omessa comunicazione della variazione del reddito, nel caso in cui l’entità del reddito derivante dall’attività comporti la revoca o la riduzione del beneficio.

Non bisogna dimenticare, poi, che è prevista la reclusione da 2 a 6 anni, se il reddito è conseguito rendendo o utilizzando dichiarazioni o documenti falsi, o attestanti cose non vere, oppure omettendo informazioni dovute.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sul Reddito di cittadinanza: controlli per chi rifiuta il lavoro, quali sono gli adempimenti obbligatori per mantenere il sussidio, quando un’offerta di lavoro è considerata congrua e non può essere rifiutata.

Come funziona il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza è un sussidio a sostegno delle famiglie che si trovano in condizioni di bisogno economico, ossia con un reddito, un indicatore Isee, un patrimonio mobiliare (conti, carte, libretti, partecipazioni) e immobiliare (case, terreni) al di sotto di determinate soglie. Per conoscere, nel dettaglio, i requisiti richiesti per il beneficio: Reddito di cittadinanza 2019.

Il reddito di cittadinanza integra il reddito del beneficiario sino a un massimo di 780 euro mensili, incrementati dello 0,4 per ogni componente adulto del nucleo familiare e dello 0,2 per ogni minorenne, sino a un massimo del 2,1 per i nuclei numerosi (2,2 per le famiglie numerose con disabili gravi o non autosufficienti). Per capire a quanto ammonta il sussidio: Importo reddito di cittadinanza 2019.

Come si mantiene il reddito di cittadinanza?

Una volta ottenuto il sussidio, tutti i componenti della famiglia maggiorenni devono dichiarare l’immediata disponibilità al lavoro, presso i centri per l’impiego o tramite l’apposita piattaforma digitale Siulp, entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio.

Sono esonerati i componenti del nucleo studenti, già occupati o ultra sessantacinquenni, ed i disabili, come definiti dalla legge sul collocamento mirato. Possono essere esonerati dagli obblighi legati all’accettazione delle offerte di lavoro i disabili (come definiti ai fini Isee) ed i caregiver (ossia coloro che assistono disabili gravi, non autosufficienti, o minori di 3 anni).

Il richiedente e i componenti del nucleo non esonerati, entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio, devono rendere la dichiarazione d’immediata disponibilità al lavoro.

Il richiedente ed i familiari non esonerati sono direttamente convocati dal centro per l’impiego se uno di loro:

  • è disoccupato da non più di due anni;
  • ha un’età inferiore ai 29 anni;
  • è beneficiario della Naspi, di un altro sussidio di disoccupazione, o ne ha terminato la fruizione da non più di un anno;
  • ha sottoscritto un Patto di servizio in corso di validità presso i centri per l’impiego o un progetto personalizzato.

Anche in questo caso, la dichiarazione di immediata disponibilità deve essere resa entro i 30 giorni successivi al primo incontro con i servizi per l’impiego.

Reddito di cittadinanza: patto per il lavoro

I beneficiari del reddito di cittadinanza non esonerati dagli obblighi devono stipulare, presso un centro per l’impiego o un intermediario accreditato, un patto per il lavoro, cioè un progetto che ha le stesse caratteristiche del patto di servizio personalizzato previsto per chi richiede l’indennità di disoccupazione, ma prevede delle attività aggiuntive.

In particolare, sottoscrivendo il patto per il lavoro ci si obbliga a:

  • collaborare con l’operatore addetto alla redazione del bilancio delle competenze per definire il progetto;
  • accettare espressamente gli obblighi e rispettare gli impegni previsti nel patto per il lavoro e, in particolare:
    • registrarsi sull’apposita piattaforma digitale Siulp, e consultarla quotidianamente come supporto nella ricerca del lavoro;
    • svolgere attività di ricerca attiva di lavoro, secondo le modalità definite nel patto;
    • accettare di essere avviato ai corsi di formazione o riqualificazione professionale, o ai progetti per favorire l’auto-imprenditorialità, secondo le modalità individuate nel patto, tenuto conto delle aspirazioni e delle competenze personali;
    • sostenere eventuali colloqui psicoattitudinali e prove di selezione finalizzate all’assunzione, su indicazione dei servizi competenti e in attinenza alle competenze certificate;
    • accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue; in caso di fruizione del reddito in fase di rinnovo, deve essere accettata, a pena di decadenza dal beneficio, la prima offerta utile di lavoro congrua;
    • offrire la propria disponibilità per la partecipazione a progetti comunali utili alla collettività, da svolgere presso il comune di residenza, mettendo a disposizione un massimo di 8 ore alla settimana.

Reddito di cittadinanza: patto per l’inclusione sociale

Nel caso in cui nella famiglia beneficiaria del reddito siano rilevate problematiche complesse, non legate soltanto alla mancanza di lavoro, e una condizione di forte disagio e povertà, i componenti del nucleo devono sottoscrivere un patto per l’inclusione sociale, che coinvolge i centri per l’impiego, i servizi sociali e gli altri servizi territoriali competenti.

Quando non si può rifiutare un’offerta di lavoro?

Chi percepisce il reddito di cittadinanza deve accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue, la prima offerta di lavoro congrua in fase di rinnovo del sussidio. Ma quando un’offerta di lavoro è congrua ai fini del reddito di cittadinanza? In base a quanto disposto dal decretone sul reddito:

  • se il lavoratore percepisce il reddito di cittadinanza da non più di 6 mesi, l’offerta di lavoro deve avere le seguenti caratteristiche:
    • dal punto di vista della coerenza professionale, deve riguardare uno dei settori individuati nel patto di servizio sottoscritto dal lavoratore;
    • la retribuzione offerta deve essere superiore a 1,2 volte l’indennità di disoccupazione eventualmente percepita;
    • la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 100 km dalla residenza dell’interessato, o comunque deve essere raggiungibile in 100 minuti con i mezzi di trasporto pubblici, se si tratta di prima offerta; la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 250 km dalla residenza dell’interessato se si tratta di seconda offerta; la sede di lavoro può trovarsi ovunque, nel territorio italiano, se si tratta di terza offerta;
  • se il lavoratore percepisce il reddito di cittadinanza da oltre 6 mesi, l’offerta di lavoro deve avere le seguenti caratteristiche:
    • dal punto di vista della coerenza professionale, deve riguardare uno dei settori individuati nel patto di servizio sottoscritto dal lavoratore, o contigui ai settori individuati;
    • la retribuzione offerta deve essere superiore a 1,2 volte l’indennità di disoccupazione eventualmente percepita;
    • la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 100 km dalla residenza dell’interessato, o comunque deve essere raggiungibile in 100 minuti con i mezzi di trasporto pubblici, se si tratta di prima offerta; la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 250 km dalla residenza dell’interessato se si tratta di seconda offerta; la sede di lavoro può trovarsi ovunque, nel territorio italiano, se si tratta di terza offerta;
  • se il lavoratore ha ottenuto il rinnovo del reddito di cittadinanza, l’offerta di lavoro deve avere le seguenti caratteristiche:
    • dal punto di vista della coerenza professionale, può riguardare qualsiasi settore lavorativo;
    • la retribuzione offerta deve essere maggiore di 1,2 volte l’indennità di disoccupazione percepita, se il disoccupato percepisce un trattamento di sostegno al reddito;
    • la sede di lavoro, esclusivamente nel caso in cui nel nucleo familiare non siano presenti componenti di minore età o disabili, può trovarsi ovunque nel territorio italiano; in questo caso, il beneficiario continua a percepire il reddito di cittadinanza per altri 3 mesi, a titolo di compensazione per le spese di trasferimento sostenute.

Il rapporto di lavoro, per quanto riguarda la durata, deve essere:

  • a tempo indeterminato;
  • a termine o con contratto di somministrazione, con una durata di almeno tre mesi.

Per quanto riguarda l’orario di lavoro, il rapporto deve essere a tempo pieno, o a tempo parziale, con un orario non inferiore all’80% rispetto all’orario dell’ultimo contratto di lavoro.

Lo stipendio previsto, poi, non deve essere inferiore ai minimi della contrattazione collettiva. In base a un recente emendamento al decreto, la retribuzione deve risultare superiore alla misura massima del reddito di cittadinanza fruibile dal singolo (vale a dire a 780 euro mensili), più il 10%: in parole semplici, l’offerta di lavoro, per essere considerata congrua, deve offrire uno stipendio mensile almeno pari a 858 euro (780 euro +78  euro, il 10%).

Controlli della Guardia di Finanza per chi rifiuta un’offerta di lavoro

Come abbiamo osservato, rifiutare un’offerta di lavoro congrua è lecito, se il beneficiario non fruisce del sussidio in fase di rinnovo.

Tuttavia, il rifiuto dell’offerta di lavoro, che risulta dalla piattaforma digitale del Reddito di cittadinanza
per il Patto per il lavoro, viene immediatamente segnalato alla Guardia di Finanza, che deve avviare una serie di accertamenti e controlli nei confronti del beneficiario che non vuole lavorare.

Le verifiche, nel dettaglio, saranno finalizzate a scovare i furbetti, cioè chi percepisce il reddito lavorando in nero, oppure in grigio, cioè con una retribuzione dichiarata inferiore a quella reale.

Quali conseguenze per i furbetti “pizzicati” dalle Fiamme Gialle?

Che cosa succede a chi lavora in nero o in grigio?

Le conseguenze per chi lavora in nero o in grigio non sono causate dallo svolgimento dell’attività lavorativa in sé, ma dal non aver dichiarato le variazioni di reddito, o dall’aver dichiarato il falso in fase di richiesta del sussidio.

Nel dettaglio, se per ottenere o mantenere il beneficio sono utilizzati o presentati dichiarazioni e documenti falsi o attestanti cose non vere, o si omettono informazioni dovute, chi consegue indebitamente il sussidio è punito:

  • con la reclusione da 2 a 6 anni;
  • con la revoca retroattiva del beneficio;
  • con l’impossibilità di chiedere il sussidio prima che siano decorsi 10 anni dalla condanna.

Le sanzioni vanno da 1 a 3 anni di reclusione per chi non comunica la variazione del reddito: la variazione del reddito è presunta nel caso in cui sia accertato che l’interessato lavora in nero o in grigio, cioè che ha un rapporto di lavoro non dichiarato o un rapporto per il quale è dichiarata una retribuzione più bassa, come il “finto part time”.

Perdita del sussidio per chi non attiva l’assegno di ricollocazione 

I beneficiari di Rdc hanno anche diritto a una prestazione economica che può arrivare sino a 5mila euro, l’assegno di ricollocazione.

L’assegno è riconosciuto sotto forma di voucher spendibile presso i centri o le agenzie per l’impiego, o presso i delegati della Fondazione consulenti per il lavoro, che possono incassarlo solo se riescono a trovare una nuova occupazione al beneficiario della misura.

La misura dell’assegno varia non solo a seconda della durata del contratto di lavoro concluso dal disoccupato, ma anche del suo profilo di occupabilità, che dipende dall’età, dal sesso, dall’istruzione, dall’esperienza e dalla residenza: in pratica, più è difficile collocare il lavoratore, più è alto l’assegno per chi trova lavoro, sino a 5mila euro.

I percettori del sussidio beneficiari di Rdc, come osservato, sono tenuti a stipulare il Patto per il lavoro con il centro per l’impiego: decorsi 30 giorni dalla data di liquidazione della prestazione, ricevono dall’Anpal l’assegno di ricollocazione (Adr) da spendere presso i soggetti abilitati ai servizi di assistenza al reimpiego.

A pena di decadenza dal reddito di cittadinanza, inoltre, il beneficiario di Rdc deve attivare il servizio di assistenza intensiva alla ricollocazione: in pratica, deve scegliere il soggetto erogatore del servizio di assistenza e fissare la data del primo appuntamento, entro 30 giorni dal riconoscimento dell’assegno. Se non attiva il servizio di assistenza intensiva, perde il reddito.

Se il soggetto erogatore prescelto non si attiva nella ricollocazione del beneficiario, questi deve rivolgersi ad un altro soggetto erogatore.

Quando si perde il reddito di cittadinanza?

Vediamo, nel dettaglio, quali sono tutte le sanzioni previste in materia di reddito di cittadinanza:

  • utilizzo di dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, oppure omissione d’informazioni dovute, per ottenere il reddito di cittadinanza: reclusione da 2 a 6 anni;
  • omessa comunicazione delle variazioni del reddito o del patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio: reclusione da 1 a 3 anni;
  • condanna in via definitiva per i reati appena menzionati e per ulteriori reati [3]: immediata revoca del beneficio con efficacia retroattiva, disposta dall’Inps; il beneficiario è tenuto alla restituzione di quanto indebitamente percepito; il beneficio non può essere nuovamente richiesto prima che siano decorsi 10 anni dalla condanna;
  • accertamento della non corrispondenza al vero delle dichiarazioni e delle informazioni poste a fondamento
    dell’istanza Rdc, o dell’omessa successiva comunicazione di qualsiasi intervenuta variazione del reddito, del patrimonio e della composizione del nucleo familiare del richiedente: l’amministrazione dispone l’immediata revoca del beneficio con efficacia retroattiva; a seguito della revoca, il beneficiario è tenuto alla restituzione di quanto indebitamente percepito.

È disposta la decadenza dal reddito di cittadinanza anche quando uno dei componenti del nucleo familiare:

  • non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, anche a seguito del primo incontro presso il centro per l’impiego o presso i servizi competenti per il contrasto della povertà, ad eccezione dei casi di esclusione ed esonero;
  • non sottoscrive il Patto per il lavoro o il Patto per l’inclusione sociale, ad eccezione dei casi di esclusione ed esonero;
  • non attiva il servizio di ricollocazione intensivo, nei casi in cui ne abbia diritto;
  • non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o ad altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
  • non aderisce ai progetti di lavoro del Comune di residenza;
  • non accetta almeno una di tre offerte congrue;
  • in caso di rinnovo, non accetta la prima offerta congrua utile;
  • non effettua le comunicazioni di variazione del reddito, o effettua comunicazioni mendaci producendo un beneficio economico del Rdc maggiore;
  • non presenta una dichiarazione Isee aggiornata, in caso di variazione del nucleo familiare;
  • viene trovato, nel corso delle attività ispettive svolte dalle competenti autorità, intento a svolgere attività di lavoro dipendente o di collaborazione coordinata e continuativa in assenza delle comunicazioni obbligatorie, o altre attività di lavoro autonomo o di impresa, in assenza delle comunicazioni prescritte.

La decadenza dal beneficio è inoltre disposta nel caso in cui il nucleo familiare abbia percepito il beneficio
economico del Rdc in misura maggiore rispetto a quanto sarebbe spettato, per effetto di dichiarazione mendace
in sede di dichiarazione Isee o di altra dichiarazione resa nella procedura di richiesta del beneficio, o per effetto
dell’omessa presentazione delle comunicazioni di variazione.

Quando è tagliato il reddito di cittadinanza?

In caso di mancata presentazione, in assenza di giustificato motivo, alle convocazioni dei centri per l’impiego, da parte anche di un solo componente del nucleo familiare, si applicano le seguenti sanzioni:

  • la decurtazione di una mensilità di Rdc in caso di prima mancata presentazione;
  • la decurtazione di 2 mensilità alla seconda mancata presentazione;
  • la decadenza dalla prestazione, in caso di ulteriore mancata presentazione.

Nel caso di mancata partecipazione, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di orientamento, da parte anche di un solo componente del nucleo familiare, si applicano le seguenti sanzioni:

  • la decurtazione di 2 mensilità, in caso di prima mancata presentazione;
  • la decadenza dalla prestazione in caso di ulteriore mancata presentazione.

In caso di mancato rispetto degli impegni previsti nel Patto per l’inclusione sociale, relativi alla frequenza dei corsi di istruzione o di formazione da parte di un componente minorenne, oppure impegni di prevenzione e cura volti alla tutela della salute, individuati da professionisti sanitari, si applicano le seguenti sanzioni:

  • la decurtazione di 2 mensilità dopo un primo richiamo formale al rispetto degli impegni;
  • la decurtazione di 3 mensilità al secondo richiamo formale;
  • la decurtazione di 6 mensilità al terzo richiamo formale;
  • la decadenza dal beneficio in caso di ulteriore richiamo.

Niente reddito di cittadinanza in caso di vincite, successioni e donazioni

Vincere al gioco, oppure ricevere in donazione o in eredità una bella somma, o un’auto, o una moto, può far perdere il reddito di cittadinanza, qualora sia superata la soglia massima di patrimonio immobiliare o mobiliare.

Ricordiamo, a questo proposito, che la famiglia può possedere:

  • oltre alla prima casa, immobili, detenuti anche all’estero, per un valore complessivo non superiore a 30mila euro;
  • un patrimonio mobiliare (conti, carte, titoli, libretti, depositi, partecipazioni, etc.), non superiore a 6mila euro; la soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità, come definita a fini Isee, presente nel nucleo, e di 7500 euro per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza.

Nessun componente del nucleo deve possedere autoveicoli immatricolati da meno di 6 mesi, o con cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati nei 2 anni precedenti, navi o imbarcazioni da diporto; sono esclusi i veicoli per disabili.

Se, a causa di una vincita o di un lascito, si superano i requisiti prescritti, si deve comunicare la variazione patrimoniale entro 15 giorni, pena le pesanti sanzioni osservate nei paragrafi precedenti per l’omessa comunicazione di variazione.

Si può rinunciare al reddito di cittadinanza?

Tutti gli adempimenti elencati, i controlli, le sanzioni penali che si rischiano ti hanno fatto cambiare idea sulla fruizione del sussidio, e adesso vorresti rinunciare al reddito di cittadinanza? La rinuncia al reddito di cittadinanza è possibile, in base a quanto reso noto dall’Inps, che in questi giorni sta predisponendo la procedura ufficiale per chi vuole dire addio al sussidio. Tuttavia, la rinuncia dovrebbe comportare la restituzione in blocco delle ultime tre mensilità del reddito di cittadinanza: come mai? Questo ancora non è stato chiarito, e bisogna sottolineare che, sinché non uscirà la circolare dell’Inps, nulla di quanto annunciato è certo. la restituzione degli ultimi 3 mesi del reddito di cittadinanza, certo, appare un fatto singolare, dal momento che, prima dell’atto formale di rinuncia, gli importi accreditati con Carta Rdc sono pienamente spettanti. Probabilmente, la previsione consiste in una penale.

Per approfondire: Come rinunciare al reddito di cittadinanza?

Reddito di cittadinanza: niente sanzioni per i fannulloni

Controlli, sanzioni, adempimenti e impegni da rispettare, legati alle attività di politica attiva del lavoro, risultano ad ogni modo ancora “sulla carta”.

Sono slittate, difatti, le assunzioni dei nuovi 3mila tutor, i navigator, che dovranno seguire i beneficiari di Rdc, e non sono ancora state autorizzate le oltre 4mila assunzioni presso i centri per l’impiego.

Per quanto riguarda i centri per l’impiego, poi, non è ancora stato previsto un termine massimo relativo all’appuntamento da fissare per i beneficiari dei servizi collegati al patto per il lavoro: senza la firma del patto per il lavoro, non scattano gli obblighi connessi, come la frequenza dei corsi di formazione, la ricerca attiva d’impiego, la presentazione agli incontri di orientamento, la partecipazione ai progetti del Comune, etc. Ne abbiamo parlato in: Reddito di cittadinanza, sanzioni e controlli ancora lontani

Insomma, mentre la guerra al lavoro nero, al lavoro grigio ed ai falsi poveri può essere attuata nell’immediato, anche grazie agli incroci tra banche dati ed ai controlli della Guardia di Finanza, per attuare la “guerra anti-divano” sarà necessario molto più tempo.

Reddito di cittadinanza: arriva la prima condanna per lavoro nero

Iniziano ad essere irrogate le prime sanzioni ai lavoratori in nero beneficiari del reddito di cittadinanza. La prima condanna riguarda un operaio in un cantiere edile di Cerignola, impiegato senza regolare assunzione, “pizzicato” dal personale dell’Ispettorato del lavoro e dei Carabinieri.

Per lui, 4320 euro di multa, la segnalazione all’Inps ed all’autorità giudiziaria, la perdita retroattiva del sussidio e l’impossibilità di richiederlo per 10 anni. Leggi la notizia: Lavoratore in nero col reddito di cittadinanza.

note

[1] Artt.1-13, Dl 4/2019.

[2] L.68/1999.

[3] Si tratta dei reati previsti dagli articoli 270 -bis , 280, 289 -bis , 416 -bis , 416 -ter , 422 e 640 -bis del codice penale, nonché dei delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416 -bis, ovvero al fine di agevolare l’attività delle associazioni previste dallo stesso articolo , nonché alla sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti per gli stessi reati.


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37 Commenti

  1. Il “reddito di cittadinanza”, programmato con il proposito di dare un reddito minimo a tutti i cittadini e di aiutarli a trovare un lavoro, in realtà si è trasformato in “sussidio alla povertà”. Così sono stati esclusi i giovani che, non trovando lavoro, sono costretti a vivere in famiglia avente almeno un genitore che lavora.
    Questi giovani avranno più difficoltà a trovare lavoro e continueranno restare in famiglia, perché i posti di lavoro sono riservati in primis a quelli che hanno diritto al “sussidio di povertà”.

    1. chi ha la fortuna di vivere in una famiglia,ancora non povera assoluta,ha le risorse indirette per cercare in proprio un lavoro:se lo valuta VOLONTARIAMENTE entro 100 km,250,o in tutta Italia,COME OBBLIGATO invece per i soggetti single poveri assoluti usufruenti del RdC,,potra’ trovarlo anche lui:se invece vorra’ scartare opportunita’,perche’ASSISTITO da genitori PROTETTIVI,tipo:”mio figlio ha studiato,XY,e se non trova il lavoro XY,la sua famiglia puo’ ancora aiutarlo,senza che LUI!?, debba UMILIARSI a fare un lavoro che NON GLI PIACE”I!!! Altrimenti,NECESSITA’,aguzza l’INGEGNO,aiutati che il ciel ti aiuta,!?!come hanno fatto tanti GIOVANI INDECISI ,(ora anziani),e COMODINI DI UNA VOLTA,messi di fronte alle NECESSITA’ DELLA VITA!Morte di genitore,morosa incinta,etcc.etcc o altra spinta esternaSERIA !?

    2. Quando si parla di lavoro si affronta un argomento molto delicato, particolarmente complesso ed in continua evoluzione. I rapporti di lavoro, difatti, possono avere numerose peculiarità: al contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato, difatti, si sono affiancate negli anni numerose tipologie di contratti “cosiddetti” flessibili, dal contratto a termine a quello stagionale, dalla somministrazione al lavoro a chiamata, sino ad arrivare al nuovo contratto di prestazione occasionale. Consigliamo di leggere i nostri articoli:
      -Reddito di cittadinanza: rifiuto offerta di lavoro https://www.laleggepertutti.it/246559_reddito-di-cittadinanza-rifiuto-offerta-di-lavoro
      -Reddito di cittadinanza: adempimenti per ottenerlo https://www.laleggepertutti.it/271554_reddito-di-cittadinanza-adempimenti-per-ottenerlo
      -Lavoro e contratti: le ultime novità https://www.laleggepertutti.it/196639_lavoro-e-contratti-le-ultime-novita

      1. Buongiorno, mi sono rivolta ad un centro per l’impiego per avere assistenza sull’assegno di ricollocamento . Svolte tutte le pratiche e colloqui , sono in attesa . La mia domanda è questa : ma se il soggetto erogatore non trova la ricollocazione per il beneficiario , ma è il beneficiario stesso a trovarlo con il proprio impegno , cosa succede ? Grazie

  2. Salve io percepisco la rei ..da 7 mesi ..ma devo fare la domanda x il reddito di cittadinanza !?? O devo finire prima la rei!??? Casomai me la bloccano!???? Attendo risp…Grazie..

    1. Il passaggio da reddito di cittadinanza a Rei non è automatico, bisogna presentare la domanda. Volendo, si può attendere la scadenza del Rei per presentare domanda di Rdc solo una volta finito di percepire il sussidio.

  3. Scusate e se uno è ivalido civile come si deve comportare non ho capito ancora che lavorerò svolgerà

    1. Se rientra nei requisiti della Legge 68, cioè nelle categorie protette (https://www.laleggepertutti.it/277697_cosa-significa-lavoratore-categorie-protette), è esonerato dagli obblighi legati alla ricerca di lavoro e dalle attività di politica attiva del lavoro in genere, ma può beneficiare delle attività collegate al collocamento mirato.
      I disabili, come definiti ai fini ISEE (https://www.laleggepertutti.it/241407_come-compilare-la-dichiarazione-isee#Chi_e_disabile_ai_fini_Isee), sono poi esonerati dall’accettazione di un’offerta di lavoro oltre i 100 km.

      1. Salve scusi l intromissione volevo sapere gentilmente io ho al momento la rei e ho fatto la domanda per il reddito di cittadinanza sono mamma di una bambina di 8 anni casalinga e separata in affitto ho possibilità che mi diano un lavoro almeno vicino a casa o che venga esonerato dal lavoro per non lasciare la bambina sola essendo abbandonata dal padre?

      2. Scusate vorrei sapere Io vivo a caivano E ho preso adesso carta rdc x il valore di 500 single 100 km da qui dove andrei grazie

      3. Scusate mi chiamo Immacolata ho fatto la domanda dl reditto cittadinazia ho chiamato per sapere a che punto e la domanda ma mi rispondono
        dono che e stata aquisita il giorno 20 aprile cosa vuol dire e quando tempo devo aspettare grazie

        1. Ecco le tempistiche, normalmente 15-20 gg:
          Le informazioni contenute nella domanda del reddito di cittadinanza devono essere comunicate dal sito web, dalle Poste o dal Caf all’Inps, entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta.

          Per il riconoscimento del beneficio, l’Inps deve verificare, entro 5 giorni lavorativi dalla data di comunicazione, il possesso dei requisiti d’accesso. I Comuni, inoltre, devono verificare i requisiti di residenza e di soggiorno e devono comunicare l’esito della verifica.

  4. Salve volevo sapere se io lo potevo richiedere, ho tre figli 12,9,e2 anni mio marito lavora partime e io sono casalinga

  5. Domanda: chi è inserito nel servizio civico comunale 3 ore al di dal lun. Al ven. Con un mandato sussidio erogato dal comune di 250oppure 300€/mese e quindi successivamente all aver fatto domanda per il reddito di cittadinanza cosa cambierebbe? Cosa comunicare? Come comportarsi?ricordando che il sussidio comunale non va mai o oltre le 300€/mese ed è altresì previsto dopo 3 mesi di lavoro un mese a casa.Grazie.

    1. Per queste casistiche particolari è opportuno attendere chiarimenti ufficiali, sicuramente a breve sarà emanata una circolare o una nota

  6. Buona sera al mio amico..a fatto la domanda del reddito di cittadinanza …oggi e andato negli uffici postali a ritirare la carta e gli anno dato 134.00 euro…perché se da single gli spettavano 780.00 euro ….

    1. Probabilmente ha già un reddito o una pensione, quindi i 134 euro gli spettano come integrazione. Ricordo che i 780 euro spettano se:
      sussistono tutti i requisiti per il reddito di cittadinanza;
      si fa parte di un nucleo familiare con un solo componente; non si possiede alcun reddito;
      si paga un affitto pari o superiore a 280 euro al mese.

  7. salve, se una persona é invalidá e non capace di svolgere qualsiasi attivitá lavorativa, tanto meno i lavoretti quotidiani domestici, ma la patologia non apartiene alla categoria delle malattie invalidanti in Italia. ASL non riconosce invalidita totale, persona vive giorno per giorno con mille problemi di movimento ecc. Domanda é – come in questo caso una persona del genere potrebbe accettare un lavoro qualsiasi se é costretta a rifiutare perché non riesce a scendere nemmeno la scale e non percepice un centesimo da nessuna parte, cosa fare in questi casi. La legge non riconosce ancora la mia (e di tanti altri) malattia e la persona non é in grado di lavorare o svolgere la vita normale. Quindi deve morire di fame per non parlare dei farmaci occorenti e figlio ancora minorenne da mandare a scuola. Come si risolve questa situazione? Grazie per la risposta.

  8. Salve, io ho un disabile, non autosufficiente, dipende in tutto di me , come faccio andare a lavorare a 50-100 km se io non lo poso lasciare mai da solo?

  9. Salve mio marito ha richiesto il reddito di cittadinanza, gli è stato accettato, da pochi giorni ha avuto un incarico di lavoro, e se tutto va bene lo mettono in regola, vorrebbe rinunciare al reddito, al CAF gli hanno detto che al momento non si sa come fare a rinunciare, che deve fare? Grazie. Da premettere che non ha usufruito dei soldi, malgrado il messaggio ricevuto nel cell gli dice che può andare alle poste giorno 7/05 /19

    1. Salve, dovrebbe inviare la comunicazione di variazione della situazione nella piattaforma online per il Reddito di cittadinanza. Se non riesce, può inviare la comunicazione di variazione tramite CAF, utilizzando il modello Rdc-Pdc Com Esteso.

  10. Questo Redito di Cittadinanza è veramente un aiuto per chi ne ha davvero bisogno.E triste se qualcuono cerca di fare il furbo. Sarebbe disonesto. Bisogno comportarsi bene. Io metterei Telecamere ovunque per esempio .

  11. Io ho i requisiti, ho fatto domanda il 29 marzo, a oggi 26 aprile non ho ricevuto risposta……cosa devo fare?

    1. In base alle notizie che sono state diffuse dai Caf centrali, la maggior parte delle domande è stata evasa. Non so se Lei abbia presentato la domanda tramite Caf, o con modalità differenti…Se ha presentato domanda tramite il portale web del reddito di cittadinanza, nell’area riservata può monitorarla. Se tramite Caf o Poste, dovrebbe rivolgersi all’ufficio che ha curato la pratica, per richiederne il monitoraggio.

      1. Io ho 3 figli non lavoro il mio esee di di 4000€ e ho avuto 100€ sulla carte mi sa dire che legge e e dove mi manda a lavorare?! Che poi non vivo di 100€ con tre figlie e sono anche ragazza madre senza lavoro povera Italia !

    1. Le tempistiche dovrebbero essere le seguenti, in base alla normativa:
      Le informazioni contenute nella domanda del reddito di cittadinanza devono essere comunicate dal sito web, dalle Poste o dal Caf all’Inps, entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta.

      Per il riconoscimento del beneficio, l’Inps deve verificare, entro 5 giorni lavorativi dalla data di comunicazione, il possesso dei requisiti d’accesso. I Comuni, inoltre, devono verificare i requisiti di residenza e di soggiorno e devono comunicare l’esito della verifica.

  12. Anche io ho fatto domanda anche se tante cose non mi piacciono…però siamo tutti e due disoccupati…io mi arrancio.andando a fare qualche ora di pulizie e il caff dove ho fatto domanda lo sa…però non essendo in regola me lo hanno fatta fare comunque…quindi se accettassero la domanda come devo comportarmi…devo comunicarlo al centro prr l,impiego…perché nelle tante cose lette trovo un po’ di confusione nel capirle…se mi può dare una risposta…io dicendo avendo una minorenne a carico non posso allontanarmi più di tanto per poterla gestire anche in questo come funziona…perché è normale che se uno ha dei figli minori da seguire non.può andare a lavorare chissà dove…quindi ci sta che uno possa rifiutare…

  13. salve se uno intende rinunciare al reddito di cittadinanza puo nel frattampo usufruire del sussidio o meglio di no.
    grazie

    1. La procedura di rinuncia deve essere ancora attivata dall’Inps. L’aspetto non è ancora stato chiarito, ma con tutta probabilità, una volta formalizzata la rinuncia non sarà possibile spendere nulla, anche nel caso in cui la carta dovesse risultare ancora attiva. Prima della comunicazione di rinuncia, a mio parere, è invece possibile utilizzare la carta Rdc.

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