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Reddito di cittadinanza: controlli per chi rifiuta il lavoro

14 Aprile 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Aprile 2019



Segnalazione alla Guardia di Finanza per i beneficiari del reddito che rifiutano il posto: chi lavora in nero rischia la galera.

La guerra ai furbetti del reddito di cittadinanza non è ancora iniziata, ma si preannuncia molto dura: le regole previste dal decretone [1] per chi “sgarra”, difatti, sono severissime, e prevedono anche la reclusione sino a 6 anni per chi dichiara il falso, al fine di godere del sussidio.

Particolarmente severo anche il trattamento nei confronti dei beneficiari del reddito “pigri”: chi rifiuta un’offerta di lavoro congrua, difatti, sarà segnalato alla Guardia di Finanza per essere sottoposto a controlli. Le Fiamme Gialle, in particolare, dovranno verificare che il beneficiario del reddito che rifiuta il posto non stia lavorando in nero. Ma che cosa succede se si viene “beccati” a lavorare senza contratto?

Le conseguenze per chi è trovato a lavorare in nero, o in “grigio” (ossia con un contratto di lavoro nel quale figura una retribuzione inferiore rispetto a quella reale), sono piuttosto pesanti: è difatti prevista la reclusione da 1 a 3 anni per omessa comunicazione della variazione del reddito, nel caso in cui l’entità del reddito derivante dall’attività comporti la revoca o la riduzione del beneficio.

Non bisogna dimenticare, poi, che è prevista la reclusione da 2 a 6 anni, se il reddito è conseguito rendendo o utilizzando dichiarazioni o documenti falsi, o attestanti cose non vere, oppure omettendo informazioni dovute.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sul Reddito di cittadinanza: controlli per chi rifiuta il lavoro, quali sono gli adempimenti obbligatori per mantenere il sussidio, quando un’offerta di lavoro è considerata congrua e non può essere rifiutata.

Come funziona il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza è un sussidio a sostegno delle famiglie che si trovano in condizioni di bisogno economico, ossia con un reddito, un indicatore Isee, un patrimonio mobiliare (conti, carte, libretti, partecipazioni) e immobiliare (case, terreni) al di sotto di determinate soglie. Per conoscere, nel dettaglio, i requisiti richiesti per il beneficio: Reddito di cittadinanza 2019.

Il reddito di cittadinanza integra il reddito del beneficiario sino a un massimo di 780 euro mensili, incrementati dello 0,4 per ogni componente adulto del nucleo familiare e dello 0,2 per ogni minorenne, sino a un massimo del 2,1 per i nuclei numerosi (2,2 per le famiglie numerose con disabili gravi o non autosufficienti). Per capire a quanto ammonta il sussidio: Importo reddito di cittadinanza 2019.

Come si mantiene il reddito di cittadinanza?

Una volta ottenuto il sussidio, tutti i componenti della famiglia maggiorenni devono dichiarare l’immediata disponibilità al lavoro, presso i centri per l’impiego o tramite l’apposita piattaforma digitale Siulp, entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio.

Sono esonerati i componenti del nucleo studenti, già occupati o ultra sessantacinquenni, ed i disabili, come definiti dalla legge sul collocamento mirato. Possono essere esonerati dagli obblighi legati all’accettazione delle offerte di lavoro i disabili (come definiti ai fini Isee) ed i caregiver (ossia coloro che assistono disabili gravi, non autosufficienti, o minori di 3 anni).

Il richiedente e i componenti del nucleo non esonerati, entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio, devono rendere la dichiarazione d’immediata disponibilità al lavoro.

Il richiedente ed i familiari non esonerati sono direttamente convocati dal centro per l’impiego se uno di loro:

  • è disoccupato da non più di due anni;
  • ha un’età inferiore ai 29 anni;
  • è beneficiario della Naspi, di un altro sussidio di disoccupazione, o ne ha terminato la fruizione da non più di un anno;
  • ha sottoscritto un Patto di servizio in corso di validità presso i centri per l’impiego o un progetto personalizzato.

Anche in questo caso, la dichiarazione di immediata disponibilità deve essere resa entro i 30 giorni successivi al primo incontro con i servizi per l’impiego.

Reddito di cittadinanza: patto per il lavoro

I beneficiari del reddito di cittadinanza non esonerati dagli obblighi devono stipulare, presso un centro per l’impiego o un intermediario accreditato, un patto per il lavoro, cioè un progetto che ha le stesse caratteristiche del patto di servizio personalizzato previsto per chi richiede l’indennità di disoccupazione, ma prevede delle attività aggiuntive.

In particolare, sottoscrivendo il patto per il lavoro ci si obbliga a:

  • collaborare con l’operatore addetto alla redazione del bilancio delle competenze per definire il progetto;
  • accettare espressamente gli obblighi e rispettare gli impegni previsti nel patto per il lavoro e, in particolare:
    • registrarsi sull’apposita piattaforma digitale Siulp, e consultarla quotidianamente come supporto nella ricerca del lavoro;
    • svolgere attività di ricerca attiva di lavoro, secondo le modalità definite nel patto;
    • accettare di essere avviato ai corsi di formazione o riqualificazione professionale, o ai progetti per favorire l’auto-imprenditorialità, secondo le modalità individuate nel patto, tenuto conto delle aspirazioni e delle competenze personali;
    • sostenere eventuali colloqui psicoattitudinali e prove di selezione finalizzate all’assunzione, su indicazione dei servizi competenti e in attinenza alle competenze certificate;
    • accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue; in caso di fruizione del reddito in fase di rinnovo, deve essere accettata, a pena di decadenza dal beneficio, la prima offerta utile di lavoro congrua;
    • offrire la propria disponibilità per la partecipazione a progetti comunali utili alla collettività, da svolgere presso il comune di residenza, mettendo a disposizione un massimo di 8 ore alla settimana.

Reddito di cittadinanza: patto per l’inclusione sociale

Nel caso in cui nella famiglia beneficiaria del reddito siano rilevate problematiche complesse, non legate soltanto alla mancanza di lavoro, e una condizione di forte disagio e povertà, i componenti del nucleo devono sottoscrivere un patto per l’inclusione sociale, che coinvolge i centri per l’impiego, i servizi sociali e gli altri servizi territoriali competenti.

Quando non si può rifiutare un’offerta di lavoro?

Chi percepisce il reddito di cittadinanza deve accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue, la prima offerta di lavoro congrua in fase di rinnovo del sussidio. Ma quando un’offerta di lavoro è congrua ai fini del reddito di cittadinanza? In base a quanto disposto dal decretone sul reddito:

  • se il lavoratore percepisce il reddito di cittadinanza da non più di 6 mesi, l’offerta di lavoro deve avere le seguenti caratteristiche:
    • dal punto di vista della coerenza professionale, deve riguardare uno dei settori individuati nel patto di servizio sottoscritto dal lavoratore;
    • la retribuzione offerta deve essere superiore a 1,2 volte l’indennità di disoccupazione eventualmente percepita;
    • la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 100 km dalla residenza dell’interessato, o comunque deve essere raggiungibile in 100 minuti con i mezzi di trasporto pubblici, se si tratta di prima offerta; la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 250 km dalla residenza dell’interessato se si tratta di seconda offerta; la sede di lavoro può trovarsi ovunque, nel territorio italiano, se si tratta di terza offerta;
  • se il lavoratore percepisce il reddito di cittadinanza da oltre 6 mesi, l’offerta di lavoro deve avere le seguenti caratteristiche:
    • dal punto di vista della coerenza professionale, deve riguardare uno dei settori individuati nel patto di servizio sottoscritto dal lavoratore, o contigui ai settori individuati;
    • la retribuzione offerta deve essere superiore a 1,2 volte l’indennità di disoccupazione eventualmente percepita;
    • la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 100 km dalla residenza dell’interessato, o comunque deve essere raggiungibile in 100 minuti con i mezzi di trasporto pubblici, se si tratta di prima offerta; la distanza dal luogo di lavoro non può essere superiore a 250 km dalla residenza dell’interessato se si tratta di seconda offerta; la sede di lavoro può trovarsi ovunque, nel territorio italiano, se si tratta di terza offerta;
  • se il lavoratore ha ottenuto il rinnovo del reddito di cittadinanza, l’offerta di lavoro deve avere le seguenti caratteristiche:
    • dal punto di vista della coerenza professionale, può riguardare qualsiasi settore lavorativo;
    • la retribuzione offerta deve essere maggiore di 1,2 volte l’indennità di disoccupazione percepita, se il disoccupato percepisce un trattamento di sostegno al reddito;
    • la sede di lavoro, esclusivamente nel caso in cui nel nucleo familiare non siano presenti componenti di minore età o disabili, può trovarsi ovunque nel territorio italiano; in questo caso, il beneficiario continua a percepire il reddito di cittadinanza per altri 3 mesi, a titolo di compensazione per le spese di trasferimento sostenute.

Il rapporto di lavoro, per quanto riguarda la durata, deve essere:

  • a tempo indeterminato;
  • a termine o con contratto di somministrazione, con una durata di almeno tre mesi.

Per quanto riguarda l’orario di lavoro, il rapporto deve essere a tempo pieno, o a tempo parziale, con un orario non inferiore all’80% rispetto all’orario dell’ultimo contratto di lavoro.

Lo stipendio previsto, poi, non deve essere inferiore ai minimi della contrattazione collettiva. In base a un recente emendamento al decreto, la retribuzione deve risultare superiore alla misura massima del reddito di cittadinanza fruibile dal singolo (vale a dire a 780 euro mensili), più il 10%: in parole semplici, l’offerta di lavoro, per essere considerata congrua, deve offrire uno stipendio mensile almeno pari a 858 euro (780 euro +78  euro, il 10%).

Controlli della Guardia di Finanza per chi rifiuta un’offerta di lavoro

Come abbiamo osservato, rifiutare un’offerta di lavoro congrua è lecito, se il beneficiario non fruisce del sussidio in fase di rinnovo.

Tuttavia, il rifiuto dell’offerta di lavoro, che risulta dalla piattaforma digitale del Reddito di cittadinanza
per il Patto per il lavoro, viene immediatamente segnalato alla Guardia di Finanza, che deve avviare una serie di accertamenti e controlli nei confronti del beneficiario che non vuole lavorare.

Le verifiche, nel dettaglio, saranno finalizzate a scovare i furbetti, cioè chi percepisce il reddito lavorando in nero, oppure in grigio, cioè con una retribuzione dichiarata inferiore a quella reale.

Quali conseguenze per i furbetti “pizzicati” dalle Fiamme Gialle?

Che cosa succede a chi lavora in nero o in grigio?

Le conseguenze per chi lavora in nero o in grigio non sono causate dallo svolgimento dell’attività lavorativa in sé, ma dal non aver dichiarato le variazioni di reddito, o dall’aver dichiarato il falso in fase di richiesta del sussidio.

Nel dettaglio, se per ottenere o mantenere il beneficio sono utilizzati o presentati dichiarazioni e documenti falsi o attestanti cose non vere, o si omettono informazioni dovute, chi consegue indebitamente il sussidio è punito:

  • con la reclusione da 2 a 6 anni;
  • con la revoca retroattiva del beneficio;
  • con l’impossibilità di chiedere il sussidio prima che siano decorsi 10 anni dalla condanna.

Le sanzioni vanno da 1 a 3 anni di reclusione per chi non comunica la variazione del reddito: la variazione del reddito è presunta nel caso in cui sia accertato che l’interessato lavora in nero o in grigio, cioè che ha un rapporto di lavoro non dichiarato o un rapporto per il quale è dichiarata una retribuzione più bassa, come il “finto part time”.

note

[1] Artt.1-13, Dl 4/2019.

[2] L.68/1999.


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14 Commenti

  1. Il “reddito di cittadinanza”, programmato con il proposito di dare un reddito minimo a tutti i cittadini e di aiutarli a trovare un lavoro, in realtà si è trasformato in “sussidio alla povertà”. Così sono stati esclusi i giovani che, non trovando lavoro, sono costretti a vivere in famiglia avente almeno un genitore che lavora.
    Questi giovani avranno più difficoltà a trovare lavoro e continueranno restare in famiglia, perché i posti di lavoro sono riservati in primis a quelli che hanno diritto al “sussidio di povertà”.

    1. chi ha la fortuna di vivere in una famiglia,ancora non povera assoluta,ha le risorse indirette per cercare in proprio un lavoro:se lo valuta VOLONTARIAMENTE entro 100 km,250,o in tutta Italia,COME OBBLIGATO invece per i soggetti single poveri assoluti usufruenti del RdC,,potra’ trovarlo anche lui:se invece vorra’ scartare opportunita’,perche’ASSISTITO da genitori PROTETTIVI,tipo:”mio figlio ha studiato,XY,e se non trova il lavoro XY,la sua famiglia puo’ ancora aiutarlo,senza che LUI!?, debba UMILIARSI a fare un lavoro che NON GLI PIACE”I!!! Altrimenti,NECESSITA’,aguzza l’INGEGNO,aiutati che il ciel ti aiuta,!?!come hanno fatto tanti GIOVANI INDECISI ,(ora anziani),e COMODINI DI UNA VOLTA,messi di fronte alle NECESSITA’ DELLA VITA!Morte di genitore,morosa incinta,etcc.etcc o altra spinta esternaSERIA !?

    2. Quando si parla di lavoro si affronta un argomento molto delicato, particolarmente complesso ed in continua evoluzione. I rapporti di lavoro, difatti, possono avere numerose peculiarità: al contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato, difatti, si sono affiancate negli anni numerose tipologie di contratti “cosiddetti” flessibili, dal contratto a termine a quello stagionale, dalla somministrazione al lavoro a chiamata, sino ad arrivare al nuovo contratto di prestazione occasionale. Consigliamo di leggere i nostri articoli:
      -Reddito di cittadinanza: rifiuto offerta di lavoro https://www.laleggepertutti.it/246559_reddito-di-cittadinanza-rifiuto-offerta-di-lavoro
      -Reddito di cittadinanza: adempimenti per ottenerlo https://www.laleggepertutti.it/271554_reddito-di-cittadinanza-adempimenti-per-ottenerlo
      -Lavoro e contratti: le ultime novità https://www.laleggepertutti.it/196639_lavoro-e-contratti-le-ultime-novita

  2. Salve io percepisco la rei ..da 7 mesi ..ma devo fare la domanda x il reddito di cittadinanza !?? O devo finire prima la rei!??? Casomai me la bloccano!???? Attendo risp…Grazie..

    1. Il passaggio da reddito di cittadinanza a Rei non è automatico, bisogna presentare la domanda. Volendo, si può attendere la scadenza del Rei per presentare domanda di Rdc solo una volta finito di percepire il sussidio.

  3. Scusate e se uno è ivalido civile come si deve comportare non ho capito ancora che lavorerò svolgerà

    1. Se rientra nei requisiti della Legge 68, cioè nelle categorie protette (https://www.laleggepertutti.it/277697_cosa-significa-lavoratore-categorie-protette), è esonerato dagli obblighi legati alla ricerca di lavoro e dalle attività di politica attiva del lavoro in genere, ma può beneficiare delle attività collegate al collocamento mirato.
      I disabili, come definiti ai fini ISEE (https://www.laleggepertutti.it/241407_come-compilare-la-dichiarazione-isee#Chi_e_disabile_ai_fini_Isee), sono poi esonerati dall’accettazione di un’offerta di lavoro oltre i 100 km.

      1. Salve scusi l intromissione volevo sapere gentilmente io ho al momento la rei e ho fatto la domanda per il reddito di cittadinanza sono mamma di una bambina di 8 anni casalinga e separata in affitto ho possibilità che mi diano un lavoro almeno vicino a casa o che venga esonerato dal lavoro per non lasciare la bambina sola essendo abbandonata dal padre?

  4. Salve volevo sapere se io lo potevo richiedere, ho tre figli 12,9,e2 anni mio marito lavora partime e io sono casalinga

  5. Domanda: chi è inserito nel servizio civico comunale 3 ore al di dal lun. Al ven. Con un mandato sussidio erogato dal comune di 250oppure 300€/mese e quindi successivamente all aver fatto domanda per il reddito di cittadinanza cosa cambierebbe? Cosa comunicare? Come comportarsi?ricordando che il sussidio comunale non va mai o oltre le 300€/mese ed è altresì previsto dopo 3 mesi di lavoro un mese a casa.Grazie.

    1. Per queste casistiche particolari è opportuno attendere chiarimenti ufficiali, sicuramente a breve sarà emanata una circolare o una nota

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